PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 73
Posted by robertorossitesta on August 10, 2008
Erre chiese ad Elle: “Per qualcuno il segno della rinnovata Alleanza era solo un arcobaleno, l’annuncio dell’inizio della seconda guerra mondiale nient’altro che un’aurora boreale. Che cosa rispondere a costoro?”
Elle rispose: “L’imperatore convocò i suoi messi e ordinò loro di recarsi nelle regioni più lontane dell’impero, dove in certe ricorrenze avrebbero dovuto salire sulle terrazze e lasciar cadere sul popolo una pioggia di monete. I messi ubbidirono, e come le monete piovevano alcuni ne restavano feriti, altri venivano calpestati dalla folla che accorreva. Mentre tutti raccoglievano, da una parte si diceva che non si trattava che di monete, dall’altra che quello era il segno della benevolenza dell’imperatore, il segno che pur nella distanza egli non si era scordato del suo popolo”.

















nadia agustoni said
L’ho sempre pensato che le cose gratuite (tipo le monete dell’imperatore) sono pericolose.
francesco sasso said
Roberto, dopo la lettura del testo, una sottile [orientale] malinconia s’è insinuata furtivamente nel mio animo.
f.s.
robertorossitesta said
Cari amici,
è più forte di me, non mi riesce mai di parlare (tanto per fare un esempio) del bicchiere mezzo pieno senza fare contemporaneamente cenno al fatto che è anche mezzo vuoto. Sono ubbie di vecchio brontolone; Francesco, non è il caso che un giovane come te se ne immalinconisca.
Un caro saluto,
Roberto
Carla said
difficile, restar feriti da monete
è comunque una misera vittoria
meglio la miseria senza gloria
;-)
robertorossitesta said
Cara Carla,
dipende dalle dimensioni, dalla forma e dal peso delle monete, nonché dall’altezza da cui venivano lanciate :-)
Ciao,
Roberto