Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
La replica di monsignor Sgreccia al presidente della Camera che aveva auspicato leggi «non orientate da precetti religiosi» è stata chiara e immediata: «La Chiesa non tacerà sui temi di bioetica che riguardano i diritti umani, i dettami costituzionali, la stessa razionalità umana e il bene comune». Belle parole, così belle che possono essere fatte proprie da chiunque: infatti quale istituzione o persona responsabile intenderebbe tacere sui diritti umani, i dettami costituzionali, la razionalità umana e il bene comune? Il problema consiste piuttosto nel riempire di contenuti concreti quegli altissimi concetti e qui ovviamente sorgono subito le divisioni. Leggi il seguito di questo post »
Marco D’Aponte, Andrea B. Nardi, Quattro giorni per non morire – graphic novel tratta dall’omonimo romanzo di Marino Magliani – ed. Transeuropa, € 12.90
E’ appena uscita con Transeuropa, la graphic novel di Marco D’AponteeAndrea B. Nardi tratta dal romanzo di Marino MaglianiQuattro giorni per non morire (ed. Sironi,2006) (il prologo è scaricabile da qui). Leggi il seguito di questo post »
Negli anni Cinquanta Chicago era il cuore pulsante della black music americana. Il grande blues rurale, il Country Blues, cantato dai raccoglitori di cotone e poi dai vagabondi disoccupati (quei lonesome hobo cantati anche da Woody Guthrie), senza l’ausilio di strumenti, o col semplice accompagnamento di vecchie chitarre, tamburi rudimentali, che vide come interpreti indimenticabili artisti del calibro di Leadbelly, Blind Lemmon Jefferson, Charley Patton, iniziò a cedere il passo a una nuova generazione di musicisti afroamericani, che seguivano la grande migrazione dei discendenti degli schiavi verso i grandi centri urbani.
Il nuovo blues era elettrificato, suonato da gruppi completi di basso, batteria, armonica, fiati, e raccontava storie di amori disperati, di solitudine, di malavita, di lavoro in fabbrica, bordelli, alcol, locali notturni. Bluesmen come Muddy Waters, Bo Diddley, Sonny Boy Williamson, Willie Dixon, Howlin’ Wolf, John Lee Hooker, B.B. King influenzarono almeno due generazioni successive di giovani strumentisti, spesso bianchi, che andavano a Chicago, a Detroit, a Memphis per conoscerli, per suonare con loro in jam session memorabili. Senza la loro scuola forse non sarebbero mai esistiti Jimi Hendrix, Eric Clapton John Mayall, i Fleetwood Mac (leggendario un loro doppio album registrato a Chicago tutto di jam session coi maestri), i Rolling Stones e tutto il British Blues degli anni Sessanta e Settanta.
Majakovskij, per un’analogia che il presente storico ci ripropone, nel suo “Come far versi” – e Brecht direbbe egualmente ! –, ci dice che regole e forme derivano dalla situazione e dalla poiesis non come ispirazione, creazione romantica o tradizione ripetuta, ma come produzione (composizione o systasis [24] nei termini della poetica aristotelica); per cui dall’emergenza la necessità “insurgente” di alcuni elementi indispensabili: 1) “la presenza, nella società, di un problema la cui soluzione è concepibile soltanto come un’opera poetica. L’ordinazione sociale”; 2) “la conoscenza esatta o, meglio, la percezione delle aspirazioni della propria classe”; 3) “il materiale. Le parole. L’ininterrotto arricchimento dei depositi, dei magazzini del propriocranio con parole necessarie, espressive, rare, inventate, rinnovate e di ogni altro genere”.
Testo introduttivo, intervista e traduzione dall’inglese di Giovanni Agnoloni
Oggi vi propongo il testo (in italiano e in inglese) di un’intervista che ho realizzato a Charleston, South Carolina, nel corso del mio recente viaggio in America, al Dr. Lee Irwin, Direttore del Dipartimento di Studi Religiosi del College of Charleston, ed esperto di religioni comparate e spiritualità. Grazie al suo collega docente e scrittore Massimo Maggiari, ho avuto il piacere di conoscerlo dopo aver letto il suo saggio The Alchemy of the Soul – The Art of Spiritual Trasformation (“L’alchimia dell’anima – L’arte della trasformazione spirituale”) (Lorian Press, 2007), imperniato sull’osservazione delle dinamiche interiori dello spirito umano come un processo creativo di continua evoluzione e trasformazione, integrato con il resto dell’universo. Leggi il seguito di questo post »
Ecco il testo normativo che limiterà fortemente la libertà di espressione in rete, inducendo di fatto i cittadini, onde evitare l’attività di censura (filtraggio) imposta ai fornitori di connettività, all’auto-contenimento “spontaneo”.
