Appello del Parroco cattolico di Gaza
Pubblicato da sparzani su gennaio 7, 2009
di Antonio Sparzani

Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice. Tra le molte testimonianze, pubblico questo appello del parroco cattolico di Gaza City, che mi sembra non abbia bisogno di miei commenti:.
“Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente. A voi, capi politici e militari israeliani, chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: “Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.
P. Manauel Musallam, parroco a Gaza – Dicembre 29, 2008.














sergio garufi detto
Non è solo un massacro vergognoso, ma anche un atto di immensa stupidità, perché quanto più gli israeliani si comportano in questo modo, tanto più monta l’antisemitismo ovunque. Gli israeliani stanno fomentando l’odio del mondo contro se stessi. Forse bisognerebbe fare appello a questo, dato che sono sordi all’appello alla pietà per le vittime civili palestinesi.
sergio pasquandrea detto
Aggiungo: tanto più gli israeliani continuano a bombardare, tanto più i palestinesi appoggiano i movimenti più estremisti, tanto più le speranze di pace si allontanano. Ma forse è proprio questo che vogliono a Gerusalemme: un’escalation di violenza. Mi ripugna crederlo, ma non riesco proprio a pensare ad altre ragioni per un comportamento del genere.
Quello che mi chiedo, piuttosto, è: quali sono le voci dell’opinione pubblica israeliana? Possibile che non ci sia un’opposizione interna, che – a parte pochi intellettuali – tutti appoggino un governo che sta commettendo impunemente crimini di guerra di questa portata?
renatamorresi detto
è un genocidio, ed è sconvolgente che niente riesca a fermarlo
r
eziotarantino detto
Sì, tutto vero, ma un piccolo passo indietro ci porta ai quotidiani invii di razzi su Israele sparati da Hamas. Non credo che necessita essere acuti politologi per immaginare che Hamas sapeva benissimo che la reazione sarebbe stata questa, né più né meno. Pure i sassi lo sapevano. Quindi, ne deduco che Hamas voleva questo. E chi, nel mondo, ha provato a fermare Hamas, cioè questo due settimane fa, tre settimane fa?
Nessuno. Quei razzi stavano bene a tutti. Evidentemente. Hamas voleva alzare il livello dello scontro, a qualsiasi prezzo. Mettere all’angolo Israele ponendolo nella condizione di fare carneficina del proprio popolo. Israele non si è fatta scappare l’occasione. Cosa ha da perdere? Ha bombardato Gaza, ha fatto fuori un bel po’ di paelstinesi, non ha ottenuto che blande reprimende internazionali, i laburisti si portano a casa un po’ di consenso interno alla vigilia delle elezioni e per di più i palestinesi si trovano senza uno straccio di leader, divisi, più estremisti (il che, nella stessa logica di Hamas, è un vantaggio).
Ora, la reazione è scomposta e inopportuna e non commisurata. E’ vero, sono più che d’accordo, come sono d’accordo con quanto scritto da Sergio-1 e Sergio-2. Ma prevedibile. Anzi, sicura. E allora, forse varrebbe la pena distribuire come si deve le responsabilità. Allargandole a tutti gli attori della vicenda, USA, Francia, Egitto etc compresi.
Mi sembra che da questa impasse non si esca. La vedo brutta.
Ezio
Emanuele Kraushaar detto
le immagini dei bambini
sono due chiodi negli occhi
in che mondo sono stati messi al mondo?
MarioB. detto
E’ che il popolo d’Israele, che, a quanto pare, per fortuna, non è affato compatto nel sostenere quest’orrenda azione militare, sa che vuol dire, per tragica esperienza, a cosa conduce la ghettizzazione.
Un popolo vessato, recluso con la gente di Gaza, non può che nutrire sentimenti di odio profondo per il tiranno che li tiene sotto ostaggio, e sostenere così i movimenti più estremisti; infatti, in Cisgiordania, Hamas non ha vinto l’elezioni.
