Maestre
Posted by Giovanni Nuscis on September 20, 2009
Le maestre sono ufficiali pensosi,
alle otto e venticinque ogni giorno;
radunano la piccola truppa
rumorosa per condurla
verso mete ed obiettivi precisi;
sono capi di un governo provvisorio
ministri senza portafoglio
di una nuova nazione
in crescita: istruzione e difesa,
interni e giustizia nelle loro mani,
e nelle attese di chi
si nutre di esempi
di parole di terra, suoni di cielo.
Salgono le scale lente le maestre
seguite dalla piccola colonna
traballante di zaini e grembiuli,
che presto scompare alla vista
di genitori e parenti. Pensano
salendo, le maestre, ai loro cari
alla pesante giornata che le aspetta.
Ma ogni pensiero si dissolve
appena giunte in aula
davanti alla truppa che chiede
vita, un muro, un sorriso speciale
ciascuno; incalzandole a volte
senza darlo a vedere
con urla e musi e pianti,
o reazioni violente.
Della missione compiuta
della truppa cresciuta e dispersa
degli ufficiali assegnati
ad altro incarico
presto ci si dimentica;
se non frugando, reduci adulti,
nel ricordo lontano
di giornate campali tra i banchi;
realizzando solo allora
le cose ricevute.
gn















Stella Maria said
ciao Giovanni,
guardando la maestra di mio figlio mi rendo conto di quanto questa descrizione le calzi a pennello e allora, sì, la memoria va indietro a cercare la mia che tanto mi ha dato e ancora dà.
grazie, la farò leggere alle maestre di Alex.
Stella
Antonio said
Una volta, caro Giovanni, godevano, le maestre, del rispetto dei genitori di quei soldatini.
Oggi c’è il tiro al piccione, l’ultima parola di chi la sa più lunga, la denuncia che incombe, il malcelato sospetto che si tratti solo di babysitter con troppe pretese…
Evviva le maestrine con la penna rossa!
Antonio
Giorgio said
“ministri senza portafoglio
di una nuova nazione
in crescita: istruzione e difesa,
interni e giustizia nelle loro mani…”
Bello, Giovanni, e vero, anche se misconosciuto da quegli stessi ministri.
Che ne dici, si potrebbe fare una puntata di vivalascuola con poesie sulle maestre…
nadia agustoni said
Grazie Giovanni. anche se son lontana dalla scuola da una vita un pò nel ricordo le maestre sono così.
Bella l’idea di un vivalacuola con le poesie sulle maestre.
pasquale vitagliano said
Ciao Gianni, mio maestro di giornata.
PVita
Giovanni Nuscis said
Grazie Stella Maria, Antonio, Giorgio, Nadia e Pasquale per la lettura e gli interventi.
Giorgio, l’idea mi sembra ottima.
Un caro saluto.
Giovanni
fabrizio centofanti said
dedico questa tua alla maestra Battistoni dell’Eur.
eroi d’altri tempi.
un abbraccio
fabrizio
Anna Maria said
Risvegliano ricordi contagiosi, questi pensosi ministri senza portafoglio, le maestre. Conforta riconoscerle, talvolta, ancora oggi, nel salire lente e salde quelle scale. Grazie!
Giovanni Nuscis said
Grazie a te, Anna Maria. Sconforta, invece, purtroppo, vederle trattare – al pari di tutti i pubblici dipendenti – come “erogatrici di un pubblico e dovuto servizio”, o, peggio ancora, come “voci negative di bilancio”.
Un saluto
Giovanni
Giovanni Monasteri said
Le analogie militaresche hanno qualcosa di deamicisiano. La poesia è bella, (ri)suona come una marcia gioiosa e ottimista.
Evviva le maestre. Purché non siano maestre uniche.
Giovanni Nuscis said
Le maestre sono da sempre “uniche”, Giovanni:)
Grazie per la lettura.
Giovanni
renatamorresi said
“le cose ricevute”: questa tua poetica del dono, giovanni, riconcilia con le parole sfinite dalle nostre ossessioni…
stamperò e donerò alle maestre del mio piccoletto!
un saluto caro,
r
filo said
Grazie da una maestra un po’ stanca,la poesia mi ha ridato energia!
Giovanni Nuscis said
Grazie cara Renata per le tue parole, e per voler proporre la lettura del mio testo:)
Grazie anche a Filo, ben lieto dell’energia fornita a costo zero:)
Un caro saluto
Giovanni