L’Invidia in Rete
Posted by linnioaccorroni on July 4, 2009
Premessa necessaria: conosco, anche se non troppo bene, Tiziano Scarpa: una conoscenza nata dal fatto di averlo invitato ad alcune rassegne da me organizzate negli anni precedenti e dal fatto che, grazie a lui, ho ‘esordito’ sulla Rete, in Nazione Indiana, alcuni anni fa. Ricordo le sue mail in cui con dolcezza ostinata mi invitava a ‘sfrondare’ il più possibile dalla mia scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico. E aveva perfettamente ragione. L’ho recensito ( la rece di ‘Stabat mater’ sta anche in questo blog) ed intervistato ( una lunga intervista che mi ha concesso in occasione dell’uscita di ‘Batticuore fuorilegge’ sta nel mio ’69 posizioni’ in uscita per Cattedrale ( così mi sono fatto anche un po’ di autopromozione).
Su Scarpa si sta abbattendo una specie di ciclone che assomiglia molto, per dimensioni e forma, a quello che ha investito Saviano: il popolo della rete, il popolo dei blogger, quello che ha sempre denunciato l’autoreferenzialità dell’apparato culturale, la consunta logica mafioso-clientelare dei dispositivi che dominano l’industria culturale, non sopporta che a Scarpa capiti ciò che è accaduto a Saviano, ovverosia la possibilità di diventare ricco e famoso attraverso la scrittura. Qualcuno addirittura( l’ho visto su uno dei blog che più stimo, quello di Georgiamada) ha criticato la comparsata di Scarpa da Marzullo. L’ho vista e mi è sembrato che Scarpa non assumesse nessun atteggiamento servile od untuoso nei confronti di Mr. Mediocrità. Anzi, mi pareva rilassato e sincero ( per quanto lo si possa essere in TV) come nelle rare occasioni in cui l’ho incontrato. Che cosa si voleva ? Che Scarpa ammazzasse in diretta Marzullo, realizzando così il vaticinio augurale che Scurati, sempre allo Strega di qualche anno fa, aveva rivolto a Vespa?
C’è ancora qualcuno che venendo a casa mia, si stupisce del fatto che, professandomi comunista libertario, continuo ad abitare in un bellissimo posto in aperta campagna con piante e giardino. Mi dicono più o meno apertis verbis: “ cazzo,sei comunista e c’hai tutto sto ben di dio?”. Mutuando contesto, l’accusa che si fa a Scarpa è la stessa: “ cazzo, sei scrittore e vuoi diventare ricco e celebre? Andare in tv e tutto il resto ?” Ecco la terribile logica: se sei comunista, devi vivere in una topaia, se sei uno scrittore non devi vivere dignitosamente del tuo lavoro, ma piuttosto come un barbone, come uno scapigliato d’antan.
La carriera letteraria di Scarpa stupisce perchè ogni sua opera è sempre una specie di opera prima: non esiste cioè mai un suo libro uguale all’altro o che evochi atmosfere e situazioni già sfruttate in precedenza. Anche se esistono due topos ricorrenti ( il corpo e Venezia) questi due nuclei ispiratori conoscono una serie strabiliante di variazioni e mutamenti . Quando esce un suo libro, la domanda che mi faccio è: “ E che cosa si sarà inventato adesso?” che mi pare l’unica domanda davvero legittima che dovremmo porci di fronte all’opera letteraria, quella che ci fa alzare le chiappe dalla sedia per andare a comperare il libro.
Mentre sto scrivendo questo post di getto ( sono le 7.50 del 4 luglio) su NI non è ancora apparso uno straccio di post sulla vittoria di Scarpa. Mi pare un silenzio eloquente che non riesce a nascondere però quella che mi pare una inconcepibile mancanza di stile e di educazione. Scarpa proviene da lì e forse gli Indiani avrebbero dovuto imbracciare, in un’occasione importante come questa, il calumet della pace, abbandonando invidie, rimorsi, gelosie.















lambertibocconi said
Ok, ci pensiamo noi, rompo il ghiaccio: COMPLIMENTI, TIZIANO. Come persona: serio, metodico, infaticabile, laborioso, non stronzo; come scrittore: de gustibus, ma non si può dire che non sia bravo.
L’invidia è il serpente da camera dei mediocri (splendida definizione DOC di Anna L.B., citare sempre la fonte).
Ciao a tutti.
fernirosso said
“l’indivia” si coltiva in orti e indi via va , negli stomaci di tutti, nessuno può tirarsene fuori:è un’esca a cui si resta ap- pesi. Morti? pare di no!
Si vogliono gli elogi? Ve ne sono persino alla follia e, di questi tempi, pare sia il più adatto ad essere letto e riletto.
Scherzi a parte, forse non dovrebbero più esistere i premi, si dovrebbe leggere e studiare, non è di premi ai singoli, ma di singolari proposte e soluzioni dei problemi collettivi che c’è un VIVISSIMO BISOGNO e penso che anche chi scrive se ne dovrebbe fare carico onere e onore di portarlo. Questo il premio nel con-corso che dura solo questa, solo questa vita, per ciascuno ma non solo per per sé.f
franz krauspenhaar said
penso che NI qualcosa farà. credo sia prematuro tranciare giudizi. scarpa è stato uno dei fondatori del sito, e a me consta che abbia dei buoni rapporti con vari redattori presenti. dunque…
sergiogarufi said
Sono d’accordo, anche per me Scarpa ha strameritato questo premio, e spero che ora il grande pubblico si accorga del suo notevolissimo talento.
(però i suoi motivi ricorrenti mi sembrano soprattutto il corpo e la lingua, più che venezia)
Sulromanzo said
Non ho letto ancora l’ultimo libro di Scarpa, che ho comunque stimato per i precedenti. “E che cosa si sarà inventato adesso?”, qualcosa di simile me lo chiedo sempre pure io. Ha vinto lo Strega, polemiche, l’anno scorso Giordano, polemiche. Le polemiche sono la base del chiacchierio culturale italiano, con aspetti positivi talvolta (concorrono a muovere energie, dibattiti, ecc), altre volte degenerati.
Alla base credo che vi sia soltanto invidia. Io provo una sana invidia per Scarpa, quanti sono quelli che non vorrebbero trovarsi vincitori allo Strega? Credo pochi. Un premio prestigioso, importante, che fa aumentare incredibilmente le vendite del proprio libro, soldi, contatti nuovi, recensioni a go go, autorevolezza conquistata (sì, concedetemi anche questo), interviste, e ancora soldi, contatti, ecc. Se passi per quel canale ti si aprono mondi nuovi lavorativi e non solo.
Ripeto, l’invidia. Io invidio con leggerezza Scarpa. Ahimè c’è chi ha un’invidia scellerata e cattiva, ecco, quelli mi fanno paura. E non sono pochi. Si percepisce a pelle in ciò che scrivono o dicono.
