La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Se non li avete visti

Pubblicato da as su novembre 5, 2008

di Alessandro Seri
fascisti_piazzanavona

Ma li avete visti quei pezzenti entrare a Piazza Navona sul furgoncino bianco con dentro mazze di ferro colorate di bianco rosso e verde? Li avete visti scendere e togliersi le cinte e cominciare senza nessun motivo a tirar cinghiate? Li avete visti mentre impuniti venivano, con tutta calma, fatti spostare dalle forze dell’ordine su un lato della piazza? Li avete visti mettersi in formazione, posare per i fotografi, fare le faccette da duri? Li avete visti questi pezzenti mentre assalivano liceali inermi e professoresse e maestre? Dico, li avete visti? Probabilmente non li avete visti bene perché altrimenti avreste alzato la testa e allargato le spalle; non li avete visti bene perché avete costretto una trasmissione televisiva a farveli rivedere, stavolta meglio, con immagini inedite e ingrandite. Ora li avete visti? Ancora no? Strano però. Dato che ancora non li avevate visti questi pezzenti ieri sera hanno scavalcato i cancelli della rai e col volto coperto dai passamontagna hanno urlato ai giornalisti della trasmissione che aveva tentato di farveli vedere minacce contro i familiari. Avete capito? Sentito? Come se questi venissero sotto casa vostra a urlarvi che vi conoscono e che non si occuperanno tanto di voi quanto di vostra moglie e dei vostri figli. Ora li avete visti? Li avete visti o no? A me sembra ancora di no, ancora non li avete visti perché altrimenti avreste fatto barriera, spalla a spalla, li avreste guardati negli occhi e avreste detto una parola, almeno una parola per difendere gli studenti, le professoresse, le maestre. Tutti lì a scrivere poesie, racconti, saggi critici, mentre questi pezzenti con le loro spranghe targate italia prendono a mazzate i deboli, gli indifesi. Mentre vi godete L’Isola dei famosi, mentre vi addormentate con la nenia di Bruno Vespa, mentre questa nazione va al macello, come una vacca rassegnata, i pezzenti con le spranghe hanno facoltà di fare ciò che vogliono sui vostri figli che manifestano, sulle vostre mogli insegnanti. Li avete visti ora? Se ancora non li avete visti ve li faccio vedere io: eccoli. Guardate quanto sono ridicoli nella loro posa, guardateli, sembrano il manifesto di un film di Natale tipo Natale a Piazza Navona. Sono disoccupati, poveri e ignoranti sembrano i tronisti di Maria De Filippi, hanno la stessa espressione ebete delle squadre di calcio, categoria pulcini. Guardateli bene; sono questi pezzenti a farvi paura? A non farvi dire nemmeno una parola? Ma che nazione è questa dove la violenza è impunita, gratuita, protetta? Ho l’impressione che questa sia la nazione dove dei fascisti pezzenti come questi hanno imbrattato qualche giorno fa’ con delle svastiche, al cimitero di Ancona, i loculi dei morti della resistenza marchigiana. Morti ai quali questa nazione un tempo ha dedicato vie. Ho visto le svastiche sulla tomba di Achille Barilatti, nato a Macerata il 16 settembre 1921, fucilato a Muccia (Macerata) il 23 marzo 1944, studente in Scienze economiche e commerciali, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Tenente di artiglieria mobilitato nella difesa costiera, subito dopo l’armistizio entrò nella Resistenza, assumendo (con il nome di copertura di Gilberto Della Valle), il comando del distaccamento di Montalto di Cessapalombo del gruppo “Nicolò”, che operava sulle alture maceratesi. Catturato dai fascisti il 22 marzo del 1944, il giorno dopo fu fucilato, senza processo, contro il muro di cinta del cimitero di Muccia di Camerino. Questa la motivazione della massima ricompensa al valor militare: “Comandante di distaccamento partigiano sopraffatto dopo strenua difesa da ingenti forze fasciste, fieramente rifiutava di avere salva la vita pur di non tradire i compagni. Il massacro di ventisette partigiani barbaramente trucidati sotto i suoi occhi non lo intimorì ed il suo animo acceso da sdegno per tanto scempio non tremò innanzi al martirio. Dopo avere rinfacciato al nemico l’insulto di traditore della Patria cadeva sotto il piombo fratricida gridando: ” Viva l’Italia! “”. Ricordano Achille Barilatti vie di Roma, Ancona e Macerata. Io ho visto e se voi non l’avete ancora fatto, vengo ad aprirvi gli occhi, ad urlarvi nelle orecchie, a spintonarvi, destarvi dal torpore dei conti in banca, della casa di proprietà, del cappuccino al bar. Dietro a questi pezzenti mascherati c’è ben altro, c’è un uomo vecchio, un Licio Gelli qualunque, che scrive poesie e che un tempo progettava di fare all’Italia ciò che sta accadendo ora, dietro a queste maschere da carnevale c’è tutta una massa di faccendieri, mafiosi, tangentari che siedono in parlamento o nemmeno quello fanno. Aprite gli occhi guardateli e guardate anche dietro le spalle di questi pezzenti in posa, questi pezzenti da stadio, da omicidio libero. Se non li avete visti ancora, fatelo adesso o potrebbe essere troppo tardi, davvero troppo tardi.

61 Risposte to “Se non li avete visti”

  1. francescomarotta detto

    Grazie, Alessandro.

    Qualcuno in alto, molto in alto, ha dato il via libera a questa teppaglia “da omicidio libero”, garantendogli impunità e copertura politica.

    Sarebbe il caso di svegliarsi davvero, piuttosto che discettare di mentecatte in giarrettiera e cilicio o di contare i delegati di parte a congressi dei quali frega qualcosa, nel migliore dei casi, solo ai familiari più stretti.
    O sarà davvero troppo tardi.
    Troppo tardi anche per respirare liberamente.

    Un abbraccio grandissimo, solidale e resistente.

    Francesco Marotta

  2. Giorgio detto

    Ci sono due denunce alla magistratura contro uno degli ispiratori:

    http://beppesebaste.blogspot.com/2008/11/avviso-importante-denuncia-contro-il.html

    http://it.youtube.com/watch?v=06d-9gCS1gI

    E il Ministro dell’Interno non li ha visti, così belli in posa?

  3. Su SKY 24 ho avuto la gioia di vedere uno di loro, un biondino che testimoniava la loro buona fede di studenti modello; “Stavamo ppresidiando la nnostra camionetta, quando semo stati agggrediti da centri sogiali cor casco” non c’era contradditorio perchè gli studenti interpellati hanno rifiutato il confronto televisivo con rappresentanti di un gruppo che agisce in aperta violazione della costituzione, trasmissione che avrebbe messo sullo stesso piano gli interlocutori.
    La difficoltà sta nel fatto che con quella gente non si può parlare, l’unica alternativa sembrerebbe la violenza, ma loro sono lì per questo.

  4. lucy detto

    c’è chi ha risposto in modo tendenzioso ad un’interrogazione parlamentare sull’argomento. c’è chi dice manderò la polizia. c’è chi auspica l’azione di infiltrati. c’è chi dice che lo stalliere è stato un eroe, che le giornaliste di raitre sono dark, che dovrebbero dare notizie più leggere. c’è chi saluta obama con la saliva schiumante dicendo che quell’elezione farà contenta al qaeda. sono tutti della stessa parte politica, con la quale non si deve, perché non ne vale la pena, parlare, ma che si deve osteggiare in tutti i modi, perché sono della stessa identica pasta arrogante e violenta. nessun confronto con violenti e antidemocratici. basta understatement.

