La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

In luce

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 26, 2009

da qui

E’ una splendida giornata, percorsa a tratti da nuvole chiare. E’ bello correre così, con la luce che sembra stenderti un tappeto di velluto; hai persino il tempo di guardare gli alberi, gli uccelli che decollano e atterrano a ritmo regolare, come in un gioco. Il mondo, a volte, è un paradiso dove nulla può scalfire la tua voglia di vivere. Cosa potrebbe spezzare l’incantesimo, quale oscura mossa del destino dovrebbe eludere la naturale protezione di un’anima serena? In fondo è quello che temiamo: un’epifania del male in forme imprevedibili, una molla d’ammortizzatore, per esempio, che si stacca dalla macchina di fronte, rimbalza senza darti il tempo di capire e ti ha già sfondato il casco, il bulbo oculare: fai in tempo a chiederti se sia volere di Dio, come qualcuno afferma, o solo impotenza dell’uomo, incapace di far stare una molla al posto giusto, impedirle l’assurda iniziativa di colpire a tradimento l’amico che ti segue. Mi ricorda tanto qualcosa, tutto questo: una tragedia, una canzone, la fatalità dell’errore che deve sapersi umano fino in fondo per liberarsi in luce.

11 Risposte to “In luce”

  1. augusto detto

    Ayrton, Felipe, due brasiliani, una macchina , anzi un bolide, la velocità folle, i bulloni, le ruote, le molle che si staccano e la musica della vita che si fa fuoco aria, vento, tempesta, sangue…dramma, tragedia, incidente…poi diventerà una canzone , emozione rivissuta , nostalgia , saudade brasiliana. Ma Felipe ora sembra che stia bene, grazie a Dio. E lo invoca e lo dice anche lui , grazie Dio, e lo prega come fanno i brasiliani, guardando il cielo , nel punto più alto, e baciandosi le nocche delle mani tre volte tre. Ayrton invece se ne è “ghiuto” , ha voltato l’angolo per sempre , ed è un mito del nostro tempo, della nostra storia , è il “santo corridore ” , sta nell’empireo o nel parnaso, dove vanno gli eroi che muoiono giovani, se ne sta beato nella coscia del vecchio Dio , e s’affaccia di tanto in tanto nelle nostre memorie con quel viso bello e quel sorriso triste di chi sa di dover morire presto.Ma quello è il suo destino.
    Tutto bello , Fabry, quel che tu hai scritto, come sempre, del resto , ed è bella la canzone. Grazie.
    Augusto

  2. grazie Augusto: l’ho scritto in margine a un articolo del Corriere della sera, che identificava una serie di disgrazie col volere di Dio.
    la vedo diversamente, come sai.
    un abbraccio
    fabrizio

  3. bella questa “messa in parallelo” di due assi del volante, brasiliani; uno, il migliore di tutti i tempi, morto per una fatalità “tecnica” ormai 15 anni fa. l’altro, il ragazzo, salvo per miracolo pochi giorni fa. in un breve pezzo, veloce come un giro di pista, una domanda e una risposta: dio non può volere il male dell’uomo.

  4. titti detto

    Caro Fabrizio, non so perchè ma non sono mai riuscita ad imputare agli altri la responsabilità dei miei fallimenti, nè credo che Dio intervenga nella vita degli uomini con una tranciante sentenza di morte. Credo piuttosto che ciascuno di noi abbia un un cammino individuale da percorrere, un sentiero tracciato che è solo suo, forse perchè è prezioso comprendere che non siamo qui per caso, e che la vita ha sempre un valore inestimabile, comunque venga vissuta e qualunque sia il suo traguardo. In questa visione la morte è solo un iter obligatus, e non è tanto importante come si muore, ma come si arriva alla morte, quanto siamo riusciti ad esorcizzare in vita il concetto di “fine”, le paure e le ansie che sono come piccole morti preannunciate, invalidanti paresi psichiche che non ci consentono di respirare, di gioire, di muoverci ed amare.
    E’ così che la morte esercita il suo potere divorante sulla vita, togliendoci ogni giorno forza, autonomia e fede nel domani. In definitiva credo che più temibile della morte sia
    per l’uomo l’incapacità di vivere, la mancanza di coraggio,
    l’arrendersi a un domani senza speranza.
    Il sottile timore che si verifichi un evento tragico, anticipa il lutto dell’anima, e stronca l’energia vitale.
    La morte è sì una tappa importante e ineludibile, ma la vita su questa terra è splendida e unica, perchè sprecarla in inutili e sterili fobie?
    Quanto agli incidenti, purtroppo si verificano spesso, la responsabiltà è certamente solo umana, ma non possono essere evitati! Ci si può sforzare di essere più attenti, si può migliorare la perizia tecnica, ma non si può evitare l’inevitabile, il mondo non è perfetto!!!
    Lasciamo quindi che il Signore dia un senso all’umana esistenza, e cerchiamo di non attribuirgli responsabilità cieche e limitanti!!! La morte esiste, dobbiamo farci i conti, e forse solo accettandola serenamente, possiamo vincerla e stroncare la sua presa devastante sul nostro cammino evolutivo.
    Sono d’accordo con te,
    grazie per quest’articolo molto bello,
    un abbraccio,
    titti

  5. Franz e Titti, grazie di cuore.
    dare un senso spetta a noi, senza scaricare su altri le incongruenze della vita.
    così ci si apre un po’ alla volta a un orizzonte di luce.

  6. Titti DD - the original detto

    Caro Fabry,
    i tuoi post sono sempre speciali! Grazie di cuore.
    Ringrazio anche la mia omonima per il suo commento appassionato e veritiero.
    Titti DD – the original

  7. grazie, original Titti!
    e speriamo soprattutto che i problemi che conosciamo si possano risolvere presto!
    un abbraccio forte
    fabry

  8. titti detto

    Cara Titti DD,
    ti ringrazio tanto, comunque volevo dirti che anch’io sono
    una Titti DOC.
    un saluto speciale,
    titti ( of course )

  9. grazie a Titti & Titti!
    original couple!
    abbracci DOC
    fabry

  10. monicamazzitelli detto

    E’ sempre dura dire di un atleta che è stato il più grande di tutti, ma a volte lo concede l’ineffabile qualità umana della persona, quel qualcosa che oltre alla prestazione aggiunge una fibra di perfezione, di luce. Ayrton per me è questo; è anche una scelta quella di dire che sia stato il migliore, mi rendo conto, ma la sua grandezza finora è davvero imbattuta.
    Grazie per questo post, mi commuovo sempre pensando al primo maggio 1994, e a tutto credo tranne che Dio abbia voluto fargli del male. L’avrà anzi tirato via da quella oscena monoposto inguidabile un istante prima dell’arrivo del piantone dello sterzo contro il suo casco amaranto. Io almeno credo che sia andata così.

  11. è bello pensare che sia andata così.
    in un certo senso, sicuramente è andata così.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.135 other followers