La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

La ricerca del Graal (II)

Pubblicato da robertoplevano su dicembre 13, 2009

di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

(puntate precedenti: I)


**Il sistema filosofico di Hegel**

Hegel interpreta i due processi paralleli della Natura e dello Spirito come momenti dialetticamente congiunti di un medesimo e solo processo, attraverso il quale l’Idea si realizza fino a prendere pieno possesso di sé nell’Autocoscienza.

L’idealismo diventa assoluto, in quanto tutta la realtà è ricondotta all’Idea annullando il dualismo tra Natura e Spirito.

Il principio assoluto della realtà è una unità che si viene costituendo attraverso le distinzioni, è il risultato di uno sviluppo che implica la coincidenza degli opposti: il finire di essere e il cominciare ad essere, non esser più ed essere ciò che non si è ancora. La tesi, l’antitesi e la sintesi sono i tre momenti della vita reale.

All’inizio l’Idea non può conoscere se stessa, essendo immanente, “contenuta” al pensare; per conoscersi deve farsi Natura, farsi altro da sé: la Natura è l’esteriorizzazione dell’Idea. Infine rientra in se stessa come Spirito, pensiero concreto di sé medesima. I gradi di sviluppo della realtà sono quindi l’Idea, come essere in sé, la Natura, come essere fuori di sé, e lo Spirito, come essere in sé e per sé, l’essere che ha la coscienza di sé.

Nella Natura può emergere soltanto una soggettività empirica: il rientro dell’Idea in se stessa è il ritorno dalla Natura allo Spirito in cui si accende la luce della coscienza, che nel primo stadio, come Spirito Soggettivo, non oltrepassa i limiti della coscienza individuale; quindi come Spirito Oggettivo si ha l’obiettivazione di forme e istituzioni superindividuali potenziatrici dell’energie dell’individuo. Ma lo Spirito raggiunge l’infinitezza e l’eternità della sua natura solamente sciogliendosi da ogni limite, divenendo Spirito Assoluto in tre progressive manifestazioni: l’Arte, come intuizione dell’infinità nel finito: il Bello; la Religione, come unità del finito e dell’infinito: il Divino; la Filosofia, come coscienza di sé, l’autocoscienza, e la realizzazione della Libertà assoluta dello Spirito.

(continua)

2 Risposte to “La ricerca del Graal (II)”

  1. [...] (puntate precedenti: I, II) [...]

  2. [...] precedenti: I, II, III, IV, V, [...]

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