La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per maggio 2009

Sorprese

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 8, 2009

da qui

Domani ho il ritiro per le prime confessioni.
Utilizzerò la parabola del padre misericordioso, anche sapendo che:
non c’è il pentimento (il giovanotto torna perché ha fame);
non c’è il proponimento (vuole fare il mercenario);
non c’è l’accusa dei peccati (il padre non lo lascia parlare);
non c’è la penitenza (si organizza subito la festa).
Quel che resta del sacramento, insomma, è il peccato (perché tocca a noi, che non cambiamo mai).
Mi chiedo se non si tratti, anche, di una cura preventiva.
Domani dirò ai bambini di confessarsi ricordando questo: Dio è una persona piena di sorprese.

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“La biopolitica della moltitudine. Democrazia assoluta“ di Antonino Contiliano

Pubblicato da francesco sasso su maggio 8, 2009

nascita-della-biopolitica-foucault2 moltitudine2

di Antonino Contiliano

“Democrazia”: regime politico definibile appunto come unione
di tutti i cittadini, che esercita collegialmente un diritto
sovrano su tutto ciò che è in suo potere. […] In regime
democratico infatti […] tutti hanno convenuto di agire […]
in base a una decisione presa in comune: non hanno
convenuto però di pensare e di ragionare in modo unanime.

Spinoza ( Trattato teologico-politico, capp. XVI, XX)

 

 

È la forma della democrazia del comune che vogliamo mettere a fuoco a proposito della lettura dei libri di Michel Foucault (Sicurezza, territorio, popolazione; Nascita della biopolitica, Feltrinelli, 2005) e di Michael Hardt e Antonio Negri (Moltitudine. Guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale, Rizzoli, 2004).

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Orhan Pamuk: Calvino, gli devo tantissimo, è uno dei miei prediletti».

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 8, 2009

pamuk

di Marco Ansaldo

Istambul. « Io sono fatto di libri». Orhan Pamuk volta per un momento le spalle agli scaffali di casa, colmi di volumi, e guarda assorto le grandi finestre alte sulla strada. Sotto, la macchina della polizia con la scorta fa buona guardia al palazzo. L’ elegante ritrovo “Caffè nero” serve i clienti in veranda portando ai tavoli una profumata miscela italiana. Un gruppo di turisti giapponesi coni libri del premio Nobel in pugno alza eccitato lo sguardo verso un punto indefinito attorno all’ ultimo piano. Pamuk apartmani, Palazzo Pamuk, è scritto sulla porta del caseggiato a Nishàntashi, zona bene della metropoli sul Bosforo che i lettori di tutto il mondo dello scrittore turco conoscono da Istanbul, il libro premiato dall’ Accademia di Svezia con il massimo riconoscimento internazionale. Dentro, al quinto piano, cui si accede prima con un piccolo ascensore poi salendo l’ ultima rampa a piedi, la stanza del Nobel è enorme e spoglia. Il televisore giace a terra, i fili scollegati, come uno strumento non in uso. Niente telefono, niente computer. Solo un silenzio compresso, appena risvegliato dal traffico lento del sabato mattina. «Ora non abito più qui», dice Pamuk, con indosso un comodo maglione color ruggine, «ma ci vengo spesso perché solo in questo posto nessuno può distrarmi mentre lavoro. Tanti anni fa, in questa stanza, quando ero ancora sposato, ho scritto Il libro nero. Leggi il seguito di questo post »

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Marino Magliani, Elio Lanteri: un dibattito al Gabinetto Vieusseux

Pubblicato da giovanniag su maggio 8, 2009

Testo introduttivo e filmati di Giovanni Agnoloni
Foto di Mauro Baldrati

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Il 29 aprile, al Gabinetto Vieusseux, presso Palazzo Strozzi (Firenze), si è tenuto un incontro sul tema “Viaggio tra il paesaggio e la memoria”, incentrato sui due romanzi “La tana degli Alberibelli” di Marino Magliani (ed. Longanesi) e “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri (ed. Transeuropa). Leggi il seguito di questo post »

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Occhi da vendere (intorno a Facebook)

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 8, 2009

facebook-logo

di Alberto Berretti

Fabrizio mi chiede di commentare in questa sede la vicenda dell’amico Vittorio Zambardino cassato da Facebook. Lo faccio solo ora, a vicenda conclusasi felicemente con la riapertura dell’account di Zambardino, sostanzialmente per ragioni di tempo (sto traslocando, due case in una, vi lascio immaginare). Ma la prospettiva mi da anche la possibilita’ di parlare d’altro, e piu’ in generale di dove un sistema come Facebook vuole arrivare e che futuro puo’ avere.

