La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per giugno 2009

ANATOMIA DEL ROMANZO-SAGGIO: IL CASO DI “FRATELLI D’ITALIA” DI ALBERTO ARBASINO – di Giuseppe Panella

Pubblicato da giuseppepanella su giugno 22, 2009

fratelli d'italia arbasino

 

di Giuseppe Panella

“Allora rientrai in casa e scrissi. E’ mezzanotte. La pioggia percuote i vetri. Non era mezzanotte. Non pioveva affatto”

(Samuel Beckett, Molloy, ultima pagina)

1. La tentazione del romanzo-saggio è sempre stata endemica nel Novecento letterario.

Le grandi esperienze narrative del secolo appena trascorso possono ritrovarsi in questa categoria il cui statuto, pur essendo sfuggente, è tuttavia saldamente radicato in alcuni momenti ancora non superati della sua sperimentazione in concreto (si pensi a Musil e al suo L’uomo senza qualità o al Proust “filosoficamente” costituito de Il Tempo ritrovato).

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Il fruscio secco della luce – Marco di Pasquale

Pubblicato da rmorresi su giugno 22, 2009

sole 

 

 il vuoto rotondo

 

l’autobus del mattino

riscuote presto i debiti

di sonno agitato

grattato da sotto gli angoli

avanzati al lavoro

 

mi alzo appena devo

ma subito il vuoto rotondo

circonda e respinge

tra le fessure del selciato

alla fine dello smog notturno

affianco al bambino che

ancora proiettile in mano

esige risposte e affetto

 

dimenticare lo snodo

soffocante della morte

ritagliare giornali

e scampoli di furore

è l’unico tributo

che mi troverà in mano

l’autobus mattutino

 

 

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Tutto, fuorché la gioia

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 21, 2009

da qui

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Palestina, un’intervista a Suad Amiry.

Pubblicato da nadiaagustoni su giugno 21, 2009

suadamiryfotodidinumendbr6

(Suad Amiry)

il Manifesto, 30 maggio 2009

di Giuliano Battiston

PALESTINA, UN’INTERVISTA A SUAD AMIRY
Con le armi dell’ironia
Direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation di Ramallah, l’architetta palestinese, oggi a Galassia Gutenberg, è celebre anche per due libri spietati e spiritosi, «Sharon e mia suocera» e «Niente sesso in città», in cui affiora lo spirito dello «hakawati», colui che nel mondo arabo racconta storie al caffè
Nata in Giordania e vissuta tra Damasco, Parigi, Beirut, Il Cairo e, dal 1981, Ramallah, Suad Amiry è un’architetta palestinese – fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation di Ramallah – dotata di un’ironia corrosiva, depositata nelle pagine di Sharon e mia suocera. Se questa è vita e Niente sesso in città (entrambi editi da Feltrinelli e curati da Maria Nadotti). Un’ironia che gestisce con divertita consuetudine, e che le ha permesso di raccontare l’occupazione israeliana della Palestina secondo una prospettiva inedita, capace di suscitare sorrisi e indignazione, ma soprattutto di muovere a una familiare complicità con una donna che, con sguardo impietoso, descrive i dolorosi paradossi di una vita a libertà condizionata. Abbiamo incontrato Suad Amiry, che domani a Napoli parteciperà a uno degli incontri di Galassia Gutenberg, per discutere con lei del suo lavoro. Leggi il seguito di questo post »

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“Amnesie amniotiche” di Pasquale VITAGLIANO

Pubblicato da Giovanni Nuscis su giugno 21, 2009

amnesieamniotiche

Città III

Ostie disadorne
o tavoli duri
e ripide pance
verdastre.

Non è più mitica
la miseria lucana,
da quando non sventolano
più le bandiere.

Formattati
da rupestri infohouse,
più forte e più antica
è la durezza della pelle,
l’afrore delle parole
e la deformità degli arti.

Per vincere
le salse montagne
rinnegheremo tre volte. Leggi il seguito di questo post »

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Cos’hai sognato?

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 20, 2009

da qui

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Cose Nostre

Pubblicato da isabellamoroni su giugno 20, 2009

emigrant

di Gaspare Balsamo

 

Alla notizia dell’ennesimo racconto su vicende e storie di famiglia, questa volta le mie zie sbottarono.

“Ma picchi stu picciotto ave a parlare sempre di storie vecchie e antiche e per giunta di fatti di famiglia. Io non lo capisco, cu tutti i fatti chi ci su di parlare, giusto, giusto di storie di famiglia? Bahh! Mi pare strano, secondo me c’è qualcosa che non va, un giovane parla di altro, di cose di oggi, si interessa a cose moderne e no a storie vecchie e antiche e a fatti di chiastini morti”. Leggi il seguito di questo post »

