La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per febbraio 2010

L’amore dei lettori [3]

Pubblicato da paolocacciolati su febbraio 14, 2010

Fuori nevicava in modo assolutamente torinese. Dentro, ho riempito la sala con i miei amici, più un paio di dame con briciole di biscotti agli angoli del rossetto, più un ragazzo con l’aria da aspirante scrittore. Più lui. Uguale a Geremia di Alan Ford. Stessa testa lucidata, stessi occhialetti monarchici, stesso angolo di mascella puntuta. Gli mancava solo la copertina con i rattoppi.
L’introduttore, peraltro bravissimo, non sapeva come fare ad introdurmi. Leggi il seguito di questo post »

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La ricerca del Graal (XI)

Pubblicato da robertoplevano su febbraio 14, 2010

di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X)


*** *** *** Leggi il seguito di questo post »

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Appuntamento col mito

Pubblicato da mbaldrati su febbraio 13, 2010

di Mauro Baldrati

Al cinema Lumière di Bologna, una sala della Cineteca, dove talvolta è possibile vedere film rari e dimenticati, c’è l’evento: James Ellroy è in tournée per presentare il suo nuovo libro, Il Sangue è randagio. Dopo una puntata in televisione, da Fabio Fazio, affronta i lettori dal vivo. Questo romanzo conclude la trilogia iniziata con American Tabloid (e continuata con Sei pezzi da mille), per me il suo capolavoro, un modello insuperabile di romanzo storico moderno, documentato, cattivo. Il sangue è randagio parla degli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy, tornano i famigerati Hoover e Howard Hughes, Nixon, il crimine, la corruzione, la violenza, la politica lercia. Parla di “uomini duri e cattivi che si innamorano di donne forti”.

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Io sono normale

Pubblicato da pamelacanali su febbraio 13, 2010

Io sono una persona normale, ho un lavoro, una casa, perfino un fidanzato, che ogni tanto riesumo e maltratto. Una famiglia no, ho appena litigato con lei, la stronza, e le ho detto che non voglio vedere più nessuno di loro. La famiglia la cancello con una ics, tanto non serve a niente. E’ meglio, con questo caldo, risparmiare le forze e le parole.

Non posso stare qui sul balcone, perché mi guardano tutti, quelli del palazzo di fronte, anche i bambini piccoli. Mi guardano anche quando sembra che facciano altro, mi guardano con la coda dell’occhio. Chissà che cazzo vogliono, forse pensano che ci sia qualcosa di sbagliato in me. Ma certo, mi criticano, criticano le mie tute e magliette, il mio modo di stendere il bucato e le mie piante. Faccio un cenno di saluto a quella maledetta, che continua a guardarmi, fingendo di giocare con il mostriciattolo nano che sta allevando. Anche due complimenti al piccolo che cresce, per nascondere quello che penso di loro, che mi impediscono di stare qui, sul balcone, sul divanetto di vimini con accanto un tavolino, sempre in vimini, a leggere le mie riviste di moda e di attualità. Rientro in casa. Magari adesso esco. Leggi il seguito di questo post »

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INTRODUZIONE A “REALISMO E FANTASIA” DI GUIDO MORSELLI. Saggio di Valentina Fortichiari

Pubblicato da francesco sasso su febbraio 12, 2010

[Per gentile concessione dell’autore Fortichiari e dell'editore, pubblichiamo l’introduzione al volume Guido Morselli, Realismo e fantasia, Nuova editrice Magenta, 2009. (f.s) ]

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di Valentina Fortichiari

 

Nel 1947, anno in cui Heidegger pubblica la Lettera sull’umanismo, il Nobel per la letteratura viene assegnato ad André Gide; nasce il Premio Strega, che incorona Ennio Flaiano con Tempo di uccidere; il Premio Viareggio lo vince un libro postumo: Lettere dal carcere di Antonio Gramsci. Escono, fra gli altri, Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini, La romana di Alberto Moravia. Il trattato di pace di Parigi sanziona perdite territoriali per l’Italia; viene promulgata la Costituzione della Repubblica Italiana. Gandhi pronuncia il discorso sulla non violenza. Charlie Chaplin gira il film Monsieur Verdoux. Sono dello stesso anno Il diavolo in corpo di Autant-Lara, con Gérard Philipe, La Signora di Shangai di Orson Welles, con Rita Hayworth. Nasce con la Polaroid la fotografia istantanea. Fausto Coppi vince il giro d’Italia; Lucia Bosè è incoronata Miss Italia.

