Affarinculu
Posted by fabrizio centofanti on October 30, 2009
da qui
e qui
L’abbiamo visto tutti. L’hanno commentato scrittori e specialisti, casalinghe, baristi, professori. Secondo me, c’è poco da dire. La fine della civiltà, l’inizio della giungla. Ammazzare come si offre un caffè, un gesto che non desta sentimenti, solo un filo di curiosità. Ci si passa sopra, fra tante cose a cui pensare. Affari di vario genere. Affari tuoi, affari miei. Affarinculu.
da qui















Roberto Plevano said
Questo filmato mi ha sconvolto come nessuna altra cosa tra quelle viste (in video o come testimone diretto, non importa, e la distinzione è sempre più confusa, comunque).
Sembra che l’assassino, andandosene via con calma, in pieno giorno, in mezzo alla gente, SORRIDA. Come se volesse dire: “avete visto, abbiamo vinto noi lupi”.
Quella che Saviano chiama “la banalità dell’inferno”, in realtà, sono le pallottole che colpiscono tutte le persone di buona volontà.
f&r said
se ne verrà mai fuori?
è una domanda che fa tremare perché ad oggi la risposta è sempre stata no.
ma continuiamo a sperare
f&r
franz krauspenhaar said
bello il gioco di parole del titolo e forte l’accostamento dei due you tube.
comunque stavolta i media hanno avuto la “fortuna” di avere un filmato bello e pronto. la differenza sta qui, credo.
annamaria orlandi said
Mi ha colpito la tranquillità dell’uomo ,appoggiato alla porta, che poco dopo sarebbe stato ammazzato. Non pensava certo di essere così vicino alla morte.Chi ha sparato,con la sinistra faceva le corna,quasi per esorcizzare una fine simile. La morte domina veramente questa scena,una morte anche spirituale.
sergio pasquandrea said
a proposito di morti e di schifo…
Elio said
Pensavo mi facesse più effetto.. che esecuzione pulita, professionale, pare quasi senza odio.. credevo che un colpo a bruciapelo alla nuca ti facesse schizzar fuori occhi e materia cerebrale, ma deve aver usato un piccolo calibro, un 22.. in fondo una morte abbastanza dignitosa, per uno che aveva accettato quel gioco.
Giocatore d'Azzardo said
Non so che dire, questo filmato non l’ho visto e, quando ho provato a guardarlo, era già stato rimosso. L’unica osservazione che posso fare è che questi filmati, questo modo di presentare la realtà, sdogana l’omicidio: abituano all’omicidio e alla morte per omicidio. Lo vediamo su Youtube e pare un film, ma non è un film e non si sdogana l’omicidio per qualche punto di share o per la curiosità morbosa di qualche perverso.
Abbiamo già sdoganato la pornografia, il sadomaso, arriveremo alla pedofilia e poi all’omicidio. Ma che gente di merda siamo? Va tutto bene fino a quando lo guardiamo da fuori?
Io piglierei a calci nel culo per tutta Italia, la grandissima testa di vitello che ha autorizzato o avuto l’idea di diffondere un video simile e, dopo il tour a calci in culo, gli rifilerei due 22 nelle ginocchia; tanto per spiegargli chiaramente che effetto fa una pallottola.
Blackjack.
mariapia said
Purtroppo è stato rimosso, credo che la coazione al familiare – con la violenza, e con la morte così ri violentata, nello sdoganamento,sia oggi dentro alla società dello spettacolo e dell’orrore quotidiano, per ammaestrare a qualcosa, tra la indifferenza e la nausée, ad esempio.
MPia Q
lucy said
ho visto il video su tg sky 24, non qui. sono perplessa sugli esiti. chi vede il video e riconosce l’assassino è probabilmente del giro e quindi tacerà, chi lo riconosce per altre ragioni avrà paura e tacerà ugualmente. a che serve? a sconvolgere mezza italia, a occhio e croce, perché l’altra mezza o è indifferente o applaude allo spettacolo. la morte come nei film, però non è un film: e chi sa ancora discernere si sconvolge, chi assorbe tutto come un blob vede la morte in diretta, poi uno spot, poi la morte nella fiction, poi uno spot e non reagisce, non si arrabbia. non trovo giusto che lo si sia mandato in onda. perché a chi è di sasso non fa niente, a chi ancora annaspa con i suoi sentimenti umani in questo letame, in questo brodo regressivo, fa un male cane.
fabrizio centofanti said
grazie.
il titolo è la reazione a una scena inaccettabile.
