“Lettura poetica” dell’opera n.7:”Del colore delle identità” di Marinella Galletti
Pubblicato da francesco sasso su aprile 18, 2009

“La cacciata dal Paradiso terrestre” di Jacopo Pontormo
olio su tela, cm. 43 x 31, anno 1535
Galleria degli Uffizi, Firenze
“Lettura poetica” dell’opera n.7: Del colore delle identità
di Marinella Galletti
Riflessioni sulle identità. Nel passaggio dalla vita all’arte.
In ciò che, se appartenuto all’umanità, ora è dell’arte. E di ciò che, se originato dall’ordine, ora è nel caos. Un rovescio partecipe del “Tutto”.
Del colore dell’interiorità, dei corpi e dello sfondo.
Nel paesaggio costrutto, somma della donna e dell’uomo, dell’angelo navigante dell’aria che riflette e impone la volontà divina, e del volto emblema dell’inabissato ora emerso.
Non vi è ritaglio dei corpi. Il maschile e il femminile, identici i volti e le posture, le cui differenze sessuali appena accennate, tanto è forte l’appartenenza a un luogo e a una sostanza, mostrano, dell’uomo, la barba, un tentativo di mimesi, e, della donna, un seno.
Fatti di un solo colore, e così sono la terra e il cielo, e di una sola materia. Un’argilla rimpastata e ritinta d’arsura, nel momento in cui il male si rivela, identità del dolore e dello spavento, l’uomo e la donna narrano, in una sola apparizione, la trasfigurazione dell’umanità intera in ogni luogo, purché sia in cielo o in terra.
E di ogni luogo, poiché a questa si conforma. Dato della coesistenza del male alla natura del cosmo.
Appare, in Adamo ed Eva, attraverso il colore, una consistenza caratteriale unica, tra le opere di Jacopo. Gli elementi del dipinto risultano come una sola “carne”, come all’origine delle cose, prima che vengano individualmente separate. “Materialità” ben diversa dalle ariose e lucenti composizioni di corpi eleganti e sospesi come in danze e musica, della sua “maniera” intellettuale di leggere il dramma, il dolore e la sua sublimazione, l’ estasi.
La cacciata dal paradiso terrestre. Il male altro non attendeva che il momento in cui far esplodere le colpe nella donna e nell’uomo soccombenti all’improvvisazione del maligno.
Una discesa alla quale far coincidere, con l’incamminarsi dei “due”, proprio la territorialità verso cui volge il “cammino” dell’uomo.
Adamo ed Eva devono allontanarsi e proseguire.
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