La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per novembre 2009

Il vino tra terra e poesia

Pubblicato da giorgiomorale su novembre 6, 2009

Di una interessante manifestazione riguardante vino e arte, che si terrà sabato 7 novembre 2009 dalle 18 alle 22 presso le Cantine del Castello Conti, via Borgomanero 15, Maggiora (NO), propongo tre poesie e il ricco programma.

Perché scopri il tuo volto Signora, d’improvviso perché
sollevi il velo, perché esci correndo di casa
come preda di un vino
randagio che ti piaga la gola, come morsa dai cani del tuo
cuore affamato, perché?]

Maria Grazia Calandrone Leggi il seguito di questo post »

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Win for life

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 6, 2009

da qui

Si chiama Win for life e tutti sanno cos’è, ma non tutti colgono il feroce paradosso. La dignità del lavoro affidata all’alea di una lotteria. La saggezza della fatica quotidiana trasformata nell’illusione di un’astuta scorciatoia. Da noi si moltiplicano i poveri, i questuanti. Vorrei essere altrove, spesso, poi mi ricordo del capitolo 25 di Matteo, quello degli affamati sfamati e degli assetati dissetati, e resto qui. Ma la mente viaggia, penso a una cooperativa che permetta di trovare un impiego a questa gente, alla gioia di una dignità ritrovata, di un fallimento esorcizzato: vinci per la vita. Ma ho paura che sia una lotteria ancora più impossibile dell’altra.

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Due poesie [mie].

Pubblicato da Gaja Cenciarelli su novembre 6, 2009

donnanegativa[È la prima volta che pubblico su "La poesia e lo spirito" due poesie scritte da me.
Mi accosto a quest'arte con la massima umiltà. E confido nella generosità dei miei amici, poeti veri.
Grazie per l'attenzione.
Gaja Cenciarelli]

Sono un angolo

Sono un angolo
un limite, una rientranza.
Sono la polvere Leggi il seguito di questo post »

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Sono l’ultimo a scendere, di Giulio Mozzi: il primato della letteratura

Pubblicato da eziotarantino su novembre 6, 2009

“Ma che significa? Sappi che trascrivere così la realtà non ha senso! Ma neanche un fotografo fa così cacchio! Se qualcosa ti hanno trasmesso ispirato quelle due donne tu non sei riuscito a riferircelo!Perché scrivete così? Non ha valore!”

(commento anonimo, http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/04/dramma.html)

Mozzi sono l'ultimo a scendereHo imparato una cosa, fra le altre, dai racconti di Giulio Mozzi, pubblicati prima in rete e ora raccolti in un volume (edito da Mondadori) dal titolo “Sono l’ultimo a scendere” (frase tratta da uno dei pezzi più belli, L’ultimo). Questa cosa riguarda la verità del testo letterario. La sua autenticità assoluta, che nulla ha a che vedere con quella del mondo reale: il testo è vero in quanto tale, non in quanto riferisce porzioni, o insiemi della realtà.

Si è molto parlato della presunta autenticità/non-autenticità di queste storielle. Chi lo incontra non può trattenersi dal domandargli: ma davvero ti è capitato questo? davvero il poliziotto ti ha risposto così? davvero gli hai detto questa cosa qui? ma davvero il tipo ti ha telefonato alle cinque di mattina chiedendoti quella cosa lì?
Non diversamente da tutti gli altri, anche io al principio avevo voluto immaginare queste storie come vere. Anche io, quando uscivano sul blog, mi sono affezionato a Giuse’ e Tonino, sperando che esistessero veramente (la vita sarebbe un po’ più vivibile, quantomeno, se esistessero poliziotti come Giuse’ e Tonino). Poi ho capito. Bastava credergli, a Giulio, che questo ci ha detto e ridetto fino alla nausea.

Il fatto è che Giulio, dicendolo, non era credibile. Per due motivi.
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Barbiere, Barbieri e l’ira della casta: ovvero parlare della crisi (degli altri) e mantenere i privilegi (propri) di Oliviero BEHA

Pubblicato da Giovanni Nuscis su novembre 5, 2009

Era il tardo pomeriggio del 23 luglio, affocato nel caldo: la crisi si stava già abbondantemente mostrando ma in Italia se ne sapeva poco, almeno tra i non addetti all’economia americana e alle “bolle” del mattone e dei mutui. La Borsa era ancora su. Stavamo per precipitare ma nessuno ce lo diceva, se non in tempo utile anni fa figure di italiani straordinari come Paolo Sylos Labini. Leggi il seguito di questo post »