Saviano si augura una sollevazione popolare.
credo che non avverrà mai.
ma è possibile vivere senza sperare?
la funambola said
i genitori di stefano hanno deciso di mostrare il loro caro come un cristo deposto dalla croce
io ho guardato e mi è parso di vedere mio figlio
quell’uomo ammazzato come un cane, quegli uomini e quelle donne “terrorizzati” dalla paura che lo “scavalcano” non mi hanno detto niente
non sono un mostro, non lo sono proprio, ma forse sì
baci tristi
la funambola
fabrizio centofanti said
siamo tutti mostri, Fu.
finché non incontriamo qualcuno.
un abbraccio
fabry
Elio said
Io capisco i passanti, e non vedo proprio perché una persona normale dovrebbe esporsi a ritorsioni soltanto per “assicurare alla giustizia” uno fra le migliaia di assassini, effettivi o potenziali, che percorrono quel territorio. D’altronde Saviano le ha mostrate bene le radici profonde del fenomeno: pare che se venissero distrutti i proventi della malavita organizzata, per vie traverse sprofonderebbero anche molte imprese del nord! E’ stato molto convincente su questo punto, quindi i suoi appelli alla sollevazione popolare mi suonano un po’ “obbligati” dal suo nuovo ruolo. Credo che gli inquirenti abbiano fatto bene a diffondere il video: ogni elemento di verità che circola è positivo e penso provocherà reazioni complesse, che non si possono ridurre a banali alternative. Mostrare la facilità con cui si può venire ammazzati a tradimento può portare a qualche utile catena deduttiva persino gente poco avvezza ai treni di pensiero. Personalmente, l’episodio mi ha lasciato freddo ma non indifferente. Forse perché avevo già “consumato” tutta l’emotività sull’altro caso, quello di Stefano: che proprio coloro ai quali deleghiamo l’uso della violenza, e dunque dovrebbero difenderci, ne facciano un abuso talmente abbietto e vigliacco mi fa andare in bestia.. li farei impiccare in piazza, i colpevoli.
Giocatore d'Azzardo said
Elio, quando scrivi: “D’altronde Saviano le ha mostrate bene le radici profonde del fenomeno: pare che se venissero distrutti i proventi della malavita organizzata, per vie traverse sprofonderebbero anche molte imprese del nord!”, commetti due errori comuni.
1) Non fai i nomi, come non li ha fatti Saviano, delle aziende che sprofonderebbero e non si possono “vendere” anatemi senza dire chiaramente verso chi sono indirizzati gli anatemi.
2) Implicitamente, con quella frase, crei una giustificazione alla malavita: non si può distruggere altrimenti si distruggono anche aziende che danno lavoro a onesti.
Sono entrambe affermazioni molto pericolose. La prima perché si generalizza e si trasformano, in questo modo, in collaterali alla malavita anche persone onestissime, per il semplice motivo che sono titolari o azionisti di una società. Questo modo di ragionare e proporre “architetture sociali” non fa altro che rafforzare l’immagine della malavita, anche quando non è vero.
La seconda perché, con i soldi della malavita, non si fa impresa, ma si droga il mercato con imprese che, quando nascono, possono permettersi di fare ciò che vogliono andando a distruggere le imprese sane: quelle che nascono con l’impegno e la fatica. I proventi della malavita, da qualunque parte arrivino, non hanno MAI ricadute positive e questo dovrebbe essere chiarito una volta per tutte e gridato a gran voce, pretendendo, da chi lo deve fare, che si indaghi fino in fondo, non fornendo, consciamente o meno, una giustificazione.
Per quanto riguarda il filmato c’è una domanda che mi pongo: l’episodio è dell’11 maggio scorso. Oggi è il 31 Ottobre. Perché è rimasto così a lungo nei cassetti delle redazioni di tutti i giornali? Quella persona uccisa, se non è stata importante fino a ieri, e non è stata importante per SEI mesi, perché deve diventare importante ora? Perché la sollevazione ci deve essere ora e non doveva esserci SEI mesi fa? Perché si fanno ORA, con sei mesi di ritardo, ragionamenti compulsivi che hanno senso solo a fronte dell’emozione?
C’è qualcosa che non mi quadra in questo modo di fare informazione (???) ad “orologeria” e, fosse un caso isolato, potrei capire, ma pare diventata la regola: si tengono le notizie nel cassetto e si tolgono dalla cartucciera quando servono a “qualcosa” che nulla ha a che vedere con l’informazione. Non mi piace!