@krauspenhaar: forse sono io che non capisco e mi scuso se interpreto male, ma la tua è una posizione del tutto oppostunistica rispetto a NI su Scarpa o cerchi di trovare un modus saggio per non creare tensioni?
isabellamoroni said
beh magari paragonare Scarpa a Saviano mi sembra un po’ decontestualizzato; e poi i paragoni non fanno bene, nè portano a nulla,
Per il resto non so e non voglio sapere.
Sono anomala, non mi piace la scrittura di Scarpa e (conoscendone abbastanza bene i retroscena) non avrei alcun piacere a partecipare ad uno Strega.
Comunque se Scarpa riesce a diventare ricco e famoso attraverso la scrittura non posso che essene contenta.
Dovrebbe essere così per i più, magari senza Strega, che non è molto di più di un’asta fra le case editrici.
sigurd said
E perchè avrebbe dovuto ammazzare Marzullino? Poteva ammazzare Scurati e ce lo saremmo tolti dalle balle! Scrive pessimi romanzi, avrebbe dovuto vincere lui lo Strega.
alessandromorgillo said
Quanto è arbitrario, addirittura illecito, credere che si possa provare verso Scarpa lo stesso sentimento di ostilità che alcuni sentono verso Saviano! Quanto è puerile poi pensare che si possa non accettare la icona di Saviano per invidia. A volta penso che non valga davvero la pena intervenire. Si semplifica fino alla gratuità.
Che piaccia o meno, Scarpa è un autore con una produzione alle spalle significativa e di tutto rispetto. Molti in rete credo critichino lo strapotere che Mondadori esercita sullo Strega. Io poi penso che non sia neanche da standard occidentale avere un editore unico dominante.
lucy said
tiziano scarpa.
nome più veneziano di così
non esiste. tiziano. scarpa
è un cognome popolarissimo.
è un veneziano di corpo
e di spirito.
viene
dalla periferia dell’impero.
può non piacere.
ma nazioneindiana finirà
nel XIII del purgatorio
per scarpa e per
molto altro.
amen.
franz krauspenhaar said
@sulromanzo.
la mia posizione è: mai prona. mai opportunistica. da nazione indiana sono uscito nell’agosto 2008. detto questo, quel passaggio dell’articolo mi pare infelice.
fabrizio centofanti said
ringrazio Linnio, che nonostante il momento difficile ha trovato le energie per scrivere questo articolo.
c’è ancora qualche persona libera dai condizionamenti, che finiscono con l’accecare anche chi si crede indipendente.
franz krauspenhaar said
vabbè, si danno le patenti di indipendenza… prepariamo le marche da bollo.
francesco sasso said
sono felice per Scarpa… poi, ognuno di noi coltivi i propri difetti con tanta minuziosità e tanta solerzia da rivendicarli con orgoglio.
francesco
franz krauspenhaar said
sinceramente: non credo che essere coerenti con le proprie convinzioni sia un difetto, ma posso avere il difetto di sbagliarmi.
francesco sasso said
Franz, capisco il tuo punto di vista.
Però permettimi una citazione di Cioran tratta dai “Quaderni”: “Vivere significa venire a patti. Chiunque non muoia di fame è sospetto”.
Ora, non so tu, ma io non ho mai incontrato uomini di cultura che muoiono letteralmente di fame. Scrittori poveri sì. Tuttavia, anche essi devono concedere qualcosa alla vita.
Quindi ho il sospetto che, chi più e chi meno, un po’ tutti scendiamo a patti. Forse la mia è una calunnia.
Francesco
piero sorrentino said
Linnio, scusami, ma questo tuo pezzullo mi pare proprio brutto e in malafede. Fai dietrologie immotivate, usi parole FORTISSIME, tenti di creare le condizioni di uno scontro tra scarpa e nazione indiana che proprio non esistono. In nazione indiana siamo tutti, chi più chi meno, chi tantissimo chi tiepidamente, amici e lettori di tiziano (io lo conosco da quasi DIECI anni, per dire). Non ho bisogno di leggere i tabulati delle compagnie telefoniche per poter affermare che almeno mezza NI ha chiamato o chiamerò Scarpa per fargli complimenti sincerissimi. Dici che, al momento in cui scrivi, non è ancora apparso “uno straccio di post”. E allora? Se pure non dovesse mai comparire, questo “straccio di post”, sarebbe necessariamente una muta dichiarazione di ostilità? Io non so se qualcuno dei redattori sta preparando qualcosa, non ne ho idea. Forse sì, forse no. Ma se non non dovesse uscire nulla, su Stabat Mater, sarebbe per forza un post fantasma di odio? Com’è che ogni volta si alza qualcuno in piedi e col ditino eretto cerca di dettare la linea in casa d’altri? Muore Tizio, e la casella di posta elettronica trabocca di letterine che dicono che però, eh!, un post per ricordarlo potremmo pure degnarci di scriverlo. Esce la raccolta di racconti di Caio, e noi, che cazzo!, ce ne disinteressiamo perché siamo troppo impegnati a pubblicare i racconti di quella merda di Sempronio. La Rete è bella per questo (direbbe il mio buon amico Tiziano), apriti il tuo sito, il tuo blog, e fatti tutte le linee editoriali che ti pare, la redazione sei tu, senza mediazioni!
Scrivi che avremmo “invidie rimorsi e gelosie” contro Tiziano. Ti sfido a dimostrarlo. Ieri sera, assieme a due amici comuni, ho fatto con Scarpa una telefonata di auguri divertentissima, Tiziano parlava a voce bassa, era in treno, e da persona mitissima e educata qual è credo non volesse disturbare i compagni di viaggio. Abbiamo ridacchiato sulle sue foto col bottiglione di liquore in mano. Vorrei leggere gli sms che Biondillo deve avergli sicuramente mandato, o la mail di Sergio Garufi che di certo sarà partita, o sarà in partenza. Mi gioco quello che vuoi, si tratta di testi sinceri e imbottiti di calore umano, perché Tiziano è una persona che se li merita tutti, e in nazione indiana ci sono persone che gli vogliono sinceramente bene. Perché tu cerchi incredibilmente di dimostrare il contrario?
“L’inconcepible mancanza di stile ed educazione” denunciata dall’assenza di post che segnalano la vittoria dove sta? Nazione indiana non è un sito di all news letterarie. Non siamo la Cnn dell’editoria. Non ha senso scrivere due righe per dire che Scarpa ha vinto lo Strega. I lettori già lo sanno. Non è quello che facciamo. Per quello c’è Repubblica.it, c’è il Corriere. Ci sono i boxini con le intervistine per le polemicuccie sui presunti plagi, per i pezzi di costume su chi c’era e chi non c’era al Ninfeo. Ha più senso pubblicare una recensione, chi lo sa. Ma per quella ci vogliono tempi più lunghi. Magari per quella si aspetta di non sovrapporsi all’ansia da cronaca. La letteratura ha tempi lunghi. Balzac diceva che ci vogliono 15 giorni per scrivere una recensione.
