La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per marzo 2009

“Del rinnovamento della poesia dialettale siciliana” di Marco SCALABRINO

Pubblicato da Giovanni Nuscis su marzo 9, 2009

Abbiamo la data dell’inizio del movimento rinnovatore. Ce la suggerisce Paolo Messina, nel suo pezzo pubblicato nel Febbraio 1988 a Palermo sul numero ZERO del rinato PO’ T’Ù CUNTU: quella del Primo raduno di poesia siciliana svoltosi a Catania il 27 Ottobre 1945. “L’innovatore – afferma, nel numero di Gennaio-Febbraio 1989 di ARTE E FOLKLORE DI SICILIA DI CATANIA, Salvatore Camilleri – fu Paolo Messina, ma bisognò aspettare almeno cinque anni prima che altri poeti maturassero quella rivoluzione, formale e strutturale che era in atto”. “Aldo Grienti – ribadisce il Camilleri nel MANIFESTO DELLA NUOVA POESIA SICILIANA, edito in Catania nel 1989 – fu il primo a leggere, nel 1947, le poesie di rottura di Paolo Messina, avendole pubblicate nella rubrica da lui curata.” Leggi il seguito di questo post »

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Vivalascuola. Cosa vogliono i genitori

Pubblicato da giorgiomorale su marzo 9, 2009

“Preoccupa… il disegno di legge presentato dall’on. Valentina Aprea, che prevede un generale ridimensionamento della presenza dei genitori all’interno degli Organi collegiali della scuola. La sostanziale abolizione dei rappresentanti di classe la dice lunga sul disinteresse nei confronti della componente genitoriale. In questo contesto parlare di Patto educativo di corresponsabilità diventa puramente formale”.
(
Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana, qui)

Cosa vuole dalla scuola un genitore…
di Giovanni Nuscis

Pensando a cosa vorrei per i miei figli dalla scuola so che mi porterò appresso, in questa riflessione, la mia esperienza di studente, ma anche quella di lavoratore e di cittadino; al pari, credo, di qualunque altro genitore. Leggi il seguito di questo post »

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METROMORFOSI 22

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su marzo 9, 2009

metromorfosi

METROMORFOSI 2009 MARZO VENTIDUE

le parole hanno un senso sempre oppure non ce l ‘hanno mai

Moondog
H.E.R.
Ivan Vicari & Barraco Trio
Puppini Sisters
Lady Oscar Rock Drama
Davide Manuli
Ursula Meier
Pippo Delbono
Intervista ad Antonio Rezza
Piero Mottola
Antonio Pio Saracino
Lucia Saetta

CONCORSI METROMORFICI

Un racconto per Metromorfosi
- invia un testo inedito di massimo 9000 caratteri entro il 10 aprile 2009

Una copertina per Metromorfosi
- invia un ‘immagine entro il 10 maggio 2009

info@metromorfosi.com

www.metromorfosi.com

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Alberto Casadei: “Poesia e Ispirazione”

Pubblicato da luigiasorrentino su marzo 9, 2009

di Luigia Sorrentino

Alberto Casadei nel suo saggio “Poesia e Ispirazione” (Luca Sossella Editore, 2009) indaga l’enigma originario dell’ispirazione. Quali sono i processi mentali che sono all’origine della poesia?
Alberto Casadei, compie un originalissimo percorso fra mito letterario e neuroscienze. Il discorso sull’ispirazione diviene, nel suo saggio, un ragionamento sulle connessioni tra linguaggio e attivita` psichica. ‘La poesia diventa – come lo stesso Casadei afferma – uno scarto del pensiero, necessario e urgente in quanto capace di rendere concepibile un’alternativa al reale’. Leggi il seguito di questo post »