Blackjack.
Elio said
D’accordo per quanto riguarda i nomi, ma riportavo un’interpretazione generale del fenomeno che mi è sembrata persuasiva come esplicazione – la giustificazione pertiene ad un altro piano. D’altra parte proprio ciò che sono venuto ad apprendere in questi mesi sui lato oscuri della finanza (e quindi dell’economia stessa) mi porta ad una sorta di ripulsa verso reazioni puramente o prevalentemente sentimentali, che riconducono tutto a qualche misteriosa fiammella da accendere nell’anima: mi verrebbe quasi da chiedere polemicamente a cosa sia servita tutta la poesia prodotta dal secolo scorso in poi (con la sola eccezione di Ezra Pound) se non a distrarre le menti migliori mentre veniva perfezionato un meccanismo diabolico nel centro stesso della concretezza sociale. Certo che molte cose trovano un’inaspettata spiegazione adesso, altro che teoria delle catastrofi o general intellect!
Giocatore d'Azzardo said
Elio, se consideri che le tue valutazioni nascono da una “presa di coscienza” relativa ai meccanismi finanziari, capisci bene che, chi non parte da simili considerazioni (quanti sono?) non riesce a comprendere appieno il tuo commento e lo può alterare, dedurne una giustificazione. Specialmente chi ha avuto l’opportunità, o la voglia di approfondire alcune tematiche, deve pesare meglio le parole, senza generalizzare, per riuscire a comunicare in forma corretta.
La domanda che mi pongo è perché ti sfugga, avendo approfondito alcuni argomenti, la domanda sul perché questa notizia è stata tenuta nel casseto per SEI mesi. Non sono un esperto, ma con notizie che diventano “vecchie” nel giro di 48 ore non posso fare a meno di chiedermi perché!
Per chiudere: questa guerra, noi normali, l’abbiamo persa; ora dobbiamo riorganizzare le fila e cercare la rivincita. Non sarà facile.
Blackjack.
renatamorresi said
Non ho visto il video, certo il gesto dell’assassino che fa le corna durante l’esecuzione è emblematico: morte e spot, omicidio e scaramanzia, emozione pilotata…ce n’è davvero per invocare la banalità del male. O la banalità della nostra impotente indignazione.
Eppure bisogna dire no anche così, dirlo forte come un simbolo, dirlo meglio.
Un abbraccio sentito alla famiglia di Stefano Cucchi.
r
Elio said
Black, cercherò di fare più attenzione ma sinceramente non credo che, se pure venissi frainteso, la cosa potrebbe avere sensibili conseguenze. Riguardo a quel ritardo, certo mi appare strano, però meno di altre cose.. potrebbero aver fatto ricorso al filmato quale extrema ratio.. mi interesserebbe conoscere le tue ipotesi.
Gioatore d'Azzardo said
Elio, la mia ipotesi è semplicissima: hanno estratto ora dal cilindro quel filmato, per non parlare di altri argomenti più importanti. Vedi qualche altra motivazione? Io no e, il punto, è capire quali sono le notizie che hanno mascherato con questo can can: INUTILE!
Blackjack.
fabrizio centofanti said
grazie.
concordo con Black: non è normale che il filmato sia venuto fuori adesso.
c’è un sacco di cose che non sappiamo e che varrebbe la pena conoscere.
Mario pandiani said
Sono d’accordo e non sono d’accordo con blackjack, bisognerebbe piuttosto chiedersi perché si guarda la televisione, cosa ci si aspetta ancora da quella scatola infernale.
Gli esperimenti di Pavlov sono ormai interiorizzati; veline + omicidio + mulino bianco = famiglia felice, il problema vero è che un omicidio in diretta (+ o – diretta) non basta più, questa è la ragione dello scuotimento generale davanti a quel video.
La frontiera del reale è ormai una crociera costa, è come vedere un film porno a raggi x, più in là dell’esplicito non si può andare e il ritornello “non ho parole” è l’unica cosa che viene in mente, perchè questo mondo di informazione ha ucciso la parola, il sale ha perso il suo sapore.
Certo, il videoshock copre altre notizie più gravi, ma se ci dicessero che è la fiat che chiude perchè hanno sgominato le cosche che differenza farebbe, sarebbe più interessante se le aziende del nord che vanno a rotoli fossero rai e mediaset, se si oscurasse quell’abnorme barattolo di banalizzazione del vero da cui ancora ci si aspetta qualcosa.
