Lettura poetica dell’opera n.1: “Sottili come steli per propria natura” di Marinella Galletti
Pubblicato da francesco sasso su febbraio 21, 2009
“Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre” (1186)
Bonanno Pisano
bassorilievo in bronzo
portale del Duomo di Monreale
Sottili come steli per propria natura
“Lettura poetica” dell’opera n.1
di Marinella Galletti
Un uomo e una donna sottili come giunchi, alberi tra gli alberi, colonne nell’ architettura della natura. Armoniosamente aprono la scena, da posizioni simmetriche, alludono all’ incastro perfetto e aggraziato dei loro gesti che non si sfiorano né si avvicinano, dell’ impronta dei loro timidi corpi.
L’uno mostra l’altro quale referente di sé, in quanto nell’altro vi è la ragione della propria naturale posizione come essere corporeo.
Una presenza di uomo e di donna nel giardino “su misura”. Natura nella natura.
La ragione delle leggi della vita e della natura è affermata dalla reciproca relazione, si completa nello spazio “ideale” sottolineato da due soli alberi.
Una presenza che è sessualità “velata”. Una nudità “vestita”. Il corpo rigido, chiuso in sé, essendo entrambi della stessa sostanza e natura, accenna a quanto, di fatto, è diverso da sé, rivelando l’origine e la coerenza a un progetto, fonte di conoscenza inesauribile in Dio.
Una qualità, quella dell’arte, in Bonanno, di superare i limiti posti da un divieto, determinati dalla rigida cultura di un’epoca e del committente, aumentando lo spessore delle possibili narrazioni, come in poesia, per mezzo dell’approfondimento, in sintesi, di un’idea.
Corposità e sottigliezza; concretezza dell’azione dell’uomo, essenza dell’esistenza. Sottigliezza di corpi come di esseri spirituali nella seppur solidità di un volume fortemente inciso, ricavato come uno staglio da uno sfondo piatto, rigorosamente definito ma vivo, abitato da una sola forza della natura articolata, in crescita che avviluppa l’aria con i suoi rami, foglie protese e frutti tondi.
Alberi, immagini della vita, e della conoscenza.