  5. francescomarotta detto

    Il problema è proprio “quello”, Mario: la violenza. Il movimento degli studenti deve vigilare, mantenendosi sempre sul piano di un’espressione democratica e pacifica della sua protesta. Le provocazioni e le violenze fasciste, alimentate ad arte (“avviso ai naviganti”, esternazioni del presidente “emerito” (!!!), ritorno in pompa magna del “venerabile” (!!!), con annessa apologia di fascismo in presa diretta), servono proprio a questo: scatenare una reazione che “giustifichi” una repressione di tipo “genovese”.

    L’obiettivo è uno, e ben chiaro: eliminare dal paese ogni forma di dissenso e di opposizione politica al regime in atto. Perché il movimento degli studenti turba davvero i loro sonni: in un paese ampiamente anestetizzato e incapace di pensare e di progettare, eticamente, culturalmente e socialmente in frantumi, rappresenta l’unica “alternativa politica” reale, popolare, imprevedibile e imprevista: soprattutto dopo la “resa” senza condizioni della (molto presunta) opposizione parlamentare.

    Schierarsi, senza nascondersi dietro distinguo e formulette di comodo, così come ha fatto Alessandro Seri, è un dovere di tutti quelli che hanno a cuore il futuro democratico (o il futuro tout court) di questo paese. A iniziare dagli intellettuali, o presunti tali.

    fm

  6. resistere coi fatti, senza temere nulla.
    com’è stato detto: noi non abbiamo paura.
    grazie, Ale.
    fabrizio

  7. francescomarotta detto

    Hai ragione, Lucy, nessuna acquiescenza, nessuna assuefazione, nessuna rassegnazione.
    E si inizi, da subito, a chiedere alla più alta carica istituzionale, al garante della Costituzione, almeno due cose (tra le mille possibili):

    1) quando, e da chi, è stato cancellato dalla “carta” il divieto di ricostituzione del partito fascista in qualsivoglia forma? e il reato di apologia del fascismo?

    2) quale articolo di legge permette, in spregio alla Costituzione, la formazione di gruppi di stampo paramilitare come le “ronde padane” e la loro libera circolazione sul territorio?

    E’ conciliabile tutto questo con l’ordinamento democratico?
    E, soprattutto, quanto e cos’altro ci vuole per formalizzare la presenza, ormai ampiamente nei fatti, di un regime reazionario e autoritario (riveduto, corretto e aggiornato rispetto al passato) in questo paese?

    fm

  8. Giovanni Nuscis detto

    Vigliacchi e miserabili come i loro mandanti. Quando li ho visti, filmati dalle telecamere della Rai, mi si è accapponata la pelle. Nessuno che li fermasse, li trattenesse, in qualche modo. Uno spettacolo surreale e drammatico, che dà la misura dei tempi che stiamo vivendo. E stessa cosa in Piazza Navona. Da osservare che la “verità dei fatti” è potuta emergere grazie alla tecnologia (telecamere, fotocamere), piuttosto che attraverso testimoni – sistematicamente contraddetti da “altri testimoni”.
    Si sarà notato, tra gli effetti delle decennali strategie mediatiche, il definirsi di un tipo antropologico – ottuso e violento – in continua crescita, che si muove di solito tra bar, stadio (come ultrà) e piazza. L’unico motivo di sollievo è il constatare in questi giorni quanta eccellente gioventù vi sia, in Italia; molto migliore, spesso, dei loro padri.

    Grazie, Alessandro, per aver dato voce a un sentimento che condivido nel profondo.

    Giovanni

  9. jolanda catalano detto

    E ci sono anch’io, Alessandro, nonostante l’ora, a dirti grazie e unirmi agli altri dei quali condivido ogni virgola dei loro commenti.

    Si, li abbiamo visti. Avremmo voluto non vederli più. Sapevamo già, però, che li avremmo visti.
    L’ora della parola, che forse credevamo morta, era soltanto sopita.
    Che sia risveglio per tutti.

    jolanda

  10. as detto

    Bene, mi piace questo gridare – presente!-, mi piace questa schiena dritta e mi piacciono questi vostri bellissimi occhi aperti. Occhi aperti, occhi aperti, occhi aperti.

    un caro abbraccio a tutti voi

    Alessandro

  11. robertorossitesta detto

    La prossima volta, magari, una bella foto non tanto dei mandanti diretti, quanto di coloro che ques’atmosfera propiziano e benedicono.
    Poi, sempre magari, un bel biglietto di sola andata, o la via della montagna.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

  12. grande pezzo – è importante la vigilanza, la nonviolenza attiva, l’informazione costante, il dialogo serrato per farne venir fuori le contraddizioni e le stronzate (e per allontanarne coloro che potrebbero esserne attratti)…

  13. mauro baldrati detto

    Io li ho visti, sì. Però non mi riconosco nella tua lettera, Alessandro, quando dici: “Tutti lì a scrivere poesie, racconti, saggi critici, mentre questi pezzenti con le loro spranghe targate italia prendono a mazzate i deboli, gli indifesi.” Io mi oppongo ai fascisti, come posso, però non accetto che, per il fatto di scrivere qualche saggio e racconto, e di guardare ogni tanto la televisione, debba rientrare nella maggioranza silenziosa. Respingo questa generalizzazione un po’ sbrigativa. Per il resto condivido la tua indignazione. E ho anche una preoccupazione: quel drappello con le spranghe in mano, inquadrati, esercitavano una forma di attrazione istintiva verso i giovani. Esprimevano un senso di sfida, di coraggio. Sembravano i 300 spartani contro l’esercito persiano. Forse, in questi tempi di ideali bassi, o assenti, qualche breccia l’hanno aperta, purtroppo.

  14. sparz detto

    condivido in pieno l’articolo, capisco la preoccupazione di Mauro, ma non credo che stesse nelle intenzioni di Alessandro il dire che lo scrivere o fare altre attività intellettuali fosse di per sè inutile e dannoso. Mi permetto, in aggiunta, anche di rinviare a questa testimonianza diretta:
    http://www.nazioneindiana.com/2008/10/31/piazza-navona/

  15. renatamorresi detto

    Secondo me è arrivato il tempo non solo di indignarsi ma anche di pensare come neutralizzarne la retorica, come immunizzarci dall’attrazione facile che esercitano su tanti giovanissimi (e meno giovani, ahimé), come isolarli, dissolverli, scomporli e soprattutto sfasciare i presupposti ideologici su cui si tiene in piede la classe politica, la gerontocrazia piduista, gli squadristi imbellettati, che li legittimano.

    Grazie,

    r

  16. lorenzo carlucci detto

    “Sembravano i 300 spartani contro l’esercito persiano.” francamente non so agli occhi di chi possa sembrare un eroe un tizio che affronta con una mazza da baseball altri tizi che sono per lo più a mani nude. forse l’attrazione istintiva di cui parli è semplicemente l’attrazione istintiva verso la violenza.

    lorenzo

  17. mauro baldrati detto

    Non credo, Lorenzo, che si tratti solo di violenza in sé. Per quello che capisco di fasce di età (avendo anche lavorato per anni – ma molti anni fa – a una ricerca soprattutto fotografica sulle “bande” giovanili – così le chiamavano – e avendo una figlia adolescente), c’è attrazione verso il coraggio, la sfida, l’eroismo; e non so quanto prevalenti siano gli strumenti critici che permettono di capire che non erano eroi, ma provocatori, tollerati, a quanto pare, se non protetti, dalle forze di polizia.