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Alto, fragile (Alda Merini)

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 5, 2009

da qui

Funerali di stato. Stato mentale. Stato mentale disturbato. Povertà, malattia. Perché mi lasci sola, quando sono viva, e mi abbracci ora, da morta? Non ho mai visto tanta gente, mi commuove. Perché mi abbracci solo ora, che non posso contraddirti? Sento le ali che spuntano nel cuore, con dolore. Come allora, quando la camicia di forza mi stringeva in una bara, come questa. Solo da qui distinguo la città, tanto desiderata. Tanto temuta. Cadete mura, perché ora mi abbracciano i miei concittadini, dalla memoria fragile, dallo sguardo triste.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO 15: I tempi della vita e quelli della Storia si intrecciano nel cerchio infinito del desiderio. A proposito di Alessandro Attucci, “Tempi”

Pubblicato da giuseppepanella su novembre 5, 2009

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

di Giuseppe Panella

I tempi della vita e quelli della Storia si intrecciano nel cerchio infinito del desiderio. A proposito di Alessandro Attucci, Tempi, Carmignano (PO), Attucci Editrice, 2008

«Mezzo secolo è passato, Bogardo. Mezzo secolo è passato, Bogardo, / dal vostro sangue lacerato. / Il tempo grava su voi sospeso, immane. / Parole, ancora molte, dicono di voi; / contro chi nega che fu chi morì / per il bene e chi per il male; / e a trarvi sempre oltre / la grigia linea del tempo / che viene innanzi / come un cieco, vecchio ma instancabile, / dallo sguardo immoto. / Ma ti penso, ora io, con amore. / Di figlio di una donna / che era della tua gente / e della tua triste sorte» (p. 171).

Bogardo è Bogardo Buricchi, uno dei martiri di Figline in terra di Prato saltato in aria insieme a otto vagoni ferroviari carichi di dinamite con gli altri suoi compagni di lotta partigiana in un soleggiato mattino di giugno del 1944. Buricchi rappresenta, quindi, tutti coloro i quali non vollero venire meno alla scelta morale fatta alla caduta del fascismo, quella scelta che li spinse a lottare in maniera aperta e determinata contro i nazisti e i loro collaboratori italiani. In suo nome, allora, è lecito parlare contro chi, nel tempo odierno, vorrebbe dimenticarne la vita e le opere e alzare, alta e forte, la propria voce per rivendicarne e ricordarne, invece, il sacrificio come esempio da sottoscrivere e indicare alle più giovani generazioni. La memoria si rovescia in scrittura e il ricordo in caldo afflato lirico che cerca di separare la morte dalla vita ed esaltare quest’ultima trasformandola in sostanza d’amore e di desiderio di un tempo migliore.

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Lara Lucaccioni, E i seni azzurri

Pubblicato da rmorresi su novembre 5, 2009

 figura de convite varejao

 

Si stringe la schiera delle domande
che non ti faccio che muoiono dentro
non sapere è la risposta più adatta
per sopravviverci e trasfigurare

Solo la meraviglia ci consola
della sospensione cieca di noi
lo stare di un respiro solo nostro
la mano che mi sfiora e si ritrae

me ne resto discreta a sorvegliarti
gli occhi a proteggerti senza pregare
tra la terra che pesa e ci sprofonda

noi galleggiamo lo stesso nell’aria
vinciamo i sorteggi col tempo ingordo
superstiti che contano le ore.

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8° Premio Turoldo

Pubblicato da lapoesiaelospirito su novembre 4, 2009

E’ pubblicato il bando di partecipazione alla ottava edizione del Premio “David Maria Turoldo”. L’edizione di quest’anno prevede importanti novità per i partecipanti:

a) La possibilità di inviare una nota di presentazione dei propri testi;

b) La possibilità di inserire la recitazione dei testi medesimi in formato audio o video, che la segreteria del premio si farà carico di convertire in formato MP3 se l’autore non lo sa fare da solo. La segreteria provvede anche al montaggio e alla conversione di formati video.

c) La possibilità di ricevere note critiche da parte dei lettori

Quanto sopra, oltre ad importanti meccanismi di trasparenza che si potranno leggere sul bando, caratterizza il Turoldo come uno dei concorsi più trasparenti, più aperti e più partecipativi fra i premi letterari italiani, con giurie esclusivamente composte da poeti o da critici che hanno premiato, nelle passate edizioni, artisti di indubbio talento.

