La porta in faccia
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 22, 2009

Ero arrivato con l’angoscia dei conti in sospeso. Da quando è morto don Mario ho perso il padre spirituale della vita, quello che non cambieresti nemmeno con il papa, forse solo con Gesù in persona. E’ difficile confidarsi, ricostruire una storia, darsi in pasto di nuovo, dall’inizio. Mi ero prenotato per celebrare ieri, in Santa Casa, alle undici e quarantacinque. All’ultimo momento ci sono stati problemi: troppa gente, diceva il sacrista, c’è il rischio che bestemmino se arriva il prete a dire messa. Bella roba, ho pensato: bestemmiare se si celebra la messa. Alla fine ce l’ho fatta: erano contenti, nessuna imprecazione. Tornando in sacrestia, la porta era sbarrata. Ho suonato ripetutamente, neanche l’ombra di un frate. In questi casi c’è un messaggio, che ho interpretato così: devi confessarti, altrimenti ti si chiudono le porte. Nel pomeriggio torno in basilica. Vado in Santa Casa, snocciolo il rosario, poi mi fermo davanti alla cappella francese, quella con il tabernacolo dell’adorazione. Vicino a me c’è un prete, lo squadro, per vedere se può fare al caso mio. No; dove lo trovo un altro don Mario? Mi alzo, me ne vado. In quel momento si alza lui, mi chiede: può confessarmi? Ci sediamo. Mentre lui parla, mi decido: dopo, mi confessa lei? E’ un tipo serio, di poche parole, ben pesate. Impartitami l’assoluzione, mi domanda: di che diocesi è? Di Roma, e lei? Sono il vescovo di ***.
Caro don Mario, mi hai mandato un vescovo. Fai le cose in grande, come sempre. I conti in sospeso sono sistemati. Domani la porta la sbatteranno in faccia a qualcun altro.














Stella Maria detto
CIAO Fabrizio,
sorrido pensando ad un vecchio detto popolare: “Dio chiude una porta ed apre un portone!”
alla fine è vero che la saggezza popolare non sbaglia mai ed è voce di Dio.
comunque don Mario ti conosce bene e anche da lassù opera per te:-)
Salutami i sacerdoti della Santa Casa.
Stella
lucy detto
è sempre curioso quello che racconti, mostra un punto di vista inusuale: “il prete: questo sconosciuto”. don mario non fa le cose in grande: si adegua alla grandezza del suo pupillo, non gli fa mancare niente.
Raimondo detto
Caro don Fabrizio,
non ho parole, solo una grande commozione ed un continuo prendere atto del dono che mi ha fatto il Signore nell’ avermi fatto incontrare nuovamente don Mario a Loreto, con tutto ciò che ne è seguito ed un ringraziamento a don Mario di avermi fatto incontrare e conoscere te.
f&r detto
“E’ difficile confidarsi, ricostruire una storia, darsi in pasto di nuovo, dall’inizio.”
come è vero!
sermpre pagine straordinarie le tue, fabry
grazie
f&r
Titti detto
Caro Fabry,
grazie per questo commovente, bellissimo post e per aver condiviso con noi la porta in faccia. Ora non ti resta che confessarci tutti per farci rinascere dall’alto, insieme a te!
A presto, spero,
Titti
P.S.
Ciao DOMMA, continua a proteggerci sempre!
fabrizio centofanti detto
grazie cari.
sto cercando di farmi passare il mal di testa, ma non c’è verso.
avrei bisogno di un mese di pausa, credo.
questi piccoli grandi regali, però, sono più importanti di un’emicrania:
danno sapore alla vita e un senso alla storia.
un abbraccio
fabry
Carla detto
bisogna sempre avere il cuore aperto…
Anna Maria detto
L’altro giorno ti scrivevo che ogni tuo post non manca di lasciar traccia. La traccia lasciata da queste tue parole è di quelle che ci si affiancano per restarci sempre accanto. Poi siamo noi a decidere se vogliamo accoglierla, farla cifra della nostra esistenza. Non è solo commozione quella che si prova nel leggerti, è sollievo alla preoccupazione, è gioia di un riconoscimento, è gratitudine per un segno profondo che segue vie insondabili ma certe.
Francesca detto
Caro Fabry,
le preghiere, che nascono dal profondo del cuore, vengono sempre ascoltate.
Don Mario ti è sempre accanto e ti ascolta :)
Ti abbraccio forte
fabrizio centofanti detto
grazie Francesca: ci credo anch’io, eccome.
un abbraccio
fabrizio
fabrizio centofanti detto
grazie Anna Maria!
si va avanti anche perché si ricevono sostegni come il tuo.
Ari detto
Caro Fabrizio don, grazie di questa condivisione. Scrivi cose vicine; “l’angoscia dei conti in sospeso” rende molto l’idea di quello che ci prende il cuore nei momenti di preoccupazione. Ti guardi intorno e ti senti solo e tutto sembra dirti che ciò in cui credi non è poi così vero, ti senti addosso il peggio della realtà che ci sta intorno…poi qualcuno chiama, qualcuno ci tira. In effetti Domma faceva così, ci tirava e scoprivamo buone cose..
Nonostante la stanchezza e il mal di testa sei un validissimo prete, fai venire buoni pensieri.Cercherò anche io di confessarmi al più presto, (..ma non in quell’orribile confessionale con cui hanno sostituito DM)
;) Saluti grandi, Ari
Alessandro Seri detto
è una tra le cose più belle che ho letto negli ultimi mesi, come se fossi lì, anche se lì ci sono tante volte. Se tu sei qui, come penso da questo scritto, direi che è il caso di sorrdierci faccia a faccia. Che dici?
fabrizio centofanti detto
Ari, quei confessionali li toglierò appena possibile. grazie!
Ale, sono agli sgoccioli di questi pochi giorni lauretani:
proprio ora che cominciavo a sentirmi meglio!
funziona così, e ringrazio anche di questo.
un grande abbraccio
fabry