  18. as detto

    Mauro dice secondo me cose molto molto interessanti: c’è attrazione verso il coraggio, la sfida l’eroismo. Ecco allora dove stanno gli eroi che devono fermare questi tipi mascherati da eroi? Che forse il mio pezzo fosse un richiamo agli eroi civili? Perchè non è detto che se uno lavora per 8 ore al giorno dietro una scrivania poi non debba avere il coraggio di opporsi anche fisicamente alla sfida dell’ingiustizia, può e deve esserci anche la sfida della giustizia. Non abbiamo bisogno di martirti, ma di eroi sì. Gli eroi che partono dal basso e cambiano il volto di una nazione, gli eroi semplici, quelli che hanno il coraggio di sfidare i totalitarismi (anche mediatici) e sono capaci di cambiare la storia, proprio come Achille Barilatti.
    Comunque grazie a tutti
    Alessandro Seri

  19. Pasquale Giannino detto

    L’umanità non è divisa in buoni e cattivi. L’umanità è fatta di uomini che inevitabilmente – e non sempre in modo consapevole – sbagliano. E non sempre sanno di poter diventare facile oggetto di strumentalizzazione… Vi siete chiesti chi c’era al di qua dell’obiettivo? Vi siete chiesti quanti erano? Forse i comunisti sono (stati) meno violenti dei fascisti? Forse c’è una violenza buona e una cattiva?… Non è questa la strada. Noi siamo – dovremmo essere degli intellettuali, e come tali dovremmo sapere che la verità non è quella degli schemi. Gli schemi forniscono semplificazioni utili ma non sempre risolutive. Quantomeno dovremmo cercare di analizzare i fatti nella loro completezza.

    Pasquale

  20. lucy detto

    @19: rispetto a questa circostanza affermazioni come questa io le reputo pericolose nel loro preteso desiderio di chiarezza (come è andata è chiarissimo) quanto la moda di dire che i morti sono tutti uguali. ennò, i morti non sono tutti uguali! esser caduto per aver militato dalla parte del dittatore non ti fa uguale a chi è caduto per la libertà di un popolo. studenti che testimoniano il loro dissenso vengono spacciati in parlamento per “quelli che hanno cominciato”: ma che linguaggio è? e poi: le persone civili escono con mazze e bastoni di norma, come ciascun sa. a volte io la mia mazza personale la dimentico come l’ombrello dal panettiere o dal parrucchiere o a scuola. c’è sempre qualcuno che mi rincorre gridando “signora, la sua mazza da baseball tricolore!”

  21. francescomarotta detto

    E’ la “chiarezza” del betulla.

    E’ la “chiarezza” del ducio padano che, in campagna elettorale, sale sul palco con forza nuova e ne accarezza le bandiere.

    E’ la “chiarezza” del funzionario di polizia che richiamato dai giornalisti e richiesto del perché non ferma i mazzieri (“inconsapevoli”, nevvèro!), risponde: “questi non sono violenti, i veri violenti sono le merde comuniste che tra poco arriveranno in piazza navona”.

    E’ la “chiarezza” di Genova 2001…

    Eh sì, è quella la “strada”.
    Eh sì, caro lei, non esistono più le mezze stagioni…

    fm

  22. Per la causa ci sono sempre, alessà, gran bell’articolo!
    A me non fanno paura “sti giovanotti della roma bbbella”, poveretti, sono dei pezzenti, come li definisci tu, non hanno nè arte nè parte, sono il nulla mischiato col niente.
    Però cominciamo per favore a non vergognarci più di essere di sinistra, per favore?
    Perchè mi devo sentire un “fuorilegge” se in libreria chiedo le opere di Marx? Si tratta di apologia di reato?
    L’opinione pubblica ha fatto sì che questa ed altre libertà entrassero in odore di reato: ma arrivare a Piazza Navona con i caschi? Imbrattare le tombe dei partigiani e patrioti italiani? Al prossimo comizio di un politico, sia di centrodestra che piddino, mi metto sotto il palco e alla prima stupidaggine comincio con le pernacchie: a questi, di pernacchie, gliene abbiamo fatte sempre poche, troppo poche.
    Da Maria De Filippi vale l’unica regola possibile: credere che sia vero ciò che sta accadendo in trasmissione, prendere tutto sul serio, altrimenti la gente da casa si accorgerebbe che sono dei pezzenti.
    Per molti politici vale la stessa cosa.

    Grazie per l’articolo Ale

  23. Titti detto

    “La devozione senza la rivoluzione non basta”

    è un’affermazione di don Oreste Benzi commentata senza accomodamenti dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi presentando una biografia del prete riminese.

    Stralcio dal blog del giornalista Luigi Accattoli (per caso c’è parentela?)
    http://www.luigiaccattoli.it/blog/

  24. Pasquale Giannino detto

    Per quanto mi riguarda non sono né comunista né fascista né apostolo neoliberista. Io sto – provo a stare da un’altra parte: quella del dubbio razionale.

  25. fulmini detto

    Sì e no. Sì per l’insieme del post. No per quel “pezzenti”. Una parola sbagliata. Bisognava scrivere “giovani infelici” (Pier Paolo Pasolini).

  26. mariapia detto

    Surreale e inquietante l’assenza dei padri, italiani padri, nel loro ruolo di esponenti della legge, e della Costituzione (non se ne parli!); che, una volta abdicato al ruolo educativo, si piegano e si “fanno spezzare” sì, da un circuito di violenza intesa come forza, ma è la forza bruta fisica..appunto.Sono eterni “figli” non cresciuti.
    Il padre padrone ha la sua vendetta e caricatura nell’assenza di ogni autorità morale, poi. .e lo si vede.
    Oggi in Russia il ns. for President ha commentato, sic, che è solo un presidente carino, giovane e “abbronzato”, Obama..A richiesta di scuse, ha ribadito “ma gli ho fatto un comlimento”. Tra i buffoni e il manganello, insomma!

    Maria Pia Q.

  27. Satana detto

    Anche la violenza extracomunitaria è gratuita, impunita e protetta. Inoltre dubito fortemente che il massone Licio Gelli possa suggerire una linea politica ispirata al principio di sovranità: da questo governo di sedicente destra possiamo aspettarci soltanto il voto agli immigrati e la Turchia in Europa, ovvero l’avverarsi dei sogni di sinistra…

  28. carlo detto

    Sì ma quei ragazzi che hanno fatto i danni non si possono mica scusare dicendo che sono stati mandati da chissà chi; sono stati loro e sono responsabili loro di ciò che hanno fatto, così come sono responsabili quelli che non hanno fatto il loro dovere anche se magari hanno soltanto sottovalutato la situazione. Insomma, la libertà di ognuno secondo me è ancora importante e quei ragazzi, quei giovani hanno sbagliato, e questo è un discorso, poi quegli altri, i mandanti, hanno sbagliato pure loro, ma è un affare politico, o no? Non è più giusto tenere divisi i due aspetti, quello politico da quello dell’educazione e della responsabilita?

