La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica



A naso

Posted by fabrizio centofanti on July 6, 2009

tiziano scarpa

Tiziano Scarpa (TS) viene dal mondo dei blog (Nazione indiana) e ancora vi opera (Il primo amore). Dunque TS è uno dei nostri (N). TS, però, ha vinto il Premio Strega, che è di Berlusconi (B). Quindi TS è di B. TS, tuttavia, potrebbe essere un po’ di N e un po’ di B. In questo caso, TS sarebbe escluso dalla categoria dei duri e puri (DP). Come decidere da che parte sta TS? E’ di N, di B o dei DP? C’è un’unica soluzione: abbracciare TS per sentire che odore ha, se più di N, dei DP o  più di B. E’ una questione di olfatto, non resta che andare a naso.

Postilla
Ma Facebook (FB), per esempio, di chi è? Mi hanno riferito cose strane. Non mi sembra una cosa adatta per DP. A naso.

(fonte immagine)

48 Responses to “A naso”

  1. angelo petrelli said

    A me è capitato di chiacchierare con TS su FB.
    questo cosa significa?

  2. ciao, io mi pongo solo il problema di sapere se e in che misura Stabat mater sia tributario della “Lavinia fuggita” di Anna Banti, che sembra abbia una sostanziale uguale trama ed ambientazione…

    per il resto Scarpa mi è sempre sembrato un ottimo autore: de minimis, autem, non disputandum est

  3. lucy said

    sembra un compito di geometria! dura far quadrare il cerchio, fabri’! qui e altrove sto con te su tutta la linea. non è piaggeria, è sim-patia. io sono di venezia: vuol dire qualcosa? ;-)

  4. Teddy said

    L’ambientazione è la stessa, la trama è diversa. L’orfanotrofio della Pietà, le ragazze musiciste, Vivaldi non sono cose che ha inventato Anna Banti.

  5. vibrisse said

    E’ vero che Tiziano Scarpa “viene dal mondo dei blog”? Bisognerebbe prima dimostrare che esiste qualcosa che possa essere chiamato “mondo dei blog”, e magari spiegare che cosa è. (Ovviamente non basta constatare che i blog esistono).

    Mi parrebbe più credibile affermare che Tiziano Scarpa viene da Venezia; o che viene dalla letteratura (poiché da molti anni produce, e dal 1996 pubblica, opere letterarie).

    Non mi risulta che il Premio Stega sia di Silvio Berlusconi (è di Silvio Berlusconi, invece, la casa editrice che ha pubblicato “Stabat mater” – e anche quasi tutti gli altri libri di Scarpa, e buona parte dei miei).

    Ciò detto: forse, Fabrizio, potresti provare a porre la questione in modo che si capisca, almeno, che questione è. Perché a me non pare di capirlo.

    giulio mozzi

  6. premetto che il genere letterario di questo post non è quello enciclopedico o didattico, quindi non è un testo che si dispiega con falangi di significati espliciti, ma anzi, con una serie di cortocircuiti, vorrebbe mettere in evidenza l’inanità di ogni tentativo di includere una persona in schemi troppo ben definiti. Si può dire che Ni e Il primo amore siano dei blog? mi sembra che Tiziano provenga in uno dei tanti sensi possibili da quel mondo, quindi. anche l’identificazione premio strega – Berlusconi rientra nel cortocircuito dell’ironia nei confronti di chi taglia giudizi con l’accetta, squalificando così tutta una serie di autori validi (citati in parte da Alcor nel post sull’invidia in rete). la questione che pongo è dunque questa: possibile che non si riesca ad apprezzare e condividere pubblicamente, con semplicità, la gioia di uno scrittore per molti versi vicino a noi, del quale abbiamo letto tanto in rete, in quegli stessi spazi in cui ci ritroviamo ogni giorno? riguardo a facebook: c’è chi si vanta di essere duro e puro e poi impazza in quel luogo virtuale che di duro e puro non ha niente.

