La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per agosto 2009

Le città invisibili

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 7, 2009

le città invisibili

di Anna Pannega

Un debito con un amico, a Fabrizio da Anna, lettrice.

Era il 2005 quando ho saputo che a Palermo, città di sole e di bellezza, ci sarebbe stata una mostra di Pedro Cano intitolata “Le città invisibili”, ho pensato subito che fosse uno di quei regali inaspettati della Tyche che ti fanno esclamare, ingenuamente: “questo è per me, solo per me! “

La magia degli acquarelli di Cano dedicata alle città di Calvino: summa di leggerezza , aerea, fragrante, che però si fa nebbia densa ed avviluppante ad entrarci dentro.

Leggerezza come categoria estetica, ma anche come obiettivo etico; sottrazione di peso; …ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città … ( ci lascia detto il maestro Calvino nelle sue Lezioni americane, p.7, Oscar Mondadori, 1999). Leggi il seguito di questo post »

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Una cosa

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 7, 2009

gioventù

Sto traslocando da camera a camera e viene fuori di tutto. Foto a non finire. Mi stupisce vedere l’incoscienza nei miei occhi di allora: un’attesa vaga ma decisa, come se, prima o poi, qualunque desiderio potesse essere esaudito. La gioventù è una follia per certi versi salutare: non ci fosse, nessuno muoverebbe un passo, saremmo pensionati stancamente divisi fra il campo di bocce e la televisione. Leggi il seguito di questo post »

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La sofferenza dei pesci e la devastazione dei mari

Pubblicato da pamelacanali su agosto 7, 2009

I pesci sono animali come tutti gli altri: e, come gli altri, sono sfruttati, allevati in modo intensivo, uccisi senza pieta’.

Parliamo un po’ di pesci. La loro situazione non e’ certo migliore di quella degli altri animali usati senza scrupoli per l’alimentazione umana. Ma se nel caso dei mammiferi si fa strada una certa sensibilita’ e sempre piu’ persone smettono di mangiarli, la sofferenza dei pesci resta ancora per tanti versi nascosta e misconosciuta, tanto che molte persone pensano che i vegetariani “il pesce lo mangino”, come se il pesce non fosse un animale, ma una sorta di “pianta”.

La sofferenza dei pesci nella pesca industriale Leggi il seguito di questo post »

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A mio modesto avviso – Appunti di poetica, IL VERRI, 2009

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 6, 2009

il verri

di Lello Voce

Cchiu’ luntana mi staje
Cchiu’ vicino te sento

(Libero Bovio, Passione)

La poesia è un arte che abita il tempo. E che ne è abitata. Quale che sia la sua storia, più o meno dal Quindicesimo secolo in avanti, i millenni precedenti l’hanno formata come arte dell’oralità e l’oralità abita il tempo (e fa risuonare lo spazio).
La poesia è, innanzi tutto, la sua durata, il suo realizzarsi, eseguirsi, performarsi nel tempo, attraverso le vibrazioni della voce del poeta, o di chi, in vece sua, la ‘recita’: troviere, trovatore, o giullare che sia.
Essa percorre il tempo, scorre dentro di esso; l’esistenza di figure come la dialefe, o la sinalefe, la dieresi e la sineresi, (essendo evidente che l’accorciamento, o l’allungamento a cui queste figure presiedono, non è certo di natura grafica, o segnica, ma piuttosto riguarda l’articolazione concreta dei segni, la loro esecuzione nel tempo, il loro ‘decorso’) è la prova inoppugnabile di quanto una poesia sia qualcosa che ha una durata nel tempo, un’esecuzione, un’azione agita con il corpo e con la mente, una disciplina della lingua e delle corde vocali, dei polmoni e del cuore, nel suo realizzarsi in un dato momento, con una certa velocità, con una durata, formalmente decisiva, che divide il suo nascere dallo spegnersi della voce che la esegue. Leggi il seguito di questo post »

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Angelo D’Arrigo: “In volo senza confini”

Pubblicato da giovanniag su agosto 6, 2009

Articolo di Alberto Pezzini

Durante una conferenza agli allievi dell’Istituto aeronautico, il giorno prima di incontrare la sua morte, Angelo D’Arrigo diceva:” Il volo è poesia. Dall’alto il mondo è diverso”. Il 26 marzo del 2006, il giorno dopo, scompariva in cielo. In un cielo siciliano, a bordo di un piccolo velivolo da turismo. Lascia la moglie ed i figli. Laura Mancuso scrive così il libro che non avrebbe mai e poi mai voluto scrivere, In volo senza confini – Corbaccio 2009 – pagg. 179, euro 16,60. Leggi il seguito di questo post »

