“Una nudità incolpevole veste il giardino” di Marinella Galletti
Pubblicato da francesco sasso su marzo 5, 2009
Peccato originale (1424-25)
Masolino da Panicale
affresco cm 208 x 88
Cappella Brancacci
Santa Maria del Carmine Firenze
“Lettura poetica” dell’opera n.2: Una nudità incolpevole veste il giardino
di Marinella Galletti
E’ opaco e bidimensionale lo sfondo su cui Eva e Adamo si aggirano. Non occupano uno spazio interattivo e corporeo.
Una dolce linea continua, che definendo i corpi si apre allo sfondo, racchiude la grazia di un portamento statico, in cui è il corpo stesso che crea il luogo eterno e trasognato.
Una nudità intatta. Corpi e volti senza segno.
Ben disegnati, Adamo ed Eva sono di una materia pittorica sottile e chiaroscurale distribuita e armonizzata tra le parti. Intatta materia di un uomo e una donna nuovi, i primi, che calpestano senza interferire il giardino. Non il mondo, ancora sconosciuto.
Un silenzio in espansione e il dialogo sui volti tace, ma dalle mani che appena sfiorano una parte di sé, ci si introduce al racconto.
Adamo indica il proprio cuore e con la mano aperta aderisce all’evento.
Eva, tiene il frutto e circonda l’albero sottile le cui fronde definiscono l’arco, che sormontando le teste, accentua la composta astrazione dell’insieme.
Tra i rami un solo guizzo curvilineo: il serpente col volto di Eva si posiziona al centro della composizione, in alto, coronando un vertice.
Si compie il controllo esercitato dal male sull’uomo, ma i due ne sono ancora inconsapevoli e restano, in questo spazio pittorico idealizzato, ignari del bene e del male, per sempre.














