La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica



da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

Posted by Marina Pizzi on October 23, 2009

42.

un rullio di tempie e sembra morire

questo antefatto lungo una stirpe

rantolando rantolante cent’anni.

nei venti che blasfemi staccano le rondini

tu il collo lungo di Modigliani inventi

per disperdere le fiaccole crocefisse.

le pene che sbocciano dentro il calendario

benesseri nel bilico di davanzali

zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.

le malattie congenite del tetto

narrano nidi patrioti

eremi che imperlano le nuche.

oggi è colmo il male asperrimo

di chiudere le spalle all’avvenire.

43.
—————-
Now playing: Bruce Springsteen – Tougher Than The Rest
via FoxyTunes


6 Responses to “da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009”

  1. Carla said

    il malessere di vivere viene esaltato in questo rullio di tempie
    nel mondo che più non ascolta, non ci ascolta
    e la confusione si annida ovunque senza più
    l’antica fiaccola nel cuore.
    ma c’è chi ancora crede nell’airone.
    un bacio, Marina
    c.

  2. intimamente malinconica.

  3. si resta radicalmente ammutoliti dinanzi a tanta totalità in poesia

  4. resto sempre radicalmente (felicemente) ammutolito dinanzi a tanta totalità in poesia

    grazie Marina, e.

  5. cettina said

    Dopo aver letto questi versi penso a quando,giovanissima, l’aspettativa nel fututo era pura e incontaminata, cosciente , fiduciosa…invece adesso è così come descrivono questi versi di Marina, perchè non si tratta di malinconia, di pessimismo del poeta …E’ il mondo,invece di progredire come una sorta di promessa , se si vuole immaginaria, un grado di civiltà che doveva progredire di pari passo con il progresso,per motivi che inutile approfondire in questa sede, non è stato così…. e adessso questi versi si fanno leggere e ci confortano come una morbida coperta di pail.
    Complimenti, Cettina

  6. elio said

    Well if you’re looking for love
    honey I’m tougher than the rest

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