  29. lucy detto

    @27: violenza gratuita impunita e protetta un par de ciuffoli!

  30. paolarenzetti detto

    Sì, li abbiamo visti. E non c’è niente di nuovo sotto il sole, da questo punto di “vista”. Solo una brutta riedizione del passato più o meno lontano che ritorna.

    Benedetto il suono di quei ciuffoli! :-)

  31. La memoria storica ci dice che il fascismo è stato cacciato con la violenza e che quando si manifestasse nuovamente va represso.
    Questa è storia italiana ma se abbiamo al governo un fascista ravveduto come Fini, in Piazza Navona c’erano dei fascisti convinti e manifesti.
    C’è, in quest’italia revisionista, qualcosa che non hanno ancora osato toccare, le lapidi che ricordano la gente, partigiani o presunti tali, fucilati in quel posto lì sotto casa loro per strada, da squadracce fasciste. non si può parlare di rossi contro neri, di posizioni politiche diverse, ma dell’insorgenza di un fenomeno che questo paese ha rigettato ideologicamente e formalmente per l’aberrazione umana e politica che rappresenta.
    L’attrazione per la violenza in questo caso ha si un valore diverso, in funzione di ciò a cui si applica, diverso è infatti usare la violenza per difendere un diritto e usarla per sopraffarlo.
    Gli studenti devono usare molta intelligenza in tempi come questi e capire quanto la politica sia superiore alla rissa, ma non bisogna unirsi ai cori di sdegno se qualcuno ha sprangato un fascista che si è presentato con la sua squadraccia per impedire il normale svolgimento di una civile manifestazione.

  32. è comunque strano questo riemergere di ombre del passato.
    che pensino di passare inosservati nell’estetica del kitsch e del postmoderno?
    ma noi vigiliamo.
    e non vogliamo essere eroi per un giorno solo.

  33. as detto

    Finalmente vedo, sento e leggo. Finalmente una reazione, uno sdegno. Io non ho più illusioni, ho speranze e voglia di fare; non ho più punti di riferimento politici e/o programmatici, però ho delle donne e degli uomini ai quali guardare, donne e uomini che hanno tracciato la strada e ora stanno lì ad indicarla. Alcuni nomi? Le suffragette, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Ghandi, Martin Luther King, Antonio Gramsci, Pierpaolo Pasolini, Salvador Allende, tutte le ragazze argentine ammazzate dai porci militari di Videla, Le madri di Plaza de Majo, Nelson Mandela e poi ce ne sarebbero tanti tanti altri, compreso quel tizio che diceva di fare quello che c’era da fare senza perdere la tenerezza. C’è differenza tra questi citati sopra e chi impone il proprio volere con la violenza.

    Grazie a tutti davvero

    Alessandro Seri

  34. obviamens detto

    le sedie prese da un bar per intervenire contro gli spacconi di turno, come in certi vecchi western, sono un palese indizio di assenza di premeditazione nella propria reazione violenta

    le spranghe dipinte di rosso-bianco-verde sono un palese indizio di premeditazione – però parte di un più ampio disegno premeditato – attenzione: se Tizio fra violenza a Caio e Caio anziché rimanere immobilizzato dallo spavento reagisce e fa del male a Tizio, Caio non è un delinquente; ma se Sempronio si accorda con Tizio affinché provochi ad arte Caio, che così quel merdoso reagisce e gli sputtaniamo davanti a tutti trent’anni delle sue lotte nonviolente, E CAIO CI CASCA, non è un delinquente, ma è sputtanato

    nessuno si è messo a fotografare o videoregistrare, mi sembra di capire, i 400 “merdosi di sinistra” che sono intervenuti a Piazza Navona per fermare la mattanza, per denunciarli uno per uno alle forze dell’ordine e farli arrestare, perché l’obiettivo reale era quello di sputtanare il movimento

    l’uso della forza è accettabile nei casi di violazione di un diritto fondamentale (come quello all’istruzione!) ma quale forza e quali gesti va SEMPRE E COMUNQUE RAGIONATO, CONCERTATO CON LUCIDITA’

    siamo carenti di tecniche! negli anni Sessanta Allen Ginsberg aveva insegnato delle tecniche interessanti agli hippy per gestire gli interventi della polizia che voleva disperdere, per es., un sit-in: possenti cori di OM, preparati in lunghe sedute di training collettivo, e pronunciati di volta in volta con toni minacciosi o sommessi in base alle idiozie o idee ragionevoli che i poliziotti esprimevano – proviamo ad immaginare anche solo che cosa succederebbe se 1.000 manifestanti accerchiassero con un sonoro e prolungato e tremendo OOOMMM un gruppetto di “pezzenti” agitatori infiltrati, come bene li definisce Alessandro Seri e altrettanti avanzassero verso i poliziotti dei reparti speciali “post G8″ – no insulti, no azioni fisiche dirette, solo azione-reazione vocale, ed elasticità del fronte resistente se aggredito direttamente, disperdersi e ricomporre il coro in un altra posizione, ecc. – mosse da studiare a tavolino, da provare prima delle manifestazioni, al crimine organizzato si risponde solo organizzandosi meglio

    e in modo creativo

    per esempio tappezzando di tricolori le scuole occupate e andando tutti a lezione con la maglia della nazionale

    (to be continued)

  35. carlo detto

    Va be’ però anche quelli che hanno rotto le sedie per averle lanciate, anche se l’hanno fatto per difendersi non hanno fatto mica qualcosa di buono, oltretutto c’erano gli agenti lì apposta per evitare tutto questo. Allora questi studenti dovevano aspettare che fossero gli agenti a contrastare i facinorosi. Come si fa a dire che rispondere con la violenza è cosa da consigliare, allora si fa la stessa cosa che fanno i mandanti, allora così si strumentalizzano i giovani. Ma bisogna o no ricordare che anche i ragazzi, i giovani, seppur facilmente influenzabili, hanno la loro responsabilità e la libertà di giudizio e di scelta?

  36. Pasquale Giannino detto

    Vogliamo parlare del triangolo rosso? Vogliamo parlare degli eccidi compiuti da certi “eroi” partigiani nel nome di Stalin? Era forse quella una violenza compiuta nel nome della giustizia e della libertà? Vogliamo parlare delle foibe? Vogliamo parlare dei gulag? Vogliamo parlare degli anni di piombo? Ribadisco, non è questa la strada. La questione va affrontata diversamente. Chi sono quei ragazzi sbattuti in prima pagina? Sono dei pezzenti? Degli esaltati teste di cazzo ignoranti? O magari sono degli ingenui rimasti invischiati in un gioco più grande di loro? Ma soprattutto, cosa c’è alla base di una scelta di vita così radicale?… Questi fenomeni per combatterli bisogna capirli. Avete mai parlato con uno di quei ragazzi? Intendo dire con uno dei tanti giovani che aderiscono a CasaPound, Cuore Nero o a uno degli altri movimenti “neofascisti” che si stanno moltiplicando come funghi? Io l’ho fatto e vi assicuro che non sono degli appestati. Sono giovani che amano divertirsi, vanno ai concerti e a volte si sbronzano, esattamente come accade ai loro coetanei “normali” – i cosiddetti bravi ragazzi (magari hanno le idee un po’ più chiare in materia di sballo e droghe). Sono ragazzi come tanti che si fanno il mazzo per una manciata di euro e sanno di non avere un futuro.

