Lucia PINTO. Poesie
Posted by Giovanni Nuscis on January 13, 2009
D’altro canto
Pure le nuvole hanno le lune in petto
e bocche appese come cristo ai muri
per tutte quelle volte che si stendono alle foglie
per tutti i gusci che s’ammalano di neve
Pure le nuvole hanno le lune in petto
e tralci tesi a trappole di tuono
semi cremisi
fionde di galaverna
dalla chimera livida del vuoto
E baci profilati
doppio taglio
bislunghi sulla notte
che allaccia il giorno al giorno
*
Neo-plasma
Ecco il mio sangue
Quando si è fatto
non aveva dose per me
(tira vento là fuori
e un’auto passa troppo in fretta)
Avevo tredici anni una volta
e non volevo morire
(mangerei un gelato
vedo solo le ringhiere)
Mentre mi entravano nella carne
io stavo a cavallo
Dovevo liberare il mio popolo
(ci sono ombre sui vetri
non li ho puliti bene)
Il mio
neo-plasma era il cancro
degli altri
Io poco c’ero
E tutta
E il sangue entrava
(le forchette stese
mi ricordano i letti in fila
le briciole
un passaggio)
Ecco
Io non ricordo
Ma c’era un passaggio
*
Da un cielo sotto al cielo
Ho visto colare
da croste di malta
giù per i fili
( nelle bolle senz’aria )
una lava policroma e sfaccettata
Un mancare di carne
nella materia sterminata
Un utero abissale
fecondato dal silenzio
concepire parola
Un senovalle capace
nutrire il figlio muto
d’un dolore esaudito
a cui tornare
*
Canti diluvi d’astri
Foglia di vetro
spingi
Canti diluvi d’astri
Roco miraggio
che colore viene
dalla febbre lenta
di quest’ora a mezz’aria?
Cosa credere
di quest’indugio
acceso
fondente
estivo dalle pene?
E ti avvicini
lastra di fioritura
*
Lilia
Quando il silenzio canta
le forme mute
del dilungarsi sghembi
su te che te ne vai
…e il gioco delle mani fermo
alla tua angelica dismisura
Che non so spingermi
fino al cielo adesso
ne spintonarmi in terra
Intermedia di foglie e fogli
persisto in me
come nel più terribile dei crimini
*
Dentro i ciuffi di granturco
Si è posato
sulle zolle dei miei segreti
il tuo fiore spregiudicato
delle minuzie
Il tuo fiore che non era un fiore
ma la laguna dipinta
nel tuo cuore dal mio fiore
che non era un fiore
ma la rètina piumata
di mille prismi
ancora prima dell’erba estate
*
Stella filante
Insetto cannibale
morte narrata che ci sottende
Dalla fratta in basso
io l’ho irretita
Morte non vuol morire
un cercatore d’oro
fino all’ultimo sangue
Ma stella filante
lei non la comprende
quando avviluppa frutice
la guarda
Vita le resta vita
fino in fondo
In fondo
il cielo
*
Solo le betulle si piegano
Spregiudicata insaputa
ironica gioventù mia madre
Scolpita miniatura
in ogni corsa
Isola bardo
sul raccordo delle infermità
L’intradotto fracasso
del legame
E l’oculo lucente
mi svincola in un grumo
Io poco vedo e sento
E non so amare
*
E tu mi ridi
Oh come il nostro sasso si mantiene
e muove all’aria
E la misura
(disgiunte rose)
indietro
Stellari
e ci han deriso
E invece tu
mi ridi
in questa duratura co-incidenza
Cade la cura
ruzzola
della mancanza tua
Scomposto
e ti raggiri
Proprio
mi tieni
a nastro
io t’ allento
per gioco
*
Love itself
Se salisse
salisse
come un corallo febbroso
come la criniera
ritrosa
dei misteri
come un rimbosco
di corrente
e farcisse
farcisse
dentro
il barbaglio
ogni
sonorità
E poi s’aprisse
s’aprisse
come l’alghe sfatte
al profumo del mare
Mare d’ambrosia
Mare di mitocondri
Mare di trementina
in un bricco di cielo
E dal bricco colare
colare
Se scendesse
scendesse
voluta nel fondo
del fondo
del fiato
Strènua
raminga
acqua assetata
sotto
uno
scudo
di suono
umano
*
Semplicemente
La spuma sul tuo petto
non aveva pena
Ma le carezze degli uomini
sono ubriache
impastate di trionfi
premunite di leggi
brucianti di smentite
Non sarei mai venuta nel centro tuo nudo
col mio fragile sorriso
e col desiderio infantile d’essere anche un po’ vecchia
accorpata al mio passato
e senza voglia di dimenticare
Io abbracciavo solo l’infinito…
e ti sei ritrovato nel mio abbraccio
Tu cercavi nell’infinito
e hai visto me
che intrecciavo rame e canapa
in lampade per le mie notti
Una frangia d’astri
ha asperso l’aria di un profumo antico
Del tuo essere stato
del mio aver voluto
e lo abbiamo respirato tanto forte
da vedere gli aliti sospingere le stelle
*
Vorrei piangere
Vorrei piangere con Te
di lucciconi sul cuoio
di ciò che è stato
Ed odorare
con la premura
di ciò che sa restare
l’amalgama del cielo con la pelle
Vorrei piangere con te
No
non fare l’isola del lungo istante
Oasi staccata
Le braccia larghe dentro un salvagente
No
Stretta e annegata
in questo breve immenso
che dalla pianta
rimonta nelle tempie
*
Lucia Pinto nasce a Torre Annunziata (Napoli). Lavora come grafico pubblicitario, con esperienza teatrale e di pittura. Ha pubblicato di recente la sua prima raccolta poetica Amare, null’altro (Lietocolle, 2008)


















Antonio Fiori said
Poesia che vede, che cerca, che desidera, che ricorda, che immagina, che nasconde e che rivela; una poesia che a volte sembra formarsi mentre la leggiamo (Ecco/ io non ricordo/ Ma c’era un passaggio)…una poesia ‘visiva’ e al contempo pensosa, in un cammino consapevole e personale di ricerca.