E’ inutile ripetere che la reazione ai razzi Kassam è stata sproporzionata.
Pare, pensando male, che una parte della dirigenza israeliana abbia previsto e costruito tutta la ribellione, per dare una lezione simile alle decimazioni di antica e infausta memoria.
Ma è una zappa sui piedi d’Israele tutto.
Che proprozione c’è tra i razzi Kassam e gli F15 gli F16 e i Merkava?
jacopo detto
E’ un orrore. Stupido e devastante. E con la storia che ha cominciato prima Hamas non si va da nessuna parte. Si potrebbe tornare alla risoluzione ONU del 1967, alla stessa stregua. E adesso, che significato avrebbe? E’ solo un orrore.
franz krauspenhaar detto
http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=57482791800&h=VW9_T&u=ijqCN
non so se questo link, funziona, viene da facebook ma andrebbe letto.
sto allegando l’articolo del professore dove posso, nelle bacheche di FB. fatelo anche voi.
è genocidio. chiamiamo le cose col loro nome.
sergio garufi detto
Scusa Ezio, ma definire questa carneficina “una reazione scomposta, inopportuna e non commisurata” più che un eufemismo mi sembra un insulto alla verità. E aggiungere che era “prevedibile” significa avvalorare la tesi secondo cui agli israeliani ormai tutto è permesso dalla comunità internazionale, perché nel peggiore dei casi, come dici tu, riceveranno qualche “blanda reprimenda”. Certo che le responsabilità sono diverse e che Hamas ne ha di gravissime, ma tu te lo immagini un giornale che, riferendo di una manifestazione di studenti in cui viene tirata una bomba molotov che uccide un poliziotto e come rappresaglia la polizia uccide 500 studenti, commenta il fatto dicendo che si è trattato di “una reazione scomposta e non commisurata”? Io credo che a comprenderli e giustificarli in questo modo non si faccia il loro interesse e neppure il nostro, i veri amici di Israele dovrebbero fermare quelle mani assassine e obbligarle a concedere ai palestinesi uno Stato e delle condizioni di vita dignitose, in assenza dei quali questa spirale di violenza continuerà e si estenderà anche al di fuor di quei confini.
manuel cohen detto
invito tutti, indistintamente, a subissare di mail o di cartoline di protesta l’ambasciata israeliana a Roma, chiedendo l’immediata fine dell’invasione di Gaza e le dimissioni del vergognoso governo di Israele
davide sapienza detto
la tristezza per il massacro di esseri umani, di terre, di sogni, di progetti, di creature animali, di natura, di ideali…si arricchisce della tristezza nel vedere sui forum dei quotidiani online continue diatribe circa la responsabilità di hamas o dei governi di israele. Cosa conta davvero? Conta che la vittima più grande é la riconciliazione e che gli umani – da una parte e dell’altra – non conoscono altra lingua che il ricatto morale con la comunità internazionale, le bombe, l’orrore, la morte. non ci sono giusti, in tutto questo. solo marciume.
eziotarantino detto
Sergio G., che agli israeliani sia tutto permesso non è un pensiero che condivido. E’ la verità. Questo cosa significa? Accettare passivamente la realtà dei fatti? Manco per niente. Io ho orrore di quanto sta facendo Israele a Gaza. Dico che essendo ampiamente prevedibile qualcuno avrebbe potuto/dovuto fare qualcosa. Prima.
Se dico che i missili di Hamas alla fine non hanno “provocato” vittime israeliane, ma oggettivamente, politicamente e assai poco paradossalmente vittime palestinesi, non voglio deresponsabilizzare gli autori primi della carneficina (il governo israeliano); voglio sottolineare come la comunità internazionale è stata quantomeno distratta nel sottovalutarli. Evidentemente complici delle conseguenze.