  37. lorenzo carlucci detto

    a me pare che per condannare le azioni *di cui si parla qui* dei “ragazzi come tanti” *di cui si parla qui* non c’è bisogno di tirare in ballo lo spettro dei lager. per lo stesso motivo dovrebbe risultare inutile il contro-argomento qui sopra sulla violenza comunista. le loro azioni (e.g., portarsi dietro mazze da baseball e usarle contro inermi) sono condannabili *localmente*. senza fare troppo gli intellettuali e i sociologhi.

    ciao,
    lorenzo

  38. lucy detto

    abbiamo capito pasquale giannino: lei fa la solita equazione secondo cui chi ricorda ciò che accadde e accade di fascista automaticamente non tiene presente quanto altre dittature (tito, stalin, breznev) hanno causato di lutti. quanti episodi poco chiari possono essersi verificati durante la resistenza.
    però però però: anch’io ho parlato con qualche testa rasata e da nord a sud la tiritera è la stessa. via i negri, via le checche. io a quelli così gli farei, a quest’altri gli darei…
    cultura zero. se sono proprio tanto acculturati hanno letto julius evola, céline e meyrink (capirai!)
    si sbronzano e picchiano. vanno allo stadio con striscioni razzisti e picchiano.
    e non parliamo di anni di piombo perché i veri mandanti non sono ancora usciti e vorrei proprio vedere cosa c’entrano i rossi dal momento che la sinistra uscì massacrata e senza credibilità da quella stagione luttuosa.
    ho visto la faccetta(!) di gasparri in tv poco fa farfugliare qualcosa a proposito di strumentalizzazione della sua magnifica, superba uscita dell’altrieri. gli ho solo detto: va a studiare un pochino, miserabile! tu e quell’altro grande diplomatico e spiritosone che ci sta facendo fare la più grande figura di m…. di tutti i tempi.
    quella è la farina. e come si dice dalle mie parti non è farina da far ostie.

  39. carlo detto

    Mi sono fatto prendere anch’io, @35, dall’irruenza dei commenti, Lucy @38, e poi era tardi, dovevo andare a casa a pranzare e non mi sono preoccupato che ciò che scrivevo fosse chiaro, ma riporto un poco di un articolo di Giorgio Campanini del mensile Segno, intitolato:
    “Testimoni di un secolo
    Alcide De Gasperi, Romano Guardini, Louis Lebret: tre grandi testimoni cristiani del Novecento che hanno costruito la pace”:
    “La lezione che si può trarre dall’insegnamento di questi grandi testimoni è che la pace può essere costruita solo tenendo presenti i tre pilastri che la fondano: l’impegno della politica a costruire strutture giuste; la responsabilità della cultura nel demistificare le ideologie della violenza e nell’educare e nel formare alla pace e allo spirito di amicizia e di collaborazione le nuove generazioni; una visione dell’economia non incentrata unicamente sulla logica del profitto e della massimizzazione dei beni ma preoccupata di integrare sviluppo dell’uomo e crescita dell’umano. E’, questa, la triplice vie della pace indicata da questi grandi testimoni cristiani del Novecento.” (Segno, n 1, gennaio 2007, alle pagg. 10-11).
    E’ per queste parole che facevo distinzione tra politica, cultura ed economia, perché ho notato che spesso si mette tutto quanto insieme e non si arriva a una pacifica soluzione dei conflitti. Quando non si arriva a questo, secondo me, è perché gli uni dicono una cosa che è politica e gli altri rispondono con una cosa che è invece culturale. Non so bene fare un’appropriata distinzione, ma sono convinto per la mia esperienza di spettatore di dibattiti televisivi che è così, cioé che la persone discutono di cose importanti su piani diversi non considerando a quale piano stanno facendo riferimento, e così loro incrociano sul piano culturale o economico le istanze che promuovono sul piano politico, prima di avere trovato alla base di essi un accordo. Vale a dire che è meglio fare così: quando hanno fatto chiarezza sul piano politico, possono cominciare un discorso economico o culturale. Dunque, secondo me, il discorso della violenza si affronta anche con la politica ma è anche un discorso culturale (ed è anche econonomico nel momemto in cui richiede l’impiego di risorse monetarie per rimediare ai gesti irresponsabili dei facinorosi), e questo lavoro di risoluzione richiede prima un dibattito sul piano culturale senza mischiare in questo dibattito la politica, che fa il suo mestiere; e così per gli altri piani, distintamente. La politica e la cultura, così come l’economia, secondo me si mischiano tra loro quando tutto è a posto.
    E poi, come dici tu, c’è farina e farina, però, però, al momento della mietitura si saprà chi ha ragione, e io nonostante tutti i mie peccati e le mie tentazioni spero almeno di cavarmela un poco

  40. Mauro Baldrati detto

    L’intervento n. 36 di Pasquale Giannino conferma quanto ho detto all’inizio. Questi personaggi esercitano un’attrazione. In questo caso è di tipo sentimentale: poveri cari, viene detto in sostanza, anche loro hanno una mamma, anche loro lavorano. Certo che ce l’hanno, e sono persone come noi, ma non bisogna mai perdere di vita la realtà delle cose. Anche le camice nere che fecero la marcia su Roma avevavo una mamma, e persino degli ideali. Ma stavano instaurando la dittatura fascista. Anche gli incappucciati del Ku Klux Klan lavoravano duro, erano dei ragazzi dell’America più povera e arretrata, con una mamma, e un’umanità; ma ammazzavano i neri, li castravano e li bruciavano.

    Questi ragazzi con le mazze sono dei delinquenti e dei provocatori, che tentano di rovinare un movimento che vuole manifestare pacificamente. Vanno respinti, isolati, neutralizzati. Invece, a quanto pare, sono protetti dalla polizia, come un tempo, il tempo di Cossiga quando gli infiltrati sparavano, e ammazzavano.

    E poi, la solita vecchia storia: quando si parla di fascisti e di provocatori, allora le Brigate Rosse, e gli stalinisti ecc. Che oscurità, che viltà continua; pensiamo a oggi invece, a queste manifestazioni, e a noi stessi.

  41. Si, si, certo, è pieno di dottor sottili che tra un “si ma….” e un “però anche i partigiani…” pensano di aggirare un problema intorbidandolo.
    Certo che i fatti della storia sono sempre più complessi e più ampi di come ci sono stati trasmessi, ma questo non deve far perdere il senso delle proporzioni.
    Se vogliamo paragonare il sistema sovietico a quello nazista abbiamo anche gli argomenti, ma dobbiamo considerare il fatto che il sistema repressivo sovietico fu un abuso, quello nazista un programma, se anche i morti sulla coscienza del comunismo sono molto superiori a quelli causati, direttamente, dal nazifascismo, la natura dei due fenomeni è diversa, e uno abbia potuto arrivare, con tempo e sofferenza, ad una transizione storica, mentre l’altro ha richiesto l’intervento armato di un’alleanza globale di nazioni e ha dovuto essere debellato.
    I fascisti non devono avere spazio, la loro stessa esistenza è nociva e tesa inevitabilmente a ricreare un regime di privilegi e oppressione, di xenofobia e primato della razza, sono un cancro per ogni democrazia, non una sua parte politica.
    Sembra banale dirlo.

