Dribbling stretti
Posted by lapoesiaelospirito on June 9, 2009
di Carmine Vitale
I cigni lasciano una lunga scia sulla superficie dell’acqua. Sembrano ombre. Li guardo per l’ultima volta prima di addentrarmi in quella stradina che porta all’argine. All’orizzonte il cielo che si apre ha il colore dell’oro. Come il nome dell’osteria di Praga dove lui è seduto. È la seconda volta che cerco di incontrare, vedere Hrabal. Sono ostinato e felice.
In fondo alla sala i suoi occhi sprizzano di una luce azzurrina. Sorride mentre il boccale di birra scivola lungo il tavolo. Intervalli di tempo per sognare nel gioco delle parole messe tutte in fila: samizdat, pabitele, forme libere di un’arte poetica che ho amato visceralmente. Senza alcuna costrizione. In quella stretta di mano bella come una occasione perduta, alcune parole si librano nell’aria Italia, porto sepolto tradotte dalla persona che mi è accanto. Poi un breve cenno del capo indica una sedia. Inizia l’inverno
“dove hai trovato la forza di sognare in maniera cosi terribile” le parole assumono forma, danno spettacolo, danzano tragiche e comiche “la mattina chiedete se per caso non me ne sono andato già via/ a mezzogiorno controllate se non ho per caso un annuncio mortuario/ la sera telefonate alla polizia se non mi sono per caso perso”.
E’ un lungo andare nei ricordi che scaturisce da una fenditura nel cervello per riverberarsi sul mondo “forse ricordi ancora la città con la torre azzurra e la muraglia/ quando per l’intera notte le nostre anime accompagnavamo/ tu la mia alla fabbrica di birra, io la tua alla centrale dell’acqua”, mentre “impallidiscono le coordinate dell’amore nell’azzurra cotonina degli occhi/e tu indossi ormai un altro nome”. Piove nella poetica di Hrabal e le lacrime “gocciolano sulle palpebre delle finestre e un carro scorre silenzioso per la strada tagliata in due”.
Sa bene il poeta che molto spesso quanto sta dicendo non sempre è il vero ma l’inganno delle cose infrange la visione di un paesaggio e dei segnali che può lanciare un cuore “ in realtà stavo solo guardando i pesci dal ponte e le briciole cadenti del pane/ sapevo bene che il cuore ha bisogno di bellezza più che di realtà. /Fu per questo che gettai un garofano nelle frange del ritratto/ e intanto pensavo sempre all’amore/ al dolce confondersi degli atomi con lo spazio”. La poesia qui abita le angosce e inonda le case di fiori e maledizioni guarda con occhi scuri pieni di lacrime e allo stesso tempo fa crollare in maniera libera e bella le convinzioni di chi non crede all’amore, al dono. Con la certezza del fatto che anche il cielo stellato un giorno si spegnerà perché ogni cosa ricominci di nuovo. In una splendida apocalisse.
Apocalisse
Quando la notte sarà nera come il sole
E il giorno bianco come l’ombra della luna,
senza dita e senza bocca busserò alla sale delle cerimonie
e senza voce saluterò a voce alta:
Buon giorno e Buon mezzodì
E Buona sera.
Loro però con un freddo spillone
Mi caveranno gli occhi e con uno schiaffo terribile
Mi sfonderanno i timpani
Perché io più non oda il mio nome di battesimo
Nella voce Tua
Quel Buon giorno,poi,con un bastone
Mi farà saltare fuori il cervello,
mi fracasserà le braccia e le gambe
e castrerà tutti i miei sensi
perché io più non provi desiderio alcuno.
Quel Buon mezzodì sottrarrà al mio cuore
Il battito e le pulsazioni e la vita
Perché io risuoni come l’ultima campana
Priva del cuore del proprio batacchio.
E quel Buona sera dirà
Ai resti devastati:
Buona notte.
Poi non ci sarà più né Bohumil, né Hrabal,
né Nymburk, né la Boemia, né l’Europa,
né il mondo.
Forse un sogno che ho dimenticato.
Forse il profumo di un bacio al di là del mare.
Fino a che sarete viva
Non dimenticate mai,
persa nelle profondità dei vostri occhi,
quant’è bella la vita.
Buona notte.
Bohumil Hrabal , La Stradina Perduta, Edizioni Sapiens , Milano 1993, vv. 1937/1948.
Bohumil Hrabal è nato a Brno nel 1914. E’ stato uno dei massimi esponenti della letteratura mondiale contemporanea. Ha scritto alcune delle più belle pagine di tutti i tempi come: Treni strettamente sorvegliati, Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare, Una solitudine troppo rumorosa, La perlina sul fondo, L’uragano di novembre. E’ morto a Praga, volando da una finestra, nel 1997.















Abele Longo said
Versi che confermano quel poco che so della sua poesia, l’avversione a qualsiasi forma di violenza. Violenza non solo nei confronti degli esseri umani ma anche verso gli animali. A quanto sembra mori’ mentre da una finestra al quinto piano cercava di sfamare dei piccioni, qualcuno parlo’ di suicidio, e questa vicenda “strettamente personale” sembra una sua poesia.
carla said
“in realtà stavo solo guardando i pesci dal ponte e le briciole cadenti del pane/ sapevo bene che il cuore ha bisogno di bellezza più che di realtà. /Fu per questo che gettai un garofano nelle frange del ritratto/ e intanto pensavo sempre all’amore/ al dolce confondersi degli atomi con lo spazio”
non ci sono commenti per la bellezza di queste parole…
Grazie!
renata said
enorme
carmine vitale said
intanto vi ringrazio per le parole dedicate a questo immenso poeta/narratore e noto che ognuno carpisce un senso nelle sue parole dalla bellezza al rifiuto della violenza in ogni sua forma
è bello e stupefacente addentrarsi in queste composizioni con il vostro prezioso contributo di lettura
grazie
c.
ColpaMetafisica said
Lacrime, città, fiori: dal pianto sulla propria terra possono nascere fiori, nuova speranza per un nuovo mondo, al di là dei sogni e del naufragio nel mare di stelle e di ricordi…
carmine vitale said
si,colpa un sorgere dalle “macerie” da terre dove rimbombano le ultime ruote dei carri stranieri,da terra dove venne sottratta perfino la lingua
è, che al di là dei sogni stessi Hrabal volava verso altri mondi possibili e li ha ottenuti
grazie per il passaggio qui
c.