Filastrocca della pianta. Di Nadia Agustoni
Posted by nadiaagustoni on September 20, 2009

Filastrocca della pianta.
di Nadia Agustoni
Ognuno che muore ci muore qualcosa
e non è risposta il fiorire di rosa
nemmeno sapere che sempre è partire
vita per vita l’amare è soffrire
e tutto confonde e nulla consola
eppure la pianta ci insegna lei sola
ama le foglie e le lascia andare
e nel cadere comincia il tornare.
* a Don Fabrizio Centofanti















viola said
samsara è nirvana, baci Nadia, V.
fabrizio centofanti said
la migliore consolazione in versi che abbia ricevuto.
grazie di cuore, Nadia.
hai colto nel segno.
un abbraccio
fabrizio
nadia agustoni said
Un saluto a entrambi e grazie.
Anna Maria said
“e nel cadere comincia il tornare”: scende per agire, questo verso, come un seme che dà frutto. Grazie, Nadia.
enrico said
che belli, che grandi versi
nadia agustoni said
Grazie agli intervenuti, un saluto.
Giovanni Nuscis said
eppure la pianta ci insegna lei sola
ama le foglie e le lascia andare
e nel cadere comincia il tornare.
Belli e veri questi versi.
Grazie, Nadia, un saluto.
Giovanni
Gabriella Maleti said
Brava Nadia, sensibilissima poesia.
nadia agustoni said
Anche a Giovanni e a Gabriella grazie.
renatamorresi said
“Ognuno che muore ci muore qualcosa
e non è risposta il fiorire di rosa”
quant’è inconsolabile questa poesia, nonostante la soavità del suo aspetto, per noi che non siamo piante, che non sappiamo nulla della giustizia della piante…
un caro abbraccio,
r
nadia agustoni said
Cara Renata, non so se è giustizia o amore nelle piante o è così e basta e loro sanno qualcosa che noi non sappiamo. Per quanto mi riguarda so che perdere qualcuno è perdere un mondo. Dopo manca, dopo non è lo stesso, però cosa possiamo fare se non volere bene ancora?
Un caro saluto e ricambio l’abbraccio
carmine vitale said
“il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati amareggiati dalla sua indifferenza alle sofferenze individuali ( di uomini, animali, e piante, perché chi ci dà la certezza che le piante siano esenti dalla sofferenza?), qualunque cosa noi pensiamo dei suoi spazi trapassati dalle radiazioni delle stelle, stelle intorno a cui si sono già cominciati a scoprire pianeti ( già morti? Ancora morti?), qualunque cosa pensiamo di questo smisurato teatro, per cui abbiamo sì il biglietto d’ingresso, ma con una validità ridicolmente breve, limitata dalle due date categoriche, qualunque cosa ancora noi pensassimo di questo mondo – esso è stupefacente.”
estratto dal discorso”il poeta e il mondo”
tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel da Wislawa Szymborska
stoccolma 7 dicembre 1996
grazie nadia
c.
mariapia said
Impariamo dalle piante, impariamo..
MPia
nadia agustoni said
grazie amici.
enricodelea said
“e nel cadere comincia il tornare”
nella chiusa c’è tutto, la “spes contra spem” della poesia
ciao, e.
orsola puecher said
oh sì la rosa sboccia
la vita [ spesso ] boccia
,\\’
nadia agustoni said
un saluto anche a voi