Maestre

Le maestre sono ufficiali pensosi,
alle otto e venticinque ogni giorno;
radunano la piccola truppa
rumorosa per condurla
verso mete ed obiettivi precisi;
sono capi di un governo provvisorio
ministri senza portafoglio
di una nuova nazione
in crescita: istruzione e difesa,
interni e giustizia nelle loro mani,
e nelle attese di chi
si nutre di esempi
di parole di terra, suoni di cielo.
Salgono le scale lente le maestre
seguite dalla piccola colonna
traballante di zaini e grembiuli,
che presto scompare alla vista
di genitori e parenti. Pensano
salendo, le maestre, ai loro cari
alla pesante giornata che le aspetta.
Ma ogni pensiero si dissolve
appena giunte in aula
davanti alla truppa che chiede
vita, un muro, un sorriso speciale
ciascuno; incalzandole a volte
senza darlo a vedere
con urla e musi e pianti,
o reazioni violente.
Della missione compiuta
della truppa cresciuta e dispersa
degli ufficiali assegnati
ad altro incarico
presto ci si dimentica;
se non frugando, reduci adulti,
nel ricordo lontano
di giornate campali tra i banchi;
realizzando solo allora
le cose ricevute.

gn

14 pensieri su “Maestre

  1. ciao Giovanni,
    guardando la maestra di mio figlio mi rendo conto di quanto questa descrizione le calzi a pennello e allora, sì, la memoria va indietro a cercare la mia che tanto mi ha dato e ancora dà.
    grazie, la farò leggere alle maestre di Alex.
    Stella

  2. Una volta, caro Giovanni, godevano, le maestre, del rispetto dei genitori di quei soldatini.
    Oggi c’è il tiro al piccione, l’ultima parola di chi la sa più lunga, la denuncia che incombe, il malcelato sospetto che si tratti solo di babysitter con troppe pretese…

    Evviva le maestrine con la penna rossa!

    Antonio

  3. “ministri senza portafoglio
    di una nuova nazione
    in crescita: istruzione e difesa,
    interni e giustizia nelle loro mani…”

    Bello, Giovanni, e vero, anche se misconosciuto da quegli stessi ministri.

    Che ne dici, si potrebbe fare una puntata di vivalascuola con poesie sulle maestre…

  4. Grazie Giovanni. anche se son lontana dalla scuola da una vita un pò nel ricordo le maestre sono così.

    Bella l’idea di un vivalacuola con le poesie sulle maestre.

  5. Grazie Stella Maria, Antonio, Giorgio, Nadia e Pasquale per la lettura e gli interventi.
    Giorgio, l’idea mi sembra ottima.
    Un caro saluto.
    Giovanni

  6. Risvegliano ricordi contagiosi, questi pensosi ministri senza portafoglio, le maestre. Conforta riconoscerle, talvolta, ancora oggi, nel salire lente e salde quelle scale. Grazie!

  7. Grazie a te, Anna Maria. Sconforta, invece, purtroppo, vederle trattare – al pari di tutti i pubblici dipendenti – come “erogatrici di un pubblico e dovuto servizio”, o, peggio ancora, come “voci negative di bilancio”.
    Un saluto
    Giovanni

  8. Le analogie militaresche hanno qualcosa di deamicisiano. La poesia è bella, (ri)suona come una marcia gioiosa e ottimista.
    Evviva le maestre. Purché non siano maestre uniche.

  9. “le cose ricevute”: questa tua poetica del dono, giovanni, riconcilia con le parole sfinite dalle nostre ossessioni…

    stamperò e donerò alle maestre del mio piccoletto!

    un saluto caro,
    r

  10. Grazie cara Renata per le tue parole, e per voler proporre la lettura del mio testo:)

    Grazie anche a Filo, ben lieto dell’energia fornita a costo zero:)

    Un caro saluto

    Giovanni

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