Protestare ora contro l’orco israeliano (facile e giusto, ovviamente) è un bel pannicello caldo della coscienza occidentale. Non me la sento proprio di giustificare chi tira le molotov a un noto guerrafondaio: come minimo gli dico che è uno stronzo e che non esiste solo una fredda contabilità di morti, ma responsabilità politiche e storiche dei propri gesti.
Ezio
carla detto
e chi paga tutto l’orrore di queste infinite guerre
sono i bambini.
Giovanni Nuscis detto
Al raccapriccio per questo genocidio preannunciato giorni fa, cinicamente, dal ministro degli esteri israeliano, e guardando a ritroso, ai fallimenti di uomini, stati e organismi internazionali su questa guerra infinita, è difficile non cadere nello sconforto.
Penso al popolo ebraico, così nobile e provato, nei millenni, e penso alle menti cementizie di chi li governa; sono convinto che pure lì, come in Italia, l’informazione crei ragioni e torti a beneficio di un’oligarchia conservatrice e irriducibile; saprà convincere, la parte più illuminata della società israeliana, quella che lo è meno, che non ci sarà mai pace per loro se non condivideranno il pane del territorio concessogli d’imperio con coloro a cui è stato strappato pur avendolo abitato per millenni?
E’ vero che due presidenti non possono governare, contemporaneamente, come sostiene Obama a giustificazione del suo silenzio. Ma quando sarà il suo turno, ci attendiamo una prova di coraggio, una soluzione definitiva ed equa, attraverso l’Onu, a vantaggio di Israele quanto della Palestina; imponendola, l’Onu, con tutti mezzi possibili, per una pace finalmente duratura.
Giovanni
pamela detto
Leggo abitualmente due quotidiani al giorno on-line. Mi era sfuggita la notizia dell’embargo, sono caduta dalle nuvole quando ho appreso finalmente che Gaza era in ginocchio, senza viveri, acqua e medicinali. Questo nonostante la mia particolare attenzione per il mondo arabo. Adesso ho preso a leggere anche altre testate on line, forse meno imbavagliate. Ho prestato attenzione, in questi giorni, al modo di porgere le notizie. I giornali parlano di battaglia. Che battaglia può mai essere quella tra bombardatori e una città che non possiede una contraerea? Tra i mezzi blindati della quarta potenza militare mondiale e uomini che non hanno neanche da mangiare, acqua e medicinali e in gran parte hanno la polmonite, perché costretti a tenere le finestre aperte anche di notte, per non essere colpiti dai vetri che si frantumano sotto i bombardamenti? Chiamiamola caccia all’uomo, corredata dal massacro di civili, dei quali un terzo bambini.
Nonostante le grida di orrore che si lavano in tutto il mondo, gli israeliani non si vogliono fermare, vogliono andare avanti. Forse vogliono completare l’opera intrapresa. Hanno posto l’assedio, chiuso tutte le uscite, affamato, bombardato e infine invaso la città, come da manuale medievale. Se continuano di questo passo, potranno prendersela, la città, perché non ci sarà più nessuno vivo e le graziose israeliane potranno percorrere in minigonna le strade di Gaza, all’ora dello shopping. Cammineranno su una montagna di cadaveri, per gran parte di bambini. I giornali occidentali diranno che finalmente si è giunti ad un accordo, ad una pacifica convivenza.
franz krauspenhaar detto
non ho capito perchè sono in moderazione…
sparz detto
Franz, non sei in moderazione, assolutamente no.
renatamorresi detto
…E comunque, sto divagando. Volevo solo scrivere a mamma e dirle che sono testimone di questo cronico, subdolo genocidio e che ho paura e sto mettendo in discussione la mia fede nella sostanziale bontà della natura umana. Questo deve finire. Penso che non sia una cattiva idea che tutti lasciamo perdere quello che stiamo facendo e dedichiamo la vita a far finire questa cosa. Non credo più che sia un gesto da estremisti. Certo che voglio ballare Pat Benatar e uscire coi ragazzi e fare i fumetti per i miei compagni. Ma voglio pure che questo finisca.