Saluti
Iannozzi Giuseppe said
Ora apparirà
No,
non apparirà
La notizia c’è
ma non c’è
la Volontà
Poi chissà!
Per non fare
brutta la figura
può anche darsi
che una pezza
in fretta e furia
la buttino giù
Però mi sa di no
Gli Indiani
fumo negl’occhi,
mica niente di più
Come a dire:
lasciamolo stare
a quel Gondoliere,
noi teniamo
archi frecce e pistole
a cui pensare,
parucche e ricchi scalpi
ancora da scovare,
e roghi e censure
da tirar su
E poi a dirla tutta
quel Gondoliere
- pelato Iscariota! -
ci ha abbandonati
tanto tanto tempo fa,
ed allora
che se ne stia
coi Leopardi suoi;
che non ci rompa
i coglioni a noi
amanti della glicerina
e dell’olio di ricino,
d’una supposta verità
:-D
Iannozzi Giuseppe said
a “parucche” manca una “r”: è solo un errore di battitura. :-)
Ne approfitto per dire: state boni, state boni… state boni…!!! Chi sto a imitare? :-D
franz krauspenhaar said
sottoscrivo sorrentino.
e aggiungo un concetto che ho espresso varie volte, un blog letterario non dà notizie. e nemmeno fà spottoni, peraltro non richiesti.
franz krauspenhaar said
francesco (sasso).
cioran ha scritto a mio modesto avviso anche un sacco di idiozie, compresa questa. contenuto della frase pari a zero.
esiste il lavoro onesto. io mi batto da mesi perchè vengano riconosciuti agli intellettuali di valore ma non “da copertina” quei compensi che in verità non sono previsti. perchè “scrivere e pubblicare e già un privilegio”.
sui blog si scrive gratis e va bene, ma si deve chinare la schiena anche davanti agli editori cartacei? è questo che non va.
il peggior nemico di uno scrittore spesso è una mandria di suoi colleghi che si svendono per un piatto di lenticchie. io non ci sto.
Iannozzi Giuseppe said
Sì, ma un conto è “il complimento in pvt”, che rimane una cosa privata, con il lucchetto.
Tutt’altro conto è un complimento bene in vista pubblico che tutti possono considerare e vedere.
E chiaramente dissento da K. circa le sue considerazioni su Cioran.
E volenti o nolenti i blog fanno il 50% della informazione se non di più; ne prenda atto chi non l’ha capito e chi invece ha capito e vorrebbe una cosa brutta in stile Fattoria degli animali: ecco perché qualcuno ha voluto il Ddl, ecc. ecc. ecc. ecc. tra le altre cose.
fabrizio centofanti said
un blog letterario fa quello che dichiara di voler fare.
noi l’abbiamo scritto nel colonnino a destra.
Alessandro Ansuini said
mah, mi sembra una polemichetta sterile, questa dell’invidia in rete, riportata dall’articolo, infatti prontamente smentita dai diretti interessati ma, piuttosto, visto che LPLS è un posto dove magari scarpa passa a leggere, io vorrei chiedere, senza polemica, come fosse un’intervista, come si pone di fronte alla questione morale. lo so, magari vi faccio noia, ma la mia domanda è leggittima. perché pubblicare per berlusconi e poi sostenere, che ne so, il bartleby a bologna? leggittimo eh, ma maledettamente incoerente. cioè, berlusconi vi paga, come vi ponete di fronte a questo? uso il plurale perché, avendo berlusconi pressoché tutto, è difficile fare gli scrittori in italia senza essere sul suo libro paga, quindi la domanda vi riguarda quasi tutti. com’è che dice nell’articolo?
“Ecco la terribile logica: se sei comunista, devi vivere in una topaia, se sei uno scrittore non devi vivere dignitosamente del tuo lavoro, ma piuttosto come un barbone, come uno scapigliato d’antan.”
ecco, è più sottile di così, e drammatico anche. se sei comunista dimostralo. io non sono neanche comunista e mi sento male per voi. capirei se uno non s’affacendasse in cose politiche, lo capirei, ma non è che puoi dire di essere comunista e poi farti pagare da berlusconi, non fa un po’ ridere? giuro che chiedo senza polemica. gli intellettuali italiani, ADESSO che dovrevvero alzare la voce, dove sono, a bere prosecchi? mi piacerebbe che almeno una volta, che uno che si dichiara comunista e arriva a poter prendere la parola in un premio importante come lo strega dica due parole “di sinistra”, col rischio di perdere il proprio lavoro. il rischio. dite tuttipeste e corna dell’industria editoriale italiana e ma siete tutti lì pronti a infilarvi sul carro. mi pare che scarpa sia uno che difenda le sue idee, non è uno che tira il sasso e nasconde la mano, dico mi pare perché non lo conosco e non ho mai letto nulla di lui se non i suoi interventi in rete, però mi sembra che l’incazzo del franz sia dovuto anche a questo, che chi non si piega a ceerte logiche è fuori e stop. spero in una risposta e mi scuso se sembro polemico ma davvero non lo sono affatto, e questo quesito l’ho discusso anche col manzoni su FB proprio di recente, e mi sta molto a cuore. grazie.
(p.s. tempo fa e privatamente, dissi più o meno lo stesso concetto a pasquale giannino, accusandolo, ed entrambi ponemmo fine al nostro seppur sommario rapporto, in quanto immagino lui si sia sentito offeso dalle mie parole. ecco, mi sento di chiedere scusa a pasquale perché quella volta ho frainteso io, e sono stato troppo rapido nel saltare alle conclusioni. scusate l’off topic personale ma ci tenevo a dirglielo)
lucy said
ma…non vi piacerebbe essere al posto di scarpa? basta rispondere con un sì o con un no: sinceramente. tutto il resto è chiacchiera. purtroppo tre quarti degli scrittori direbbero *sinceramente* di no adducendo un mucchio di panzane. la volpe e l’uva e un po’ anche narciso.
non si può essere comunista e farsi pagare da berlusconi: ok. ma se pirandello non avesse aderito al partito fascista non sarebbe stato del tutto il pirandello che sappiamo. berlusconi *è* l’editoria che conta. sono convinta che un mucchio di coloro che pubblicano presso editori microscopici hanno in animo la speranza di uscire da einaudi. fintanto che non succede dicono peste e corna, poi quando una qualche entratura li introdurrà fata smemorina farà il resto. italiani, brava gente!
linnioaccorroni said
rispondo a Sorrentino:
lungi da me l’idea di ‘dettare la linea in casa d’altri’, dato che spesso non riesco neppure a individuare una qualche ‘lineare’ coerenza a casa mia: non aspiro a tanto,davvero.
