Luminol
Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 12, 2009
Nemmeno un mese fa, alla vigilia del ventitreesimo Salone Internazionale del Libro di Torino è nato Luminol (www.luminol.it).
Luminol non è un manifesto. Luminol è un’idea che si fa sostanza. Vogliamo far luce, vogliamo far emergere le tracce di vitalità della nostra letteratura esordiente. Al macero le scritture esangui, vogliamo libri che lascino traccia di sé, fluidi, umori o miasmi che siano. Vogliamo diventare, senza falsa modestia, un punto di riferimento per gli scrittori italiani esordienti. Basta dire che il futuro è dei giovani, il presente è dei giovani. Allora, fatevi avanti con le vostre opere, con la vostra scrittura; che resti qualcosa del vostro passaggio. Cercheremo di leggere e recensire tutte le opere prime in uscita per i diversi editori italiani. Editori grandi ma soprattutto medi e piccoli, purché serviti da una distribuzione libraria a carattere nazionale. La nostra bella redazione, tutta fatta da giovani che gravitano nel mondo dell’editoria, indagherà sui vostri libri in due diverse sezioni, una interamente dedicata ai romanzi e l’altra alle raccolte di racconti (sia individuali che collettive). E allora scrittori italiani esordienti non abbiate paura di delinquere; commettete errori, lasciate impronte, indizi. Noi raccoglieremo le prove del vostro passaggio sulla scena del crimine letterario. Scaturito da un’idea di Alessandro De Santis, attualmente Luminol è composto da: Alessandro De Santis appunto, Federico Caprari (anche nei panni di sommo webmaster), Filippo Nicosia, Paolo Grassi, Sara Trabalzi, Giammarco Raponi e, acquisto dell’ultima ora, Marco Candida.
Vi invitiamo a leggere spesso il nostro sito (www.luminol.it) e a guardare alla narrativa italiana esordiente con sempre maggiore attenzione e “simpatia”.














macondo detto
Cosa si intende per “esangui” delle scritture da mandare al macero? Credo che per intendersi su questo termine non basterebbe lo spazio del web
Al De Santis detto
In effetti come tutte le dichiarazioni di intenti si generalizza un poco, ma credo che un po’ tutti noi lettori abbiamo in mente un certo concetto di “letteratura esangue” che non ci piace…