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Cairano 7x

Pubblicato da Arminio su giugno 20, 2009

Dal 22 al 28 giugno a Cariano, Irpinia d’oriente, si svolge un evento piuttosto originale che vede coinvolte oltre trecento ospiti: studenti, contadini, muratori, architetti, archeologi, cineasti, scultori, filosofi, musicisti, poeti, cuochi, e altri pellegrini che vogliono offri risi e offrire un’esperienza di una comunità provvisoria, forse l’unica possibile in questa stagione di autismo corale. Speriamo che la settimana di giugno e tutto il lavoro che seguirà possa far capire ai politici che i territori interni hanno bisogno di essere considerati non luoghi vuoti da riempire d’immondizia. Non pensiamo nemmeno che la soluzione sia attraversare le terre di mezzo con l’alta velocità. Non siamo paesanologi, non nutriamo nostalgie dei paesi com’erano una volta. Ci sporgiamo verso il futuro partendo da una fonte che sia solo nostra. Siamo stufi di pensare a questi luoghi con le categorie degli altri. Non cerchiamo turisti, ma nuovi residenti. E si verrà in questi luoghi non solo per lo loro bellezza, ma perché qui si può sperimentare un diverso modo di vivere, lontano dall’affollata insolenza dei centri urbani.

Franco Arminio (direttore artistico Cairano 7x)

CARTOLINE DA CAIRANO

1.Cairano guarda a sud dalla sua rupe. È un paese dove sono rimasti trecento abitanti. Alla fine di giugno, quando ad occidente c’è più luce, Cairano7x è una settimana per parlare e ascoltare, per guardare, per stare in silenzio, da soli o insieme agli altri. Leggi il seguito di questo post »

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La letteratura in Internet

Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 20, 2009

di Guido Copes

La letteratura come noi ancora la concepiamo, nella forma libro-romanzo, mi sembra un genere morente.

Mi chiedo se nel nostro tempo frenetico ci sia ancora spazio per quegli ampi respiri che sono alla base delle grandi storie del passato. Riguardo alla mia esperienza, posso dire che da qualche tempo riesco a concepire solo storie che hanno un respiro medio o corto, e si traducono in racconti lunghi da un paio a una settantina di pagine. Sarà perché la letteratura è sempre una scommessa sul futuro e da alcuni anni ci ripetono che il mondo finirà nel 2012?… Ma se si sta svolgendo la più grande battaglia della storia, tra “innamorati dell’io” e “innamorati di Dio”, non dovrebbe essere questo il miglior periodo in cui vivere per uno scrittore?… Forse sono solo limiti personali. In effetti, devo ammettere di non essere più in grado di scrivere romanzi. Potrei farlo, ma dovrei fingere… È onesto oggi “fingere”, cioè costruire mondi alternativi, distogliendo lo sguardo dalla realtà?… Forse qualcuno è ancora capace di una “grande narrazione”, ma mi chiedo se sia giusto realizzare romanzi auto-referenziali e auto-conclusivi in una società liquida, sotto un bombardamento continuo di informazioni che rimandano ad altre informazioni; mi chiedo se sia davvero possibile portare a termine felicemente una grande storia in un mondo in cui sono stati legalizzati l’aborto e l’eutanasia, e quindi, come faceva notare André Frossard nel libro Trentacinque prove che il diavolo esiste, tutto intorno a noi abortisce o viene soppresso. Leggi il seguito di questo post »

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Perché dovrei continuare a scrivere?

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 20, 2009

da qui

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Economia

Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 19, 2009

di Domenico Lombardini

(certo che si potrebbe fare

lì all’entrata un bell’archetto.

l’intonaco fresco è un

bel vedere, e anche questo

odore di calce fa

pensare al nuovo. mi

accanisco sulle asperità

levigando furiosamente

con carta vetrata la parete.

la polvere caduta la accumulo

ordinata assieme al resto).

sopra la pietà ho costruito la mia casa,

questa pietra presto friabile, fatta

poltiglia colloidale dalla volubilità

degli eventi. vagotonìa

della storia, si direbbe. o sinusalità

delle fortune. o virata capricciosa

dell’entropia del sistema, a manca,

a destra, da mane a sera, di decennio

in decennio, in secula seculorum, sui poveri dirocca. gli edifici

si trattengono in piedi grazie a un’inspirazione

trattenuta, come mantici, tutto stante in apparente docilità,

si attende la caduta,

l’eco roboante. la cecità,

il cupio dissolvi sono una

scelta coerente. ci si immerge

nell’oblio vivi, la testa nella pece bollente. ho

le unghie consumate, le mani nude.

la parete vuole essere levigata, la casa curata, tutto

pretende una speciale attenzione, e non ho pace; le cose

consumano i viventi. ho imbrattato

tutto di sangue, l’èscara alle nocche

non mi duole come dovrebbe, l’analgesia

precede di poco la morte, un millesimo di secondo

per cui: sia grazie a Dio. correnti catarrine

si frangono, lasciano rivoli sbavanti, cascano

sui ruderi da cui provengono, non

miscibili, questo è certo, con il mare

di sperma che guizza con spasmi pelvici

e spasimi riproduttivi, di là, dal mare,

in aneliti di infinito, di innocente

rabbia.

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Europa: un sogno finito?