  42. Pasquale Giannino detto

    @ Lorenzo (# 37)

    Pare che siamo d’accordo.

    @ Lucy (# 38)

    “e non parliamo di anni di piombo perché i veri mandanti non sono ancora usciti e vorrei proprio vedere cosa c’entrano i rossi dal momento che la sinistra uscì massacrata e senza credibilità da quella stagione luttuosa.”

    Lucy, mi piacerebbe sapere cosa intendi per “rossi”. Se ti riferisci alla sinistra extraparlamentare, ci sono fiumi di sentenze al riguardo, passate in giudicato. Se ti riferisci all’impatto sul PCI, beh, forse dovremo aspettare ancora qualche decennio prima di sviscerare la cause del suo “massacro”, a mio parere imputabili più ai cosiddetti anni del riflusso che agli anni di piombo.

    @ Mauro (# 40)

    Non ho detto “poveri cari” né ho parlato di mamme. Ti invito a rileggere il # 36.

    Tu dici: “Questi ragazzi con le mazze sono dei delinquenti e dei provocatori, che tentano di rovinare un movimento che vuole manifestare pacificamente. Vanno respinti, isolati, neutralizzati”.

    La tua proposta mi sembra condivisibile. Mi piacerebbe capire ciò che auspichi invece nei confronti di quanti stavano al di qua dell’obiettivo, per intenderci quelli che abbiamo visto lanciare le sedie (non in questa foto però).

    Cordialmente,
    Pasquale

  43. Alessandro Ghignoli detto

    mi chiedo, ma come può entrare un furgone a Piazza Navcna? aveva il permesso?! di chi?

    un abbraccio

  44. questo possiamo solo immaginarlo, Alessandro.
    troppe coincidenze, comunque, che speriamo non si ripetano, altrimenti addio democrazia.

  45. obviamens detto

    @36 di Pasquale Giannino:
    per i vari casi della vita coi ragazzi di movimenti neofascisti non ho mai avuto la fortuna di conversare, però con un aspirante anarco-insurrezionalista sì (non oggi, ma una quindicina d’anni fa, quando non erano ancora “famosi”)

    che avesse, ci credo, un’ottima mamma e delle sicure ragioni per dichiarare la loro “necessità” di armarsi per legittima difesa nei confronti del sistema, non l’ho mai messo in dubbio, né ho dimenticato il piacere di conversare su alcuni comuni gusti musicali, ricordo anche la serata di festa dopo uno spettacolo di piazza in cui era nata l’occasione dell’incontro, però il mio dissenso per la storta ideologica gliel’ho espresso e motivato – da lì le nostre strade si sono divise e non abbiamo avuto più occasione di “ritornarci sopra”

    nessuno mette in dubbio le “ragioni del cuore” di quei ragazzi dei gruppi che citi, Pasquale, ma visto che hai occasione di ascoltarli, che cosa gli ribatti poi? l’ascolto è la premessa del dialogo, ma non c’è dialogo reale se ci si adagia sulla commiserazione verso il loro, purtroppo reale e “infiammabile”, vissuto di disagio

  46. as detto

    Vedo con piacere che abbiamo cominciato a parlare di quello che sta accadendo. Il mio pezzo utilizza parole forti, (insulti?) verso persone che non solo hanno picchiato liceali e professori ma che, fatto che mi sconcerta, la sera successiva alla trasmissione – Chi l’ha visto – hanno fatto irruzione in rai senza essere fermati o bloccati. La mattina dopo alla redazione del programma sono arrivate telefonate anonime di minacce verso i familiari dei giornalisti (vigliacchissimo gesto). Ora spiegatemi cosa c’entra tutto questo con la democrazia e con il normale dibattito tra visioni diverse. La storia ha già dato i suoi responsi. Però con tutte le forze lecite (difendere la democrazia attaccata è legittima difesa?) è necessario fare barriera contro i violenti e contro chi compie atti dimostrativi di inaudita scelleratezza come quello in rai. In tutti i colpi di stato per prima cosa si è andati ad occupare la televisione di stato. Fin qui la parte per i “palestrati” con mazze e passamontagna ma poi gli interventi di Cossiga e di altri secondo te Pasquale sono interventi normali, saggi, fatti per far sbollire gli animi?
    comunque sia grazie a tutti per la vostra passione.

    Alessandro Seri

  47. paolarenzetti detto

    Ammiro chi riesce a dialogare su questioni come queste. Ma è una tradizione tutta italiana che si ripete. Possiamo percorrerla a ritroso fin dove arriva la memoria: provocazioni, violenze, stragi, depistaggi, affossamenti ecc. Ancora più indietro: testi di storia, documenti e testimonianze dirette, di chi ci ha preceduto. E’ quel morto insepolto che resuscita. Il “braccio forte” del potere che anche in un sistema più o meno democratico come il nostro, agisce direttamente o indirettamente, quando si vede minacciato.
    Fece impressione la dichiarazione di Giorgio Bocca sul “fascismo” degli Italiani. Impressionante ma evidente. Nei momenti cruciali o di debolezza da noi si accarezzano le idee forti. E allora l’aria si fa davvero molto pesante. Qui non si tratta di peccatucci. E’ un popolo che si deve chiedere perchè certi personaggi hanno ricevuto un mandato politico così rilevante. Per poter guardare davvero al futuro, quel morto deve tornare ad essere tale.

  48. lucy detto

    forse al morto non è stato fatto un vero funerale o si è dimenticato di mettergli in bocca l’obolo perché si faccia traghettare di là. è per quello che si aggira spaventevole ancora tra noi.

  49. Pasquale Giannino detto

    @ Obviamens (# 45)

    Ho conosciuto un paio di quei ragazzi, non posso dire di conoscere tutte le componenti che animano i loro gruppi. Posso dirti però che mi hanno sorpreso, soprattutto mi sono accorto di quanta disinformazione ci sia intorno alle loro istanze. Le loro istanze in gran parte coincidono con quelle dei “rossi” con cui fanno a botte: ce l’hanno con la mafia delle multinazionali, denunciano il precariato, i prezzi assurdi delle case (nei loro programmi figura la proposta di un “mutuo sociale” per garantire a tutti il diritto di acquistare un’abitazione). Riguardo al massacro innescato da questa globalizzazione selvaggia, chiedono più Europa e meno America. In altre parole una politica economica tesa a difendere e rafforzare l’Unione Europea. Fra l’altro, ce l’hanno anche loro con Berlusconi… Mi domandi che gli ribatto? Tu cosa ribatteresti a un giovane che lavora dieci-dodici ore al giorno e fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese? Cosa diresti a un giovane che ha sul proprio futuro un’ipoteca pesante come un macigno? Francamente sono riuscito a dirgli solo questo: vedete di non fare cazzate.

    @ As (# 46)

    La risposta che cercano questi ragazzi dovrebbe arrivare (idealmente) dalle istituzioni, o quantomeno dagli intellettuali. Sbatterli in prima pagina o in una popolare trasmissione televisiva per chiedere le loro teste, di certo non serve a placare gli animi.