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Potere e appalti: l’altra Protezione civile

Pubblicato da giorgiomorale su febbraio 12, 2010

di Giovanna Baer

Deroga straordinaria alle leggi sugli appalti, milioni di euro da gestire, una short list riservata di imprenditori amici: ecco perché per alcuni, prevenire un disastro naturale è economicamente meno conveniente che lasciarlo accadere.

2 luglio 2009. Il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, titolare di una delle inchieste su Giampaolo Tarantini e la sua lobby di affari, escort e politica, interroga Enrico Intini, imprenditore barese. Leggi il seguito di questo post »

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da Vigilia di sorpasso, 2009-2010 di Marina Pizzi

Pubblicato da Marina Pizzi su febbraio 12, 2010

il vestitino bizantino della bambina

bene

cozza con la polvere nera

con il gesso bianco della maschera

funebre.

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An education (sentimental)

Pubblicato da eziotarantino su febbraio 11, 2010

[per quanti sforzi si possano fare è impossibile parlare di un film, come di una qualsiasi opera narrativa, senza entrare nel dettaglio della trama. Perciò si pregano tutti coloro che desiderino andare a vedere il film al cinema, o in DVD fra 4 mesi, di astenersi dalla lettura]

Ci sono alcune cose interessanti nel film “An education“, diretto da Lone Scherfig, una bella signora che fino ad oggi aveva all’attivo una serie di film dai titoli pieni di å e di ø, scritto da Nick Hornby (lui lo sapete chi è), candidato all’Oscar come miglior film (esagerato), migliore attrice protagonista (idem: lei, Carey Mulligan, cerbiattescamente Audrey Hepburn di Vacanze romane, è brava e deliziosa, ma insomma, la Meryl Streep di Julie & Julia è anni luce superiore) e migliore sceneggiatura non originale (questa ci può stare, ma io ho un debole per il vecchio Nick).

Tra altri pregi (la cura minuziosa ancorché non manieristica per i particolari, dai vestiti all’arredamento, ai caratteri dei personaggi minori funzionale a rendere viva e palpitante la swinging London anni sessanta in cui è ambientata la storia – storia che si può sintetizzare così: Jenny, giovane studentessa di liceo, intelligente, sensibile ed emancipata quanto basta  rampolla di famiglia molto piccoloborghese che investe tutto sulla di lei formazione come arma di riscatto cultural-sociale, viene sedotta da David, simpatica canaglia che le promette una vita allegra, movimentata e rutilante nel sogno della quale la giovine lascia gli studi e la prospettiva di una tediosissima e inutilissima laurea in lettere da faticosamente guadagnarsi ad Oxford. La ragazza, però, aprirà gli occhi eccetera eccetera) dicevo, fra altri pregi, ce n’è uno che mi ha intrigato, anzi due.
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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.27: Enkidu. Laura Pugno, “Gilgames’”

Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 11, 2010

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

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di Giuseppe Panella

Enkidu. Laura Pugno, Gilgames’, trad. spagnola di Beatriz e Carolina Castellary, trad. francese di Michele Zaffarano, Massa, Transeuropa, 2009

Dodici brevi componimenti in onore di Gilgames’, il protagonista del primo poema epico finora conosciuto della storia dell’umanità compongono un poemetto solido come pietra e duro come il metallo che lo ha forgiato (di esso i traduttori in lingua ispanica e francese danno assai bene l’idea della possibile diffusione e comprensibilità verbale). In esso, il nome dell’eroe non viene mai fatto come pure quello del suo amico e fraterno sodale Enkidu alla cui vicenda (e sfortune) alcuni versi sono pure dedicati. Scrive Massimo Gezzi nella sua nota Su Laura Pugno:

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“Scuola, la riforma non basta contro la crisi culturale: oscuriamo la tv che spaccia sogni e fregature” di Marco Lodoli