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Ombrelli

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 6, 2009

da qui

Gli ombrelli non servono più: erano enormi, dovevano coprire non solo due persone, ma anche una sedia a rotelle, le gambe e i piedi che tendevano sempre a uscire dal perimetro protetto. Erano anche ridicoli, per i colori sgargianti: verde, rosso, giallo, arancione. Così ce li avevano donati. Anzi, così ce li aveva dati lui, l’ineffabile Agatino, l’uomo oscuro, escluso da ogni contesto sociale, da ogni mondo civile. Lui che conosceva un colore solo, il nero. Leggi il seguito di questo post »

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L’autobiografo

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 6, 2009

Georges Lapassade, L’autobiografo, ed. Besa, collana Astrolabio.

di Angelo Petrelli

Alla base di una cultura forte nel Salento deve esserci un’editoria in grado di sfornare e pubblicare libri di spessore, attenta al locale come al resto del panorama nazionale e internazionale. Questo è il caso de “L’autobiografo” di Georges Lapassade, edito da Besa nella collana “Astrolabio”. In un’opera di autoanalisi, il filosofo francese (1924-2008) indaga nei meandri della propria coscienza alla scoperta delle ragioni di un’esistenza perlomeno singolare. Il problema posto è vivo in ciò che attiene la fenomenologia scritturale del raccontare e che, attraverso i frammenti di una vita, tenta di districare il gomitolo del senso. Dopo “Gente dell’ombra. Trance e possessioni”, uscito sempre per editrice neretina nel novembre del 2007, la pubblicazione de “L’autobiografo” è un ulteriore tentativo di sondare e comprendere l’esperienza dell’intellettuale transalpino. Leggi il seguito di questo post »

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Il poeta

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 5, 2009

libri

di Felice Muolo

Stringeva la canna da pesca in pugno e fissava i raggi del sole danzare sulla superficie del mare. L’acqua era limpida e poteva scorgere piccoli pesci muoversi pigramente attorno all’amo sommerso. Qualcuno di tanto in tanto abboccava e lo tirava su ma non gli importava di prenderli. Anzi, spesso si dispiaceva per la loro sorte e li riconsegnava al mare. Da ore sedeva solitario al margine della scogliera, disinteressandosi totalmente del tempo che passava. Probabilmente, com’era già successo, all’ora di pranzo, sua madre avrebbe mandato suo fratello a cercarlo, per riportarlo a casa. Nessuno avrebbe mai immaginato che tutto il suo interesse consisteva nella speranza di poter vedere emergere dalle acque una sirena e diventarne l’amante. Leggi il seguito di questo post »

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Non avete il profilo giusto

Pubblicato da sparzani su agosto 5, 2009

di Antonio Sparzani
ecco come il noto foglio trotzkista, al servizio della sinistra estrema internazionale, Le Monde, sintetizza la nostra sana politica nei confronti dei migranti.
"Regard de Plantu", da Le Monde del 2/3 agosto 2009, prima pagina.

da Le Monde del 2/3 agosto 2009, prima pagina.
(Plantu è il bravo vignettista del sopra menzionato foglio.)

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Madri

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 5, 2009

fujenti

di Viola Amarelli

Corre, senza respiro, è in ritardo. La maglia bianca si è appiccicata sulla panza e gratta tutta, ma la salita è ancora lunga. Sente la banda, mannaggia, sì, è proprio tardi. Nella svolta del vico quasi sbatte contro la paranza, la sua. Hanno iniziato. Suo zio regge il labaro nuovo, d’argento e oro. Con la faccia di Rafiluccio stampata sotto quella della Madonna. Il labaro l’ha regalato la mamma di Rafele, che è schiattato per una dose di merda. La mamma spacciava, e spaccia, e piange Rafiluccio. Ma questo a Chiattulillo poco importa. Lo zio lo guarda storto, anche se si è sistemata la maglia e s’è messo in fila, rigoroso. Che bella paranza. Una delle più grosse. Solo loro, e’ criature, saranno una trentina. Puliti tutti in bianco, passati c’a varecchina. “Chiattulli’, ti si fatta a pizza fritta, eh?” il biondino ha nove anni, uno meno di lui, ma è figlio di un cugino e se lo può permettere di parlare. “No, mi so’ fatto a’ soreta”. Leggi il seguito di questo post »