  7. lucy said

    infatti, fabrizio. il tema dell’invidia si riduce e riconduce unicamente all’incapacità di “apprezzare e condividere pubblicamente, con semplicità, la gioia [in questo caso] di uno scrittore”. per essere o restare credibile uno scrittore premiato dovrebbe rifiutare il premio, o scoppiare a piangere o assumere un qualche altro atteggiamento contrario? quello che manca in “questo” mondo e in generale nel mondo reale è la semplicità e il coraggio di gioire per uno più bravo, più grande. siccome nessuno se la sente di dire a TS non mi piaci – ché sarebbe ingiusto e troppo scoperto – lo dicono al premio, alla casa editrice (triplo slurp!!!), al paròn della casa editrice, paròn del premio per una inventata lì per lì proprietà transitiva. ma quando crescono ’sti “intellettuali”, quando? passeranno dritto dritto dall’asilo d’infanzia alla casa di riposo.

  8. Giocatore d'Azzardo said

    Sto ridendo e la “polemica”, nata in rete e generata dalla vincita dello Strega da parte di Scarpa, mi pare significativa. Personalmente non lo conosco, ho letto qualche articolo suo, un libro che non mi è piaciuto, ma tutto questo cercare di tagliare a fette intenzioni, invidie o glorificazioni, mi pare francamente eccessivo. Non credo che comprerò Stabat Mater, non è un genere che mi piace, ma cavolo: complimenti a Scarpa.
    E, detto fra le righe, sono le stesse discussioni che si ascoltano nel foyer dei Casinò dopo le partite: inutili.

    Blackjack.

  9. Manuel Cohen said

    o forse, invece di quella lunga teoria di equazioni, che comunque denotano una fondamentale mancanza di stima nei confronti del genere umano e, nella fattispecie, del soggetto (T.S.), sarebbe il caso di ricordarsi che: TIZIANO SCARPA è dotato di libero arbitrio, è agente prima che agito, e che probabilmente,e auspicabilmente, Tiziano SCARPA è di TIZIANO SCARPA.punto.

  10. geniale. la mia vocazione è nata precisamente da questo: una fondamentale mancanza di stima del genere umano (è ironico, eh!).

  11. grazie a Lucy e al giocatore.
    fabry

  12. angelo petrelli said

    Ora scrivo una banalità che, probabilmente, è condivisibile e ritenuta affermazione vera dai più: Tiziano Scarpa è uno scrittore di valore.
    Preso atto di questo, la cosa interessante sarebbe quella di capire quando e in che modo la sua esperienza, la sua attività nei/per i blog gli ha consentito di scalare le vette del successo “politico letterario”- o, forse, quest’esperienza non centra niente con il resto della sua carriera (fatta anche di NI e “il primo amore”)?

    Questa è sociologia della letteratura o sociologia della comunicazione?

    Ditemi voi.

  13. bisognerebbe chiederlo a Tiziano, Angelo.

  14. luminamenti said

    Secondo me era considerato uno scrittore di valore prima ancora che ci fossero i blog. Ma Internet usato sapientemente non può che giovargli. Ma escludo che c’entri un mazzo con il premio Strega vinto. Ha vinto perché era già considerato uno scrittore di valore – che a me purtroppo non piace – nel mondo degli addetti di lavoro e con un pubblico di nicchia, solo che a seguito delle polemiche che ci sono state ultimamente sul Premio Strega, questo fatto ha determinato di considerare diversamente gli scopi del premio. Probabilmente non si sono messi d’accordo e allora hanno premiato di più il suo valore.
    Ma si pentiranno presto – quelli del premio Strega -
    Per un grande editore – che deve badare ai conti, è più intelligente far vincere La Solitudine dei Numeri Primi, uno sconosciuto che ha scritto un libro scorrevole, niente di eclatante, ma con tutte le caratteristiche narrative da “Grande Pubblico” come piace a Garufi, quindi sfruttabile al massimo delle potenzialità con il lancio pubblicitario del premio strega.
    p.s Personalmente considero Daniele Del Giudice uno scrittore straordinario

  15. Di Berlusconi. Il dubbio non dovrebbe neanche passare per la testa.
    Se fai un bagno nel mercurio non si può pretendere di uscirne come prima. Se ne esce, forse, come zombie.