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Crisi internazionale

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 9, 2009

da qui

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Dostohegel

Pubblicato da alezaccuri su marzo 8, 2009

dostoevskij

Il titolo sembra uno di quei racconti in poche parole che tanto piacciono ultimamente: Dostoevskij legge Hegel in Siberia e scoppia a piangere. In realtà il pianto di Dostoevskij risale ai giorni tra la fine del 1849 e l’inizio del 1850, al momento della sua deportazione in Siberia. Durante la traversata degli Urali, di notte, con le slitte bloccate da una tempesta di neve, lo scrittore si rende conto che il passato è dietro di lui e che ad attenderlo c’è soltanto «il destino misterioso» della Siberia. Piange, perché capisce che nulla sarà più come prima e perché intuisce che è giusto così. Il destino, quando è autentico, è sempre misterioso. Leggi il seguito di questo post »

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Strambo confronto fra Drago Jančar e il primo Boris Pahor

Pubblicato da sparzani su marzo 8, 2009

di Sergio Sozi
drago-jancar1

La Slovenia non confina con l’Italia, con noi, proprio quanto il mare non bagna Napoli.
La Seconda Guerra Mondiale invece ci ha invasi entrambi, anche se spesso in maniera diametralmente opposta, anche a giudicare dalla sensibilità degli scrittori sloveni che ne hanno trattato: una maniera che esala in primis dalle scelte linguistiche e dall’età dei due autori di cui parliamo (Drago Jančar, nato a Maribor nel 1948, e Boris Pahor, Trieste 1913) e parallelamente dal punto di vista cronologico in cui l’ultima guerra viene da costoro inquadrata o adombrata (Jančar la adombra, Pahor la vede postea): se Aurora boreale (Bompiani 2008) di Drago Jančar sta pressoché tutto nel 1938, La villa sul lago di Boris Pahor (scritto nel 1952, tradotto da Nicolodi solo nel 2002) si sviluppa entro tre giorni di un aprile del 1948. Leggi il seguito di questo post »

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dalla camera accanto: Material Girls

Pubblicato da sparzani su marzo 8, 2009

di Francesco Forlani e Antonio Sparzani

squaw

Della parola rete ci piace la dimensione oculare. Rete / rétina, ovvero guardarsi intorno, e scoprire QUI, con un solo sguardo d’insieme, opere e scritti di femmine toste. Da scaricare, subito, il dossier creato da Francesca Matteoni per Nazione Indiana.

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Di noi e del mondo

Pubblicato da francoarminio su marzo 8, 2009

se d’improvviso una sera
pure in questa lieve e perenne
insofferenza ci guardassimo negli occhi
e negli occhi si trovassero le mani fuggendo
dentro vicoli e cortili fino a un bacio breve
o lungo avremmo fatto un buon uso
un uso semplice e profondo
di noi e del mondo.

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Il “dramma” di Alberoni (e il processo di consacrazione degli intellettuali italiani)

Pubblicato da alfiosquillaci su marzo 7, 2009

Sono un assiduo lettore dell’articolo settimanale del lunedì sul “Corriere” di  Francesco Alberoni. Apprezzo il suo intento di sminuzzare le sue conoscenze e di stabilire un dialogo con le grandi masse di un quotidiano, e anche il suo desiderio di colloquiare di cose serie con un linguaggio accessibile, lontano dagli specialismi e dai mandarinismi tipici degli intellettuali italiani. Ma tant’è: il dialogo con “l’inclita guarnigione” – che  è intento che  non aborro, tutt’altro – spesso avviene  a discapito del “colto pubblico”, ove io aspiro a prender posto. Leggi il seguito di questo post »