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In questo castello di carte

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 4, 2009

da qui

Non voglio essere fatto santo. Non perché conosca i miei peccati, ma perché tocco con mano gli alti e bassi delle folle, l’alternarsi dei giudizi, il proliferare dei pettegolezzi. Se anche fossi santo, vorrei che nessuno lo sapesse; vorrei lasciare nel dubbio la massa sempre pronta a trovare la malizia, l’intenzione riposta, il fine occulto. Vorrei che fossero tentati di pregarmi, ma sospettando di ottenere il contrario. Vorrei essere, in vita, un santo poco di buono, confondere le forme borghesi della falsa religione, mettere in imbarazzo le maschere tirate degli ipocriti. Vorrei essere uno di quei santi che fanno tossire le signore perbene e storcere il naso agli uomini azzimati col fazzoletto nel taschino. Se anche fossi un santo, non vorrei essere lodato ma piuttosto maledetto, per la generosità imprudente, la manica larga verso gli zingari di merda, l’abbraccio all’alcolista puzzolente, vorrei che la mia insopportabile bontà mi facesse condannare dal buonsenso regnante in questo castello di carte che è la vita.

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Lalli. Brigata partigiana Alphaville

Pubblicato da nadiaagustoni su agosto 4, 2009

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Testo della canzone: Brigata partigiana Alphaville di Lalli. 1999 Il Manifesto cd

 

Brigata partigiana Alphaville.

 

Scesi dall’auto a toccare il mondo,

come venuti dalle stelle,

ci guardavamo attorno senza fretta.

 

I colletti alzati delle giacche erano rondini senza vento,

nella testa solo un richiamo,

rumore sordo di mare, un uragano.

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Alessandro Zaccuri su “Rumeni” di Anna L.B.

Pubblicato da lambertibocconi su agosto 4, 2009

Inquietante bellezza: la Milano rumena di Lamberti-Bocconi
di Alessando Zaccuri (“Avvenire”, 25 luglio 2009)

«Romanzo di storie », promette il sottotitolo, e probabilmente non c’è miglior definizione possibile per una narrazione che porta inscritto dentro di sé il punto di vista della poesia. Fin dall’inizio degli anni Novanta Anna Lamberti-Bocconi si è imposta come una delle voci più libere e interessanti della nostra letteratura in versi, elaborando una bibliografia personalissima, di cui la raccolta poetica (si pensi all’esordio nel 1994 con Sale rosso) è soltanto un elemento, sia pure il più caratteristico e determinante. Leggi il seguito di questo post »

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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 122

Pubblicato da robertorossitesta su agosto 4, 2009

La signora davanti a me alla cassa del supermercato chiede di pagare col bancomat perché non ha contanti.
“Non è possibile”, risponde il cassiere,
“la linea è interrotta da stamattina.”
“Se ti fidi domani ti porto i soldi, altrimenti ti devo lasciare la spesa.”
“Non si può, signora, mi spiace.”
E quella se ne va abbandonando quattro articoli in croce.
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Per ora

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 3, 2009

da qui

Caro Mario,
non andremo più a Firenze né a Verona né in alcun altro posto. Non faremo, non vedremo più niente. Quanto c’era da fare, l’ho fatto; quanto c’era da vedere, l’ho visto. Mi hanno detto che vivere è restituire l’amore ricevuto. Ne ho avuto abbastanza, per l’eternità. Non ho bisogno di viaggiare: l’arena di Verona, Palazzo Vecchio, sono dentro me, come un chiodo conficcato nel polso. Nel polso di un curato di campagna, crocifisso ai ricordi. Leggi il seguito di questo post »

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GIALLO IN SICILIA

Pubblicato da massimomaugeri su agosto 3, 2009

 

illustrazione siracusana

Pubblico il pezzo di apertura del numero di maggio-giugno 2009 del bimestrale siciliano “Illustrazione siracusana”. Il pezzo è dedicato al “giallo in Sicilia” ed è firmato da Roberto Mistretta.
Massimo Maugeri 

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GIALLO IN SICILIA
di Roberto Mistretta

