La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Fu occulta

Pubblicato da mbaldrati su marzo 26, 2009

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di Claudio Sabelli Fioretti

Adesso la chiamano “product placement”. Una volta, più semplicemente, veniva chiamata “pubblicità occulta”. E’ una cosa che è sempre esistita. Ma una volta era illegale, vietata, condannata, additata al disprezzo della gente. Occulta, appunto. Oggi è una branca dell’advertising. Vi ricordate il tipetto che si accendeva una sigaretta tenendo il pacchetto bene in alto, davanti alla telecamera? E quell’altro che beveva l’acqua minerale mostrando la marca durante interminabili sorsate? E quegli inseguimenti polizieschi in cui inquadrato, più che il bandito, era lo stemma dell’automobile in fuga?
Bene, ci sarà anche nelle nostre fiction televisive. Carlo Degli Esposti, fondatore della Palomar e produttore di famose serie tv (“Perlasca”, “Gino Bartali”, “Giovanni Falcone” e “Montalbano”) prende le distanze, dice: “Temo un uso smodato e volgare di questa novità”. Ma poi aggiunge: “La novità in sé non è negativa”. C’era da giurarlo. Sono tutti contenti, anche gli scontenti. E così avremo due grandi risultati. Primo: le fiction piene di ammiccamenti. “Cara, passami una Coca”. “Splendido il tuo nuovo Armani”. “Uso solo la pasta Barilla”. “Il mio Swatch non sgarra un secondo”. E le telecamere a caccia di marchi e di loghi. Secondo: i tetti pubblicitari violati legalmente. E anche quei pochi soldi che rimangono alla carta stampa, deviati verso la televisione. C’è di che andare orgogliosi di questa trovata. Che fare? Niente. Io mi bevo una camomilla Pompadour, mi metto il mio pigiama Dolce e Gabbana, mi faccio una bella dormita sul mio materasso Eminflex. Domattina colazione a base di Kinder Bueno. E sono subito al lavoro, sulla mia Panda quattro per quattro. Me ne frego, io, della pubblicità occulta.

(Visto su La Mosca al naso)

6 Risposte to “Fu occulta”

  1. macondo detto

    Hai provato con Estaté? è tutta un’altra cosa guardare la tv. O con un bel bicchiere di Fanta nella mano? Eppoi bisogna essere più casual, usare i jeans Replay, e più sportivi, galoppare con una bella Alfa Romeo Mito sotto il sedere. E al posto di Kinder Bueno, prova i cereali Kellog’s. E’ più trendy.

  2. vbinaghi detto

    Estatè? Lo adoro. Io sono stato tentato di fondare un parttito dell’Estatè. Al limone ma anche quello verde (alla pesca lo trovo troppo dolce). Vorrei essere ripreso con un bicchierino di Estatè in mano, mentre succhio dalla cannuccia, indossando un paio di jeans Wrangler e una cannottiera nera come Lou Reed al concerto dell’Arena di Milano dell’80, ai piedi un paio di Adidas fatte con e sulla pelle di bambini pakistani e una penna a sfera Pelikan (simvbolo di scrittore dissidente), infilata nel culo.
    Chi mi paga per realizzare questa istallazione?

  3. macondo detto

    Oh, ma allora, vbinaghi, siamo in linea (o solo on-line?)

  4. mbaldrati detto

    la Pelikan a sfera è per lo scrittore dissidente? Acc… Io ho una stilografica Aurora di metallo, quella che dicono essere esposta al MOMA di NY, mi sa che sono un conservatore e non lo sapevo.

  5. Nabeshin detto

    temo che un’istallazione così l’abbia già fatta Cattelan

  6. vbinaghi detto

    Allora è il caso di dire che è un vero artista: ci mette non solo la faccia, ma anche il culo.

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