La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica



Una volta al mese

Posted by fabrizio centofanti on November 13, 2009

da qui

Sembra che tutto frani: una reazione a catena, un domino di crolli assassini, falle improvvise si spalancano inghiottendo vite umane, animali, vegetali e minerali. Facciamo da soli: incriniamo i meccanismi naturali, provocando disastri, e celebriamo composti funerali di stato. Dovremmo organizzare cerimonie previe per i travolti dalla prossima catastrofe, annunciata, come sempre. Ci occuperemmo una volta al mese delle vedove e degli orfani, della  fragilità umana di cui dovremo rendere finalmente conto, prima o poi.

6 Responses to “Una volta al mese”

  1. f&r said

    la natura è madre e matrigna ma l’essere umano è spesso un figlio ottuso, incapace di prendersene cura.
    purtroppo.

    un abbraccio, fabry

    f&r

  2. Giocatore d'Azzardo said

    Fabrizio, lascia che cada, questa nostra terra; solo cadendo ti puoi rialzare!

    Blackjack.

  3. la funambola said

    …signora lei è una donna piuttosto distratta

    oggi mi sono frullate nella testa tutto il giorno
    che bello fabrizio, siamo alla telepatia! :)

    un abbraccio di conforto
    la funambola

  4. claudia said

    pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
    debba in qualche modo incominciare una chitarra.

    da ragazzina avrei voluto che alla fine delle mie dita incominciasse un violoncello:
    i miei non me lo hanno permesso e ormai è troppo tardi anche solo per rimpiangere.

    ciascuno di noi ha dentro frane senza rimedio, causate dalle distrazioni degli altri,dall’indifferenza, dalla sufficienza: è così e basta, (anche se poi non basta) come l’ora al mese della canzone.

    forse sarà l’attenzione a rovesciare il mondo

    ciao!

    claudia

  5. Carla said

    “catastrofe annunciata” è una dicitura più che giusta…
    il mondo va incontro alle catastrofi annunciate!

    Confidiamo in ciò che non possiamo prevedere.

    un abbraccio
    c.

  6. roberto bugliani said

    Quello che frana periodicamente è la dignità dell’essere umano che vive nella e grazie alla Madre Terra, la Pachamama, come la chiamano gli indigeni latinoamericani. E l’essere umano senza dignità è, direbbe Paolini, un miserabile. La natura risponde di conseguenza, rendendoci pan per focaccia.

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