La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per settembre 2009

Vivalascuola. Il primo giorno di scuola

Pubblicato da giorgiomorale su settembre 14, 2009


Ecco il primo giorno di scuola a Napoli, Torino, Milano 1 e 2, Bologna, Terni, Prato, Roma, Ancona, Reggio Calabria, Messina, Palermo… Comincia l’anno del taglio di 42.000 posti di lavoro, non supportato da alcun atto normativo (vedi qui). Il nuovo anno si apre nella incertezza delle norme (vedi qui) e nella protesta (vedi qui e qui). Vivalascuola augura un buono anno scolastico.

Per conoscere la scuola del ministro Gelmini Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 10 Commenti »

Città del Sole (non delle sòle) di Sandro CORDESCHI – Prima parte

Pubblicato da Giovanni Nuscis su settembre 14, 2009

Poche righe per spiegare ciò che NON sono e perché mi permetto il lusso di rimetterci la faccia (o, almeno, quello che ne rimane). Non sono un politico, un architetto, un “urbanista”, un economista, un “esperto”, un ingegnere della protezione civile. Non sono neppure un giornalista, né uno storico, né un vigile del fuoco, né un “palazzinaro” di bassa o alta (ma ce ne sono?) lega. Non ho nulla da guadagnare, ma neppure, una volta tanto, da perdere. Non difendo alcun interesse, se non quello ad una vita che conservi i segni di qualche forma di bellezza, magari più per mio figlio che per me. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Ambiente, Divagazioni | Contrassegnato da tag: , | 2 Commenti »

Solo una promessa

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 13, 2009

da qui

Mi chiedo se sia giusto rimanere qui. Forse la missione è compiuta: traghettare don Mario in un’impresa impossibile. E ora? Sento gli sguardi che mi sfiorano per le ragioni più diverse: chi si preoccupa per me, chi cerca spazi inaspettati, chi fiuta l’aria per capire cosa possa cambiare. Io continuo a dare, come ho sempre fatto, ma mi accorgo che le forze a volte scemano, qualcuno potrebbe approfittarne, e non c’è più il mio amico a discernere con certezza la sincerità dalla furbizia. Avevo un motto: procediamo impavidi. Oggi mi sembra stoicismo, di cui diffido sempre. Non resta che addentrarmi nel mar dei giunchi, coi carri del faraone che stridono alle spalle, gli ordini secchi nella notte, l’alito incalzante del nemico. Davanti, solo una terra sconosciuta, una promessa. Di qualcuno che traghetti me.

Domma Parma (1)

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 15 Commenti »

Camminare

Pubblicato da mbaldrati su settembre 13, 2009

di Mauro Baldrati

camminareHo da tempo l’abitudine di uscire di casa per una passeggiata serale, o notturna, prima di coricarmi. Talvolta la stanchezza mi scoraggia, mi spinge a rinunciare, a cercare il buio. Ma è da queste rinunce che può iniziare la deriva, perché quando si allenta la disciplina la debolezza rischia di prevalere, come la rassegnazione.
Così esco, vincendo la pigrizia, e già dai primi passi l’energia riprende a scorrere, come per magia. E mentre cerco di regolarizzare il ritmo, di sintonizzare la respirazione e di muovere correttamente le braccia coi pugni parzialmente chiusi, col dito medio che entra in contatto col pollice, come insegnava Don Juan a Castaneda (e non bisogna MAI reggere qualcosa in mano, borse o altro, qualunque oggetto deve essere contenuto in uno zaino), sento la stanchezza che scivola via, rimane alle mie spalle.
Quando cammino io sono un componente dell’Ordine del Camminatore Errante di Thoreau, un cittadino di quel “quarto stato al di fuori della Chiesa, della Nazione, del Popolo”.
Quando cammino sono il poeta che “sa piegare i venti e le correnti al proprio potere, affinché essi parlino per lui.”

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Diari | Contrassegnato da tag: , , | 3 Commenti »

“Feisbuuc”: un bilancio

Pubblicato da giovanniag su settembre 13, 2009

Intervista di Giovanni Agnoloni

Abbiamo già parlato di Feisbuuc di Lorenzo Pezzato (v. qui e qui).
Oggi, a libro uscito e con il suo blog ormai consolidato in rete, ecco una breve intervista all’autore.

- Prima di tutto, una domanda sullo “stato dei lavori”: che riscontri stai avendo, circa il tuo progetto letterario? Il libro “Feisbuuc” incuriosisce come il fenomeno internettiano della storia sui blog pubblicata a puntate su un blog?

