Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
Così iniziò il 20 ottobre 1990
la nuova stagione multimediale per la musica classica
di Achille Maccapani
È l’inizio del 1989. Da pochi mesi Akio Morita, chairman indiscusso di Sony Corporation, ha acquistato la Columbia records – CBS, una delle più importanti case discografiche operanti a livello mondiale, con un parterre di artisti e gruppi musicali famosissimi (Dylan, Springsteen, Clash, Living Colour). Vuole rilanciare la label a tutti i costi, senza porre limiti ai budget, e con un obiettivo ben preciso: la conquista del mercato della musica classica.
Non gli basta il catalogo esistente, seppur contraddistinto dalla presenza di nomi di rilievo come Glenn Gould, Murray Perahia, Zubin Mehta, Lorin Maazel e Leonard Bernstein .
Morita ha infatti ancora negli occhi il ricordo della press conference di presentazione del primo compact disc prodotto dalla Sony per la prima label di classica operante al mondo: Ein Alpensymphonie di Richard Strauss, nell’interpretazione dei Berliner Philharmoniker diretti da Herbert Von Karajan . Non si accontenta più di fornire i prodotti per la riproduzione, sia che si tratti di cd o videocassette, sia che si tratti di impianti hi-fi ad altissima tecnologia. Vuole produrre musica ai più alti livelli. Leggi il seguito di questo post »
“I GIOVEDI’ DI TURRO”
Ogni giovedì alle ore 21.00, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano. Ingresso gratuito
(a cura di Anna Lamberti-Bocconi e Francesca Genti)
Maggio 2009 – “ROSA FRESCA AULENTISSIMA…” (CIELO D’ALCAMO)
7 maggio: reading di Tiziana Cera Rosco e Francesca Matteoni
Tiziana Cera Rosco (1973). Vive a Milano. È docente dei corsi “Terapia della Lettura” e “Storia di un atomo che era un Io”. Ha pubblicato Dio il Macedone (Lietocolle 2009); Il compito (La Vita Felice, 2008); Lluvia (LietoColle 2004); Il sangue trattenere (Atelier 2003); Calco dei tuoi arti (LietoColle 2002). Leggi il seguito di questo post »
Meno male almeno che non aveva avuto figli, perché di punto in bianco divorziò. Lasciò il suo posto di funzionario e si mise a fare il guardiano notturno, svendette la sua biblioteca e andò ad abitare in un monolocale. Quando il pullman su cui viaggiavano tutti i suoi, reduci da una cerimonia familiare, precipitò da un viadotto sull’autostrada, cominciò a respirare davvero.
Gli mancava solo di realizzare l’ultimo sogno. Leggi il seguito di questo post »
Viola Amarelli, Notizie dalla Pizia, edizioni LietoColle 2009.
Raccontare è far uscire dall’ombra e rivelare qualcosa che non sempre si può cogliere. Un ritratto in versi di figure lontane è uno studio che restituisce una profondità a frammenti sparsi: idee, notizie storiche e costruirsi del mito. La distanza si rifrange in queste voci di Pizie che Viola Amarelli ci presenta nel loro tempo, ma al di là del tempo e direi quasi facendo oracolo la poesia cui le affida. Le evoca, custodi del sacro, ostinate e fragili, attente e consapevoli di una chiamata e forse superbamente isolate nel loro essere state donne del popolo, destinate alla parola-visione, ma anche a un’impotenza maggiore perché consapevoli che: “ so, che sapere non serve/ so l’infelice”.
Questa veggenza se è vocazione lo è anche per lo stupore della bambina cui la propria divinazione è rivelata da un Febo delfino quell’unica volta che lei vede il mare accompagnando il padre con l’asino:“frogi nella brina/ vento di sale e turchesea chiazze lo stupore/ immenso, pari al cuore senza linea”.Leggi il seguito di questo post »
A Montevideo, il 29 aprile 2009, è scomparsa la poetessa Idea Vilariño. Vi spedisco un profilo molto personale della sua esistenza. Chiedo scusa ma ci sono voci che suonano ancora più forti quando vengono a mancare. Come ha detto qualcuno (amaramente) “La morte continua ad essere il miglior (a volte l’unico) sponsor dei poeti”.
Milton Fernàndez
Costano cari i giornali in Uruguay. Suppergiù quanto un chilo di carne. Sono in pochi a permetterseli. E poi, per le notizie importanti c’è la radio, il passaparola, i muri della città. Lì, le nuove (quelle importanti) sostano a lungo, fino a quando il tempo non decide di cominciare a importunarle. Leggi il seguito di questo post »
A cosa serve il latino? A cosa serve la seconda lingua comunitaria? A cosa serve l’insegnante di inglese? A cosa servono gli insegnanti tecnico-pratici? A cosa serve il diritto? A cosa serve il liceo scientifico tecnologico? A cosa serve il liceo delle scienze sociali? A cosa servono le compresenze? A cosa serve la scuola pubblica? Visto che abbiamo la nostra maestra unica?
