Provocazione in forma d’apologo 133
Posted by robertorossitesta on October 20, 2009
Il 17-9-2008 Erre è entrato nell’età che aveva al momento della morte il suo zio più caro, nel quale si riconosceva più che in suo padre stesso.
Il giorno medesimo, rincasando, ha trovato la porta sbarrata e polizia, ambulanze, pompieri: il condominio in cui abita aveva appena rischiato di saltare in aria, pericolo che nei mesi è andato scemando ma ha costretto a una vita di continue precauzioni ed allarmi.
Pochi giorni dopo, la morte della madre di uno dei suoi amici più intimi.
Poi, a intervalli non regolari ma con concentrazioni maligne, malattie e altre morti:
sei gravissime operazioni ad altrettante persone della cerchia ristretta di Erre, e due morti improvvise, entrambe rimaste inspiegate, una dai risvolti decisamente sinistri.
Infine, nell’estate, quando l’ondata sembrava smorzarsi, un incidente ha costretto la madre di Erre a una lunga degenza, alterando irreversibilmente gli equilibri esistenziali della donna e dell’intera famiglia.
Incurante delle critiche di chi lo rimprovera sempre di dedicarvi troppe risorse del suo bilancio, Erre ha festeggiato il 17-9-2009 con il solito, corposo acquisto di libri. La lettura fornisce fili e fiaccole, e nel buio anno appena trascorso quelli a suo tempo investiti nei libri della Schutzenberger (tanto per fare un esempio) sono stati soldi ben spesi.















Anna Maria said
Oggi, forse per qualche motivo in più rispetto ad altri giorni, trovo felice la scelta di Erre di intrecciare fili e accendere fiaccole con la lettura.
nadia agustoni said
“Erre ha festeggiato il 17-9-2009 con il solito, corposo acquisto di libri.”
Via i rimproveri… i soldi per i libri sono sempre troppo pochi.
Un saluto
robertorossitesta said
Care Nadia e Anna Maria,
un altro autore che mi vien voglia di citare è Ferdinando Camon, con il suo “La malattia chiamata uomo”: meglio dei betabloccanti.
Grazie e un saluto,
Roberto
Chiara Daino said
*You can’t divorce a book* – ben sintetizzò Gloria Swanson.
E, similmente, quei *fili* quelle *fiaccole* [ci] sopravvivono…
Grazie Roberto
robertorossitesta said
Cinque divorzi sono assai, dispero d’arrivarci, anche perché colpevolmente distratto
da(lla sopravvivenza de)i libri.
Grazie a te Chiara
lucy said
17 settembre! si sposarono i miei dando inizio ad una storia lunga e prolifica da cui trarre materia per molti libri. misero al mondo nove feroci accaniti attentatori di bilanci familiari a mezzo acquisto di libri. il vizio assurdo. nel frattempo, anche qui molte morti, molte malattie: unica persistenza, il libro. il 17 porta fortuna o sfiga? mah…
robertorossitesta said
Cara Lucy,
tu chiedi: “il 17 porta fortuna o sfiga?”.
Erre di 17 ci è nato, ti direbbe di nooo…
Ciao,
Roberto
lucy said
O forse erra dal vero,
mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
forse in qual forma, in quale
stato che sia, dentro covile o cuna,
è funesto a chi nasce il dí natale.
ciao!
l.
robertorossitesta said
Cara Lucy,
lo stesso Leopardi, mi sembra, ogniqualvolta il quotidiano appena glielo consentiva, si affrettava a mettere in non cale i suoi filosofici principi.
Purtroppo o per fortuna?
“mah…” tu dici, e io non riesco a dir di meglio.
Ciao,
Roberto