Il progetto Feisbuuc sta andando molto bene, e ne sono parecchio soddisfatto.
Da un certo punto di vista, la conclusione del progetto è stata la pubblicazione e la vendita nelle librerie, fatto che ha dimostrato inequivocabilmente che anche la letteratura ha trovato una sua nuova collocazione sul web, che da oggi può essere genitore di un romanzo cartaceo.
Feisbuuc è la prova che la rete continua a proporre nuovi modi per interpretare vecchi sistemi (oltre a generarne di assolutamente nuovi), come quello dell’editoria. Oggi un romanzo può prima avere un pubblico (nel web) e poi un editore. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Dalla rete, Domande, Interviste, Letture, libri, Link, Oltre la letteratura, Scritture | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

La coscienza e il male. La responsabilità della confessione

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 13, 2009

di Vito Mancuso

Credente o non credente, non c’ è uomo che non abbia a che fare con la lotta contro il male che è in lui, che lui stesso ha commesso, ma da cui un giorno egli sente che deve liberarsi, magari senza sapere come né perché. Riconoscersi colpevole del male commesso e giungere a riconciliarsi con chi ne è stato vittima è infatti un’ arte difficile, che, come tutte le arti, non sorge spontanea ma scaturisce da un lungo esercizio. La Chiesa cattolica, grande maestra al riguardo con secoli di esperienza alle spalle, ha sempre riconosciuto un’ importanza essenziale all’ arte del perdono tanto da elevarla a “sacramento”, cioè a segno concreto in cui incontrare l’ azione divina. Lungo la storia tale sacramento ha conosciuto almeno tre diverse modalità di amministrazione: la penitenza pubblica nell’ età patristica, la penitenza tariffaria nell’ alto medioevo, la penitenza privata a partire dal secondo millennio. Questa terza forma, canonizzata dal concilio di Trento nel 1551, continua a vivere ai nostri giorni, anche se non sempre gode di buona salute, come ha mostrato anche l’ articolo di Sandro Veronesi (uscito su Repubblica il 3 settembre). Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Pensiero | Contrassegnato da tag: , , | 7 Commenti »

I am a Man of Constant Sorrow

Pubblicato da robertoplevano su settembre 13, 2009

preso da Fratello, dove sei?, film di Joel ed Ethan Coen (2000).

C’è un momento nel film dei Coen, quando Ulysses Everett McGill (George Clooney), piccolo truffatore dalla parlantina sciolta (e imbrillantinato “Dapper Dan”, fedele alla marca fino a rischiare la cattura pur di non rinunciarci), galeotto in fuga con i suoi compagni di catena (chain gang), per l’occasione improvvisatisi musicanti della buona tradizione popolare con l’improbabile nome di Soggy Bottom Boys, con tanto di barboni finti, accorre al microfono alle prime strofe di Man Of Constant Sorrow, una canzone popolare fortunosamente registrata in una radio locale durante l’evasione e divenuta, all’insaputa del gruppo, un grande successo, e davanti all’assolutamente imprevisto entusiasmo della sala piena guarda stupefatto la folla acclamante, si volta dietro verso i compagni di fuga con uno sguardo che esprime tutto il senso del film: che diavolo succede? Ce la caveremo? Comunque, diamoci dentro! E si lancia in una danza buffonesca. Il pubblico adora il clown buono. Un climax irresistibile, un pezzo di cinema da antologia.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Cinema, Poesia e musica | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

“Le 100 new town non risolveranno il problema casa, ecco chi ci guadagnerà”. di Edoardo Salzano

Pubblicato da Giovanni Nuscis su settembre 12, 2009

Il governo ha presentato l’ultimo tassello della sua “politica della casa”. Il primo tassello è stato la promessa di erogare parte dello stanziamento già fatto dal governo prodi: 350 milioni sui 540 già stanziati. Il secondo tassello è stato l’avvio di una operazione di aumento del volume (e del relativo valore commerciale) delle costruzioni esistenti, in deroga ai piani e ai vincoli; la proposta è stata raccolta da tutte le regioni, di destra e sinistra, nel timore di perdere il consenso dei proprietari di case e della imprese edilizie. Il terzo tassello è la proposta di realizzare in Italia un centinaio di “new towns”, da costruire su aree demaniali e su quelle dove sorgono quartieri Iacp. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Dalla rete | 4 Commenti »

(frottola del cainita)

Pubblicato da enrico de lea su settembre 12, 2009

Se intravedo la luna ed il castello,
ricordo pure il luogo del coltello.

Lo gettai tra roccia e spino, senza cura:
dopo il sangue e il suo grido c’è premura

di cancellare ogni traccia di ferita
e girare un nuovo foglio della vita.