E’ anche arrivata una parziale ed incompleta risposta da parte dello staff di Facebook, che conferma quello che ho pensato fin dall’inizio in questa vicenda. Si e’ trattato dell’errore di un “bot”, un programma che analizza il comportamento degli utenti e che, sulla base di principi euristici, cerca di determinare se qualche utente stia violando le condizioni di servizio (ad es. usando il sistema per veicolare spam). Ovviamente possono succedere due cose, e cioe’ che il bot, come tutti i programmi, contenga dei bugs, degli sbagli, per cui si comporta lui in modo anomalo cancellando utenti innocenti, oppure che l’utente in questione devii dal profilo dell’utente medio che lo staff di Facebook si immagina per ragioni perfettamente lecite. Leggi il seguito di questo post »

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Brava gente

Pubblicato da linnioaccorroni su maggio 8, 2009

di Alessandro del Lago (Manifesto 7/5/2009)

Quando qualcuno, affamato, malato o bisognoso, bussa alla nostra porta, dovrebbe scattare un imperativo primordiale al soccorso. Questo almeno sostengono le mitologie religiose. L’umanità, prima ancora di un’astrazione filosofica, è l’espressione di questo riflesso. Leggi il seguito di questo post »

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Per un intero viaggio

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 7, 2009

da qui

“Vuoi vedere che ce la faccio anche stavolta?”.
Dicevi sempre così.
Perché non ce l’hai fatta, questa volta? Perché m’hai lasciato qui da solo?
Come la trovo una persona come te?
Dove vado, ora, a sbattere la testa?
Solo tu potevi sopportare, per un intero viaggio, un adolescente innamorato che voleva sentire soltanto una canzone, sempre e solo quella, sempre e solo quella.

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La poesia del vuoto, di Brana Sumanac

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 7, 2009

di Augusto Benemeglio

Versi sospesi nel vuoto in cui “ la parola è sorda …il ritmo duro… si torce la gioia…” Versi di un eterno “viandante” , un nomade , uno zingaro alla ricerca non di un ungarettiano utopistico “paese innocente” , ma di un “ compagno di viaggio” che sta su un tram traballante , sballottato “di qua e di là , attraverso il mondo” , un compagno da conquistare, forse da incantare con un violino invisibile , nascosto sotto gli arguti baffetti di lana che lui , il vecchio Brana , suona divinamente , come un Paganini slavo. Ma sa suonare ugualmente bene il pianoforte con “ le dita (che) tastano la marmorea eternità”. Leggi il seguito di questo post »

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Bianca Stefania Fedi

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 7, 2009

X.

Poesia da avanspettacolo
Dice il Nanni che manca dialogo pubblico, come dire?

La parola.

La poesia.

C’erano stati i poeti a Roma e qualche funerale,

un pesce nel fiume, una croce a Tiberina

in attesa di un film, uno spettacolo breve.

La parola.
La poesia, e.

Chinato il capo, spirò. Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.7:Il buco nero del passato. “Il cuoco di Mussolini” di Carlo Bordoni

Pubblicato da giuseppepanella su maggio 7, 2009

il-cuoco-di-mussoliniNegli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P.)

di Giuseppe Panella

7. Il buco nero del passato. Carlo Bordoni, Il cuoco di Mussolini, Milano, Bietti, 2009

Cosa sarebbe successo se… è domanda che si pongono spesso gli storici e altrettanto spesso i romanzieri (specie quelli che scrivono narrativa d’anticipazione).

Se l’Asse tra Italia, Germania e Giappone avessero prevalso su Stati Uniti e Unione Sovietica, l’ordine mondiale non solo sarebbe risultato straordinariamente mutato, ma tutto quello che oggi ci sembra consueto e familiare sarebbe totalmente diverso e completamente stravolto.

E’ quello che accade, infatti, in La svastica sul sole (The Man in the High Castle del 1962) di Philip K. Dick, forse il romanzo più famoso dello scrittore statunitense (anche se il libro è assai più complesso di così e presenta, in maniera vertiginosa, la presenza di un libro nel libro e dell’alternanza di due possibili versioni della realtà).

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Notte. Angeli con le mani grandi

Pubblicato da giorgiomorale su maggio 7, 2009

Una mostra di Livia Candiani dal 12 al 16 maggio presso la libreria Equilibri, via Farneti 9, Milano. Vernissage martedi 12 maggio, ore 18.30/21.30

I miei lavoretti sono visioni. Fatti di legni, piastrelle sbrecciate, specchi e vetri rotti, stracci, chiodi, rifiuti vari, sono frammenti di miracoli non visti, miracoli del noto. Leggi il seguito di questo post »

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Domande. Una poesia di Roberto Nassi

Pubblicato da robertoplevano su maggio 7, 2009

Domande
di Roberto Nassi

Perché quando piango tu sei lontana?
Perché quando una stella muore
la veglia sì e no qualche occhio acuito
all’ennesima potenza e nessun cuore?
Perché le mucche mi guardavano così
quando me ne sono andato e 6-8-4-7
aveva un ciuffo riccio come il mio?
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(Non) siamo così soli

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 6, 2009

da qui

Perché a volte ci sentiamo così soli?
Cosa manca per trovare una mano dall’altra parte della notte?

