La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Domenico CIPRIANO – Poesie da: “Il continente perso”

Pubblicato da Giovanni Nuscis su febbraio 13, 2009

il-continente-perso4

L’isola sarà vuota
senza la nostra presenza
un cuore di latta trasparente
ma tu pensami, pensati
negli sguardi sconosciuti
pensa ai corpi inutili, diffidente
perché vale solo una vita
quella della mente.

(Illetas, Palma de Mallorca, 3 agosto 1999)

*

Quanti luoghi approfittano di noi
a quanti oggetti dobbiamo dare conto
dei nostri pensieri, azioni superate
tormentate dai ricordi, luoghi
azioni, oggetti, situazioni svegliano
il tremore: giorni ancora (e notti)
quanti (quante). Tocca la pelle
ruvide poltrone del cinema
segna l’ora il ciondolo dimenticato,
solo il cassetto aperto sempre
(il luogo da sempre calpestato)
mostra consuetudine e dimentica.

*

Amore, non credo
nell’economia di scala
nella produzione di massa
per questo è una
la rosa che ti dono
perché si è in un solo modo
per ognuno.

*

Si raccolgono i pensieri
nel punto di flesso
di una normale di Gauss,
mi accingo ad aggrapparmi
al valore massimo
e la campana si appiattisce
in standardizzata indipendente,
e tu, romantico passato,
non vieni a dirmi niente?

*

Linee sottili, fragili
ci dirigiamo in un punto
che scegliamo e mutiamo
incrociando altre rette.
Le accavalliamo, ci appartengono
le apparteniamo nei crocicchi:
punti condizionanti, arrivi
o soste deraglianti: brulicano
di fervori d’amanti.

(CINQUE POESIE DA “IL CONTINENTE PERSO” – Fermenti, 2000)

*

Nota bio-bibliografica di Domenico Cipriano

Nato nel 1970 a Guardia Lombardi (Av), vive in Irpinia. Già vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, ha pubblicato la prima raccolta organica dal titolo Il continente perso (Roma, Fermenti, 2000; 2a. ed. 2001), con introduzione di Plinio Perilli e nota del musicista jazz Paolo Fresu (libro vincitore del premio Camaiore “Proposta” 2000 e segnalato al premio Eugenio Montale 2000). Ha pubblicato i libricini da collezione, L’assenza (con foto a cura di Enzo Eric Toccaceli), PulcinoElefante, 2001; La pelle nuda delle stelle (con 1 disegno di Antonio Baglivo), Idridilibri, 2008; L’enigma della macchina per cucire (con 1 disegno di Prisco De Vivo), Edizioni L’Arca Felice, 2008. Interessato al connubio Jazz e Poesia è inserito nell’antologia della poesia in jazz in Italia, Swing in versi, a cura di Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi (Lampi di stampa, Milano, 2004) e ha dato vita, insieme all’attore Enzo Marangelo e al pianista Enzo Orefice, al progetto “JP band” da cui il CD Le note richiamano versi (Abeatrecords, 2004), con sezione ritmica di Piero Leveratto ed Ettore Fioravanti. È presente nei volumi collettanei “4 poets” (Il Filo, Roma, 2003) e “7 poeti campani” (Orizzonti Meridionali ed., Cosenza, 2006) e in varie antologie, si ricordano: Melodie della Terra, a cura di Plinio Perilli (Crocetti, Milano, 1997), La poesia in Campania, a cura di G. B. Nazzaro (Marcus ed., Napoli, 2006), Da Napoli / verso, a cura di A. Spagnuolo e S. Di Spigno (Kairòs, Napoli, 2007), Corale, a cura di F. Bianchi (La voce della luna, 2007), Forme concrete della poesia contemporanea, a cura di S. Montalto, (Joker edizioni, Novi Ligure, 2008). Poesie, interventi e recensioni ai suoi lavori sono apparse sulle riviste: Poesia, Pagine, La Clessidra, Il Segnale, Hebenon, Le Voci della Luna, Hortus, Pietraserena, L’Immaginazione, La Mosca di Milano, Banco di Lettura, Fermenti, Poiesis, Capoverso, Graphie, L’Ortica, Scorpione Letterario, Risvolti, Il Filorosso, Fucine Mute, Atelier, Plurabelle, Lo Specchio de La Stampa, Gradiva, Forum Italicum, Ameritalia, ecc. Partecipa a Festival e pubbliche letture ed è redattore delle riviste Sinestesie e Il Madrigale. È incluso nella galleria di ritratti pittorici “Mostropoeta” di Serena Maffia. Collabora alla rivista La Mosca di Milano. Ha ideato e curato eventi di poesia.

PER CONTATTI:

dcipriano@tiscali.it
info@domenicocipriano.it
www.domenicocipriano.it

7 Risposte to “Domenico CIPRIANO – Poesie da: “Il continente perso””

  1. sparz detto

    per me assai belle: riesce a fare poesia anche di idee matematiche (nel punto di flesso
    di una normale di Gauss
    ), e poi combina bene sobrietà e fervore. Grazie.

  2. robertorossitesta detto

    “Amore, non credo
    nell’economia di scala
    nella produzione di massa
    per questo è una
    la rosa che ti dono
    perché si è in un solo modo
    per ognuno.”
    Bello. Potremmo definirlo
    “eufuismo postindustriale”?
    Un caro saluto,
    Roberto

  3. Giovanni Nuscis detto

    Sì, una poesia che merita ascolto, quella di Domenico Cipriano.
    Ringrazio Antonello e Roberto.
    Giovanni

  4. enea detto

    A me sembrano più deduzioni che poesie di fatto.
    Oneste e sagge deduzioni che possono e sanno elevare lo spirito del lettore, ma il poeta non da lezioni di deduzione in quanto il suo canto indice non insegna ma segna.

  5. Antonio Fiori detto

    Anch’io, come Rossi Testa, scelgo dal ‘cestino’ di Domenico Cipriano ‘Amore, non credo’- perché letta e riletta, pesata con precisione, sembra fatta per reggere il tempo parlando del proprio, dando nella brevità le ragioni profonde della resistenza all’omologazione. Ma vorrei anche sottolineare, più in generale su queste poesie, la capacità del poeta di leggere lo sguardo degli oggetti, di sapercelo dire, farcelo anche un po’temere.

    Un caro saluto a Domenico Cipriano e a tutti

    Antonio

  6. Giuseppe Panella detto

    queste poesie però andrebbero più ascoltate che lette e infatti nascono come un flusso musical-poetico più che come prospettiva esclussivamente di verso lineare…

  7. Cari amici (Giuseppe, Antonio, Antonello, Roberto, Enea), leggo ora i vosti commenti. grazie a Giovanni per averle postate e a voi per la pazienza di leggerle e commentarle. Sono poesie scritte oltre 10 anni fa e pubblicate nel 2000. Nell’invito di proporre qualcosa ho pensato di recuperarle perché alcune le sento ancora.
    Domenico

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