Pubblicato da marcoguzzi2 su giugno 19, 2009

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.
Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Un ceto politico responsabile non si occuperebbe di altro.
Noi invece discutiamo del “trionfo” di Di Pietro e dello 0,5 in più dell’UDC.
Questioni di capitale importanza, come è evidente.
La cosa non è diversa nella Spagna di Zapatero o nell’Inghilterra di Gordon Brown.
L’Europa, come idea, come progetto, come sogno, declina, si affloscia, e si eclissa insieme alle classi dirigenti che produce.
Massimo Cerofolini ha avviato su Radio Uno un ciclo di interviste sull’identità europea.
La prima la ha fatta a me.

Potete ascoltarla qui

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Il terrorista buono

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 19, 2009

il buon ladrone

Luca 23,35-43

35 Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: «Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!» 36 Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo: 37 «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!»
38 Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: Questo è il re dei Giudei.
39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».

*** Leggi il seguito di questo post »

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Sono molto felice

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 19, 2009

da qui

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Haikuglobetrotter – di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaar su giugno 18, 2009

medworld

Manicotti caldi
segnano Temp
autostrada
della vacanza
segnerà

****

La tua lontananza
è come il vento
fresco, o il pesto

****

Breakfast in America
Poltergeist ad Hollywood
Bonanza on television
noia maledetta noia Leggi il seguito di questo post »

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Massimo Maggiari canta Roald Amundsen

Pubblicato da giovanniag su giugno 18, 2009

Testo introduttivo e filmato di Giovanni Agnoloni

Riflessione e versi di Massimo Maggiari

In questo filmato, che ho girato alla Fiera del Libro di Torino, lo scrittore e poeta Massimo Maggiari (autore di “Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica”, Cda & Vivalda Editori, v. qui e qui) recita dei suoi versi con cui canta la figura del grande esploratore norvegese Roald Amundsen. Accanto a lui, potete vedere Mirella Tenderini, scrittrice e curatrice della collana “Le tracce” della casa editrice Vivalda, presso il cui stand si è tenuta questa lettura poetica.
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STORIA CONTEMPORANEA n.13: L’amore è una cosa molto dolorosa. “Sabbie” di Gabriella Maleti

Pubblicato da giuseppepanella su giugno 18, 2009

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

 

di Giuseppe Panella

 

13. L’amore è una cosa molto dolorosa. Gabriella Maleti, Sabbie, con una prefazione di Antonella Pierangeli, Firenze, Gazebo Edizioni, 2009

 

Questo è un libro terribile e, nello stesso tempo, rassegnato e straziante. Le Sabbie del titolo sono proprio quelle in cui sprofonda la vita, alla fine, allo stesso modo in cui affondano sempre più in profondità i sentimenti e gli amori, il piacere e il desiderio di vivere interamente la propria esistenza. I racconti di Gabriella Maleti sono situati eminentemente su un posto di frontiera, in un punto di passaggio che è quello situato a metà tra l’orrore del presente e il dolore del passato non più possibile e non più raggiungibile nella vita di ognuno. Già in Amari asili (Firenze, Loggia de’ Lanzi, 1995), Gabriella Maleti aveva espresso questo suo potente disincanto verbale (giocato eminentemente sul piano stilistico di una forma di descrizione realistica che si allarga e straborda piano piano fino ad assumere caratteri ironici e grotteschi).

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Balla Juary. Sferragliando verso Sud

Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 18, 2009

di Valentina Nuccio

Un viaggio da nord a sud alla scoperta di se stessi. Ecco il perno sul quale ruota il nuovo romanzo di Fabio Izzo, Balla Juary. Sferragliando verso sud, Il Foglio editore. Corredato dalla prefazione di Gianluca Morozzi, il romanzo rientra appieno in uno stile generazionale di alto livello, arrivando a giocare con il concetto di Bildungsroman: un inusuale romanzo di non formazione.

E’ la fotografia del mondo al cosiddetto ‘anno zero’ (per citare lo stesso Morozzi) in cui sembra che tutti i mali del mondo (disoccupazione, immigrazione, gioco d’azzardo e altro ancora) gravitino nella vita vorticosa del protagonista. Tutta colpa di una valigetta dimenticata nell’ufficio del colloquio di lavoro, di 20 euro prestati e di un viaggio Milano – Avellino (via Napoli). Un amore, quasi amore, quasi delusione e una vincita, che non arriverà mai al grado assoluto di “rivincita”. Leggi il seguito di questo post »

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Stat rosa pristina nomine

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 18, 2009

da qui

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“Antidoti umani”, di Francesco Verso

Pubblicato da giovanniag su giugno 17, 2009

Testo introduttivo e video di Giovanni Agnoloni

Recensione di Giuseppe Panella


Lo scorso 6 giugno, presso la libreria “I’libraio”, in via Romana a Firenze, si è tenuta la presentazione del romanzo connettivista “Antidoti umani” di Francesco Verso (ed. Giovane Holden). Insieme al Prof. Giuseppe Panella, ho avuto il piacere di accompagnare l’autore in un’articolata riflessione sui contenuti di grande attualità e profondità del libro.

Segue qui la recensione del Prof. Panella, dal titolo “Il rimedio nel male”. Leggi il seguito di questo post »

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