va fatto però un distinguo fra le manifestazioni di affetto e simpatia individuali ( in un blogcollettivo,è ovvio che ci siano ancora persone che hanno mantenuto buoni rapporti con Scarpa: fra l’altro Sergio Garufi, che tu citi come ‘testimone a difesa’, è uscito da un pezzo da NI) e quella che continua a parermi come una mancanza di stile nel non segnalare la vittoria di Scarpa allo Strega. In fondo, Scarpa è stato tra i fondatori di NI e se ne è andato in maniera non proprio ‘indolore’,se non ricordo male. Ecco: mi sarebbe piaciuto un post, magari firmato collettivamente dalla redazione, dove si prendeva atto ’semplicemente’ della vittoria di Scarpa. ‘Primo amore’ ha fatto così:nè peana,nè tromboni: ma una semplice notizia di cronaca, senza fronzoli, nè ricami. Lo so che NI non è la ‘Cnn dell’editoria’ e nessuno pretendeva una recensione di Stabat mater ( sarebbe stata clamorosamente fuori tempo massimo: sono passati da un pezzo i 15 giorni canonici previsti da Balzac per la scrittura di una recensione; e tu sai meglio di me che i tempi dell’editoria sono assai cambiati )ma continuo a pensare( ed il tuo commento mi conferma in questa opinione) che NI ha perso un’ottima occasione per sfoggiare un po’ di ‘noblesse oblige’.
Iannozzi Giuseppe said
D’accordo con Linnio. Il vincitore non mi piace però il discorso etico-morale non fa una grinza.
@ LUCY
Lucy cara, fosse stato il premio quello di una ventina d’anni fa almeno, allora sì, risponderei senz’ombra di dubbio di sì. L’ultimo Strega meritato appieno è per me quello di Vassalli, che poi ha deciso di non far partecipare più i suoi libri a concorsi. Tanto di cappello a un intellettuale, a uno scrittore vero come pochi in Italia. Sviolinata sì ma sentita, sincera.
Oggi casomai se per assurdo dovessi ricevere il premio alle condizioni che l’ha ricevuto l’attuale vincitore mi sentirei non in imbarazzo, ma come un vecchio taccheggiatore colto in flagrante con le mani nella borsetta dell’anziana signora, mia vittima di turno al mercato. E nonostante io infame ladro di polli – anzi, meno che questo -, per pudore se non altro lascerei il maltolto, e me la batterei alla chetichella sperando che niuno s’accorga di me e del brutto atto che ho tentato di portare alla povera nonnina. Questo per dire: ricevere un premio a questo modo no, mai e poi mai.
Carlo Cannella said
Se spariamo sugli intellettuale solo perche’ a libro-paga di Berlusconi allora perche’ non lo facciamo anche con le migliaia di persone che lavorano in mediaset o in una delle tante societa’ satellite dell’impero berlusconiano? A ben vedere sono tutti pagati dallo stesso padrone, e spesso gli operai decisamente meglio che non gli scrittori. Tutti tengono famiglia, gli intellettuali come i magazzinieri o le signore addette alla pulizia dei piani.
Il problema e’ forse diverso. Si fa presto a dichiararsi comunisti o anticapitalisti o umanisti, a strepitare contro Berlusconi e il suo strapotere mediatico, ma alla fin fine di tutto questo strepitio cosa resta nelle opere? La storia di un’orfanella puo’ commuovere le anime sensibili ma e’ socialmente inoffensiva, e questo e’ tutto. Se cosi’ non fosse il padrone non avrebbe difficolta’ a rifiutare il lavoro. Di esempi ce ne sono, da Belpoliti a Saramago, che solitamente pubblicati da Einaudi sono stati costretti a cercarsi altri editori per la sfrontatezza di aver attaccato il padrone. O no?
Alcor said
@carlo cannella
perché un romanzo dovrebbe essere sempre socialmente offensivo?
@lucy
che dice “poi quando una qualche entratura li introdurrà”
pensi davvero che per pubblicare da Einaudi ci voglia “l’entratura”?
Li trovo pensieri curiosi. Entrambi. Vagamente claustrofili.
lucy said
giurami/dimostrami che non è così, cara/caro alcor! sono contenta di avere un pensiero “curioso” in un mondo di scontatezze, luoghi comuni, virtù e coerenze improvvisate alla bisogna.
Carlo Cannella said
@ Alcor
Non ho detto che un romanzo dovrebbe essere sempre socialmente offensivo. Ho detto che trovo curioso che la critica a un sistema si limiti ai commenti sui blog e alle chiacchiere fra amici e non si rifletta nel lavoro intellettuale vero e proprio.
Alcor said
@ lucy
non occorre che te lo dimostri io, basta il buon senso. I libri costano e rendono, al di là del valore letterario e di Scarpa, Giordano è un buon esempio di un libro che è arrivato in casa editrice, è stato giudicato promettente per la casa editrice, e per questo è stato pubblicato. Quali “entrature” poteva avere, il giovane Giordano? O pensi che Franchini gli ha fatto un piacere perché conosceva sua nonna?
Gli editori leggono per missione industriale, oltre che culturale. Scrivi un libro che NON risponda alle aspettative di un editore, che NON gli sembri buono per una serie di ragioni le più varie (mancanza di leggibilità, di appetibilità narrativa, di notorietà che vuol dire vendibilità, di target adeguato agli standard della casa editrice), sarà difficile che te lo pubblichi, vorrei dire impossibile, non mi azzardo a tanto, ma certo l’impossibilità la sfiora.
@capone
io Scarpa non lo conosco, ma da quel poco che leggo mi pare che sia molto presente “sul territorio” con letture, iniziative e altro, non ho mai avuto l’impressione che si limitasse a chacchierare con gli amici e a commentare sui blog.
Perchè questo dovrebbe “riflettersi” nei suoi romanzi? Avrà anche il diritto di immaginare, delirare, costruire congegni letterari senza per questo produrre cloni del suo impegno politico e sociale, se ce l’ha.
Se scrivesse soltanto romanzi gli verrebbe magari rimproverato di scrivere “solo romanzi”. Visto che non si limita a quello gli viene rimproverato di non essere un attivista in toto?
L’altra critica che vedo girare è che L’Einaudi appartiene a Berlusconi.
Allora criticate anche Mari, Del Giudice, Siti, Vassalli, Pahmuk, Enzensberger, Saramago fino all’altro ieri (la casa editrice è di B. da un bel pezzo) & C., o compratela.
La critica è il sale della vita intellettuale, ma quando spara a caso non serve a niente.
Alcor said
Scusa, @cannella, non so perché ti ho chiamato capone.
Carla said
non ditemi che sta diventando anche questa una nazione indiana, vi prego!
(;-)
la stimavo come un’oasi per lo spirito…
(e poi dicono delle donne…)
lucy said
‘nfatti…
Carlo Cannella said
@ Alcor
Sono partito da una premessa: non e’ possibile criticare uno scrittore solo perche’ pubblica per Einaudi o Mondadori. Secondo la stessa logica si dovrebbe prendere a calci qualsiasi dipendente mediaset e questa mi sembrerebbe una sciocchezza e un’ingiustizia. E nemmeno mi sfiora l’idea di provare rancore per Tiziano Scarpa, lo seguo da anni e lo apprezzo sia come scrittore che per le idee che esprime.