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Che – Guerriglia

Pubblicato da mbaldrati su maggio 6, 2009

di Mauro Baldrati

cheguerrigliaLa seconda parte del film di Steven Sodebergh, la cui sceneggiatura è costruita sui diari del Che in Bolivia, è una sorta di documentario inquadrato in una struttura narrativa priva di un centro, che sembra oscillare tra un viaggio senza scopo sulle montagne, con scenari maestosi e desolati, villaggi sperduti e fattorie di contadini poverissimi, e una ricostruzione storica a tratti incerta, frammentaria.
Oggi sappiamo come sono andate le cose. Una volta conquistato il potere a Cuba, Che Guevara sparì, lasciando una famosa lettera a Fidel Castro, dove spiegava che la sua intenzione, la sua vocazione, era portare il suo contributo di rivoluzionario ovunque i popoli oppressi lo richiedessero. Dopo una parentesi in Congo, approdò quindi in Bolivia, dove si unì ai guerriglieri che combattevano contro il regime sostenuto dagli americani. Come nella prima parte, Che – l’Argentino, seguiamo il gruppo durante una lunga, apparentemente inspiegabile peregrinazione nelle foreste e tra le montagne, con contatti coi contadini che cercano di sensibilizzare, per averne il sostegno. Ma le condizioni di vita sono durissime, i contadini hanno il problema primario della sopravvivenza, e vivono nella paura delle truppe regolari, addestrate da agenti della CIA, alle quali venderanno i guerriglieri.
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Ho raggiunto – di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaar su maggio 6, 2009

terra

Ho raggiunto le farfalle
del mio stomaco.
Un volo, un senso
unico. Di morte.
La primavera ha cent’anni
ha le speranze senz’ovulo
ha i fiori gettati nella gola,
il manifesto nudo, le urla
dei soccorritori. Leggi il seguito di questo post »

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L’estate che perdemmo Dio

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 6, 2009

rosella

Rosella Postorino, L’estate che perdemmo Dio, Einaudi Stile libero (2009)

di Luca Mirarchi

«Il sangue non è ragionevole, forse lei non lo sa? E la famiglia, la famiglia non è mai una cosa ragionevole.» – p. 148

L’estate che perdemmo Dio è un libro che parla di persone. Non si tratta di un’affermazione del tutto scontata. Di solito in una storia troviamo dei personaggi e l’ambiente che li contiene (l’ambiente stesso, in alcuni casi, svolge la funzione di personaggio, come ad esempio nel Castello di Kafka). Si può scegliere di dare maggiore risalto alla visione d’insieme: pensiamo a Rumore bianco (1985) di DeLillo, efficacissimo nel rendere la psicosi della middle class americana anni ’80, tra invadenza dei media e fuga di gas tossici, a scapito però talvolta della descrizione dei caratteri, che rischiano così di vedersi schiacciati dalla portata della costruzione narrativa. Su un versante opposto, proviamo invece a considerare Una donna spezzata (1967), di Simone de Beauvoir: tre racconti di donne che riassumono nel proprio angolo visuale l’intero mondo. Per tornare ai giorni nostri, un’altra strada è quella seguita da Walter Siti in Troppi paradisi (2006), dove il protagonista si chiama proprio Walter Siti, e si rapporta alla realtà dell’Italia contemporanea per mezzo di una narrazione biografica romanzata, tanto più vera laddove è palesemente falsa. Leggi il seguito di questo post »

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Crimini di pace ed altri animali

Pubblicato da linnioaccorroni su maggio 6, 2009

talpacrimini di pace n1.1. Ranocchia spiaccicata sulla strada. Girata sul dorso,come se fosse un crocefisso rovesciato. Posa scomposta, tra l’osceno ed il grottesco. Leggi il seguito di questo post »

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In un futuro aprile

Pubblicato da mariagraziacalandrone su maggio 5, 2009

da qui


Supplica a mia madre

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini

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Ebraismo e sionismo

Pubblicato da mbaldrati su maggio 5, 2009

natureikarta

di Yakov Konig

(Yakov Konig è il portavoce di Naturei Karta, un’organizzazione ebraica ortodossa antisionista. Il testo che segue è tratto dal discorso tenuto al convegno sulla crisi del Medio Oriente svoltosi ilo 30 marzo 2004 alla Camera dei Comuni di Londra, pubblicato in Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere, Newton Compton 2009)

Queste persone che dichiarano falsamente di rappresentarci, “gli adoratori del vitello d’oro” della storia moderna, le organizzazioni sioniste delle terre del nostro esilio, e in particolar modo lo stato sionista, hanno causato molta angoscia e dolore a tutti gli ebrei del mondo.
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La parola data, di Giovanni Nuscis

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 5, 2009

laparoladata

prefazione di Roberto Rossi Testa

Dei cinquanta/sessantenni che trenta/quarant’anni fa coltivavano ancora la beata speranza di cambiare il mondo alcuni erano poeti, anzi fra essi la percentuale dei poeti era forse più alta della media storica, sembrando in quei tempi la poesia una delle vie maestre per raggiungere l’obiettivo in questione. Ma nessun altro oggetto del desiderio si comportò mai in modo altrettanto simile a quello dei pomi del povero Tantalo: cambiare il mondo era una faccenda davvero seria, se non disperata, o perlomeno richiedeva di essere accostata in ben altre maniere. Leggi il seguito di questo post »

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