L’introduzione dell’audio e del video in questa edizione, intende avvicinare di più chi scrive a chi apprezza la poesia; siamo infatti convinti che la poesia debba tornare alla forma orale, che ci sembra più comunicativa e più fedele alla sua natura oltre che alle sue origini. Internet ci fornisce la tecnologia adatta allo scopo e quindi ci sembra importante tentare questa possibilità per il bene, crediamo, della poesia stessa.

I premi in palio ammontano a 1000 € (primo premio) e 400 € (primo premio under 25).

Il premio Turoldo non riceve sponsorizzazioni e il ricavato, escludendo le quote premio, viene interamente devoluto a fini sociali.

Premio David Maria Turoldo

8° edizione – anno 2009

Regolamento per la partecipazione

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“Una missione fortunata e altri racconti” di Guido Morselli

Pubblicato da francesco sasso su novembre 4, 2009

una missione fortunata- morselli

di Francesco Sasso

 

I racconti de Una missione fortunata e altri racconti di Guido Morselli (Nuova Editrice Magenta, 1999) abbracciano un arco ampio che va dal 1937 (il reportage Vecchia Francoforte) al 1972.

Nella prospettiva di una ricostruzione accurata dell’opera di Morselli, non potevano mancare questi racconti. In loro rintracciamo i temi consueti della narrativa di Morselli, perlomeno nella produzione matura a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta in poi, quali il tema della scoperta del male, il tema fondamentale del suicidio e del contrasto tra fede e ragione critica.

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Il suo parere

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 4, 2009

da qui

La gente preme, urla, fai fatica ad avanzare. Il mondo è appannato, i capelli ti ricadono sugli occhi, pieni di sangue. Donne che piangono, bambini che giocano con piccoli oggetti di legno. Ti attira lo sguardo di uno di loro: ha gli occhi spalancati di chi vuol capire. Strattona la veste della mamma, vuole seguirti, vedere come va a finire. E’ li’ quando i chiodi penetrano i polsi, mentre un fiotto di sangue disseta la terra appena colorata da ciuffi d’erbaccia. La croce viene issata da quattro soldati impolverati. Il bambino sgrana gli occhi, è affascinato dallo spettacolo terribile. Dopo un po’ china la testa per scrivere qualcosa sul tema assegnato dalla giovane maestra: Pensate che il crocifisso debba essere tolto dalla classe? Il bambino alza lo sguardo: sembra chiedere all’uomo insanguinato il suo parere.

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Nadia Agustoni, “Taccuino nero”

Pubblicato da giorgiomorale su novembre 4, 2009

TACCUINO NERO COPERTINA

Taccuino Nero di Nadia Agustoni
di Francesco Tomada

Sono pochi, e spesso arrivano da piccole ma validissime case editrici, i lavori in poesia che riescono a scavarsi uno spazio nella vasta produzione odierna grazie alla loro unicità ed alla loro pienezza, e uno fra questi è il Taccuino Nero di Nadia Agustoni (Le Voci della Luna, 2009), una raccolta densa, costruita su una scrittura matura e potente. Leggi il seguito di questo post »

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La penosa carnevalata italiana

Pubblicato da sgolisch su novembre 4, 2009

 

“Stabat Mater”:  Il tanto osannato romanzo di Tiziano Scarpa

 

di Franz Haas

 

Taluni premi letterari non sono nemmeno più una garanzia che le opere premiate siano di fatto un vero e proprio ciarpame, e anche viceversa è raro avere una garanzia di qualità. Ciò vale anche per il Premio Strega che viene assegnato dal 1947 al migliore libro italiano dell’anno, il più delle volte ad un’opera in prosa. Specialmente negli ultimi anni il premio è divenuto semplicemente il bottino delle grandi case editrici, e prima di tutte del gigante Mondadori e dei suoi alleati appartenenti all’impero mediatico di Berlusconi. Quanto a scalpore mediatico, il Premio Strega è paragonabile al Deutscher Buchpreis e, anche sull’ultimo vincitore, Tiziano Scarpa, si è, come sempre, molto discusso. Antonio Scurati, il suo più acerrimo rivale, ha dichiarato in una pubblica faida che Scarpa rappresenta “il sintomo della degenerazione della società intellettuale in Italia.” Ammettendo pure che a parlare sia l’astio del perdente, c’è qualcosa di vero in queste parole. Il reale scandalo non è tuttavia nella combine mascherata degli editori, bensì nella resa della critica letteraria al business – critica che non è in grado né di impedire l’incoronazione di un romanzo così terribilmente banale come è “Stabat mater” di Scarpa, né di affermare che il re è nudo. Leggi il seguito di questo post »