  16. ezio said

    Secondo me ci si dovrebbe chiedere (e forse chiedere a Scarpa, che sono l’unico a non conoscere, pare) non qualcosa circa le qualità di Scarpa, su cui mi pare si è quasi tutti d’accordo, ma qualcosa circa il significato politico-culturale di una cosa come il premio Strega, e di metterlo in rapporto con il contesto culturale italiano di oggi e della narrativa in particolare.
    In altre parole. La cricca dello Strega, sbertucciata qualche anno fa dallo stesso Scarpa (http://blogorrea.splinder.com/post/20907728) resta un cricca “pericolosa” anche se premia Scarpa, o per questo si è redenta? O “pericolosa” non lo è stata mai e Scarpa parlava, allora, per pura invidia? (e se parlava per invidia Scarpa perché non è legittimato a parlare per pura invidia chiunque altro ora che Scarpa ha vinto lo Strega che sbertucciava?)
    Le cose, mi pare, stiano in un modo un po’ più complesso della buonista interpretazione: Scarpa è bravo viva Scarpa viva lo Strega che lo ha capito.
    Ezio

  17. a un rapido sguardo mi sembra che la sua critica sia rivolta solo alla vittoria di Siciliano, personaggio abbastanza diverso dallo Scarpa in questione.
    per questo lo Scarpa in questione potrebbe essere una novità, rispetto al paludato Siciliano di allora.

  18. Carlo Cannella said

    A uno sguardo piu’ approfondito la sua critica mi sembra rivolta alla letteratura in alta uniforme, che hanno diritto d’indossare solo “gli uomini di potere, le star dei media, i padroni del circo e le loro bestie ammaestrate”.

  19. appunto

  20. Il problema è che oramai – smentitemi! – lo Strega è fortemente inflazionato, anche solo rispetto a 20 anni or sono. C’è una differenza di qualità abissale fra “Chimera” di Vassalli e “Come Dio comanda”. Il paragone per me non è nemmeno lontanamente possibile, sia sul piano pratico che su quello teorico. COn Vassalli siamo di fronte alla Letteratura, con Niccolò siamo di fronte a un thriller lineare, ma niente più di questo: che abbia vinto lo Strega è perché commerciabile, film a parte che in ogni caso è stato un mezzo flop e qualcuno spera di rifarsi con le vendite dei DVD. Per tre anni vince Mondadori. Che pensare? Al monopolio che l’editoria italiana subisce. Non è un mistero, è acqua calda dire che Mondadori controlla l’informazione, dei giornali e dei premi, dell’editoria. Ha in mano tutto. Certo c’è la favola – a cui nessun pinocchio oramai più crede – che tra le fila di Mondadori ci sarebbero i grandi anarchici e i grandi comunisti rossi rossi che promuovono a loro rischio e pericolo libri di qualità. Una favola appunto ma oggi ancor meno di questo. Nessuno è scemo. Come si fa a dirsi contro questo e quello per poi finire di propria volontà in bocca, cioè in culo al leone? Se vuoi vincere qualche cosa, un premio come lo Strega o un Campiello, devi per forza imbastardirti con Mondadori o suo affiliato. Einaudi era un grande editore, negli anni Settanta, nonostante errori non poco grossolani anche allora. Da quando è sotto Mondadori, RIP. Non a caso Scarpa si preoccupava in una intervista che erano già 2 anni che vinceva Mondadori, che se avesse vinto una terza volta gli altri editori se la sarebbero presa a male, quindi dispiaciutino diceva che comunque era nella cinquina e si poteva dire soddisfatto. Diciamocelo chiaro e tondo: ha vinto Mondadori puntando su Scarpa. Ma stavolta ha sbagliato la puntata per quanto ha già mirabilmente spiegato Luminamenti.

  21. Beppe, Scarpa ha sempre pubblicato con Einaudi. un duro e puro dovrebbe pubblicare con un’altra editrice? quale? è riconosciuto da (quasi) tutti che Berlusconi non c’entra niente in questa storia. un duro e puro, piuttosto, dovrebbe stare fuori da tutti i giri che puzzano di potere: per questo ho fatto l’esempio di FB.

  22. Sull’orbe terracqueo non c’è nulla di duro e puro, forse solo le pietre, i minerali. Vero che possono far male, ma tendono a spaccarsi, a sbriciolarsi, a ridursi in polvere…

    p.

  23. Affermare che tizio è o no un “duro e puro” è ridicolo. Ma è una vera superiorità?

    Ancor più sciocco presentarsi così e accusare gli altri di essere pupazzi nella mani di caio. In ciò vedo un delirio di onniscienza. (E la sincerità di un uomo è la più raffinata ipocrisia)

    Analizzare, poi, il grado di coerenza, o peggio la morale, di uno scrittore (è pur sempre un uomo) è pericoloso. (Perché Pasolini scriveva sul broghese “Corriere della sera”? Naturalmente, io so).