Febbraio 27, 2003
Rachel Corrie
(uccisa a Rafah nel marzo 2003 da un bulldozer israeliano, mentre tentava di impedire che distruggesse alcune abitazioni civili – le sue lettere si possono leggere qui http://www.rachelcorrie.org/)
macondo detto
Il diritto alla vita di quei corpi straziati d’innocenti civili a Gaza rende impotente, vanifica quasiasi ragione politica fondata sul diritto della polis, sul diritto politico. Non si può fondare nessun diritto politico sulla negazione del diritto alla vita.
Ma il paradosso è che nei prossimi negoziati di tregua, di pace, che verranno, il diritto politico di entrambe le parti, la ragione della polis, prevarrà (ossia sarà la base comune della discussione, degli accordi) sul diritto alla vita che è stato negato a quei corpi straziati. Perché il diritto politico deve istituirsi sulla preliminare negazione del diritto alla vita?
Inoltre, per motivare la condanna della guerra si invoca – anch’io prima l’ho fatto – l’ingiusta morte di vittime civili innocenti. Allora mi chiedo: Ma io vivo in uno Stato (e in un Continente) che ha bandito la pena di morte e riconosce, anche per chi commette crimini efferati, solo l’ergastolo. E io stesso sono contro la pena di morte. Dunque, sono contro la pena di morte comminata anche a un colpevole. Allora perché ad avvalorare la mia condanna della guerra mi limito a denunciare la morte di “civili innocenti”? Vuol dire forse che la morte dei non-innocenti, dei soldati, dei miliziani, dei terroristi, cioè di un essere umano che il diritto del mio paese e io stesso non condanneremo mai a morte, altrove, in paesi lontani, fuori dell’Europa dove la pena di morte è bandita, è legittimo, è giusto, è tollerabile? E accettando ciò non vado contro gli stessi principi giuridici ed etici miei o che condivido? Allora, se ciò è vero, ne consegue che la guerra è condannabile perché uccide esseri umani, e che la considerazione se siano essi colpevoli o innocenti non è il punto discriminante, non incide minimamente a livello etico e giuridico, altrimenti si dovrebbe ammettere che in certe situazioni estreme accettiamo che i principi etici e giuridici individuali e collettivi possano venire stravolti e che la morte dei non-civili, dei non-innocenti sia cosa non esecrabile.
MarioB. detto
Sono rimasto stupefatto, non so se moralmente confortato, dall’espressione di Renatamorresi:
“la mia fede nella sostanziale bontà della natura umana”,
Io la penso più come Biante di Priene, pare scrivesse
che: “La maggior parte degli uomini sono cattivi”
lorenzo detto
“Non è solo un massacro vergognoso, ma anche un atto di immensa stupidità, perché quanto più gli israeliani si comportano in questo modo, tanto più monta l’antisemitismo ovunque.”
non so perché ma riflessioni di questo genere mi sembrano suonare vagamente come minacce. quando gli usa attaccano l’iraq nessuno dice: “state attenti che così monta l’antiamericanismo ovunque”. gli israeliani dovrebbero temere più di altri di farsi odiare?
lorenzo
sparz detto
Grazie a tutti per questa discussione che contiene molti spunti interessanti. Potete anche vedere gli articoli segnalati qui:
http://www.nazioneindiana.com/2009/01/08/finestre-e-prospettive-su-gaza/
sergio garufi detto
quando gli usa attaccano l’iraq nessuno dice: “state attenti che così monta l’antiamericanismo ovunque”.
sei male informato, quella è una tesi che è stata diffusamente sostenuta, e mi pare pure comprovata dagli eventi.
lorenzo detto
caro garufi, io sono molto disinformato. però, non so, il tono mi sembra diverso, nei due casi. sarà un pregiudizio.
lorenzo