La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Lei ama più i suoi libri degli uomini

Pubblicato da fabrizio centofanti su aprile 24, 2009

da qui

5 Risposte to “Lei ama più i suoi libri degli uomini”

  1. la funambola detto

    caro fabrizio
    settimana all’insegna di olmi! incredibol
    me li sono sparati giù, uno via l’altro
    bravissimo regista, bellissimo sguardo sul mondo, il suo.
    che bellezza divina!
    ti abbraccio
    la funambola

    ti consiglio “tickets” di olmi kiarostami e loach, che trio!
    BACI
    la funambola

  2. grazie, Fu: sono film che fanno pensare.
    in questo mondo di cervelli coatti è già tanto.
    cercherò il trio.
    un caro saluto
    fabrizio

  3. Carlo detto

    grazie Fabrizio, un brano che fa molto riflettere
    Penso anch’io (provocatoriamente) che il libri vadano presi con le molle, spesso sono “solo” carta e non valgono una vita, un gesto. Cristo ha scritto solo una volta… sulla sabbia. Poi ha dato la sua vita. Vorrà dire qualcosa? In principio fu un gesto, non il verbo (anche questa è una provocazione, non sono un esegeta ma il Verbo è ben altro che la semplice “parola”…)

  4. grazie, Carlo, hai toccato un punto cruciale. il cristianesimo non è una religione del libro, ma della Persona. è la rivoluzione di Gesù: ha frantumato gli schemi che volevano imprigionare l’uomo nella gabbia del suo pensiero, della sua scrittura, fosse anche quella sacra. ciò non toglie nulla al valore della Parola, anzi, la esalta, perché diventa comunicazione viva. domenica scorsa, non a caso, abbiamo letto di Tommaso che vuole toccare, mettere le mani nelle ferite. un orizzonte nuovo si è aperto, chiuderlo è un suicidio.

  5. nat detto

    il mio film preferito.

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