La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica



Un’amalgama

Posted by Fausto Raso on September 24, 2009

“Un’amalgama”

Dal quotidiano l’Unità in rete:

Culture

Alcol, alcova, assassino
Nella lingua le tracce delle migrazioni

Un’amalgama di tante contaminazioni. Il vocabolario non è un sistema statico, ma un insieme dinamico che risente delle migrazioni passate. I prestiti da altre lingue.
di Tullio De Mauro.

Fa un certo effetto vedere uno strafalcione redazionale (un’amalgama) in un articolo “culturale” firmato, per giunta, da un insigne linguista.

* * *

Prendere ombra

Quest’espressione non deve trarre in inganno in questo periodo di calura estiva in cui tutti cercano, appunto, di… “prendere ombra”. La locuzione non ha nulla che fare con il… sole e, quindi, con il caldo torrido di questi giorni. Che cosa sta a significare, allora? Gli amanti dei cavalli dovrebbero saperlo in quanto l’espressione è tratta dalla “vita equina”. Il modo di dire significa, dunque, “offendersi”, “impermalirsi”, “risentirsi”. E i cavalli? È presto detto. Originariamente la locuzione era riferita ai cavalli quando si innervosiscono o si imbizzarriscono perché spaventati da un’… ombra. Con il trascorrere del tempo il modo di dire – poco adoperato, per la verità – è stato trasportato nel “campo umano” con il significato, per l’appunto, di “persona permalosa”: con Pietro non si può ragionare, prende sempre ombra. I termini “ombroso” e “adombrarsi” non si riallacciano, infatti, a quella particolare paura dei cavalli?

One Response to “Un’amalgama”

  1. annamaria orlandi said

    Quando si scriveva muniti di carta e penna,gli errori ortografici erano veramente imputabili allo scrivente. Credo che battendo sulla tastiera le sviste siano più facili,più scusabili.

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