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L’orologio

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 7, 2009

orologi

Mi chiedo se il linguaggio rispecchi ancora la persona, o non piuttosto la televisione, che impone un tono, un ritmo, un dizionario tutto suo. Tengo i colloqui in una stanza preceduta da un’etichetta dorata: formatore. La fece mettere don Mario una quindicina d’anni fa. Lì si parla confidenzialmente: il tono di voce è una mano tesa verso l’altro, perché si senta capito. Dal piazzale giungono grida di ragazzi, versi di merli che planano sul tetto dell’edificio a due piani. Le nostre confidenze fanno spazio, non c’è motivo per entrare in concorrenza o accavallarsi. Nel muro antistante la poltrona dove siedo c’è un orologio che procede a fatica: mi ricorda quanto tempo resta, se le nostre parole devono morire di fronte ad altre pronte a raccontarsi, per essere guarite. La formazione è un grembo di silenzio che avvolge i traumi e le speranze di ciascuno, grovigli psicologici e linguistici.  Se rinunciassimo al linguaggio violento che ci assedia, troveremmo i sensi dell’infanzia, i colori del mondo come si formano all’origine, quando l’occhio e l’orecchio reagiscono in modo naturale. Non dimentico il frammento di Siddharta che descrive l’ascolto del barcaiolo misterioso, simile all’albero che accoglie la pioggia. La televisione dovrebbe mettere fra i titoli di testa l’etichetta dorata formatore, come fosse uno stanzino di parole che si fanno spazio, mentre giungono i versi del merlo e le grida dei ragazzi. Qualcosa è cambiato, in questi ultimi decenni, ma sarebbe troppo lungo dire cosa. L’orologio mi ricorda a fatica che il tempo è già scaduto.

(fonte immagine)

(versione audio)

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Divisioni spostate e allegoria “riflettente” (Parte I) di Antonino Contiliano.

Pubblicato da francesco sasso su marzo 7, 2009

spettro_gocce[Pubblichiamo in anteprima un altro capitolo di un libro in fieri di Antonino Contiliano: Divisioni spostate e allegoria "riflettente". Inoltre [QUI] potete leggere il quinto capitolo: “Mediterraneo e Identità plurale”. f.s.]

 

di Antonino Contiliano

Divisioni spostate e allegoria “riflettente”. (Parte I)

 

Perché mettere insieme matematica e poesia e cercare un passaggio attraverso il fiocco di neve della curva di von Koch e i versi di una poesia costruita secondo una tecnica chiamata a “palla di neve”?; e perché coniugarle insieme all’interno di una riflessione che vuole ritrovare nella poesia sperimentale un giudizio riflettente estetico-politico, e in tutto questo un incrocio che orienti verso una scrittura letterario-poetica impegnata scolando il mondo con il colino dell’allegoria, il filtro che non è estraneo neanche alle scienze matematico-fisiche e fisico-matematiche contemporanee come risulta dal pensiero di Walfgang Pauli e dal carteggio con Jung?

I modelli matematici della microfisica, infatti, non sono esenti da interpretazioni diverse (allegorizzanti) lì dove il modello matematico e spazio-temporale delle frequenze delle radiazioni atomiche (basterebbe pensare alle ipotesi di Schrödinger e di de Broglie) è un dire-altrimenti differenziato del comportamento dello stesso “oggetto”: la cosa non è quella che appare, ma ciò che l’intelletto ne concettualizza come funzione-ipotesi. La riflessione organizza così un giudizio allegorico riflettente per un perché e un come diverso da quello che la sensibilità e la percezione offrono direttamente e immediatamente all’apparire. Ma non per questo l’apparire è un’illusione; è un livello di realtà che da solo non regge.

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Non è un paese per giovani

Pubblicato da sgolisch su marzo 7, 2009

La riforma della Pubblica Istruzione tra necessità e incompetenza

di Franz Haas

Il governo Berlusconi vuole rivoluzionare il settore dell’istruzione. Dalla scuola elementare all’università in arrivo i tagli che dovrebbero portare miglioramenti, così recita la propaganda. In seguito alle proteste dei sindacati e degli studenti alcuni provvedimenti sono stati modificati oppure rinviati. Che la cura da cavallo, per quanto annacquata, porterà più danni che benefici, lo si può capire già da ora. Leggi il seguito di questo post »

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Questa settimana è così

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 7, 2009

da qui

da qui

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Una rete Rai senza spot e Auditel

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 6, 2009

di Leandro Palestini

Il Cda della Rai non è ancora formato, ma il ministro della Cultura, Sandro Bondi, già invita i suoi componenti a una scelta chiave con una lettera a Repubblica: “Svincolare una rete dal sistema di rilevazione dell’Auditel e dalla pubblicità, come è stato deciso da Sarkozy in Francia”. Dalla Rai si sollevano i primi dubbi. Giovanna Bianchi Clerici (Lega), fresca di riconferma nel Cda, giudica “la proposta Bondi superata dall’avvento del digitale terrestre: a fine anno 10 milioni di italiani, dal Lazio alla Campania al Piemonte, avranno accesso ai nuovi canali tematici. Il problema non si pone”. Leggi il seguito di questo post »