Lingua latina moritura nos salutat!
di Lucia Tosi
Mi capita di pensare spontaneamente sempre più spesso ad una cosa a cui, un tempo, mi sforzavo di pensare, alla quale quasi mi imponevo di credere. Sapevo che non era, allora, un moto spontaneo dell’animo Leggi il seguito di questo post »
Franco non sembra uno che caccia balle. Franco ha una ditta di disinfestazioni, derattizzazioni, pulizie industriali, cose così. Lavora anche per grossi nomi, industrialoni, potenti vari, gli disinfesta case e palazzi. Franco sembra dire il vero quando racconta che ha vinto un appalto per eliminare le zanzare dalla villa del Conte Tizio, giù in Liguria.
-E quanto ti paga per togliergli le zanzare?- gli faccio.
-Dodicimila.-
-All’anno?- chiedo, tanto per scrupolo, che già mi sembrano tanti.
-No, al mese.-
-….- Leggi il seguito di questo post »
Dopo tre giorni di massacro mi chiedo cosa resti, di tutto questo.
In fondo, sono quattro turni di prime comunioni.
Un incubo, con la febbre alta.
Se almeno nascesse qualcosa da questo seme, da questa febbre assurda dell’amore.
“Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere”
Adolf Hitler (1936)
“Non ne posso più di queste gocce” disse Lavinia
e sprofondò nel divano esatta e liscia come una mosca
inghiottita da una pianta carnivora
“Però sono commestibili” dissi io e lei rimase muta -
nella casa zigzagava ronzando il moschone della televisione
e le cose erano gialle e ferme e noi non ci facevamo
distrarre né dal colore né dall’atteggiamento e in fondo
le finestre erano aperte, le palazzine incorniciate
i film erano muti e la Madre era didascalica
tutta mani in pasta e borsellini e caschi d’insalata
e sul “Cosa faccio per cena” Lavinia indossava i pattini
io comunicavo voglie come fossi l’inserto d’un giornale
che si sfoglia frusciando. Leggi il seguito di questo post »
Testo introduttivo e intervista finale di Giovanni Agnoloni
Ken Shulman è un giornalista e scrittore di Boston, che nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e cultura in tutto il mondo per testate come Newsweek, The New York Times, The International Herald Tribune, BBC e Associated Press. Ha vissuto per 15 anni in Italia (soprattutto a Firenze) occupandosi del campionato italiano di calcio e scrivendo anche il libro “Anatomy of a Restoration”, (Walker and Co, 1991) saggio imperniato sul restauro della Cappella Brancacci. Come giornalista sportivo ha seguito tre Coppe del Mondo, e ha viaggiato e si è occupato delle realtà di paesi come Brasile, Israele e Palestina, Turchia, Russia, Liberia, Sierra Leone, Giappone, Sud-Africa e Cuba. Leggi il seguito di questo post »
Se la regina grida “Il re è nudo”
di Curzio Maltese
Se a gridare “Il re è nudo!” stavolta è la regina, la notizia fa il giro del mondo. Del mondo più che dell´Italia, anche se il re, anzi l´imperatore, tocca a noi. Tutti i giornali e i siti del mondo titolano con caratteri di scatola le critiche di Veronica Lario al ciarpame politico di Berlusconi e aprono un dibattito sulla democrazia in Italia.
Da noi il dibattito è già chiuso, nascosto dai telegiornali o recintato nell´angusta dimensione del conflitto coniugale, troncato e sopito dai cani da guardia del giornalismo, sommerso infine dal mare della banalizzazione. I regimi sono sempre banali. Leggi il seguito di questo post »
Franco Cordelli, Il poeta postumo, Le Lettere, 2008, pag.265, euro 28,00.
Chi avrebbe potuto concepire un explicit più folgorante? Quale allegoria più potente e abbacinante di quello sfascio di tubi Innocenti e di assi di legno che, nella sua distruzione, racchiudeva la fine di un’epoca, di un movimento, del ‘sogno di una cosa’? Ma forse persino di una generazione, se si riflette su come poi sono andate le cose. Leggi il seguito di questo post »
corrono e corrono non si fermano
e s’inabissano in strade controtempo
solo veloceveloceveloce
è la scommessa del sabato sera
e chi non schizza si perde la smania
del “mitico” del giusto del da farsi Leggi il seguito di questo post »
Il treno fila via liscio sulla dolce pianura normanna costeggiando per alcuni tratti la Senna che qui s’allarga e si distende nell’ultima corsa verso l’Atlantico. Ci lasciamo alle spalle Parigi ed abbiamo per meta Croisset, sobborgo di Rouen, dove Flaubert visse la maggior parte della sua vita, scrisse i suoi capolavori narrativi e quelle stupende “Lettere” che non finiscono mai di sorprendere.
