Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
macondo detto
Un mito, la Mia. Perché… sì. Ma… se a cantarla fosse stata Mina, avresti comunque scritto: “Perché”?
nadia agustoni detto
Come non mai.
fides&ratio detto
אמת
F&R
lambertibocconi detto
Era brava, eh? Tanto. Il perché non si sa. In realtà, non si sa nemmeno il perché certa volte ci si sveglia allegri e giulivi, figurarsi il perché della depressione…
jolanda catalano detto
Perchè esiste gente spietata che le ha fatto molto male.
Perchè solo lei poteva sapere come si sentiva.
Perchè era/è grande.
ciao Fabrizio
jolanda
la funambola detto
perchè…L’amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare
e guai se avessi un coltello per tagliare
Ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei
se fossi un vero viaggiatore ti avrei già incontrato
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
Se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un’orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei
Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei
E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
E amarti per ore ore ore
e ucciderti all’alba di un altro amore
e amarti per ore ore ore
e ucciderti all’alba di un altro amore
Perchè l’amore è carte da decifrare
e lunghe notti e giorni
da calcolare
se l’amore è tutto segni da indovinare
Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
Se io non ho avuto il tempo di imparare.
un bacio
la fu
laura detto
bellissime entrambe
laura
Francesca detto
La nostra felicità troppo spesso è condizionata da ciò che pensano gli altri, da ciò che fanno gli altri…e continua ad essere così..
Ciao Fabry
fabrizio centofanti detto
grazie di cuore.
concordo con Jolanda: qualcuno le ha fatto male.
ma se fossi un sacerdote, io l’assolverei.
(difficile decifrare certe carte).
Iannozzi detto
Scritta da Bruno Lauzi, grande cantautore mai troppo ricordato. E invece gli si dovrebbe davvero più attenzione.
Iannozzi detto
Io canterò politico
Bruno Lauzi – Persone – 1977
Io canterò politico
quando starete zitti
e tutti i vostri slogan
saranno ormai sconfitti,
quando sarete stanchi
di starvene nel coro
a battere le mani
solo se lo voglion loro,
avrete bisogno
dell’individualismo
per vincere la noia
di un assurdo conformismo.
Io, Io canterò politico
ma il giorno è ancor lontano
per ora sono l’unico
ad andare contromano,
ma i miei finti colleghi
che fan rivoluzioni
seduti sopra pacchi
di autentici milioni
dovranno ritornare
al ruolo di pulcini
lasciando intatto il candido
e poetico Guccini.
Io, Io canterò politico
ma sarò troppo vecchio
ed ai giovani dell’epoca io,
io romperò parecchio
il gusto del dissenso
lo avranno ormai perduto
e il festival giù in piazza
lascerà il paese muto.
Che pace nel silenzio, sì
questa è democrazia
ma il primo che lo nega, voi
voi lo cacciate via.
Io canterò politico
soltanto per la gente
che è pronta a riconoscere
di non capirci niente,
non è cambiando tattica
o il nome del padrone
che il popolo ha finito
d’esser preso per coglione.
Volete stare comodi?
Nessuno a disturbarvi?
E beh siete serviti
potete masturbarvi.
Stella Maria detto
Perchè?
Perchè spesso chi parla non viene ascoltato e non rimane che un’unica via per farsi comprendere: il silenzio.
Se gli interlocutori a cui si rivolgeva l’avessero anche per un attimo ascoltata oggi non ci chiederemmo perchè, noi che non c’eravamo e che ascoltavamo e ancora ascoltiamo.
Che il suo silenzio ci aiuti ad ascoltare chi ci vive accanto e parla …
B&A
Stella
fabrizio centofanti detto
grazie.
anche il silenzio è politico, in effetti.
v.s.gaudio detto
(1)
Bruno Lauzi mi fa venire in mente il teatro di Sabbath
a metà strada tra Drenka e Madeline, che è quella giovane donna
con la cicatrice al polso, la bella bionda alta e ingobbita
che prima di cena aveva spiegato a Sabbath
dov’era Roderick House
e che in quella splendida serata autunnale
lei che è una paziente ad alto rischio
che dopo il tramonto non può uscire
essendo uscita dall’Unità di Terapia Intensiva
solo da una settimana
così senza tette e la variabilità delle tette
ci sono donne che hanno le tette dieci volte
le tette di Madeline o anche di più
come Drenka l’amante croata di Sabbath che da Split
era emigrata a Madamaska Falls(pop.1109) nel New England
ed è questo il punto, forse come cantava “Genova per noi”
che è una canzone di Paolo Conte, che venne alla Biennale di Poesia
di Alessandria e Bruno Lauzi no
e Madamaska Falls che non è nemmeno Topanga Canyon
dove è nata Amy Smart(3.26.76) che è come un personaggio
di Philip Roth, più matura e più immatura dei suoi anni
un po’ vola in “Rat Race”(2001) ed ha nell’arco del camminare
di soppiatto per rubare benzina da un’auto della polizia
con quei pantaloni da aviatrice e il tubo di gomma
la ragione del suo esserci ,
c’è sempre il modo più semplice per spiegare qualsiasi cosa
la risposta a tutte le domande, il Prozac o l’Edipo
tutta questa falsa introspezione, non sarebbe più interessante
se a variare fosse il numero dei seni?
(2)
c’è questo in Madeline, quella che lei chiama,leggendo
Erik Erikson, la sua “meta di crescita”
e la sua vita che non le sembra mai reale
anche quando Sabbath le disse:Voglio rivederti,
un po’ come avveniva all’inizio degli anni ottanta
mi ritrovavo spesso Bruno Lauzi sotto i portici di via Cernaia
o già in via Micca con la sua chitarra che,
uscendo dalla Biblioteca Civica in via della Cittadella,
vedevo prima dei suoi capelli bianchi
e quasi un cenno, un sorriso, che restava sospeso
quando ci incrociavamo, come se un po’ di Caproni
fosse Genova per noi
a Torino dove scendeva a Porta Susa,pensa se Lauzi
avesse incontrato una schiodata come Madeline,una che
ha quell’aria di una bambina di prima elementare che
abbia imparato l’alfabeto in una scuola dove
come sillabario si usa l’Ecclesiaste
perché la vita è futile, un’esperienza spaventosamente orribile
ma l’importante è aver imparato a leggere
V.S.Gaudio, da: “Il bolero di Madeline e Bruno Lauzi
sotto i portici di via Cernaia a Torino”, “Lunarionuovo”n.17, novembre 2006