    E, soprattutto, che c’entra con la letteratura?

    Francesco

  24. Mi risulta che Einaudi sia in mano a B. da un po’ di anni. Tanti tanti anni. Non è che diventata ieri di B. In tutto questo tempo S. avrebbe potuto accettare di pubblicare per un altro editore. Era solo una questione di volontà. Di editori non legati a B. ce ne sono. Ma se uno pubblica per Mondadori e affiliati è chiaro che la “sua propria volontà” è quella e non un’altra. E non dico che non si debba pubblicare con Mondadori: ma è perfettamente inutile spacciarsi per un duro, per un rosso, per un puro, se poi il tuo domicilio è ad Arcore o nei paraggi. S. è tutt’altro che un puro: uno con il piede in due staffe si dice a casa mia. Comunque non è il solo. E’ in buona, o pessima, compagnia. O fai come Vassalli che ha deciso di non partecipare ai premi: questa è coerenza davanti a cui mi scappello. Quando uno capisce e sa che certe logiche sono malate le rifiuta. La possibilità di rifiutare ciò che è sbagliato c’è se c’è la volontà. A S., come del resto a tantissimi altri che al pari di lui si spacciano per dei puri e dei duri, manca la volontà. Manca perché l’importante alla fin fine è essere con Napoleon, come ci insegna Orwell nella Fattoria degli animali. Tutti uguali, certamente, ci mancherebbe altro: però meglio essere e stare con i maiali che sono sì degli animali ma più uguali degli altri animali nella Fattoria orwelliana.

    E c’è modo e modo di utilizzare FB, che comunque è un social network. Ieri c’erano le ML che andavano forte e che servivano a fare conoscenze e a farsi conoscere. Oggi FB è poi solo una ML allargata con una interfaccia grafica. Ma c’è modo e modo di essere in FB, perché volendo potrei diventare amico di cani e porci e nel giro di pochi giorni raccogliere 2.000 amici. Ma io che sono come sono, non solo non accetto richieste di amicizia. Ma molte le ho tagliate via a calci nel sedere, senza alcuno scrupolo. Prova a chiedere se non è così, caro Fabry. Un frequentatore qui che era tra i miei amici in FB puo’ confermartelo. E insieme a lui ho fatto fuori un po’ tanti altri personaggini dubbi.

  25. Beppe, fammi anche solo un elenco delle cose che mangi e bevi, e ti dico tutte le porcate che ci stanno dietro.
    concordo Francesco.
    grazie Paolo.
    fabry

  26. Giuseppe,

    Vassalli “ha deciso di non partecipare ai premi” (non so se sia vero)… dopo averne vinto alcuni, però.

    Inoltre, non mi risulta che Scarpa vada in giro dicendo che egli è il nuovo Che Guevara della letteratura italiana.

    francesco

  27. dp vuol dire doppia penetrazione o centofanti

  28. o debole pensiero.

  29. lucy said

    se i duri e puri, i rossi, gli scrittori che piuttosto si spezzano ma non si piegano, non pubblicassero più presso le majors, sui banchi delle librerie avremmo in breve solo classici ai quali non gliene può fregare di meno di b. e dei lettori, poiché hanno altro a cui pensare, belle edizioni per famiglie e signorine, qualche classico (dell’orrore) di destra, titoli di autrici dal cognome doppio (con rispetto, vero, di lamberti b.) a fare impressione. i doppio penetrati/penetranti, o centofanti, emigrerebbero presso i mille piccoli editori di cui pullula la penisola, venderebbero sorprendentemente a bojon, a malo, a strigno, ma non a venezia, trento, vicenza. io voglio raggiungere i libri, nel più gran numero possibile, in buone edizioni senza refusi, augurandomi nel contempo che le presenze “diverse” permangano all’interno di strutture di segno contrario, a garanzia del pluralismo. ciò anche se so perfettamente che non è così e che un piccolo prezzo da pagare forse c’è.
    (h)a LETTO con il nemico.

  30. “dp vuol dire doppia penetrazione o centofanti”, scrisse er Re Leone, ammalapena entrava drent’ar portone.

  31. angelo petrelli said

    Questo discorso sui “duri e puri” è deficiente alla base.

    Come ben sapete, o si pubblica per B. o si pubblica per le stamperie a pagamento (quasi tutta la media-piccola editoria nazionale). O, diversamente, non si pubblica affatto, almeno in Italia.

