Qualcun altro che ci pensa
Posted by fabrizio centofanti on November 12, 2009
da qui
Mi sono sempre chiesto perché si diventi prete in sette anni e sposi in sette incontri. Eppure, forse, è più difficile essere moglie, marito, durare una vita con la medesima persona. Avrei un progetto articolato per sensibilizzare alla complementarità, la gratuità, la crescita, la libertà, l’accoglienza, l’universalità. Il matrimonio è un abisso che si spalanca oltre la scenografia di fiori immersa nella musica di arpe e violoncelli. Trasmetterei l’entusiasmo della lotta quotidiana, la passione di una conoscenza mai conclusa, la resistenza alle mille insidie dell’amore. Ma che ne posso sapere? Sono soltanto un prete. Fortunatamente, vedo qualcosa che si muove; dopotutto, c’è qualcun altro che ci pensa.















f&r said
poni una questione spinosa, fabry.
da sempre l’essere umano ha dovuto fare i conti con il “pensiero” al di sotto della cintola;
oggi pare che i conti debba imparare a farli con il “pensiero del cuore”,ma pare abbia
dimenticato di averlo, un cuore.
un abbraccio
f&r
donmo said
Il primo quesito me lo sto ponendo in questi giorni, tenendo uno di questi corsi in preparazione al matrimonio. L’ho posto anche ai partecipanti, ma neppure insieme siamo riusciti a trovare una risposta.
Quanto al link, meglio sdrammatizzare con il grande Woody Allen: “Non parlare male della masturbazione: dopo tutto è fare sesso con qualcuno che amate” :-)
fabrizio centofanti said
Fides e Donmo, grazie.
l’importante è crescere.
ora vado a parlarne coi miei amici Loredana e Salvatore, che mi aspettano per cena.
hanno perso un figlio di 19 anni, ma hanno ancora il coraggio di lottare.
lucy said
forse perché prima c’è un fidanzamento di anni? oggi poi, certi si mettono insieme a vent’anni e si sposano a trentacinque. dirai che poi si separano a trentacinque e mezzo… :D
io il corso l’ho fatto in quattro puntate: un gesuita che parlava difficile, una coppia che ho detto sparatemi se divento solo un’unghia come costei, il parroco che ci ospitava, olvidable, un prete, don franco, impegnato con le comunità di recupero: l’unico che avremmo ascoltato e ascoltato e ascoltato.
il link è sgradevole: niente di moralistico, solo fastidio per la scempiaggine e il cattivo gusto.
mah…la spagna poi avrà da occuparsi di problemi di sanità pubblica, tipo diffusa perdita della vista, paralisi degli arti superiori, quelle cose che vengono paventate ai se…..i? il nome della regione mi ricorda luigi carrer:
Batte il pian d’Estremadura
indomabile un destrier;
tristo è il regno e n’han paura
duchi, prenci e cavalier.
notte.
lu
lucy said
scusa, fabry, ma non avevo letto i commenti. porta un abbraccio ai tuoi amici loredana e salvatore. a volte, sai, ci sono fasi di malinconia nella vita delle donne, e così, in quelle circostanze, mi scopro a pensare che cosa possa essere il dolore per la perdita di un figlio, nonostante nella mia famiglia ben due miei fratelli abbiano patito questo terribile evento. lo penso se sono molto giù, perché ho un’unica figlia di ventuno, e mi ritrovo di colpo inondata da lacrime silenziose e copiosissime, terrorizzata, e duro fatica a non diventare ansiosa con la mia creatura. un abbraccio grande a questi genitori coraggiosi e a te, attraverso cui passa molto dolore ogni giorno.
fabrizio centofanti said
lo farò senz’altro, Lucy.
solidarietà a chiunque è nel dolore.
e preghiera per portarlo con dignità.
Francesca said
Ciao Fabry,
il matrimonio è un cammino davvero difficile, ed io sto solo all’inizio :P quei sette giorni però sono stati molto importanti, le tue parole incoraggerebbero chiunque…Non bisogna arrendersi al primo intoppo la vita ci riserva tante cose, belle e brutte.
Grazie :)
Ti abbraccio
donenicoL said
I 7 giorni di cpm sono del tutto inutili, secondo la mia esperienza: noi abbiamo assistito a una farsesca competizione a chi esibiva virtù religiose più celesti, a parte noi e pochi altri. io esordì dicendo: “devo premettere che sono ateo” – non l’avessi fatto, una mi si è scagliata contro con contumelie e veri e propri anatemi… io stoicamente resistetti. alla fine della “messa” in scena, mi resi conto che dietro l’apparente fervore religioso degli sposandi stava una certa piaggeria gratuita nei confronti del prete, che si volatilizzò poi,una volta passati per l’ultima volta per l’uscio della porta dell’edificio della parrocchia. io divenni amico del parroco. per quanto riguarda la famiglia, secondo la mia (breve) esperienza è questione di costruire giorno dopo giorno un’edificio di affetti, di cure, etc, trascurando gli orpelli, le istanze materiali, l’eccessiva attenzione per le “cose”, ma questa costruzione deve essere libera, sentita da dentro, se no è meglio non sposarsi, non fare casini, perché in mezzo ci stanno i figli.
monica said
Un mio amico padre comboniano, per la festa della famiglia, ha detto “noi religiosi a volte pretendiamo dai laici la fedeltà nel matrimonio, e spesso invece, quando una comunità non ci va bene, chiediamo al provinciale di mandarci da un’altra parte: dov’è la nostra coerenza?” Essere “famiglia” non è una cosa che si impari coi corsi, così come, penso, non si “impara” ad essere preti o religiosi. Per tutte e due le cose ci vuole umiltà, capacità di rinunciare per l”laltro”, e tanto, tanto aiuto da lassu’.
Noi abbiamo avuto un “corso” eccezionale fatto da domma, ma lo stesso è un cammino difficile.
Un abbraccio
Monica
silvana said
Concordo con Monica. E penso che l’unico corso è la vita stessa. A me aiuta la fedeltà a una promessa, che è nostra e di Dio stesso: nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia… non sono parole vuote, il loro significato lo scopri solo vivendole. Anche se a volte è tosta!
lucy said
io sto ancora aspettando il lato a. fino ad ora ho visto di preferenza il lato b, senza ulteriori significati, plis! è tosta: altroché se è tosta! ma non sono morta, e neanche sopravvissuta, e non cambierei una virgola.
Giocatore d'Azzardo said
Interessanti questi spagnoli moderni :-) Fabrizio, sarà mica per quello che, in alcune zone, ci sono un sacco di falegnami? Dai passami la stronzata… :-D
Blackjack.
fabrizio centofanti said
chiedo scusa per il ringraziamento lampo e il saluto rapidissimo:
blackout pellegrinaggio.
un abbraccio a tutti
fabry
Salvatore said
TI DICO SOLO PREGA PER NOI, GRAZIE FABRIZIO
enne emme said
Vivo in Spagna, amici miei.
Qua é giustamente scoppiato uno scandalo. Extremadura é una regione che vive di finanziamenti e produce poco. Per esperienza personale (la mia ragazza viene da lí) so che c’é molta gente che si compra un appezzamento di terra, pianta due olivi, e vive dei fondi europei, senza piú muovore un dito.
Non mi sorprende che il corso l’abbiano organizzato proprio lí!!!
un abbraccio