Facevo pero’ una considerazione. Se scrivi un bel libro che non infastidisce nessuno, ne’ tanto meno il padrone, la tua casa editrice ti seleziona per il premio piu’ ambito e grazie ai meccanismi che controlla ti garantisce la vittoria e la sicurezza economica. Se invece provi a mettere in discussione il sistema e il gran burattinaio, il tuo editore (che e’ sistema e burattinaio insieme) ti scarica e il premio Strega te lo scordi.
Qualcosa che stride c’e': Insomma ci stiamo avvicinando al bivio, o di qua o di la’.
Poi mi hai chiamato Capone perche’ sono un delinquente, ma questo lo sanno tutti.
lambertibocconi said
Cannella, sono d’accordo anch’io: “se una cosa è dentro il sistema, vuol dire che è comunque funzionale al sistema stesso”. Ma non è mica una gran novità!
Non è un sistema né primitivo né immobile, gli va bene che ci siano voci diverse e modulate. C’è posto anche per un sacco di bei libri. Il padrone della cultura è un padrone fine. Il capitalismo ha vinto bene perché è in gamba, lusinghiero ed elastico.
Alessandro Ansuini said
funzionale al sistema. basta dirlo.
Carlo Cannella said
Lambertibocconi, il capitalismo sara’ anche in gamba, ma lusinghiero ed elastico mica tanto. Appena ho provato a contestargli qualcosa mi ha preso a calci, mi ha sputato in faccia, mi ha picchiato sui reni con i sacchetti di sabbia e mi ha sbattuto in galera per qualche mese. Da quando le sue banche e le sue aziende vengono salvate con i soldi dei contribuenti ha perfino perso il suo sano ottimismo e l’espressione vincente. Non lo vedo poi cosi’ bene.
Fulvia said
Facciamo tutti parte del sistema e chi dice il contrario mente sapendo di mentire. E’ un dato di fatto, non esiste più la possibilità di agire fuori dal sistema per come è comunemente inteso. Ecco, questa è la differenza tra il qui ed ora ed il Novecento. Ma dove vivete, ditemento, che se esiste l’isola che non c’è allora mi ci sposto anch’io.
Alcor said
@cannella
ma non ti ho chiamato Al:-)
alessandromorgillo said
L’Italia vive sotto un regime populista postmoderno. Ossimoro necessario. Non credo che da noi abbia vinto la cultura capitalista, fra l’altro in crisi nei paesi che l’hanno prodotta.
lucy said
l’unica cosa che conta sono i schei, in seconda battuta la… ma non spetta a me, né mi interessa dirlo, essendo donna. tutto è funzionale al sistema. chi vince un premio letterario e/o pubblica presso il padrone delle ferriere non è meno funzionale al sistema di chi non li vede neanche per il buco della chiave: il sistema, il padrone, il premio o la pubblicazione. voci senzienti e dissonanti sono già previste. noi siamo convinti di essere liberi e discordi? ci lasciano semplicemente giocare. nessun regime totalitario in una nazione moderna e occidentale potrebbe avere baffi e stivali e camicie di un tempo. non è economico, non ha senso. c’è posto anche per il dissenso più estremo: tanto l’effetto dura quarantotto ore, è risaputo. il sistema inghiotte e tritura tutto. estrapoliamo i romanzi, che si pubblicano prezzo Tizio e/o che vincono premi, dalla questione politica. rimangono buoni o meno buoni romanzi. stop. più o meno contro. stop.
la coerenza conta qui come il due di picche quando la va a spade. *quale* coerenza? la cultura capitalista non ha vinto, ha fatto cappotto. sia quella mascherata dalla erre moscia, meno volgare, sia quella bottegaja.
quando facciamo la rivoluzione?
Sulromanzo said
@krauspenhaar: la tua risposta è stata chiara e precisa, e ho apprezzato, grazie. Così ti penso e così voglio continuare a pensarti. Anche se abbiamo idee un po’ diverse su Cioran.
Ho letto dei consueti ragionamenti sul “sistema”. Sono sempre perplesso nel vedere il mondo in maniera manichea, da un lato i puri (rari, ovviamente), e dall’altro i corruttori o quanto meno i corrotti dal sistema. C’è un’infinità di grigi.
Ognuno decide.
Io ho scelto da tempo di starmene quanto più possibile lontano dal sistema di lecchinaggio o servo o chiamatelo come volete. Ne pago e ne sto pagando le conseguenze da tanti punti di vista. Ma mi va bene così nonostante qualche momento in cui mi sento davvero scoraggiato.
Per tornare a Scarpa, argomento del post, continuo a pensare che tutto giri attorno all’invidia. E non cambio idea finché qualcuno non mi persuade del contrario.
Sulromanzo said
@Carlo Cannella: lasciami però dire, lontano dal tuo allargare l’insieme ai dipendenti Mediaset, che chi scrive porta con sé una responsabilità. E non capisco e non continuo a capire Saviano (e altri). Lo apprezzo, lo apprezzavo ancora anni fa con i racconti su NI, ma se vuoi parlare di corruzione e camorra trovo del tutto fuori luogo pubblicare con una casa editrice che è stata conquistata con la corruzione. Ma cazzo, scusate, dove è finita l’integrità? Possibile che dobbiamo accettare tutti lo schifo e quindi sfruttarlo a proprio uso e consumo, tanto poi ci penseremo un altro giorno agli ideali?
No, mi spiace.
Lungi da me criticare Gomorra che è ed è stato un libro nevralgico per tanta gente (anche se i risultati sperati in termini di risveglio civile sono stati deludenti), ma, ripeto, non si può parlare di corruzione pubblicando con la Mondadori, non si può.
O è cecità (e allora è cieco opportunismo infarcito di ipocrisia) oppure gli argomenti di cui si scrive sono un mezzo per ottenere altro (soldi, fama, ecc).
Ma Saviano è in buona compagnia, sia chiaro, un esempio? D’Alema che durante le conferenze sputa contro Mr B e poi pubblica i suoi “libri” (fra virgolete, sì) con la Mondadori. Ma per favore. Un po’ di decenza. Un po’ di integrità.
Scusate se sono andato per il sottile, ma la penso così e sono abituato a chiamare le cose con il loro nome.
alessandromorgillo said
Lucy, non credo che il capitalismo, anche nelle sue più recenti manifestazioni, si auspicasse il regime totalitario di Berlusconi. Certo, il dittatore ha trovato terreno fertile in un paese oggi postmoderno, da sempre corroso dal qualunquismo che nell’indistinto tutto tollera e corrompe. Il nostro sistema continua a farsi forza dell’inettitudine del familismo, da sempre coatto. E di una dimensione crassamente nazionalpopolare. All’interno di una globalizzazione che rafforza le frange più conservatrici, mentre la recessione, dopo una grandissima crisi economico-finanziaria,si aggira come uno spettro.
lambertibocconi said
@Morgillo (ma anche se non mi rispondi va benone, eh… che ti reggo poco da quella volta): il capitalismo si auspicava di produrre sempre maggiori profitti, indipendentemente dai singoli padroni dei paesi. Che gliene importa al sistema capitalismo di Berlusconi come homunculus?