    Quando uso il verbo pubblicare, intendo: “pubblicare per essere letti”.

    Non mi sembra che ci sia una scelta da fare: chi sono questi scrittori duri e puri “attualmente” leggibili nel nostro paese?

    Se mi fate qualche esempio forse capisco di cosa si discute.

  32. Non sono ancora diventato una capretta, quindi non mangio la carta. Vedila così, caro Fabry. Anche se coi tempi che corrono mi sa che alcuni tipi di carta – non inchiostrata – sarebbe comunque meglio dei quello che ci fanno ingerire. Però sono quasi del tutto vegeteraniano. Carne bianca. Tanto pesce, ma fresco, perché se congelato mi fa sboccare. Poche uova, nemmeno una dozzina all’anno. Grossomodo è questo quello che mangio. Cerco di comprare ai banchi dei contadini al mercato, pagando un po’ di più ma se non altro mangio roba forse più genuina. Resta il fatto che una capretta non sono. :-) Orso sì. :-D

    Sì, ha vinto qualche premio Vassalli, tutti ampiamente meritati. Se non lui, chi altri? Se leggessi con un minimo di attenzione, cara Francesco Sasso, avresti letto che per me l’ultimo premio Strega meritato è quello a Vassalli per “Chimera”. E ho anche specificato che da un 20 anni circa i premi, Strega in prima fila, valgono quanto la capocchia d’uno spillo o meno, perché frutto molto più di ieri di trappole/accordi editoriali.

    Non mi sembra che S. sia stato in silenzio. Non mi risulta. Io ho letto un gran battage, gran popò di interviste a S. fino a un minuto prima dell’assegnazione dello S. Poi non so. Perché me ne sono fregato di sapere. Ma non credo proprio sia rimasto in silenzio. Né avrebbe dovuto. Non lo sto processando. Dico però che se avesse voluto avrebbe potuto scegliersi un altro editore, giacché Einaudi è di B. da tanto tanto tempo e le conseguenze del passaggio si sentono e in maniera pesante di brutto. A me S. non piace per niente. L’ho detto da sempre, dal tempo del Kamikaze che è una delle più grosse rovine per le lettere italiane la sua scrittura, quindi… trasparente e coerente con quello che da una vita sostengo.

    Poi magari farà pure i soldi.
    Glielo auguro. Di vendere. Di fare successo. Da togliersi dalla nicchia, giacché restando in Einaudi, accenttando il premio S. ha fatto una scelta, una scelta sia per S. scrittore sia per S. uomo. Spero per lui che ne sia valsa la pena.
    Ma i miei auguri non devono essere scambiati per altro: S. non mi piace, come scrittore. E non posso farmelo piacere essendo che ravvedo nella sua scrittura buona parte di tutto quello che ho sempre detestato e additato come un male per la Letteratura.

    Boh, non ho altro da aggiungere anche volendo. :-) Vo’ a mangiare un paio di extrastrong. :-D

    Ciao ciao

  33. “Se leggessi con un minimo di attenzione,” [fatto, n.d.r.]

    cara Francesco Sasso, [sono tutta tua, n.d.r.]

    avresti letto che per me l’ultimo premio Strega meritato è quello a Vassalli per “Chimera”. [avevo capito bene, n.d.r.]

    Giuseppe, credimi, non pretendo di aver ragione.

    francesco

  34. lambertibocconi said

    No “Chimera”, sì “La Chimera”.

  35. scusa o francesco (sasso) ma o centofanti si difende benissimo da solo.

    ripeto: la mia polemica non è su scarpa o sulla einaudi che è di berlusconi. è sul fatto che in un blog letterario è stato fatto uno spottone pubblicitario peraltro inutile. poi o sasso i meriti di o centofanti io li conosco e li conoscono in tanti e tali. ma l’operazione mi è parsa di dubbio gusto, o sasso.

    con o centofanti, per i gossipari del wen, ci siamo scritti con affetto: io mi arrabbio e lascio per dei principi, ma non posso buttare a mare un rapporto personale e di collaborazione che è stato spesso bello. non so se mi sono (o sasso) spiegato.

  36. del web.

