PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 99
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 17, 2009
Per anni aveva fantasticato sul Dio di Sergio Quinzio, dotato contro il male di un’unica arma, tanto potente e terribile da procrastinarne indefinitamente l’uso.
Poi, un giorno, ricordò quello che gli diceva suo nonno, veterano di due conflitti mondiali, a proposito di certi patrioti irriducibili che, a mano a mano che la guerra si mostrava con sempre maggiore chiarezza perduta, fantasticavano di un’arma segreta che ne avrebbe rovesciato le sorti in un sol colpo.
Da quel giorno l’espressione
“mysterium iniquitatis” è diventata per lui, se possibile, ancor più sinistra, ed ogni volta che la sente pronunciare (anche se, a dire il vero, se ne parla sempre meno) la sua mente si chiude in modo ermetico.
Tuttavia, o forse proprio per questo, la sua scelta non cambia, dal momento che non l’aveva fatta in forza di una promessa o di un calcolo, ma perché, pur nella pochezza delle sue facoltà, aveva (ri)conosciuto se stesso, ed in se stesso i suoi.














Roberto Plevano detto
Questa è ancora più inquietante: mysterium libertatis, se solo si considera che cosa se ne sia fatto nei secoli, e ora, di questa libertà.
Ciao Roberto, ancora grazie per i puntuali tuoi commenti.
robertorossitesta detto
Caro Roberto,
“nei secoli, *e ora*”: quanto a puntualità oggi ti sei davvero conquistato la palma.
Un caro saluto,
Roberto