Legislatura 16º – Disegno di legge N. 733-B
DISEGNO DI LEGGE
(presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI)
dal Ministro dell’interno (MARONI) e dal Ministro della giustizia (ALFANO)
approvato dal Senato della Repubblica il 5 febbraio 2009
modificato dalla Camera dei deputati il 14 maggio 2009
Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 14 maggio 2009)
Disposizioni in materia di sicurezza pubblica
Art. 60.
(Repressione di attività di apologia o
incitamento di associazioni criminose o
di attività illecite compiuta a mezzo internet) Leggi il seguito di questo post »
Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fineStoria contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaireDreyfus. Intitolando Storia contemporaneaquesta mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)
9. Quarant’anni prima, tra il Sessantotto e la deriva del linguaggio dei contemporanei. Alberto Arbasino, Lavita bassa, Milano, Adelphi, 2008
«In questo stato, e poi Un paese senza, obbedivano al dovere civile delle testimonianze ‘dal vivo’ nelle congiunture epocali, in seguito utili ai ricercatori e agli archivisti del ‘post’ e del ‘propter’, del perché e del percome, del prima e del dopo. “E se domani…”canticchiavano al piano-bar gli storici futuri anche involontari, nel corso degli eventi. Poi, ogni storiografia o iconografia o commemorazione finirà per registrare soprattutto due serie parallele di icone inevitabili, per quegli anni Settanta. Leggi il seguito di questo post »
Domenica mattina vado alla Fiera del Libro di Torino incontro prima un piccolo editore che mi dice c’è una crisi pazzesca c’è un calo drammatico di presenze poca gente che si ferma agli stand meno ancora che comprano poi parlo con uno dei direttori editoriali della major XY che mi dice ma no a noi risulta un aumento di presenze siamo soddisfatti ci sono segnali di ripresa,
magari hanno ragione tutti e due, nel senso che la crisi anche qui mica è democratica picchia duro soprattutto sui piccoli,
ecco, la crisi, questo Golem-Gollum che ci tiene costantemente per mano pare aleggiare su qualunque conversazione in Fiera senza risparmiare i convegni figurarsi quello sul tema del lavoro,
tutti gli anni alla Fiera del Libro fanno il convegno sui narratori del lavoro più o meno con gli stessi ospiti, Leggi il seguito di questo post »
L’hanno definita una delle intelligenze più critiche e lucide degli states, ma nei due libri in cui racconta la morte del marito John e della figlia Quintana, avvenute a breve distanza una dall’altra, Joan Didion di sè dice che per un pò è impazzita e impietosa ci mostra la sostanza del dolore.
Leggendo L’anno del pensiero magico (1) si prova simpatia per questa donna che combatte una battaglia contro la morte della figlia fino a quando le sembra fuori pericolo. Sapremo solo dopo qualche anno che le cose non sono andate a buon fine. La perdita improvvisa dei congiunti è ripercorsa di nuovo in un monologo con lo stesso titolo del primo libro: monologo serrato, dolente e asciutto, senza una sola parola che inviti a una facile pietas. (2)
AZIMUT LIBRIin collaborazione con FNAC Milano presenta Milano per le strade Dario Fo, Vincenzo Consolo, Stefano Massaron, Matteo B. Bianchi, e altri grandi autori
per un progetto benefico: i proventi degli autori, dei curatori, degli agenti, e dell’editore saranno devoluti
all’AIRC (tumori cerebrali infantili)Leggi il seguito di questo post »
I went down to St. James Infirmary
Saw my baby there
She was stretched out on a long white table
So cool, so sweet, so fair
Let her go, let her go, God bless her
Wherever she may be
She can look this wide world over
But she’ll never find a sweet man like me
When I die bury me in straight lace shoes
I wanna a box-back coat and a Stetson hat
Put a twenty-dollar gold piece on my watch chain
So the boys’ll all know that I died standing pat
Dicono che il tempo sia rimedio a ogni perdita e asciughi ogni lacrima, ma non è mica tanto vero, le cose vere ritornano, come la luna, come le maree, come la neve, e il dolore è una cosa vera, e viva, che pulsa. Nel dolore c’è qualcosa di femminile, qualcosa che matura e diviene pieno, fino a scoppiare, e poi avvizzisce, ma non muore e giace dormiente finché la nuova pioggia, il primo sole, o il richiamo di un uccello notturno lo desta. Leggi il seguito di questo post »
vedo dal buio
come dal più radioso dei balconi.
Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce
scostandola nel silenzio
fino al varco più nudo – al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto dai miei piedi
una terra lentissima
- promessa
Il 22 maggio alle ore 18 presso la FNAC, in via della Palla 2, a Milano, verrà presentato il volume Milano per le strade (Azimut libri 2009).
Milano per le strade contiene racconti di Dario Fo, Vincenzo Consolo, Stefano Massaron, Matteo B. Bianchi, Mariano Bargellini, Angela Buccella, Maria Caldei, Alessandro Carrera, Giampiero Comolli, Mariella De Santis, Alessandra Paganardi, Franco Romanò. Leggi il seguito di questo post »