“Lettura poetica” dell’opera n.6:”La caduta” di Marinella Galletti
Pubblicato da francesco sasso su aprile 11, 2009

Adamo ed Eva (1780-90 circa)
di Johan Heinrich Fussli
Riverdale-on-Hudson,
Moss Stanley Collection
“Lettura poetica” dell’opera n.6: La caduta.
di Marinella Galletti
Oltre la dimensione del racconto, non è spiegato il fatto, l’agire dei soggetti che hanno sfidato leggi primigenie cosmiche.
Rapidamente, una coltre notturna cala sulla percezione sensoriale di Eva e vi è la sua caduta.
Il paesaggio, intenso e magmatico notturno che avvolge, ma forse ancor più, penetra la materia umana in cui la pittura, esprimendone una variante profonda rispetto alla realtà, mostra la superficie, indaga e oltrepassa la profondità assoluta dell’essere.
Due mondi sono in relazione. Il visibile: l’uomo trattiene la fatale caduta della donna; il non visibile: una forza psichica, proveniente da un luogo impenetrabile, rivela la presenza del mondo interiore, di un buio infinito, di un terrore invadente, non esprimibile con le parole. Enigmaticamente sconfinato e animato dalle ragioni profonde dell’esistere.
Con la perdita del contatto dei dialoghi e delle relazioni apparenti della vita, l’oscurità è rivelatrice della luce di cui sono fatti i corpi.
Sia fatto di luce il sogno, o la realtà. O vicino al sogno, all’inconscio collettivo; all’appartenenza, per mezzo del sogno, a una realtà comune e a una condizione umana che parla dell’ origine dell’esistenza e della relazione ininterrotta di essa con leggi supreme inconfutabili.
Eva abbandona il mondo sensibile, perdita di coscienza, oblio.
Una caduta interiore e fisiologica. I piedi e le gambe vacillano, il capo ripiegato sulla spalla. Sospesa, è trattenuta. Adamo la sorregge con le forti braccia e gambe salde, ritte. L’incrocio di un abbraccio che unisce due destini immensamente umani. I corpi, il cui disegno plastico mostra l’accentuazione di qualche stortura nei busti, costruiscono, all’apice del paesaggio oscuro, un’architettura complessa di archi e puntelli, di tiranti immaginari che solidificano l’abbraccio e la complessa articolazione dei loro cuori.