    Ciao,
    Pasquale

  50. as detto

    Pasquà, scusa ma io non un po’ ci provo a dialogare con te però tu nelle tue risposte eludi sempre la questione “spranghe”, “formazione paramilitare”, “violenza” e “minacce”. Ipotizzando che La trasmissione avesse torto (e non ce l’ha), ipotizzando che fossero anche loro parte della manifestazione e non provocatori e basta (sappiamo bene dalle foto che erano provocatori collusi con una parte delle forze dell’ordine, lo dimostrano chiaramente le foto), alla fine gli atti di violenza li hanno compiuti loro, le minacce le hanno lanciate loro, se non sei fascista non le fai queste cazzate, non meni le mani a caso, non ce li hai i rapporti con la polizia per provocare disordini in una manifestazione.
    Pasquale, io sono per il dialogo, sempre dialogo fino a che uno non si mette a menare ai ragazzini e alle donne. Tu, che questi ragazzi, hanno menato ai deboli e agli indifesi la reputi una cosa normale? Accettabile?

    Alessandro

  51. francescomarotta detto

    E’ la famosa posizione del “dubbio razionale”, caro Alessandro, i cui maestri indiscussi sono dottorvespa, fidobaubau e l’infeltrito. Un gruppo di mazzieri e picchiatori fascisti entra in una piazza con un camion carico di spranghe e inizia a menare donne e ragazzini inermi, sotto gli occhi compiacenti di chi dovrebbe arrestarli sul posto? Bene, qual è la risposta? Semplice: che Stalin aveva i gulag!

    Immagino che tra i “dubbiosi razionalisti” il senso del ridicolo sia una mercanzia praticamente sconosciuta…

    fm

  52. renatamorresi detto

    mah, i gulag in effetti sono diventati uno degli slogan di turno, insieme a quello del giovane che lavora dieci-dodici ore al giorno… ma poi questo giovane ha tempo di andare a piazza navona a una manifestazione contro la riforma dell’istruzione a fare a sprangate? e io/noi cosa potremmo ribattere davanti ad uno con la spranga incazzato con questa brutta brutta globalizzazione? il minimo è dirgli, da brava maestrina sovversiva, “no, non si fa”.

    (ihih, lucy e fm: battute indimenticabili:))

    r

  53. Alessandro Ghignoli detto

    ma ancora c’è qualcuno che con i fascisti ci vuol parlare?(non oso usare il termine: ragionare, per ovvi motivi); io posso parlare con uno di destra, di sinistra, anarco-cattolico (esistono), ex, post qualsiasi cosa, ma con un fascista?! che quando esce di casa si porta dietro le spranghe… io (come molti di voi) mi porto dietro un libro, magari di poesia… che ingenuo!

    un abbraccio

  54. Pasquale Giannino detto

    Alessandro, io sono un voltairiano convinto e sono pazzo di Bertrand Russell: con me sfondi una porta aperta. Solo che per guadagnarmi da vivere faccio l’ingegnere, e non mi posso permettere il lusso di confondere i fatti con le opinioni. Come dicevo a degli amici in privato, io ho cercato di documentarmi sui fatti di piazza Navona ma francamente, chi sia stato a incominciare proprio non l’ho compreso. I ragazzi del Blocco Studentesco dicono che c’era un tipo dei centri sociali – uno “studente” parecchio fuoricorso (avrà avuto cinquant’anni) – che tentava invano di gasare la folla, mentre loro urlavano che la manifestazione non era politica (esiste un video che lo documenta)… poi a un certo punto sono arrivati i rossi muniti di casco ed è scoppiato il putiferio che sappiamo. Secondo una testimonianza raccolta dal quotidiano di Eugenio Scalfari, pare che i “neofascisti” avessero già iniziato da un pezzo a menare le mani prendendosela con dei ragazzini inermi e che gli altri siano stati chiamati in loro soccorso; per di più, delle presenze non propriamente studentesche si sarebbero registrate anche presso il gruppo di estrema destra. Insomma che dire? Il mio parere è che un tentativo di strumentalizzazione ci sia stato da ambo le parti. Riguardo alla “profanazione” degli studi RAI e alle minacce – ove non sia chiaro – la mia condanna è netta. Nel # 49 – che ti suggerisco di riguardare – osservo semplicemente che trasmissioni di quel genere di certo non servono a placare gli animi. Ove ancora non ti fosse chiara la mia posizione, io la violenza la condanno tutta. Senza sconti per nessuno.

    A questo punto però gradirei una tua risposta in relazione a quelle sedie che abbiamo visto volare quel giorno, a piazza Navona. Grazie.

    Pasquale

  55. obviamens detto

    il dialogo è strumento primario e insopprimibile della convivenza (l’ha ammesso anche la Gelmini, ah, ah…) (ovviamente non è una buona piattaforma di dialogo quella di chi lo invoca per placare gli animi, con la riserva mentale del “adesso ti calmo, poi ti metto al tappeto”, riserva, nel caso della Gelmini addirittura malamente celata, che pessima attrice!), ma non è universale medicina, ci sono circostanze in cui non può essere praticato – una di queste è sicuramente quella di chi si trova di fronte alcuni tizi che carezzano una spranga

    se però sono in una circostanza che permette un “normale” confronto verbale, magari anche acceso, duro, è un DIRITTO che non va negato a nessuno, nemmeno a chi ha posizioni ideologiche tali da giustificare l’uso della forza come modo per imporre la propria visione del mondo, nemmeno a chi si stesse armando, più o meno di nascosto, in vista di uno scontro

    certo, nella scrittura teatrale una battuta tipo: “state buoni se potete”, non fa avanzare la dramamturgia, ma affossa sul nascere lo sviluppo della scena – sono molto più vive, sempre teatralmente parlando, le situazioni in cui due protagonisti chiudono senza aver concluso una sintesi delle loro divergenze, ma lasciando il giudizio aperto, nelle mani di un terzo, che si chiama spettatore – il quale già nell’antica Atene era chiamato, per quanto possa durare un tramonto o un crepuscolo, a prendere il ruolo di chi nella gestione quotidiana della *polis* era deputato a farlo, ovvero i giudici

    e in ogni caso pre-condizione per il dialogo è che entrambi i protagonisti siano sani di mente, nel pieno possesso delle loro facoltà, oppure non accecati da una sudditanza psicologica nei confronti di qualcuno, non esaltati da allucinogeni, o da altrettanto galvanizzanti fanfare militari, ecc. – per cui fidandomi, Pasquale, della tua analisi dei due ragazzi di estrema destra che hai avuto di fronte, sostengo e continuerò a sostenere che finché non li vedo caricare le mazze sul furgoncino non comprendo perché dovrei chiudere la possibilità di tentare almeno un dialogo; invece ritengo impossibile il dialogo diretto con persone che non vi sono psichicamente predisposte: non mi fido dello stato mentale di un dittatore, che anche solo per la posizione in cui va a cacciarsi (prima ancora di diagnosticarne turbe schizofreniche) ingessa il suo cervello nella struttura di potere che si è eretto per soddifare tale impulso primario, né mi fido dello stato mentale di persona in preda ad un attacco di *ùbris*, di tracotanza, limitato ad un solo gesto (come lo scellerato patto pre-elettorale che Veltroni e Berlusconi formularono meno di un anno fa, poco dopo la nascita ufficiale del PD), oppure compulsivo e cronico (il linguaggio berlusconiano, con la sua costante trasgressione dei campi semantici originari dei concetti che evoca, ne è un lampante indicatore, clinico starei per dire)