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METROMORFOSI 28

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su novembre 3, 2009

Metromorfosi 28

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infocritica free-magazine

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Programmone di novembre

Pubblicato da lambertibocconi su novembre 3, 2009

Rassegna “I GIOVEDI’ DI SUD”
(a cura di Francesca Genti e Anna Lamberti-Bocconi)
Ogni giovedì alle ore 20.45 al Circolo Culturale SUD, via Corsico 5, Milano

Novembre 2009 – “Ti RINGRAZIO, CUORE MIO: NON CIONDOLI, TI DAI DA FARE” (Wislawa Szymborska)

5 novembre: festa e slam poetry

Inauguriamo alla grande la nuova stagione e il nuovo locale con uno slam poetry e mille brindisi. Stasera mi butto! Con tutti noi e gli amici di tutti noi. Divertimento assicurato e molte sorprese. Per iscriversi allo slam, scrivere a f.genti@email.it entro e non oltre mercoledì 4 novembre. Leggi il seguito di questo post »

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Tango due

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 3, 2009

da qui

Che abbiamo fatto per meritarci questo? Lo segnalo invano, non ci accorgiamo più della violenza. Se toccassimo con mano i mille modi in cui spiano il mondo intero, ci crederemmo ancora liberi, ancora balleremmo il nostro tango, come niente fosse.

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I racconti dell’età del jazz 10 / le mani di Thelonious

Pubblicato da mbaldrati su novembre 3, 2009

Thelonious-Monk-Underground

di Sergio Pasquandrea

Sono quasi vent’anni che mi interesso di jazz, e ne ho sentite tante.
Ho sentito dire che il jazz è musica per intellettuali, che è complicato, incomprensibile, o nel migliore dei casi che è fico, cool, “un sacco yeah”, come diceva un mio amico.
Però spesso sfugge un particolare: che il jazz è musica di origine africana, quindi è musica che parte dal corpo e deve arrivare al corpo, deve farti muovere, farti battere il piede. Altrimenti è tutto inutile.
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Provocazione in forma d’apologo 135

Pubblicato da robertorossitesta su novembre 3, 2009

“Era un piccolo lago incantato: giaceva nel centro di un lieve avvallamento del terreno completamente circondato da una modesta altura le cui pendici, da un versante e dall’altro, erano verdi d’alberi; proprio come si fosse trovato dentro il cratere di un vulcano spento. Non era visibile, dunque, neppure da breve distanza, se non si sapeva che c’era, e non si scalava l’altura; e parimenti invisibili erano l’immissario e l’emissario, che dovevano scorrere nel sottosuolo: se le sue acque non fossero state sempre limpide e fresche lo si sarebbe detto uno stagno.” Così diceva l’antico libro famoso, che tante volte avevano letto e commentato insieme.
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Inevitabilmente

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 2, 2009

da qui

a Giovanni

Arriva all’improvviso: interrompi tutto, è il minimo, quando giunge la notizia di una vita spezzata. Ci si mette nei panni. Quali? Gli abiti del fidanzato disperato, che ha perso la sposa dei suoi sogni, o quelli lacerati della giovane travolta dalla corsa folle del camion? Il taglio è lo stesso: un mondo esposto alla morte in ogni istante, in attesa di una semplice carezza, una condivisione disadorna. Mi deridono perché concludo ogni dialogo con lo stesso abbraccio. E’ il viatico per una tragedia meno inaccettabile. Amico mio, non sperimenterò il vuoto che ti assedia: ne colmerò un angolo, per farlo meno freddo. L’anima è energia che vortica, riscalda. Inevitabilmente, abbraccia.

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Vivalascuola. “Prufissuri, ma di che legalità va parrannu?”

Pubblicato da giorgiomorale su novembre 2, 2009

Alte cariche dello Stato che flirtano con minorenni, un premier corruttore, il potere esecutivo che offende quello giudiziario, trattative fra Stato e mafia, collusioni tra politici e camorra, governatori e politici dalla doppia vita, amministratori che incitano al razzismo, stili di vita che disprezzano la precarietà lavorativa ed esistenziale di questi anni…

Esempi per i giovani
di Pasquale Almirante

Le cronache che da qualche giorno stanno infestando le pagine dei maggiori quotidiani italiani, oltre agli affaire erotico-privati (che tuttavia hanno correlazioni perfino col più vecchio mito e la più vecchia storia) dei vari presidenti, riportano il convitato inquietante della cocaina che pare girerebbe dentro il Palazzo a fiumi, ma che a noi serve per riflettere soprattutto in funzione del suo rispecchiarsi dentro la scuola. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 13 Commenti »

 
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