@Cannella: intendevo capitalismo elastico e lusinghiero nel senso di Rossana Rossanda nell’illuminante libro “La ragazza del secolo scorso”, dove spiega benissimo tanti perché.
MariaGiovanna Luini said
Congratulazioni a Scarpa, scrittore che meritava lo Strega. Il resto e’ noia. E invidia.
Alfonso Mormile said
Si, è questione di invidia. Vorrei vedere quanti, che si professano scrittori, sarebbero capaci di negarsi il successo. Riguardo l’altra condizione dell’essere comunista e ricco, bhe, siamo in Italia e si da addosso al ricco di turno… mi pare che a Scarpa come a Saviano, stia accadendo la stessa cosa che succede al premier (non che mi susciti particolari simpatie). A me pare sempre valida l’equazione: invidia=successo. Suvvia, ridiamo, siamo italiani e si sa, corriamo dietro al comico di turno.
lucy said
attenzione mg luini: se dici che ts “meritava” lo strega li fai contenti. nessuno vorrebbe lo strega, questa robetta! seh seh…
Carlo Cannella said
A parte Krauspenhaar qui non siano intervenuti scrittori, dunque questa storia dell’invidia che senso ha? Mi sembra di sentire Berlusconi, quello che da dell’invidioso a chiunque non accetti una certa teoria della societa’. E vabbe’, amen.
Carlo Cannella said
non sono , of course
lucy said
bell’autogol, cannella!lambertibocconi e altri ringraziano per il distinguo sugli scrittori.
lambertibocconi said
Notevole, davvero…
Carlo Cannella said
Dipende da cosa vogliamo intendere per scrittore. Per me uno scrittore e’ chi vive di diritti d’autore o attivita’ inerenti la scrittura. O che comunque decide di dedicare la sua vita allo scrivere. Altrimenti siamo tutti scrittori.
gianni biondillo said
Sono semplicemente senza parole.
(“quoto” in toto Piero)
Tiziano è stato quello che ha pubblicato il mio primo pezzo su NI.
Tiziano è stato quello che mi ha invitato a farne parte.
Quando ho curato l’antologia erotica “Pene d’amore” Tiziano è stato il primo che ho contattato. E lui sapeva che avrei rinunciato a farla se si fosse tirato indietro.
L’opinione che ho di lui, della sua intelligenza e della sua scrittura è nero su bianco nell’introduzione che feci a quel libro.
La prima cosa che ho fatto saputo dello Strega è contattarlo. Aveva il telefono sistematicamente occupato (e com’ero felice per lui di tutto ciò!) Gli ho mandato un sms pieno di entusiasmo e lui m’ha risposto con la sua solita grazia.
Linnio: tutto questo tuo post sono solo parole in libertà. O per dirla col filosofo: Stronzate!
linnioaccorroni said
biondillo:
tu forse non lo sai, ma io sono un accanito collezionista, un estenuato ermeneuta dei tuoi scritti on line. se quando leggo Scarpa mi sorprende la sua capacità di innovare continuamente forma e contenuto, ogni volta che ti leggo rimango invece stupito dalla inane riproposizione del dejà-lu che caratterizza ogni tuo intervento. Sa di comicità involontaria la tua permanente incapacità di cogliere il senso autentico dei ragionamenti e dei discorsi che gli altri fanno; è persino imbarazzante la tua inconsistenza intellettuale che tenti di celare ricorrendo a battute o a mot d’esprit spesso scipiti o banali. Anche quello che hai scritto adesso conferma la fondatezza di quei miei sospetti.
A parte l’eleganza della tua chiusa sulla quale ‘parola non c’appulcro’, sono stato il primo a dire che una cosa sono ‘le manifestazioni d’affetto individuali’, altro il silenzio di un blog collettivo.
ma far capire queste cose a te, caro Biondillo,sa davvero di impresa donchisciottesca.
cletus said
improvvisa conversione collettiva all’understatement ? Anche su Ilprimoamore, che pure vede il Sig.Scarpa Tiziano nel board, al di la di uno stringatissimo annuncio, non appare alcun post in merito.
lambertibocconi said
Ahahahah… Cannella, ma cosa dici? E che ne sai “gli altri” a cosa dedicano le proprie energie? Se io da due anni lavoro part time in un ufficio di assicurazioni (come Kafka), e l’altra parte del time faccio traduzioni (attività inerente alla scrittura!), mentre per i dieci anni precedenti ho fatto 70 tesi di laurea (attività inerente alla scrittura!), e prima ancora ho scritto una decina di libri vari sotto pseudonimo (attività inerente alla scrittura!) – non è che mi sia estenuata in tutto ciò per divertimento o per passione.
Non sono offesa, non me ne importa niente: ma il discorso è interessante e invito tutti a esprimersi a riguardo. “Scrittore” possiamo sì esserlo tutti; oppure restringiamo l’etichetta a chi ha pubblicato dei libri. Io sono per questa seconda. Vietato però offendere chi è scrittore ma anche è costretto a lavorare e non ha la fortuna (o la sfiga, secondo le vedute) di farsi mantenere a vita dalla mamma. Tu che lavoro fai? Senza polemica.
Carlo Cannella said
Io allevo conigli, galline e maiali. E coltivo un orto.
Sulromanzo said
@Carlo Cannella: a parte i commenti acidini di taluni (i toni si sono alzati non poco dal primo commento) e a parte la diversità di vedute, il tuo “Io allevo conigli, galline e maiali. E coltivo un orto” è fenomenale e in questo, forse conviene anche la signora Lambertibocconi, Carlo ha messo la palla al centro del campo perché ha segnato un goal dritto sul sette con una punizione di prima da paura, nulla valse né la barrierà né il tuffo del portiere. E bada bene, non sto giudicando se sia vero o meno ciò che fai (pure io le galline se è per questo, e che uova che mi danno!), ma la tua risposta ha quel sapore di caustica ingenuità che adoro nella scrittura.
sparz said
@accorroni: non capisco questa sfilza di gratuiti insulti a Biondillo, che ha semplicemente espresso il suo caldo personale apprezzamento per il lavoro di Tiziano; apprezzamento che personalmente condivido totalmente, così come sottoscrivo parola per parola il commento di Sorrentino, che mi sembra esprima al meglio quel che anch’io penso al riguardo. Tutte queste storie di invidia e di quel che Nazione Indiana dovrebbe o non dovrebbe fare mi sembrano del tutto vane, ogni redazione interviene come meglio crede e con i suoi modi, come Nazione Indiana del resto fa. Occorrerebbe forse avere letto Stabat mater e parlare di quello.
