La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per agosto 2009

L’influenza della luna sul venditore porta a porta di pentole AHC

Pubblicato da robertoplevano su agosto 2, 2009

Brian Eno (con Daniel Lanois),
Always Returning, dall’album Apollo: Atmospheres and Soundtracks
(musica composta nel 1983 per il documentario For All Mankind di Al Reinert).

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Rabat

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 1, 2009

rabat

di Viola Amarelli

Pura follia, il molo ch’era inverno, i pescherecci fermi per le onde, Yossouf che fingeva di abbracciarmi ma come attrice ero più brava io, così quando sentii sotto il giaccone il caldo che saliva, basso in alto, riuscii a buttargli lo zaino nella risacca, schiuma ruggente su inneschi e candelotti. Non l’ho più visto ma m’hanno detto, almeno so, Allah Akbar, che è vivo.

Mi mancano gli aranci dell’Atlante, l’odore della neve, gli intagli delle travi su in montagna, l’acqua alle gole e nei canali. Cucino ceci, strofino una teiera, cose da poco, scivola il tempo, manciata sul granito. Mi manca mio nipote, la sua risata: l’ultima volta aveva rughe in fronte e la disperazione desolata.

Poiché non si dà pace nel cerchio dei nemici, tra la miseria nera e i corpo dei fratelli dilaniati. Vorrebbero comprarci, la fede con l’onore, quello che conta sempre, più della stessa vita. Per quanto fiato abbia combatterò, spada contro spada, come i padri dei padri dei miei padri, restassi solo. Anche qui ora, server contro computer, terra straniera. Le donne non capiscono, molli di cuore.

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Stare

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 1, 2009

da qui

L’estate è piena di grazia, la gente parte, il silenzio si dilata, le voci si assottigliano. Solo la parrocchia, forse, dà segni di vita: riunioni fiume, telefonate disperate, malati in bilico tra questo mondo e l’altro, poveri che chiedono. Il rovescio della vita s’impone con la sua aria senza convenevoli, semplicemente com’è. L’estate è un quadro double face: puoi vederla da un lato o dall’altro, rilassarti in un tempo che si sfalda o tenere duro, gridare in silenzio, stare. Adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

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Nel labirinto dell’esperienza. Alcune note a un libro di Linnio Accorroni

Pubblicato da Andrea Sartori su agosto 1, 2009

di Andrea Sartori

I. Per quale verso? Le cronache, le interviste e le letture raccolte in volume da Linnio Accorroni – 69 posizioni, Cattedrale, Ancona 2009 – vanno prese per il verso giusto: il lettore si trova qui a vivere l’esperienza dell’adulto che deve avvicinare, con delicatezza e ferma disposizione all’apertura, un cosiddetto ragazzo “difficile”, inquieto e tuttavia bisognoso d’esprimersi, ritrovatosi senza una guida di cui aver fiducia, e risucchiato nell’«oscillazione continua fra ricerca della solitudine e desiderio degli altri». L’atteggiamento giusto da assumere è quello che si coglie dalla recensione a La città dei ragazzi di Eraldo Affinati, stringente testimonianza dell’«urgenza comunicativa» di tanti giovani stranieri, che ancor oggi vivono negli spazi di una singolare «comunità-utopia-falansterio», sorta a Roma nel secondo dopoguerra per iniziativa d’un sacerdote irlandese. Guai ad anteporre, all’incontro con le pagine di Accorroni, il «furore pedagogico-didascalico» sfoggiato secondo il nostro da Roberto Cotroneo allorché ha preso congedo dalla «sulfurea verve» con cui, sotto lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto, scriveva sul Domenicale del Sole24Ore; guai ad anteporre l’attesa scontata di un esito edificante, come in fondo accade in alcuni maldestri romanzi dedicati a tematiche scolastiche, che non fanno che ripetere gli stereotipi e i luoghi comuni di questo contesto dell’esperienza (il riferimento di Accorroni va a Scusi, prof: ho sbagliato romanzo, di Alessandro Banda). Leggi il seguito di questo post »

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