La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono

Pubblicato da massimomaugeri su gennaio 21, 2009

tu-non-dici-paroleBronte, 1638. Periodo di malcontento popolare e di Santa Inquisizione. Francisca Spitalieri è un’esposta dotata di una peculiare caratteristica: ama le parole belle. Parole liturgiche e dell’offertorio, sentite in convento, che “ruba” e ripete di continuo pur non conoscendone il significato. Parole che re-interpreta, ammaliata dalla loro austerità e musicalità. Questo suo amore, però, viene considerato anormale. Per questo motivo, e per altre circostanze a esso legate, viene messa a giudizio dal Santo Uffizio. Francisca è la protagonista di “Tu non dici parole” (Perrone, 2008), romanzo d’esordio della siracusana Simona Lo Iacono, magistrato e dirigente del Tribunale di Avola. Una storia tragica, dolente; ispirata da personaggi realmente esistiti e caratterizzata da visionarietà artistica e grandissima teatralità; “messa in scena” con un riuscito impasto linguistico imperlato di espressioni in latino, in volgare e in dialetto siciliano.

“Tu non dici parole”. Un titolo molto evocativo. Da dove nasce?
- Da una poesia di Pavese, tratta da “La terra e la morte”. Non dire parole è più di un silenzio. È una privazione. Quando mancano le parole è perché la vita non si manifesta. Perché la bellezza cessa di stupire. Una fine. Chi scrive, invece, compie un atto vitale, scaglia continuamente parole contro la morte.

La storia del romanzo si incrocia con quella dell’Inquisizione in Sicilia. Che tipo di ricerca hai svolto per ambientarla?
- Ho consultato carteggi processuali. Materiale d’archivio. Tra essi il “Codice rosso di Sortino” (che raccoglie gli antichi editti e divieti dei signorotti del 1600) mi ha consentito di creare intorno alle udienze (i costituti) della Santa Inquisizione un’atmosfera corposa. Satura di imposizioni.

Che relazione c’è tra “parola” e “processo”?
- Una relazione sacrale. Basti pensare che l’antico processo romano affidava all’uso rituale di alcune formule l’effetto traslativo dei contratti o delle successioni ereditarie. Sbagliare nella pronuncia di una sola sillaba equivaleva a perdere il processo. Nel diritto primitivo la parola è ciò che rende le cose vere, esistenti. È attraverso il suo suono che i concetti astratti si materializzano e che acquistano identità.

Il processo” tornerà nelle tue opere future?
- Sì. Il processo è una metafora della vita. Dell’approccio conoscitivo attraverso cui filtriamo il rapporto con gli altri. E con noi stessi. Oltre al processo giuridico esiste un processo nascosto, che viene celebrato nei nostri cuori e in cui siamo spesso guidati da un pre-giudizio (inteso come anticipazione di una valutazione). Quello alle streghe è un processo allestito contro ciò che non accettiamo. Che, come le streghe, sovverte le nostre certezze. E che condanniamo per paura.

Massimo Maugeri

da “La Sicilia” del 27/12/2008post collegato a quest’altro su Letteratitudine

5 Risposte to “TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono”

  1. piera mattei detto

    “parole contro la morte”, certo è la forza fondamentale della scrittura. Contro la morte dell’individuo e di una cultura. Occorre per questo grande rispetto delle parole, anche se talvolta ci turba il sospetto di stare spargendole al vento.
    Prestissimo leggerò il tuo libro e allora ne parleremo insieme e ne scriverò certamente su Lucreziana 2008, la mia rivista on line che con l’inizio dell’anno si è proposta di restare in speciale ascolto della voce delle donne nella letteratura e non solo, anche nell’arte e nella scienza. A prestissimo!

  2. Simona Lo Iacono detto

    Grazie, mia carissima Piera!
    Sarà bellissimo essere recensita da te!
    A Sabato!
    Simo

  3. Un carissimo saluto a Simona Lo Iacono, che ho avuto la gioia di presentare a Siracusa a Palazzo Vermexio nel dicembre 2008…La parola come passione, come amore che salva la vita e può anche perderla.
    Saluto anche Piera Mattei, che avremo l’onore di ospitare proprio nel salotto letterario di Simona…

  4. Sergio Sozi detto

    Ho recensito questo bel romanzo altrove e ne sono contento ed orgoglioso. Un po’ meno lo resto nel constatare che non ha ancora ottenuto il successo nazionale che si meriterebbe. Dicesi ”longseller”? Almeno questa fine sarebbe giusta per l’ottimo esordio di Simona Lo Iacono. Chi la dura la vince.

    Salutoni da
    Sergio Sozi

  5. Sergio Sozi detto

    Aggiornamento di ottima natura: ”Tu non dici parole” di Simona Lo Iacono ha vinto il Premio Vittorini – Opera Prima 2009. Congratulazioni!

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.190 other followers