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Girolamo De Michele, La visione del cieco

Pubblicato da mbaldrati su marzo 6, 2009

demichele

di Valter Binaghi

Un “noir” incalzante, che attraversa come una lama gli archetipi della cronaca nera recente (infanticidio, corruzione politica, inquinamento ambientale, violenza xenofoba) a partire dall’apparente tranquillità di un paesaggio montano da “MulinoBianco”, per mostrare puntualmente il declino generazionale della borghesia italiota (ieri puritana e avidamente risparmiatrice, oggi scialacquona e debosciata).

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Miserere asfalto (afasie dell’attitudine): 452-552

Pubblicato da Marina Pizzi su marzo 6, 2009

di Marina Pizzi

*****

452.

la spiga sta sotto l’erta del sale del mare, il salato la brucia lentamente. nei viali malinconici intorno alla stazione si festeggia la giara con l’olio siciliano. in un pezzullo di unghia tutta la paura di entrare dal medico. ho freddo al collo ma la sciarpa l’ho perduta cercando i guanti. otto ore al dì di postazione informatica dal lunedì al venerdì.

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Per sempre quaggiù (Su David Foster Wallace e la scrittura)

Pubblicato da rosellapostorino su marzo 5, 2009

di Luca Mirarchi

Un deserto è pieno di niente. Tutto quel sole, nell’aria immobile, sulla sabbia che scotta. Non è poi così diverso da un blocco di marmo: i legami molecolari si rafforzano e si allentano nel dare forma alla materia dell’universo. Il vuoto, l’idea del nulla, si annida essenzialmente nello spazio dell’animo umano – nell’incapacità ontologica (che nei momenti più bui attraversa la mente) di trovare all’esistenza un barlume di senso. Per lo scrittore, il vuoto è la pagina bianca che si ritrova davanti sulla scrivania. Leggi il seguito di questo post »

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Paolo Ruffilli: Il poeta che risveglia la coscienza civile

Pubblicato da luigiasorrentino su marzo 5, 2009

di Luigia Sorrentino

“Si fa il possibile/ per questa gente”/ ti dicono di noi,/ “per farla stare meglio:/ da bere e da mangiare/ piu` che sufficiente,/ e sonno quanto basta,/ le loro messe, i libri,/ ore di svago e di riposo.”/ Ma e` un altro, il nostro,/ differente stato/ inerte e doloroso.

Con questi versi che introducono “Le stanze del cielo”Paolo Ruffilli conduce il lettore nel territorio di un’antichissima paura: l’ossessione della perdita della propria liberta`.

Un’esperienza “carceraria” totalizzante, estrema e drammatica attraversa lo sguardo del poeta: “Grate e cancelli da ogni/ parte, intorno, tetri cortili/ dalle altissime mura.” Uno spazio angoscioso e angosciante con il quale l’io entra in relazione svelando un mondo “interno” ed “esterno” dal quale il lettore sembra di non poter piu` uscire. Leggi il seguito di questo post »

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“Una nudità incolpevole veste il giardino” di Marinella Galletti

Pubblicato da francesco sasso su marzo 5, 2009

adamo_eva_masol
Peccato originale (1424-25)
Masolino da Panicale
affresco cm 208 x 88
Cappella Brancacci
Santa Maria del Carmine Firenze

“Lettura poetica” dell’opera n.2: Una nudità incolpevole veste il giardino

di Marinella Galletti

E’ opaco e bidimensionale lo sfondo su cui Eva e Adamo si aggirano. Non occupano uno spazio interattivo e corporeo.

Una dolce linea continua, che definendo i corpi si apre allo sfondo, racchiude la grazia di un portamento statico, in cui è il corpo stesso che crea il luogo eterno e trasognato. Leggi il seguito di questo post »

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