Tra qualche minuto il bambino attraverserà le fronde, inizierà a correre come colto da un convulso furore spiegabile solo con la follia della sua orribile infanzia, poi guarderà il cielo per un motivo che io soltanto posso sapere, chiuderà gli occhi feriti dalla solita lama di luce, e infine cadrà nel fosso in volata, piombando di sotto definitivamente. È un trucco antico come il mondo, quello dell’abbaglio, e il fatto che continui a funzionare dimostra ancora una volta che le cose vecchie servono pure a qualcosa. Fra l’altro io sono una di queste. Non propriamente una cosa, diciamo piuttosto una via di mezzo tra l’uomo gigante e forzuto che ero e il mostro rammollito in cui gli anni, senza pietà, mi hanno trasformato con il loro incedere ingiusto. Leggi il seguito di questo post »
Archivio per luglio 2009
L’orco
Pubblicato da adezeno su luglio 3, 2009
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Stabat mater: una vittoria inaspettata
Pubblicato da achillemaccapani su luglio 3, 2009

Quella di Tiziano Scarpa è stata una vittoria inaspettata. Dopo un fotofinish al filo di lana, giocato su una guerra di nervi fino all’ultimo voto. Le camere a spalla che mostravano, lampi spietati di una diretta apparentemente tradizionale, i gruppuscoli degli amici della domenica intenti a compilare le schede, o a elaborare propri calcoli senza aspettare la lettura dei singoli voti da parte di Paolo Giordano, erano l’emblema di qualcosa di diverso. Non era più la cronaca di una vittoria annunciata. Né tantomeno di un esito largamente pronosticato, che peraltro era stato ribaltato nei mesi scorsi.
L’edizione 2009 del Premio Strega, invece di confermarsi quale esordio e suggello di apertura della stagione dei premi letterari nazionali, come suggerito da Franco Di Mare durante la diretta televisiva su RaiUno, si era trasformata in una sorta di action thriller della scrittura, in uno scontro tra due personalità. Tra due autori che, alle spalle, portavano con sé il proprio vissuto, le esperienze maturate in contesti radicalmente opposti. Con un denominatore comune che, al di là della tensione che si respirava durante lo spoglio degli ultimi trenta voti, emergeva in tutta la sua nettezza: il senso del ricordo di come eravamo, quando avevamo dieci, quindici anni. Leggi il seguito di questo post »
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Sopra la nebbiosa vita
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 2, 2009
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E’ che la gente poi ci prende confidenza
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 2, 2009
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Avete presente quando vorreste buttare tutto a mare e siete in un paesino di montagna dal nome sconosciuto, tipo Brecciasecca? Ecco, mi sento così, e penso al politically correct. Mi chiedo chi l’abbia inventato. Qualcuno con la paura di perdere qualcosa. Perché non mandare all’aria un’abitudine asfissiante? Cominciare a scrivere che una poesia semplicemente non ci piace, anche se tutti dichiarano il contrario; o che il reading memorabile, programmato nel tal luogo, il tal giorno e alla tal ora, ci lascia indifferenti. Un poco d’aria fresca, insomma, un minimo d’igiene mentale. Ieri mi ha chiamato un tipo, sbraitando perché un funerale era stato celebrato indegnamente; “quel prete: in galera!”. Gli ho risposto che per andare dentro serve qualcosa di molto più eccitante, e si è calmato. La gente, come cantava la Martini, è matta. Finché non la informate, mica se ne accorge. La gente siamo noi. Ecco perché il politically correct è una scelta discutibile. C’è qualcosa che non va: dovremmo dire solo quello che pensiamo. Urbanamente. Anche a Brecciasecca, dove buttare tutto a mare è un sogno senza senso.
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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.1: Il dono del “logos”. Poesia e pensiero in “Profondo λογός” di Donatella De Vincentiis Fazzino
Pubblicato da giuseppepanella su luglio 2, 2009
Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)…(G.P.)
Il dono del logos. Poesia e pensiero in Profondo λογός di Donatella De Vincentiis Fazzino, Firenze, Polistampa, 2009
«Il samsara è in nulla differente dal nirvāna. Il nirvāna è in nulla differente dal samsara. I confini del nirvāna sono i confini del samsara»
(Nāgārjuna)
0. Breve prologo
Profondo logos non è il primo libro di poesie di Donatella De Vincentiis Fazzino. Nel 2003, infatti, per i tipi dell’Editrice Ibiskos di Empoli (FI) viene pubblicata Vita umbratilis, la sua prima silloge poetica. Di essa il simpatetico prefatore Juri Camisasca, singolare figura di musicista e saggio religioso laico, nella sua breve ma pregnante Prefazione al volumetto) scriverà:
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Thriller
Pubblicato da lapoesiaelospirito su luglio 2, 2009
di Mario Pandiani
Non pensavo di dover scrivere di lui.
Non ho amato la sua musica che agli esordi, e ho seguito le sue trasformazioni come un fenomeno incomprensibile, adesso che è morto ricordo che ha vissuto un inferno, che la sua parabola è difficile da capire.
Delle poche volte che ho seguito le sue vicende so che ricorderò prima di tutto un ballerino strabiliante, c’era qualcosa di puro nel suo modo di ballare.

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Con un brivido gelido
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 1, 2009
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L’azzurro. Di Nadia Agustoni
Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 1, 2009

l’azzurro
di Nadia Agustoni
l’azzurro
l’azzurro è lo stesso
ma nessuno ti chiama
e luce di settembre
è il ricordo
scale che abitavi
porte che aprivi
e quieto il cortile
dove il cane abbaiava al passante
e tu in mezzo alla vita
senza chiedere
con fiori e polvere
e un ridere
come si ride alla morte
senza pensarci.
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La colf
Pubblicato da pamelacanali su luglio 1, 2009
La casa è carina, ma tenuta malissimo. Mi domando come farò a pulirla, con tutto il disordine, la roba in giro. La donna è gentile, mi ha offerto in continuazione pessimo caffè e roba da bere. Mi ha tenuto più di mezz’ora seduta per il caffè a chiacchierare, come se ci conoscessimo da sempre. Invece era la prima volta che la vedevo. Distrattamente mi ha spiegato che ha troppo da fare, a casa non c’è mai e quando c’è ha altro da pensare che mettere in ordine. Quando sono arrivata stava cercando disperatamente un certificato in un mezzo ad una moltitudine di carte alla rinfusa.. Quando sono andata via, si è rimessa a cercarlo. Dubito che lo trovi. Si è meravigliata che, dopo diversi anni in Italia, io non parli ancora l’italiano correttamente, sbagli i verbi e anche molte parole. Leggi il seguito di questo post »
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Dichiarazione d’amore
Pubblicato da Arminio su luglio 1, 2009
la persona che cerchi non è raggiungibile.
invece di sentire la tua voce
scrivo
e sento il rumore che fa il portatile
per sentirsi vivo.
*
la tua faccia
quando compare nel film della vita
viene voglia di entrare dentro la pellicola
e stare lì come una nuvola
una sedia, una matita.
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