Il paesaggio è dolce e pervaso da quella malinconia che nei viaggi non sai mai se attribuire alle cose o all’occhio che le scorge, benché la giornata risplenda di piena luce primaverile. « È soprattutto quando si viaggia che si sente profondamente la malinconia della materia, che altro non è che la nostra anima proiettata sugli oggetti » dice Flaubert in una lettera. Ecco, questo è uno scrittore, grande o piccolo non sappiamo dire, ma nostro: colui che ricostruisce con nitida esattezza ciò che è un nostro confuso pensiero. Ed è proprio a partire da questo muto dialogo fra i nostri e i suoi pensieri che si stabilisce il primo riconoscimento, e, in seguito, al ripetersi dell’esperienza, l’attaccamento affettivo e il travaso da una sensibilità all’altra. Leggi il seguito di questo post »
vorrei dopo ogni parola
un distruggente piacere
che ti tocchi le mani
una parola chiusa
e aderente quanto un bacio
e come sarai turbata amore
così lontana da te stessa
alla fine del tuo corpo
a confessare e perdonare
la tua bocca che vola
*
tu mi converti
e baci ogni parola
ed hai il senso dell’ossigeno
del piacere per entrambi i corpi
e ti lasci cadere le mie mani aperte
perché siano una memoria
io ti credo religiosa Leggi il seguito di questo post »
Sono dovuto partire di notte. Al freddo. Eravamo inseguiti dagli uomini del Duca. Mia moglie aveva rifiutato di concedersi la prima notte a lui. La prima notte di nozze. Io non ce l’ho fatta. Sembravo un uccello impazzito. Ardevo di rabbia. E’ quella che mi ha permesso di prendere quattro stracci, mia moglie, bella come una luna fiorente nel cielo, e salire verso il passo.
Di notte è dura. La luna ci ha fatto da battistrada. Era grossa, piena, estiva. L’aria faceva da contraltare. Fredda come una lama. Bruciava come il ghiaccio. Sarà che eravamo giovani e
neanche i lupi mi spaventavano.
Siamo finiti al Pian delle Gorre. Lì abbiamo lasciato i cavalli. Li abbiamo
abbandonati a loro stessi. Volevo ucciderli ma mi è mancata la mano. Uno dei due, Luce, mi
ha cresciuto. Leggi il seguito di questo post »
Vi segnalo questo intervento dello scrittore Davide Sapienza per il Trento Film Festival: tema, il Grande Nord, la sua natura e il suo spirito, davanti alle sfide poste dalla modernità. Il servizio video è a cura della Web Tv di Trento Festival 2009. Leggi il seguito di questo post »
Si può considerare l’esperienza invidiosa come l’insieme di diversi stati affettivi: desiderio di qualcosa o di qualcuno, sentimento d’inferiorità, risentimento verso l’altra persona, verso se stessi e verso il destino, e a volte senso di colpa e ammirazione. Ogni singola esperienza d’invidia si può collocare lungo un continuum, con ad un polo l’invidia elementare, definita prevalentemente dal fatto di non avere qualcosa che l’altro ha (un barbone che desidera un cappotto per non morire di freddo), e l’invidia sociale, che invece di essere centrata sulla mancanza del bene si focalizza sull’altra persona e sul rapporto di inferiorità con quella persona (l’adolescente viziata che ruba o si prostituisce per comprare l’abito firmato che l’amica più ricca possiede), fino ad arrivare alla forma di invidia maligna che si alimenta delle sfortune degli altri (io non l’ho, ma ora non l’hai nemmeno tu…). Leggi il seguito di questo post »
IL Kindle e il Sony Reader (o l’iLiad, il Cybook, l’iRex, tanto per citare i più diffusi e-book reader) stanno conoscendo un improvviso successo, dovuto al miglioramento della tecnologia e, soprattutto, a una disponibilità di testi elettronici fino a oggi sconosciuta. Oggi si possono trovare nelle librerie degli e-book reader con una collezione di libri pre-caricata, oppure ci si può collegare ai negozi online che vendono i testi, o ancora servirsi del grande lavoro fatto da appassionati come il Project Gutenberg o l’italiano Progetto Manuzio per scaricare libri i cui diritti sono scaduti (dalla poesia latina alla Divina Commedia, fino a testi del primo Novecento), o rivolgersi all’enorme catalogo di Google Ricerca Libri, con oltre dieci milioni di testi, o ancora finire nel mare della pirateria online. I numeri parlano chiaro: tra il 2007 e il 2008 il mercato negli Usa è praticamente raddoppiato e oggi tutti i principali editori e distributori anglo-americani e tedeschi si stanno attrezzando, stringendo accordi con aggregatori e integratori, con l’obiettivo di offrire un nutrito catalogo di e-book alle librerie. E la Sony ha annunciato un accordo con Google per distribuire i suoi libri digitalizzati. Leggi il seguito di questo post »