    (*ubris*: i saggi greci la indicavano come il peggior nemico della convivenza civile) (sospetto che tale categoria del pensiero si sia annebbiata nella moderna filosofia politica, per cui anche persone di ottima formazione e capacità intellettive non sempre siano in grado di discernere fra l’invasamento euforico di un simpatizzante pronto a tutto pur di soddisfare il proprio idolo e la tracotanza apologetica di un Licio Gelli o di un Andreotti o di un Cossiga

  56. obviamens detto

    quanto ai poliziotti che non sarebbero intervenuti, forse una strada praticabile potrebbe essere quella di una circostanziata denuncia contro ingnoti per omissione di atti d’ufficio sporta da quanti sono stati testimoni oculari dei fatti – non sono al corrente se un’azione del genere sia già stata intrapresa, né ho tutta la competenza giurisprudenziale sufficente per argomentarla

    ma se questa idea fosse seria (sempre dubitare almeno di se stessi!) magari circolando in rete potrebbe giungere alla mente dei testimoni oculari, degli insegnati e studenti che hanno assistito ai fatti…

  57. paolarenzetti detto

    Pensavo a come la violenza non cessi di esercitare il suo sinistro fascino (e sinistro si può leggere solo in senso trasversale). Sono soprattutto i giovani e le persone più fragili socialmente ad essere esposte a questi rischi, ma nessuno è completamente immune. Di questo hanno sempre approfittato i “poteri forti”, che salvando in parte la facciata, trovano manovalanza sempre pronta percerti lavoretti. Un po’ di tempo fa si diceva con faciloneria: “I due estremi si toccano”. Così si appiattiva tutto, tentando di azzerare la storia, nella totale mancanza di riferimenti. E’ pur vero però, che lo strizzare d’occhio di molti, a certe teorie o azioni, ha in definitiva favorito le classi al potere (sequestro- Moro es. tra tutti). Il volto di Don Milani e le sue parole anche oggi non lasciano dubbi sulla necessità di prendere le distanze dalla violenza. Questo però non vuol dire rinunciare ad agire, ma assumere atteggiamenti “chiari” di opposizione all’ingiustizia, senza farsi strumentalizzare da chi la violenza la esercita “in grande” e in molte forme.

  58. as detto

    Pasquale, se le sedie volate contro i fascisti sono state tirate prima del loro intervento paramilitare e vigliacco allora hai ragione tu ma se le sedie sono volate (metafora per banalizzare l’intervento violento) come reazione ad una palese aggressione vigliacca nemmeno attutita dalle forze dell’ordine (ripeto il tipo a sinistra nella foto con spranga diversa e maglietta blu è uno delle forze dell’ordine o un collaboratore delle forze dell’ordine) allora le sedie dovevano volare e volare tanto.

    Alessandro Seri

  59. Alessandro Ghignoli detto

    in piazza, in mezzo ai fermenti, i ragionamenti sono certo diversi. il problema non è di quale posizione politica sei (quelli che dicono che non ne hanno nessuna, hanno capito poco), ma a me quelli che cercano di zittirmi con delle spranghe (neofascisti, stalinisti…) proprio non vanno a genio. ma questo, oso!, è ovvio.
    io, quando esco di casa non mi porto dietro un coltello, caro Pasquale, ti assicuro che così non accoltello nessuno. scusa la banalità dell’esempio, ma forse rende bene. vedere questi tizi urlare “non rompete le righe” mi fa paura, schifo e pena. con chi non sa parlare (o non vuole), cosa vuoi che ti dica? ho già un’età che mi obbliga a non giustificare tutto e tutti, così per bontà!

    un abbraccio

  60. Pasquale Giannino detto

    Una risposta al volo. Neanche io mi porto mai appresso coltelli o spranghe, quel che dici, Ghignoli, non è banale e lo condivido. Il problema è che in questo modo non se ne viene fuori. Soprattutto se non arrivano risposte adeguate da parte delle istituzioni e se gli intellettuali si arroccano su posizioni ideologiche vecchie come il cucco. Forse quanti nella dinamica del confronto, in questo blog, hanno mostrato di non condividere (o di non intendere) il mio dire dovrebbero chiedersi perché la sinistra ha clamorosamente fallito nel nostro paese. Io un’idea ce l’ho: perché il mondo è cambiato troppo in fretta, ma non solo: negli ultimi anni è scoppiata una vera e propria rivoluzione a cui non si può rispondere con gli schemi triti e ritriti della lotta di classe – che pure ha avuto un ruolo e una sua giustificazione storica. Non si può rispondere con la vecchia logica dell’operaismo, quando i nuovi operai oggi sono giovani laureati muniti di master stage conoscenze plurilinguistiche ed esperienze globali. Quel periodo storico si è definitivamente concluso. A ogni modo, se volete sapere come la penso potete dare un’occhiata qui:

    http://latrappolamolisana.blogspot.com/2008/06/ingegneri.html

    Dopodiché potrete giudicare che tipo di “dubbioso razionalista” io sia.

    Cordialmente,
    Pasquale

  61. manuel cohen detto

    Non so da dove bisogna ripartire. certo che uno come Cossiga che faceva caricare gli studenti dalle forze dell’ordine negli anni ‘settanta, quando era ministro dell’interno, forse è meglio lasciarlo perdere, meglio ricoprirlo con una montagna di indifferenza. Non lo so Alessandro,da dove bisogna ripartire. Vivere a Roma in questi mesi mi fa davvero pentire di aver lasciato le Marche. Leggere sul muro della casa di Sandro Penna: qui viveva quel frocio di S.P. fa male. Fa male sapere che la comunità ebraica romana ha accolto a braccia aperte quel ‘sinistro’ (ma la vedi la sua faccia, quelle labbra, quel ghigno acre quando parla) Alemanno, uno a Roma noto perché era un picchiatore. E’ vero, come hanno fatto a entrare in una Piazza navona Blindatissima… troppo scontata e dietrologica l’idea di una connivenza tra poteri occulti forze dell’ordine e odierni fascisti?… come fanno giovani di destra (per carità, che non si dica la loro appartenenza) a picchiare impunitamente giovani omosessuali colpevoli di bere una birra in un locale gay della capitale? a roma si sente la violenza, si percepisce, se ne annusa la puzza di bruciato, la voglia di sangue, sui bus,in metro, agli stadi, nei centri nevralgici della città. ho visto bravi ragazzi urinare vicino a un clochard, sporcare, offendere uomini e donne per il solo colore della pelle. Ma pensare che sono ragazzi, o che lo fanno solo ragazzi,non è vero,non corrisponde al vero. Ho visto uomini di mezza età, ma pure anziani maschi, dire a donne di colore di alzarsi e lasciare a loro il posto in metro. vedo gente in macchina che a un semaforo, se per caso dalla tua macchina,per un istante li guardi, lanciarti insulti, pronti a scendere per farti a pezzi. questa è Roma, forse l’Italia tutta in questo imbuto di violenza e imbarbarimento in cui sta precipitando. Tace,rilassato e pago delle sue prepende il laido parlamento, sonnecchiano i rabbini, e sicuramente non sento un grido di allarme dalla chiesa, dai suoi alti prelati, un po’ troppo attenti a difendere i propri privilegi (Ici, scuole private,ospedali privati) per metterci in guardia dal nuovo pericolo. Perché di questo si tratta, non so come era allora, ma a me sembra di rivivere l’incubo di un immondo disumano inospitale ventennio

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