E’ un libro chiuso la casa nella piazza:
del mio nemico cancellai la razza.

Ora, a chi passa innanzi, tutto tace
su quella sera da bestia rapace.

Più non ricordo per cosa alzai la mano
e la premetti con la lama da lontano

sul padre, sulla madre e sulla figlia,
purgando il borgo da quella famiglia.

Ora ritorno, con l’accento straniero,
e ritrovo il paese vuoto e nero:

se ne parlò, nel bar, di quel delitto -
ora è silenzio, anzi, il locale è sfitto.

Pubblicato in: Poesia, Scritture | 4 Commenti »

Alle porte del paradiso

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 12, 2009

da qui

Lo so che leggerai. Per questo scrivo. Ultimamente si sono accavallate molte cose, il dolore, la fatica, tutto si è depositato nel cuore e nelle arterie, fino a causare l’inevitabile black out. Troppe tensioni, troppi traumi. Così arriva, prima o poi, l’incomprensione più evidente, lo scontro più insanabile. Il silenzio. Da bambino e da ragazzo ero pieno di silenzi. Un deserto in cui sentivo la voce di Dio e del suo avversario, ed ero chiamato a scegliere, ogni volta. Il vento del deserto può essere terribile: ti scortica la pelle, t’inchioda a una sete mortale. In quel silenzio puoi ritrovare il filo, la prova chiara di un’insufficienza: non siamo fatti per la solitudine. Anche se veniamo spinti con violenza in quella direzione, in fondo al cuore sappiamo che è il braccio della morte, il reparto dov’è scritta la parola fine. Solo allora ti accorgi che qualunque cosa è meglio del lasciarsi scivolare. Che occorre alzarsi e gettare le catene, protendere le mani e bussare con forza, con tutte le forze che rimangono, alle porte invisibili del cielo.

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: | 10 Commenti »

Maria De Filippi

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su settembre 11, 2009

maria de filippi ap

di Emanuele Kraushaar

Proprio così. Mia madre l’hanno presa al programma di Maria De Filippi quello degli uomini e donne che cercano l’amore in televisione. Io sto molto male quando vedo mia madre che corteggia uno dei tronisti, perchè quello ha i capelli tutti in avanti sulla fronte e tiene le scarpe slacciate. Non parla molto il tronista, invece mia madre parla molto e dice che quando fa le esterne con lui si sente se stessa. A me viene un nodo alla gola e mi sento pesante. Quando ci sono le esterne, a volte abbasso il volume, ma poi lo rialzo subito.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Racconti | Contrassegnato da tag: , , , , | 9 Commenti »

E tanto basta

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 11, 2009

da qui

Ce li manderesti tutti, certe volte. E’ solo una questione di stanchezza. Fanno i furbi, ma chi è che non lo fa? Il nervosismo gioca brutti scherzi: ti sembra che tutti vadano in vacanza e tu solo resti a lavorare. Magari è vero, ma l’hai voluto tu, hai scelto tu di dare. Se il mondo è muto, io canterò. Se è sordo, ascolterò. Proprio dove manca, metterò l’amore. Quanto è difficile, però. Ce li manderesti volentieri. Li ameresti con le lacrime agli occhi senza mai asciugarle, perché devono vedere, devono capire. Non restano che quattro parole, quattro note. Una canzone di cui non ricordo più il motivo. So solo che è per te, e tanto basta.

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: | 8 Commenti »

Reliqua realia, di Massimo Orgiazzi

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 11, 2009

reliqua realiadi Stefano Guglielmin

Le poesie di questo libro sono state scritte tra il 2005 e il 2007, nel pieno della vita reticolare di LiberInVersi, il blog messo in piedi da Massimo Orgiazzi per mappare scientemente il panorama poetico italiano, anche quello del sottobosco. Proprio nel 2005, egli postò un breve saggio di Marco Giovenale, già uscito sull’”Almanacco del Ramo D’oro”, intitolato Freddezza e persistenza del senso, nel quale il poeta romano rifletteva sulla contaminazione delle arti e sulla scrittura «a freddo», quale «forma di senso-non-senso, ossia come eco familiare dell’enigma che chiamiamo “oggetto estetico”». Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Poesia | Contrassegnato da tag: | 4 Commenti »