  37. dimenticavo: non mi ritengo un duro e puro. sono, o amici, un peccatore.

    ma seguire libri un po’ meno pubblicizzati? non ha neanche senso la cosa che anni fa tiziano se la prendeva con lo strega e ora lo vince. nella vita si cambia, e sfido chiunque a rifiutare un premio del genere.

    e dunque, o amici? accorroni getta fango (o accorroni, ma non ti vergogni? eh no, no) su nazione indiana, e parla di invidia del web. ecco, Lpels parla dello strega con uno spottone da far rizzare i peli e con un pezzo che parla della supposta invidia… oh dio.

    o dio.

  38. Franz, quoto me stesso quando scrivo:
    la questione che pongo è dunque questa: possibile che non si riesca ad apprezzare e condividere pubblicamente, con semplicità, la gioia di uno scrittore per molti versi vicino a noi, del quale abbiamo letto tanto in rete, in quegli stessi spazi in cui ci ritroviamo ogni giorno?
    l’intenzione è questa.
    se poi tu vuoi vederci altro libero di farlo. siamo in democrazia, grazie a Dio (lo scrivo con la maiuscola per antica abitudine).
    ringrazio Francesco per il sostegno. ogni tanto anche a un prete fa bene sentirsi sostenuto.
    un abbraccio
    fabry

  39. Errori di battitura a parte.

    Ecchecavolo, non sono il solo a come Te RE orrori battendo. Sulla pastiera. :-)

    Se ti fa piacere, caro Francesco puoi scovare tutti i miei erro ri di batti tu RE qui e altro RE. :-)))

    Il discorso è: 20 anni fa lo S. aveva ancora un senso. Oggi non più. Ieri valeva la pena di accettarlo, perché si guardava alla sostanza anche. Oggi non più.

    Ora, scusa, ma ho altro a cui badare.

    ‘Sera signore e signori :-)

  40. o Franzo, è naturale: te ne meraviji? Quanno se trova mmiez’a nu pasticcio… dico, commento mica bello, appena ntiso… brrr… presa ‘e na tala manera…

    o Giuseppe, ma io sto a scherzà, perdinci e rindina!

    francesco

  41. Alessandro Ansuini said

    Questa equazione varrebbe se DP prendesse soldi da FB. e invece no. si mischiano piani differenti. DP potrebbe usare FB per parlare male di B. Non mi pare che gli intellettuali italiani invece alzino la voce contro B., perché sennò non li fa più pubblicare.(cfr Saramago) questa è la questione morale: a questo punto, gli intellettuali scrittori italiani, dovrebbero, con integraità, rifiutarsi di pubblicare per B.? Ma lo fanno tutti, è la loro risposta. ma che ce frega, è la risposta. E pirandello? è la risposta. E sia. Dunque si continui a parlare male di B. su FB, ma quando c’è da mangiare, in riga. Che si tengano separati però i DP da gli altri. almeno questo gli sia concesso.

  42. Ecce Dama

    COMMENTO A DETTA DI METALLA/POSTILLA

    @ Tiziano Scarpa:
    preciso e premetto che non conosco né il Suo *cursus* né la Sua Lettera che tanta Strega scarlatta e scatena una polemica che non mi chiama in causa. Non essendo io – non essendo “persona informata dei fatti/scritti”. Non essendo io – non essendo non volendo essere nel codice a sbarre. L’annosa etichetta è colla è stampa che cambia che scivola. Preferisco il marchio che mi marchio, da sola – grazie mille! Le dico solo che non so e non me ne curo: se Gigi D’Alessio [ impazzisse e ] pubblicasse il mio verbo metallico, mi creda: nessuno dei metallari farebbe mostra di borchie urlando *all’atto blasfemo*!Prima del “bollo/bollino” ci sono le [mie] bollette. Sad but true – per noi miseri feti in fieri [siamo/siano autori/attori/ cantanti/chitarristi] il problema non è pubblicare/incidere con chi, non è chi pubblica/promuove chi, bensì: trovare quel chi che ci paghi! [Che il mio callipigio didietro è un po’ provato…]

    @ Fabry:
    credo. Omnia munda mundis. Credo davvero che sia così: tutto è puro per i puri [pure: ognuno si deve gestire la propria purezza la propria persona e la propria pagina nella palude della propria coscienza e ciclostilare in proprio la purezza di parole passi e prassi]. Forse *lo* credo solo perché da tempo ho divorziato dal mio corpo, forse perché da tempo non abito più le mie ossa. Forse perché puoi rotolare un guscio nel fango, immergerlo nell’inchiostro, perderlo nella polvere – ma dentro al guscio è sodo e saldo quel nucleo rosso che pulsa vita – pura.
    Forse mi sbaglio ma se ancora credo lo devo a te, ai come te. Perciò: grazie. Nell’abbraccio.