furlen said
Chiedo scusa se intervengo solo ora, ma sono stato fuori per un po’ e mi sono perso dei passaggi. Detto questo io tutta sta polemica non la vedo, ma proprio sinceramente! Certo uno lo scrittore lo può amare o meno, e al di là di ogni ragionevole considerazione sui premi letterari – che nel 100 per 100 dei casi procurano un gran piacere nel vincitore- eppure penso che a colui che s’è portato a casa lo Strega, Antonio Scurati, vadano riconosciuti diversi meriti. Se secondo Scurati era politicamente più giusto autocandidarsi piuttosto che cedere al gioco delle scuderie, mi sembra che abbia fatto bene a comportarsi così. Sempre che secondo Scurati vincere fosse meno importante che partecipare, ovviamente. E allora se secondo Scurati il premio ha realizzato la sua più autentica vocazione, perché qui su la poesia e lo spirito esplode tutta sta polemica? Ecco, queste sono cose che non capisco, ragazzi mi raccomando, stile e vocazione, altrimenti mi sembrate peggio di Liala. Poi scusa Linnio ma pure tu, prendertela così con quelli di Carmila, mi sembra assai scorretto. Che male t’hanno fatto? T’hanno perfino ospitato nel blog, e ora ti metti a criticare tutti i suoi redattori, insomma. Diamine, Tiziano s’era pure raccomandato con te di ‘sfrondare’ il più possibile dalla tua scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico.”…
effeffe
franz krauspenhaar said
qui c’è qualcuno che dovrebbe, più che coltivare un orto, zappare la terra e lavarsi la bocca prima di parlare. e non è certo carlo cannella questo qualcuno.
l’attacco di accorroni a biondillo, considerato il fatto che l’accorroni è stato ospite di NI svariatissime volte e patrocinato da vari redattori, lo vedo di basso livello. accorroni, parliamoci chiaro: tu che cosa hai portato in libreria finora? che cosa hai fatto. biondillo qualche libro di buona letteratura l’ha pubblicato. che piaccia o non piaccia, è uno scrittore, e vive del suo lavoro.
ed è vero, come dice cannella che è uno scrittore chi vive di questo e/o dona la sua vita a questa causa, quella letteraria. senza mezzi termini, con tutto se stesso.
infine: d’accordo con francesco forlani sulla pretestuosità del discorso sull’invidia. c’è gente di successo che invidia uno stile a gente che di successo non è. è tutto abbastanza relativo. tiziano scarpa è l’unico vincitore degno del passato dello strega (non del suo presente) da molti anni a questa parte. non è poco, anzi è molto. si è premiata, io credo, anche una carriera.
fabrizio centofanti said
proviamo a riassumere.
Achille Maccapani scrive un articolo sulla vittoria di Tiziano Scarpa al premio Strega e riceve una serie di attacchi, estesi a Lpels, per aver elogiato il vincitore di un evento compromesso col potere.
Linnio Accorroni scrive un articolo in cui esprime il suo stupore per l’assenza di risonanze nella blogosfera sulla vittoria di Scarpa e per gli attacchi subiti dallo stesso.
aggiunge una postilla su Ni, interpretando a suo modo il silenzio della redazione. questa interpretazione è azzardata e sicuramente manca il bersaglio.
c’è una dura reazione, perché nessuno intendeva negare il valore di Tiziano.
seguono schermaglie sul valore degli autori impegnati nella discussione.
una domanda s’impone: ha fatto bene o non ha fatto bene Lpels a dare risalto alla vittoria di Scarpa?
è vero che Scarpa è uno scrittore di valore?
allora perché dire che Lpels s’inchina un po’ troppo o usare espressioni anche peggiori?
consiglio una maggiore lucidità e una maggiore coerenza, evitando, in ogni caso, attacchi personali che non hanno senso in un blog dove si è scelto il criterio del rispetto reciproco.
saluti
fabry
gianni biondillo said
Accoroni, tu hai dei problemi.
Io ho una pessima opinione di me scrittore, ma in confronto a quello che dimostri tu di essere come uomo mi sto rivalutando.
E, inter nos: NI non è l’ANSA. Molti nostri redattori ed ex redattori hanno vinto premi, anche molto prestigiosi, in questi anni e non ne abbiamo MAI dato notizia su NI, te ne sei accorto? La tua è una visione distorta e faziosa della realtà. Avevi una teoria e questo t’è bastato. Solo che è sbagliata, tutto qui.
Poi sulla personale antipatia che, scopro solo oggi, tu provi per le cose che scrivo si risolve in fretta: non leggermi così come io non t’ho mai letto.
André Breton said
“E, inter nos: NI non è l’ANSA.”
Ma va?! E come definisci i tanti post pubblicati su NI come, per esempio, questo di ieri?
http://www.nazioneindiana.com/2009/07/06/tecniche-di-basso-livello-gherardo-bortolotti/
linnioaccorroni said
a sparzani:
ma tu non sei lo stesso antonio sparzani che in una mail speditami lo stesso giorno avevi definito ‘ bello’ il mio post? comunque stabat mater l’ho letto e anche recensito in tempi non sospetti.
a biondillo:
tu puoi anche non leggermi. io invece continuerò a leggerti per i motivi che ho espresso nell’altropost. curiosa anche la tua analisi di me come persona,visto che non mi hai mai incontrato neppure di striscio.
a franz:
oltre che a dire che devo zappare la terra e lavarmi la bocca( cose che faccio abitualmente ) aggiunge che avendo collaborato a NI, non devo sputare nel piatto dove ho mangiato. mi pare una logica assurda e pure mafiosetta.
furlen said
Linnio Accorroni
tu scrivi:
” Mi pare un silenzio eloquente che non riesce a nascondere però quella che mi pare una inconcepibile mancanza di stile e di educazione. Scarpa proviene da lì e forse gli Indiani avrebbero dovuto imbracciare, in un’occasione importante come questa, il calumet della pace, abbandonando invidie, rimorsi, gelosie.”
Questo è falso.
E’ tutto. Diciamo, abbastanza. Quasi mafioso. Sicuramente non educato e probabilmente senza stile.
effeffe
lucy said
#58 d’ora in poi posso dire che, due a caso, italo svevo e federigo tozzi non sono scrittori, oppure sono, due non scrittori?
lambertibocconi said
Non lo so, ho perso il filo! Apriremo un altro post specifico sull’etichetta di scrittore. Ciao.
gianni biondillo said
André Breton, notizie come quella che tu indichi vengono messe proprio perché la stampa nazionale neppure se le caga. E’ una cosa che facciamo per dare visibilità al lavoro di autori che altrimenti verrebbe perduto.
