Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito?
A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi.
Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”.
Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan.
Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda.
Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi.
È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza.
A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.
franz krauspenhaar said
adesso siamo allo spottone. ne avevamo bisogno. e ne aveva bisogno la einaudi, soprattutto.
mah.
fabrizio centofanti said
è tutto gratis: gli spot sono a pagamento.
per me è una bella pagina.
franz krauspenhaar said
lo so, lo so. almeno ci facessimo pagare…
fabrizio centofanti said
non è il mio stile, faccio solo ciò in cui credo.
franz krauspenhaar said
uno puo’ fare una cosa in cui crede facendosi pagare, comunque.
fabrizio centofanti said
certamente, ma io preferisco farla gratis, è più credibile.
franz krauspenhaar said
ma non è vero. è retorica. siamo sempre alla cultura che non paga. e il web s’infila nella rete di chi paga. ricopia gli stessi fogli.
e uno scrittore deve fottersi il culo, questa è la verità. io non ci sto più. esco anche da Lpels. buona continuazione a tutti.
fabrizio centofanti said
ciao Franz, grazie per essere passato di qua.
fabry
franz krauspenhaar said
ein moment. io non “sono passato di qua”. io sto posto, ormai due anni fa ho contribuito a crearlo. se non ricordo male.
ti auguro una buona prosecuzione, e di ascoltare anche qualche consiglio importante, ogni tanto.
con affetto.
fabrizio centofanti said
certo che hai contribuito.
sì, e ogni tanto ascolta anche tu qualcun altro, oltre che te stesso.
un abbraccio
fabry
franz krauspenhaar said
sì, certo. un abbraccio a te, l’affetto è immutato.
la funambola said
ascolta,
si fa sera :)
bacio e abbraccio
la funambola
luminamenti said
Il web non dovrebbe ricalcare la stampa, la carta. e invece sembra fare solo questo. Una delle poche profezie avveratesi di Deleuze.
fabrizio centofanti said
la carta non ha voce, Lumina: non è una profezia, ma ci sta bene lo stesso.
luminamenti said
Ma neanche il web ha voce. L’unica voce in cui credo è quella che si scambiano due persone davanti a due bicchieri di vino – che disinibisce. Allora si scoprirebbe che ciò che dicono in pubblico (carta stampata o web) è molto differente da quello che si dicono in privato. Meno esotericamente: non credo agli amori tra scrittori
fabrizio centofanti said
in questo non m’impiccio, Lumina.
mariapia said
Mi auguro invece un vis a vis come quelli che scaldano..il resto non siamo noi. Presto rientro a Milano,
MPia Q