La poesia e lo spirito

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È scomparso lo scrittore Renzo Rosso

Pubblicato da massimomaugeri su ottobre 24, 2009

Renzo RossoHo appena appreso della morte dello scrittore Renzo Rosso (nella foto): voce importante del Novecento letterario italiano.
Ne parla in dettaglio Massimiliani Felli, nell’articolo che segue.

(Massimo Maugeri)

Addio a Renzo Rosso, grande scrittore italiano del Novecento
di MASSIMILIANO FELLI

Renzo Rosso, uno dei più grandi scrittori del Novecento italiano, è scomparso il 21 ottobre 2009, a Tivoli, ormai isolato, come in parte aveva voluto egli stesso, e come, dal canto suo, volle l’establishment della cultura italiana, che da tempo lo trascurava colpevolmente. Se n’è andato, a 83 anni, forse con il rammarico di non poter seguire la messa in onda – già programmata per il 25 ottobre, alle 20.30, su Radio3 – del suo gioiello, l’opera lirica L’imbalsamatore, musica di Giorgio Battistelli e libretto di Renzo Rosso, che aveva già mietuto successi in mezza Europa prima che qualcuno in Italia se ne accorgesse. Così confidava Rosso, con una punta di amarezza e una buona dose di disincanto, a chi faceva parte della piccola cerchia dei suoi collaboratori.
Parlando ancora una volta di Renzo Rosso, purtroppo nella più triste delle occasioni, non si può non affrontare l’eterno problema del canone: come narratore fu sodale dei più grandi (Calvino, Moravia, la Morante) e pubblicato per decenni ai più alti livelli (Einaudi, Garzanti, Feltrinelli, Mondadori); come drammaturgo fu artefice di alcuni dei più innovativi spettacoli nell’ambito, così poco attento ai testi contemporanei, del teatro “di parola” italiano del secondo Novecento; in entrambe le vesti più volte insignito dei maggiori riconoscimenti (finalista allo Strega, vincitore del Selezione Campiello, del Premio Pirandello, del Premio Riccione) – eppure Renzo Rosso è rimasto autore “per specialisti”. Le migliori storie letterarie ne citano le prime opere, considerandolo come l’ultimo esponente della scuola triestina, ma per la successiva produzione, nella quale Rosso riuscì a trovare vie sempre nuove, originali, alternative ai modelli di Svevo e Saba, non si trovò una “casella” opportuna. Tuttavia questa caratteristica, che certo non ne agevolò la fortuna in sede critica e accademica, era, ed è, la grandezza del lascito letterario di Renzo Rosso. Una poetica caleidoscopica, le cui mille sfaccettature sono tuttavia accomunate dal fil rouge della sua incrollabile etica laica, che va assolutamente riscoperta. Dal capolavoro della sua maniera “triestina”, La dura spina, al grande apologo de Gli uomini chiari (rispettivamente editi da Garzanti ed Einaudi, oggi difficili da reperire in libreria); dal suo romanzo storico, bestseller pluritradotto, Il trono della bestia (Piemme), agli ultimi capolavori, cui si è dedicata la giovane casa editrice romana Azimut (Il gabbiano nero, gli autobiografici Un passato intenso e L’adolescenza del tempo), che a breve pubblicherà un volume dedicato al teatro di Rosso, completo di bellissimi testi inediti.
Lo sguardo di Renzo Rosso, la tenacia di un engagement ancora indomabile oltre gli ottant’anni – in una parola: la sua saggezza – costituiscono un’eredità alla quale, anche a voler prescindere dai meriti estetici di uno stile tra i più incisivi e personali, non possiamo permetterci di rinunciare.

7 Risposte to “È scomparso lo scrittore Renzo Rosso”

  1. Felice Muolo detto

    In occasione della pubblicazione del mio ultimo romanzo presso Azimut, Guido mi fece conoscere l’opera egregia di Renzo Rosso. Lo ringrazio e mi associo alla grave perdita.

  2. elio detto

    Grandi o piccoli, tutti scompaiono.

  3. nadia agustoni detto

    Un ricordo affettuoso a cui associo il mio cordoglio.

  4. Non lo conoscevo, colpevolmente.
    Grazie Massimo per la memoria di questo Autore, provvederò a colmare la mia lacuna.

    p.

  5. ryun detto

    uno dei più grandi del secondo dopo-guerra e l’ultimo triestino di peso; dall’esordio scintillante dell’Adescamento alle ultime cose. Come taluni giocatori di calcio – immagino perchè concedeva poco – ha goduto di modesta considerazione.

  6. Ruggero detto

    Il più grande del secondo novecento italiano, non scherzo
    IL migliore

  7. Siempre que un poeta “se retira en su casa natural del universo” algo nos dice en la noche de obdervar en alto en silencio.

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