    @ Franz:
    “Duri e Puri” ai miei timpani metallari riporta quel quando si cantava la numero cinque: Proud to Be Loud! Come riporta il verso Pantera: PROUD TO BE LOUD PROUD TO BE LOUD/YOU KNOW I’M PROUD/PROUD TO BE LOUD [e so benissimo di essere mono-tona nel borchiare sempre e – comunque – non cambio: musica]. La dignità è l’orgoglio di una voce vera. La fiera è la potenza di un ruggito che non perde MAI la sua dignità. Un growl in gabbia o un growl nella sabbia rimane sempre un growl. Purché sia puro. Degno e puro [ ché *duro* ormai è titolo che mi molesta quanto *giovane* per la solita *esibizione di attributi*]. Ognuno poi si gestisca la sua rabbia come meglio crede. Personalmente non ho mai visto in questo sito piegar le rotule per atto che non fosse: di preghiera. Penso sia ancora auspicabile quel poter parlare/pubblicare di/quel che più il soggetto [Homo Scribens] desidera. Tanto la rete è piccola e la gente mormora… La gioia è nello scrigno del ragno!

    @ Francesco Sasso:
    chiudo [mi chiudo] nell’abbraccio. Per te

    Chiara

  43. chiara, non ho capito quasi nulla, abbi pazienza. puoi darmi direttamente dello stronzo, comunque: non mi offendo.

  44. grazie Chiara, per me è così!
    Ale, pare che FB sia un organismo di controllo.
    abbracci
    fabry

  45. E’ lo so fabry mi piace illudermi di vivere in un paese libero e di poter dire quello che penso liberamente. quindi mi schedassero, tanto siamo tutti volontari.

  46. @ Franz:

    non ti preoccupare, sono r’Assegnata [e non mi rassegno e non mi pento della mia non lingua]. Pure: conosci il cursus di dainiana impronta – abbastanza da sapere che rigavo solo un mio sentire. Chi davvero stronzeggia e mi strema è l’ennenismo editorimbecille che vorrebbe trasformare il mio ultimo [con]torto tessuto in una “piùvendibile piùcapibile” storia d’ammmore [pietàdime!] – “rosa come un romanzo di poca cosa”! Ti saluto nel verbo Vinicio: perfetto dal dolore/perfetto dal suo cuore/perfetto dal dono che fa di sè

    @ Fabry:

    a te che so per te è così perché tu sei

    nel bacio

  47. Pasquale Giannino said

    Per carita’, scrittori a cui i premi letterari fanno schifo ce ne sono, addirittura Jean Paul Sartre rifiuto’ il Nobel. Ma non ho capito, questa e’ la regola per essere considerati degni di chissa’ quale riconoscimento di coerenza e duropurismo?… E poi, pubblicare con Einaudi-Mondadori (dunque con Berlusconi secondo uno scontato sillogismo) cos’e’, un “atto criminoso”?… Vuol dire che non sei piu’ duro e puro?… Ma se davvero sei duro e puro come affermi di essere allora non devi andare nei centri commerciali a riempire il carrello di schifezze, non devi andare al cinema, non devi usare il telefonino, il computer, internet e devi rinunciare a un mare di altre diavolerie capitalistiche. Allora, il discorso della coerenza lasciamolo stare per favore, c’e’ ben altro di cui indignarsi nel nostro paese che della mancanza di coerenza o di duropurismo degli intellettuali (come se poi uno nel corso dell’esistenza non possa cambiare opinione: onestamente, io temo di piu’ quelli che si attaccano ai principi e non li smuovi neanche di un millimetro: la vita e’ leggermente piu’ complessa di quella rappresentata dai principi e dagli schemi). E poi, avanti, quanti di voi antiberlusconiani, avendone la possibilita’ si rifiuterebbero di pubblicare con Mondadori/Einaudi o di accettare un premio cosi’ prestigioso? Chi e’ senza peccato…

  48. malù said

    A proposito di Facebook

    http://www.nytimes.com/2009/08/30/magazine/30FOB-medium-t.html?_r=1&em

    c’è chi fugge

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