La straordinaria avventura di Tiziano è, fortunatamente, su tutti i quotidiani. Ti dirò: spero di non dover mai mettere annunci su di lui su NI, perché finalmente la stampa nazionale gli sta dando gli spazi che si merita.
Pasquale Giannino said
@ Alessandro (# 23)
Guarda che io non mi ero per niente offeso, semplicemente mi pareva che non fossi piu’ interessato alle mie mail… Ti chiedo solo un favore: mandami gentilmente il tuo indirizzo di posta elettronica. (Anche se, francamente, non ho ben capito che ci azzecco io con la vittoria di Scarpa e la polemica che ne e’ scaturita).
Non entro nel merito di certi scambi al vetriolo che ho visto e dico due parole sul post: mi pare deboluccio. Tutto il discorso si basa sulle manifestazioni di invidia che starebbero inondando la rete. Bene, a parte il fatto che forse l’autore del pezzo dovrebbe fornire qualche altro dato, il motivo di tanto scandalo proprio non si arguisce. E soprattutto non e’ chiaro quale sia la ragione profonda di tale difesa d’ufficio. Il chiacchiericcio virtuale? Il “silenzio eloquente” di Nazione Indiana? E per questo Accorroni si e’ indignato?… Mah! Scarpa non se ne e’ accorto neanche…
franz krauspenhaar said
accorroni, non mi riferivo a te sullo zappare la terra; sulla logica mafiosetta direi che fai uno svarione bello grosso. ma è inutile parlarne.
luminamenti said
La tendenza su Internet rimane sempre la celebrazione o il rifiuto, una tendenza personologica, una tendenza che d’altra parte è la controfigura psicologia dell’autore postmoderno, molto interessato alla gloria – del grande narratore. Se vuoi offendere oggi uno scrittore postmoderno ditegli che non sa narrare e lui vi sciorinerà le tesi postmoderne del cambiamento delle forme narrative. Molto di rado s’impianta un sfilza di commenti sull’opera. Il commento di Garufi è poi emblematico (ci vuole allora un premio per accorgersi di qualcuno? che cosa sarebbe mai il grande pubblico? secondo me è il pubblico piccino piccino!). Come redattore su NI mi piaceva, i suoi libri non mi entusiasmano. Non posso commentare il suo libro vincente perchè non ho intenzione di leggerlo dopo averne letti tre dei suoi passati che ho dimenticato. Lui però sarà contento e mi sembra giusto essere contenti per la gloria altrui. Non fa del male a nessuno
André Breton said
“notizie come quella che tu indichi vengono messe proprio perché la stampa nazionale neppure se le caga. ”
Gianni Biondillo, capisco e condivido il principio.
Quindi NI non è l’Ansa. Non dà notizie di progetti (lavoro) che hanno già ampia visibilità sui quotidiani nazionali, come, esempio random, fa questo sito qui
http://www.nazioneindiana.com/2009/04/08/quale-qualita/ ,
notizia poco visibile giacché pubblicata prima su vari quotidiani e approdato poi su Fahrenheit, nota trasmissione di Radio Bigibonzio.
Tuttavvia, NI non dà notizia della risposta del poco noto trio (Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni: i cui nomi sono ignoti ai lettori della stampa e delle patrie lettere) pubblicato prima sul Riformista, oscuro giornale di Cinisello Balsamo, e poi ripreso su quest’altro sito qui:
http://www.nazioneindiana.com/2009/04/15/le-classifiche-di-qualita-una-risposta/
Insomma, NI non è come questo sito qui: http://www.nazioneindiana.com/
André Breton
véronique vergé said
Calmo…
Scrivere è un atto di bellezza e d’amore. Perché scrivere?
Scrivere per creare sogni, paesaggio,ricordi, spiaggia d’infanzia. Scrivere è un desiderio di parola, di dare nomi, di creare un eden.
Avere un premio non cambia il desiderio di scrivere. E’ un passaggio giusto. I litigi non sonno niente, sono piccoli risentimenti. Non imitare l’esempio francese di gara al premio.
Penso poco giusta l’idea di Linio Accoronni sul silenzio di Nazione Indiana. Faccio notare che i libri dei membri di Ni sono rimasti anche nel silenzio su NI.
Ora fate la pace intorno a un bicchiere di birra o di vino.
La scrittura si trova altrove, nella solitudine del lavoro,
quando il rumore si spegne.
Manuel Cohen said
il rischio di una discussione di questo tipo è, ancora una volta, nella autoreferenzialità. non entro nel merito della polemica (anche un po’ pretestuosa, se non propriamente prematura) all’interno dei blog letterari. altro rischio poi, potrebbe essere nell’uso strumentale della notizia, per consumare piccole vendette personali. l’unica cosa che mi preme dire è, d’accordo con Franz K., che almeno questa volta ha vinto chi meritava (tra i candidati, ovviamente), e non i soliti brodini da scuoletta di scrittura…altra cosa è che in un premio, di questo tipo, tanta letteratura in atto passa totalmente irregistrata, il ‘paese reale’ di chi fa letteratura viene alquanto ignorato. ma in fondo, chi se ne frega! si può stare benissimo senza lo strega.
gianni biondillo said
André Breton, se uno vuole vedere il male lo vede a prescindere.
Noi di NI siamo stati coinvolti da subito all’iniziativa a cui tu fai cenno, da prima ancora che si sapesse che sarebbe arrivata sui quotidiani nazionali. Ci è stato chiesto dagli organizzatori (critici spesso pubblicati da noi su NI) un appoggio. L’abbiamo caldeggiata, l’abbiamo promossa. Alcuni di noi redattori fanno parte del comitato dei cento lettori del premio suddetto.
Stai rimestando nel torbido. Il tuo.
André Breton said
Gianni Biondillo, non è come tu dici. Non rimesto nel torbido, ma verifico le affermazione che vai facendo, fornendo link.
Oggettivamente, NI pubblica notizie. Oggettivamente, NI non pubblica solo notizie che “la stampa nazionale neppure se le caga”.
Ti prego, ora non dirmi che io sono un comunista e che i post da me segnalati sono dei fotomontaggi.
André Breton
gianni biondillo said
Ok, Breton, hai ragione. Oggettivamente. Contento?
André Breton said
“contento?”
Biondillo, non so, fammi prima verificare!
franz krauspenhaar said
hai verificato? o sei proprio scappato, o breton andrè?
Alessandro Ansuini said
ciao pasquale, il collegamento con scarpa era riferito al parlare male di una determinata cosa nascondendo semplicemente l’ansia di entrarci con tutte le scarpe. (che nella circostanza non era riferito a scarpa, era un collegamento, a scarpa facevo solo una domanda sulla questione morale baipassata con nonchalance da tutti) più esattamente: criticare l’industria editoriale italiana e poi infilarci dentro un piede non appena aprono uno spiraglio di porta.
robin goodfellow said
ma è vero quello che dice La Repubblica, che la storia di Stabat Mater è presa in prestito da un racconto di Anna Banti, “Lavinia fuggita”?