Ombre Rosse. Di Luciana Castellina

Pubblicato da nadiaagustoni su settembre 10, 2009

68

(manifestazione )

|   Luciana Castellina

Ombre rosse tra due poli

Un film come “Ombre rosse”, che si propone di raccontare cosa è diventata la sinistra, cioè anche tutti noi, sollecita i commenti. Del resto la corposa presenza di sinistra ( sia pure  cinefila), venuta a vedere il film di Citto Maselli qui a Venezia, ha dimostrato che, al di là dell’interesse per l’opera cinematografica, c’è un grande bisogno di riflettere su sè stessi e sul disastro cui siamo arrivati, nessuno davvero innocente. E ben venga  dunque l’occasione di questa pellicola impietosa ma mai astiosa – è un merito di Citto – sempre pronta a sottolineare, anche nei peggiori, il barlume di qualche ragione.
Al centro della storia, insomma, non ci sono i buoni e i cattivi, ma l’ambiguità complessa della situazione. (Che strano: Citto Maselli, nella vita sempre un po’ settario, magari per passione politica, quando è regista si trasforma).
Il suo film, infatti, non giudica: coglie le sfumature, è uno squarcio problematico sullo scorcio storico dell’ultima sconfitta subìta per mano di Berlusconi, che si abbatte su tutti – inaspettata perché tutti sono ciechi. In questo senso assai più stimolante di una denuncia Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Recensioni | Contrassegnato da tag: , , , | 6 Commenti »

Editori italiani contro Google books

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 10, 2009

di Maurizio Bono

Da una parte, la promessa dell’ utopia: se il giudice americano accetterà il compromesso siglato tra Google, l’ associazione degli scrittori americani Authors Guild e l’ associazione degli editori Usa AAP, non ci sarà (virtualmente) più nessun libro “introvabile”. Milioni di volumi fuori commercio entreranno nel data base di Google che li distribuirà a pagamento online. Dall’ altra la realistica obiezione dei danneggiati: altre associazioni di autori Usa, l’ associazione “Consumer Watchdog”, il principale concorrente di Google nel campo dei libri online Amazon, le associazioni degli editori tedesca, austriaca, francese e da ieri anche l’ associazione degli editori italiani (Aie). Che con un articolato intervento destinato alla Corte di New York (la prima seduta del processo è il 7 ottobre, la sentenza è attesa per novembre) spara a zero sul piano Google sollevando tre obiezioni: la violazione del diritto d’ autore – che di norma scade a 70 anni dalla morte dello scrittore, mentre con l’ accordo in discussione lo farebbe appena un’ opera non è più disponibile in libreria -, lo strapotere che Google così acquisirebbe rispetto agli altri e i margini troppo elevati di errore rilevati nel data base. Il capitolo degli errori è il più dettagliato e gustoso: una ricerca dell’ Aie sugli autori italiani del ‘ 900 inseriti in Google Books rileva che nell’ 81 per cento si considerano «fuori commercio» e quindi riproducibili titoli di autori (da Calvino a Gadda, da Eco a Moravia e Pasolini) che non lo sono affatto. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , | 8 Commenti »

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.7: Preferisco il rumore del mare… su “Cantieri” di Cinzia Bertoncini

Pubblicato da giuseppepanella su settembre 10, 2009

cinzia bertoncini 1

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

 

di Giuseppe Panella

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.7: Preferisco il rumore del mare… su Cantieri di Cinzia Bertoncini (Firenze, Edifir, 2006)

 

“Fabbricare fabbricare fabbricare
Preferisco il rumore del mare
Che dice fabbricare fare e disfare
Fare e disfare è tutto un lavorare
Ecco quello che so fare”

(Dino Campana)

La poesia, come la vita d’altronde (anzi soprattutto come la vita) è un cantiere i cui lavori non termineranno mai (anche dopo la scomparsa ad uno a uno dei capomastri che lo dirigono e degli operai che vi lavorano). Essa consiste in una sorta di continuo fabbricare ed elevare edifici di parole che pure continuamente si disfano e continuamente vengono ricostruiti da artefici pazienti e desiderosi di continuare ad erigere i propri castelli di espressioni significanti. Cinzia Bertoncini è esplicita al riguardo e non nasconde la natura di cantiere della propria pratica di poetessa attenta e minuziosa nell’enucleare e mettere in valore gli elementi decisivi della propria proposta di scrittura. Essa sa che in quel cantiere vengono costruiti gli edifici di parole che costellano la strada che conduce verso il compimento della vocazione poetica e laddove essi cadono o si sfaldano una nuova costruzione verbale è pronta a sostituirla. Cinzia Bertoncini è ben consapevole della natura transitoria e tuttavia irreversibile delle costruzioni della poesia e sa bene che il viaggio che essa compie verso l’ignoto non può che essere di sola andata, una corsa irresistibile senza ripensamenti verso lo svelamento di quel mistero che costituisce il destino della scrittura poetica e nasce dalla diversità del linguaggio che permette di considerarlo tale. Si veda ad esempio un testo come:

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Critica letteraria, Recensioni | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento »

Leggete per essere cattivi. Sermonti e il vizio del libri

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 9, 2009

di Francesco Erbani

Chi cercasse la progenie della cultura in piazza, delle folle in ascolto di romanzieri e filosofi, si imbatterebbe in Dante. E in Vittorio Sermonti che a metà degli anni Novanta si avventurò nella lettura integrale, sera dopo sera, per cento sere, di tutta la Commedia. Accadeva a Ravenna, nella chiesa di san Francesco, alle spalle della tomba in cui riposa il poeta. Poi vennero Roma, i Mercati Traianei e il Pantheon, e quindi Firenze, Milano, con concorso di popolo sempre crescente. E infine l’ Eneide a Milano. Sermonti, che è stato giornalista, insegnante di liceo, consulente editoriale, regista radiofonico, compirà ottant’ anni a fine settembre e sarà a Mantova, al Festivaletteratura. Per festeggiarlo (ma forse l’ ha fatto anche lui per festeggiarsi), Rizzoli pubblica Il vizio di leggere (pagg. 632, euro 21), una nutrita antologia, una personalissima galleria di centosessanta brani letterari e non letterari scelti, spiega Sermonti, «con sconcertante arbitrarietà». Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità | Contrassegnato da tag: , | 3 Commenti »

Il camorrista

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 9, 2009

di Pasquale Giannino

Quando arrivai nella caserma di M., in Campania, ero piuttosto malandato: praticamente non mi reggevo in piedi. Il CAR a Potenza era stato devastante, non tanto per gli addestramenti – la mia tempra da “bandito” mi permetteva di tollerare quelle marce che ad altri ragazzi sembravano interminabili – quanto per il freddo polare che attanagliava in quel periodo il capoluogo lucano. Le camerate erano gelide, mi pareva di dormire all’addiaccio. Per di più avevo avuto la sfiga di non trovare neanche un cappotto. “Guaglio’, so’ finiti” mi disse un maresciallo grasso come un ippopotamo. Il momento peggiore della giornata era l’alzabandiera, quando eravamo costretti a restare sugli attenti a sopportare la solita preghiera del soldato e, a volte, le filippiche del comandante: “A casa vostra i cessi li tenete sporchi? Dovete imparare che ora casa vostra è la caserma!…”. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Racconti | Contrassegnato da tag: | 2 Commenti »

Può darsi

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 9, 2009

da qui

Potessi poggiarti una mano sulla spalla, farti la prova della glicemia, alzarti dalla sedia per metterti sul letto. Ma sei tu che ti preoccupi per me. Dicono che i morti sono morti, che la sopravvivenza sia nell’anima di chi rimane. Può darsi. Eppure, in certi istanti, mi sembra di toccare con mano, di indovinare un intervento, la traccia di un consiglio: Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 14 Commenti »

“Minimal Hotel” e “Subliminal Autogrill”, di Isabella Borghese (Microlit, Edizioni 18:30)

Pubblicato da Gaja Cenciarelli su settembre 9, 2009

minimaldi Gaja Cenciarelli

A Isabella Borghese mi ha sempre unito l’immenso amore nei confronti della scrittura. È una di quelle caratteristiche che, per quanto mi riguarda, costituisce il terreno su cui edificare l’amicizia, la comprensione, lo scambio di opinioni, un sano confronto sulla letteratura.

Isabella ha di recente pubblicato – per i tipi delle Edizioni 18:30Minimal Hotel e Subliminal Autogrill. Si tratta di due gioiellini di sedici pagine ciascuno nei quali l’autrice ha dimostrato di avere idee, uno stile assolutamente personale (quando si trova la propra voce letteraria si è già a metà dell’opera: certo, il percorso è lungo, a tratti doloroso, sicuramente complicato), una rara abilità nel connotare gli spazi e i personaggi con espressioni brevi e precise.

Le stanze che vanno dalla 65 alla 68, con l’aggiunta finale della “Suite Diamante” del Minimal Hotel resituiscono l’atmosfera asfittica di un luogo che non dà speranze. Sedici pagine di un albergo in cui nessuno è davvero estraneo agli altri.
«Non esistono bugie, è tutto relativo, basta entrare nel Minimal Hotel».
«Puoi essere chi vuoi, nel Minimal Hotel». Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Editoria, Gajamente, Letture, Recensioni | Contrassegnato da tag: , , | 6 Commenti »

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.132 other followers