Nella tradizione delle arti letterarie, è stato scritto che la Sicilia per qualità di produzione dei suoi autori, rappresenta in Italia ciò che la letteratura russa esprime a livello mondiale.
Su tale solco si incuneano anche le nobili origini del giallo in Sicilia e, senza citare Sciascia che fa caso a sé, basti ricordare che l’isola ha dato i natali a maestri del genere, come Ezio D’Errico (Agrigento 1892), definito il Simenon italiano, col suo commissario Emilio Richard, capo della Seconda Brigata Mobile della Surêté di Parigi; a Franco Enna, pseudonimo di Franco Cannarozzo, che inventò negli anni Cinquanta il commissario Federico Sartori, siciliano nostalgico, e, per restare in tempi più recenti, ad Enzo Russo, nativo di Mazzarino (vive a Monza), che negli anni Settanta pubblicò “Il caso Montecristo”, un giallo di costume che lo fece conoscere in Italia ed all’estero e, sulla scia di quel successo letterario, seguirono “La tana degli ermellini” e “I martedì del diavolo”. Leggi il seguito di questo post »

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DERAGLIATE II

Pubblicato da isabellamoroni su agosto 3, 2009

Prosegue il microprogetto iniziato con Monica Mazzitelli che riguarda le  donne che vivono per strada.
Questo secondo racconto probabilmente non sarà l’ultimo e, come già detto, chiunque può continuare, ovviamente, finché non sentiremo che questo disagio, nostro, sia stato abbastanza narrato.

balena lungo il tamigi copiaVIRGINIA

Anni fa, quando ancora il Teatro non era stato chiuso, erano cominciate le sue apparizioni.

Scendeva dalla Rampa stretta nel cappottino grigio che l’avvolgeva, secca e fragile, come disossata.

I gradini sconnessi, la sua pettinatura miracolosamente scura avvolta mille volte su se stessa come quella dei santi eremiti dell’India e quella voce potente che la precedeva, la seguiva e l’avvolgeva, dapprima flebile, poi un grido, un ruggito, un “io sono”.

“Che me ne importa a me se non son bella
Io ci ho l’amato mio che fa il pittore
Lui mi dipingerà come una stella
Che me ne importa a me se non son bella!” Leggi il seguito di questo post »

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Mi sveglio, di Andrea Sartori

Pubblicato da Andrea Sartori su agosto 3, 2009

Mi sveglio d’estate in un sudato sudario intriso del mio freddo. È febbre. Odo il raggricciare gesticolante d’una delle mie disgustose zampine, ed è la venticinquesima che cerca l’abbraccio della ventiseiesima, mentre tutte le altre paiono cicale intente a frinire nel loro tentacolare distendere le antenne. Eppure non sono antenne d’intelligenza ciò che distendono, ma arti rivoltati al cielo, ora scoperti dal lenzuolo intriso dell’umidità della notte trascorsa, pennellato di macchie gialle, forse la putrescenza del mio tronco. O è la linfa del mio corpo? Fisso il soffitto. Accanto al lampadario un clown con sformati pantaloni verdi mi fissa, sul naso ha una palla rossa, sulla testa un cappello floscio, una giacca dalle lunghe falde non lo veste ma lo copre tutt’intero. Stridono, ora, mentre sfregano le une con le altre, tutte le mie corte zampe, e mi pare che l’uomo sul soffitto sorrida, allungando un braccio verso il mio letto, che sta perpendicolare alla sua figura. Leggi il seguito di questo post »

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Complemento di fine

Pubblicato da Fausto Raso su agosto 2, 2009

Il sito “Dossier.Net” (http://www.dossier.net/) tra le tante cose si occupa anche di grammatica italiana. Cosa lodevolissima. Alla voce “uso corretto delle preposizioni”, per quanto attiene al complemento di fine fa questo esempio:

“Gli sposi entrarono in camera da letto”

Non ci sembra che l’esempio riportato contenga una frase con il complemento di fine (o scopo). Se siamo in errore siamo pronti a scusarci, attendendo chiarimenti in merito dai responsabili della sezione linguistica del sito. Leggi il seguito di questo post »

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Scritto da Dio

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 2, 2009

da qui

Gesù ha scritto qualcosa, certamente. Ci sarà una pergamena, in qualche posto, un codice, un frammento in cui ha inciso le parole che non volle rivolgere ai discepoli o alle folle, ma consegnò al silenzio della materia inerte, perché prendesse vita. In fondo il sogno di molti – o pochi, non lo so – è imbattersi in qualcosa scritto da Dio: un autografo in cui afferrare il senso, ritrovare il filo. Un sogno da cui ricominciare, per credere di nuovo.

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: | 15 Commenti »

 
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