Antonio
Rina A said
Grazie, Lucia, per avermi segnalato questa pagina che davvero valeva la pena esser letta, e considerata.
I tuoi versi ..se posso dire , li ho in-seguiti con lo sguardo, visualizzandoli li ho vissuti nei vari spazi temporali cui accennano. Poesia viva dunque, che ha carattere.
Un abbraccio
Rina
Antonello Bellanca said
Ciao Lucia, ben RI-trovata. Le tue parole, lo sai, hanno qualcosa di magico e restano tali anche in altro (non) luogo. Come già commentato, i tuoi versi dimostrano quanto sia vicino la riflessione filosofica con il poetare. Un forte abbraccio, Antonello
meteosès said
La poesia di Lucia Pinto ha una caratteristica spiccata: quella di suscitarmi un’autentica emozione! Ella mi sorprende sempre, specialmente nei virtuosismi degli attacchi e delle chiose. I suoi versi (sembrano essere per me) epidermici, spontanei, sempre modulati. Tratta la parola con vero candore… è appassionante, a volte sa impennarsi lasciando il suo segno indelebile, altre volte involandosi nel suo significato… in una lirica esemplare… dalle cromìe commisurate del pensiero.
meteosès
Nemo said
Complimenti…ho trovati dei versi che mi hanno davvero colpito…
roberto matarazzo said
sei molto brava anche se non “facilissima”.. aspetto la tua partecipazione a ex libris..
r.m.
m.p. said
Io leggo nei versi di Lucia il tentativo, riuscito e sofferto , di far prender corpo al proprio “sentire” allontanandosi da forme espressive precostituite. Oltre questa riconoscibile ,originale, “tracciabilità” della sofferenza nei versi di Lucia convive un senso autentico di tensione alla vita e di riflessione esistenziale quasi all’approdo.Un saluto ammirato.
M.P. said
Nel caso non avessi identificato…l’ammirazione.Un abbraccio a Lucia.
Marinella Polidori
Luca Baldoni said
Ho da poco incontrato Lucia alla Fiera della piccola e media editoria a Roma e sto iniziando a conoscere la sua poesia. Leggendo i commenti arrivati sino a qui noto che i suoi testi generano reazioni in qualche modo contrastanti (il che è bene); da un lato non sono semplici formalmente né sentimentalmente scontati (è vero: bellissimi i viruosismi degli attacchi), dall’altro esprimono una sensibilità che si sente viscerale e sorgiva. Trovo questa unione di elementi il punto forte della poesia di Lucia; una natura fatta allo stesso tempo di aria e di lava, che si esprime attraverso forme non scontate, nelle quali convivono leggerezza e concentrazione.
Lucia Pinto said
Ringrazio davvero tanto Giovanni per l’ospitalità e tutti gli amici che con occhio paziente e cuore aperto, si sono soffermati alle mie divagazioni.
Il confronto amorevole nel rispetto di ogni sensibilità, credo fermamente, sia la ragione fondamentale, per cui valga la pena di fermare, ancora, qualche respiro su carta.
Rafael Castellar das Neves said
Bellisime poesie….da vero molte belle…grazie per presentarle al noi…
Salute brasiliane,
Rafael
Giovanni Nuscis said
Grazie a te, Lucia, per essere qui. Concordo conte sulle ragioni del confronto.
Un caro saluto
Giovanni
rita pacilio said
…ti ritrovo POESIA….ritrovo la tua forza e la tua tenerezza….ritrovo l’impeto e la resa…quando a tarda sera sento solo il tuo silenzio e il senso….
grazie!
ri