La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

“Lettura poetica” dell’opera n.3:”L’intrinseco moto del giardino” di Marinella Galletti

Pubblicato da francesco sasso su marzo 21, 2009

adamo_ed_eva_di_durer
Adamo ed Eva 1504
Albrecht Durer
incisione

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

“Lettura poetica” dell’opera n.3: “L’intrinseco moto del giardino

di Marinella Galletti

Segni e linee sottili danno forma al paradiso, mondo che respira, sensibile e visivo, complementare in tutte le sue parti. Luogo in cui Adamo ed Eva, estensioni umane della bellezza della natura in avanscoperta, apprendono le leggi dell’armonia. Qualche istante prima del peccato, così che s’infrangano tra i rami, l’incanto e l’eternità dell’insieme nevralgico del paradiso terrestre.

L’albero centrale, del bene e del male, delinea la simmetria dello spazio circostante, da cui dipartono numerose articolazioni che accennano al moto pervasivo dell’intera natura.

Il braccio destro di Adamo, reggendo un ramo, suggerisce la continuità dell’ albero; il suo braccio sinistro interrompe il fusto; la spalla staglia una forma a forcella, una y simbolo della strada indicante le vie concesse.

La mano destra di Eva costituisce il nodo, il passaggio del frutto dal serpente articolato al ramo; imprime il contatto con Adamo, delineando obliquità di un moto sospeso e incessante, pur nella sua quiete, in cui il gesto, l’errore non ancora fatalmente compiuto è detto, ma procrastinato.

La nudità dei loro corpi finemente ombreggiati è incisa, la foglia per Adamo, e ad Eva una rosa.

Ombre prolungamenti disegnano visioni fantasiose leggere, danno forma alle anatomie e suggeriscono impalpabili morfologie del sogno. Anima di chi esclusivamente vive del paesaggio.

Il cervo accenna lentamente a un passaggio a una direzione e sottolinea la perfetta integrazione nel mondo da lui abitato. Dove altri animali accoccolati assecondano ogni intrinseco moto e lo compiono circolarmente ai piedi di Eva e Adamo.

Per risalire e ritrovare ancora il ramo. I rami, le foglie, i capelli!

Un’aria calda che straordinariamente salda i ricci intensi, discosta le onde lunghe e offre l’apertura a uno sfondo lontano per introdurre ad altri mondi, alle acque ai cieli!

Incessante modello di un ordine e di una bellezza in cui regole e definizioni sono stabilite al proprio interno, progredite di segno in segno, misurate con il cesello.

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