La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

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“Lettura poetica” dell’opera n.5:”Squilibrio del peccato.” di Marinella Galletti

Pubblicato da francesco sasso su aprile 4, 2009

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Adamo ed Eva   (1550 circa)
 Tiziano Vecellio
 olio su tela, cm 187 x 134
 Museo del Prado Madrid

“Lettura poetica” dell’opera n.5:”Squilibrio del peccato.”

 di Marinella Galletti

Paradiso dipinto sui corpi di Adamo ed Eva.

Impasto di colore vibrante di luce, dove la natura  riflette qualità dell’aria dell’acqua e della terra sfumata di rame dorato e brunito.

Tra fantasia, realismo, naturalismo e dramma.

Il gesto domina la scena. Nel protendere il braccio sinistro per ricevere il frutto da una posizione squilibrata, Eva appoggia pesantemente il braccio destro a un ramo discostandolo dal tronco, sì che un ramoscello le nasconde il pube, il corpo s’ inclina ad arco, i piedi poggiano sul terreno in scoscesa.

Una folgore l’ ha colta e su questa base agisce una parte di sé guidata da un’ improvvisazione non ponderata.

Adamo, sotto l’albero, saldamente seduto su un rialzo del terreno, allunga il braccio destro per fermare il gesto d’improvviso d’Eva sulla cui configurazione grava un forte peso. Poiché Adamo, nella  particolare postura costruita ad arte, non riequilibra le parti.

L’apparente saldezza coincide con la sua adesione alla terra, nell’ accezione negativa affiancata al caos primordiale e al male. Il peccato è compiuto e condiviso, seppur, Tiziano, nell’ intento della maggior adesione biblica, attribuisce al volto di  Adamo un piglio severo accentuato dalla folta barba di uomo maturo, contrapposto al volto sognante di Eva sfiorato da un’ombra e da una luce che non salvifica.

Nella morbidezza dello sfondo rosato di cielo ed acqua che sottrae alla terra il riverbero del colore.

Dove, tra terra e cielo, l’albero che simbolicamente congiunge due opposti, consegna al demonio le forme di un putto che nasconde la coda attorcigliata del serpente tra i rami.

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