Cagnanza e padronanza
Posted by rosellapostorino on October 8, 2008
Quel che accomuna i racconti di Fiore in questa sua seconda raccolta è l’atmosfera. Un’atmosfera da cemento incandescente nelle periferie romane le domeniche d’agosto. Da scantinato, da muro scorticato, muffa e puzza di formaggio, luce obliqua che intrappola le cose. Quel che li accomuna sono i personaggi, quasi sempre una coppia – uomini, donne, fratelli, amici – dove l’equilibrio è una corda tesa pronta a sfilacciarsi, a strapparsi, a strozzare. La loro evoluzione, e la narrazione stessa, è in questa linea retta fra due elementi, in questa impossibile chiusura. A volte entra in gioco un terzo, o un quarto, come nel bel Forme di vita su un pianeta, ma fa in fretta a svaporare e lasciare la fessura insuturabile. Quel che li accomuna è la lingua: incredibilmente violenta, visionaria e materica, capace di immagini che esplodono in testa fino a espandersi. Nel microcosmo di Fiore la bellezza può essere «sottocutanea» e «spellata», gli esseri umani hanno forme di bestia o di minerale, e un’infezione organica si stende sopra gli oggetti. Una lingua di un nitore accecante, deformante. È il racconto che dà il titolo, più degli altri, a condensare tutto questo, come un grumo perfetto su cui non puoi non incagliarti, mentre leggi il libro.
Peppe Fiore
Cagnanza e padronanza
Gaffi, € 8,50, pp. 180


















Giorgio said
Bella recensione, Rosella, di un’intensità che fa molto desiderare leggere questo libro.
- “Caro vecchio neon” -Nazione Indiana said
[...] a cura di Gabriele Merlini e Vanni Santoni dei libri Noi che siamo ancora vivi di Emiliano Amato, Cagnanza e Padronanza di Peppe Fiore usciti per Alberto Gaffi editore e del progetto di collana e antologia [...]
Sabrina said
“la lingua: incredibilmente violenta, visionaria e materica” mi attrae moltissimo, è quello che in questo momento cerco nelle mie letture. Il libro è già finito nella mia “lista dei desideri”…