Siamo scossi perché la sazietà ci ha resi insaziabili.
Ghega said
Io il video non l’ho visto perché non l’ho voluto vedere, è inutile dare la colpa ad altri, per esempio a una “visone a tradimento”. Se qualcosa non ci piace, non ci sta bene, è importante dare voce a quel “no” interiore anche con semplici gesti : click! Spento… che sollievo.
E’ chiaro che vogliono renderci apatici e poco reattivi, ma se li assecondiamo, se facciamo esattamente ciò che decidono per noi, ci assolveremo da ogni responsabilità e assolveremo anche loro, per una sorta di complicità.
Bisogna riscoprire il “no”, coltivarlo se non lo si trova più, andare a cercarlo nelle sue fasi embrionali (la noia, la stanchezza, il cinismo da impotenza) e lavorarci, fermarsi e porsi le domande scomode.
La battaglia contro truppe di specialisti (in comunicazione, psicologia, psichiatria, neurofisologia, antropologia e via andare) pagati per solleticare il morboso che è in noi la si può vincere solo guardandosi allo specchio senza nascondersi molto, giusto per capire dove non potranno più andare a colpirci. La consapevolezza di noi, di ciò che siamo realmente, non le panzane sociologiche che ci raccontano, ci aiuterà a liberaci dal giogo del bue. Non so a voi, ma a me essere trattata da bue fa schifo e vedere tante persone rassegnate fa pensare che, forse, per paradosso, bisognerebbe davvero provare quanto è pesante un giogo sul collo (in casa, per iniziare, va bene anche una sedia, il frigorifero da spostare da un piano all’altro, quando ve lo sentite lì, sul collo e sulla schiena, dategli un benedetto valore simbolico!).
Ghega
lucy said
veramente il video in questione dura pochi secondi, nemmeno il tempo di capire di che cosa si tratta. e poi: io invertirei la rotta: è un diritto del cittadino avere una televisione-informazione-formazione e non un mostro con sette teste da cui difendersi con un click. certo, si può decidere di non avere la televisione, si vive benissimo senza. ma quando la si ha e si pensa di poterne fare un uso accettabilmente corretto, non è giusto essere assaliti costantemente da visioni agghiaccianti, o volgari, o da comizi in diretta del premier non previsti. a me tutta sta confusione apocalittica che viene dallo schermo ricorda film come “strange days” e non è proprio il massimo.
lambertibocconi said
E’ notizia di oggi che il killer di Napoli è stato identificato grazie al video. Ora speriamo che lo arrestino. Così come è stata decapitata la potente famiglia Russo, altra notizia fresca.
Certo, se tutti ragionassero come Elio… Una frase così mi fa proprio cadere le braccia: “Io capisco i passanti, e non vedo proprio perché una persona normale dovrebbe esporsi a ritorsioni soltanto per “assicurare alla giustizia” uno fra le migliaia di assassini, effettivi o potenziali, che percorrono quel territorio”. E’ una filosofia davvero vigliacca, e lo dico con pacatezza (miracolo!).
Ghega said
Lucy, il tuo diritto è un falso diritto, la telvisione non ti propone ciò che è tuo diritto sapere, ma ciò che lei decide sia meglio per te sapere (ovvero meglio per lei); anche la tua possibilità di scelta è fasulla, non c’è sostanziale differenza tra le programmazioni, nemmeno le notizie sono diverse. Per chi fa televisione i telespettatori hanno un’età intellettiva da dodicenni (12!), orientamento nato negli U.S.A. qualche anno dopo il termine del secondo conflitto mondiale ed esportato con successo anche da noi e tutt’ora alla base della formazione di chi si occupa di programmazione televisiva. Che diritti pensi abbiano i dodicenni in quest’ottica?
Ghega
Ghega
fabrizio centofanti said
grazie.
esercitare il no sembra anche a me di vitale importanza.
basta che si eserciti il sì sul versante opposto.
Elio said
@Lambertibocconi che mi tira in causa. Non entro in valutazioni sul coraggio personale, che si possono tentare soltanto davanti a dei fatti, non a delle chiacchiere ipotetiche. Prova a fare un esperimento mentale: pensa ad una persona alla quale vuoi molto, ma molto bene (if any), che so.. una giovane figlia per esempio. Davvero la convinceresti ad esporsi a rappresaglie soltanto per far catturare un killer che ha regolato i conti con un altro killer? In tal caso per me sei un mostro.