Pubblicato da Giovanni Nuscis su febbraio 11, 2010

E così la riforma della scuola è arrivata in porto. Ora bisogna capire se veramente produrrà la svolta epocale prevista dal governo o se si tratterà solo di contare quanti insegnanti perderanno il lavoro, quanti precari rimarranno al palo, quanto denaro si risparmierà sulla pelle dei lavoratori. Semplificare è sempre giusto, su questo non ci piove, negli ultimi anni la scuola, in preda ad astratti furori, aveva moltiplicato fino all’inverosimile corsi e varianti, confondendosi tristemente. La mia impressione, avendo girato per molte scuole italiane, è che in provincia e nel centro delle città più grandi le cose funzionassero discretamente: il disastro l’ho toccato nelle periferie. Leggi il seguito di questo post »

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Punto e a capo. Presente passato e futuro del movimento zapatista. Subcomandante Marcos intervistato da Laura Castellanos.

Pubblicato da nadiaagustoni su febbraio 10, 2010

Punto e a capo. Presente passato e futuro del movimento zapatista.
Subcomandante Marcos intervistato da Laura Castellanos.

di Nadia Agustoni

Lo zapatismo non è più di moda. Si parla sempre meno del Chiapas e del movimento insurgente che dal 1 gennaio 1994 è la coscienza politica della società civile della regione del sud est messicano e in larga parte anche del Messico. Gli zapatisti non piacciono più. Troppo poco manipolabili, troppo sopra le righe il loro fare “dal basso”. Gli intellettuali di sinistra, sia messicani che internazionali, hanno abbandonato il loro impegno a favore dell’EZLN e delle popolazioni indigene del Chiapas. L’autonomia del movimento zapatista e la figura di Marcos – come politico e come intellettuale – sono alla fine entrate in conflitto con l’idea che la sinistra ufficiale del Messico e dell’Europa si è costruita riguardo l’essere di sinistra. Tuttavia il lavoro degli zapatisti non si ferma. Leggi il seguito di questo post »

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Freud (La conquista dello spazio 9)

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 10, 2010

Proseguiamo la perlustrazione delle sette stanze, soffermandoci su quella occupata dalla critica freudiana. Il padre della psicanalisi non ha dato indicazioni precise su un’applicazione della teoria alle opere d’arte: si è limitato ad appunti che i critici hanno interpretato o ampliato, a seconda dei casi. Interessante il paragone, cui Freud allude, tra poesia e fantasie isteriche, per quanto poco gratificante per la dignità del poeta. La rimozione e la conseguente produzione di un sintomo, come rappresentazione sostitutiva, avvia la trasmissione del messaggio secondo codici diversamente decifrabili. Leggi il seguito di questo post »

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Festival Licenze Poetiche – Macerata

Pubblicato da rmorresi su febbraio 10, 2010

*
“se tutto sembra scritto, ancor prima di cominciare,
un bel giorno comincia davvero”
(B. Frabotta, Quartetto per masse e voce sola)
*

Dall’11 al 14 febbraio 2010

 con:  

Yitzhack Laor, Biancamaria Frabotta, Tiziano Fratus, Maria Grazia Calandrone, Chiara De Luca, Eleonora Pinzuti, Salvatore della Capa, Matteo Fantuzzi, Massimo Sannelli, Evelina De Signoribus e i poeti di Licenze Poetiche.

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INCONTRO: LE LETTERE RITROVATE di Guido Morselli

Pubblicato da francesco sasso su febbraio 10, 2010

VENERDI 12 FEBBRAIO ALLE ORE 18 

  

PRESSO LO STORICO CAFFE’ VENIANI  E ANTICA  PASTICCERIA DI  GAVIRATE 

(Piazza Matteotti, 4 tel.0332-743084) 

  Romano Oldrini  

 presenta il saggio 

 L E  LETTERE  RITROVATE 

  di Guido Morselli 

   a cura di Linda Terziroli                         

 

ALLA SERATA SARANNO PRESENTI L’AUTRICE E L’EDITORE 

 

Sito: www.nuovaeditricemagenta.it

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Mio padre mi regalò un orologio

Pubblicato da rosellapostorino su febbraio 10, 2010

Quando mi sono venute le mestruazioni per la prima volta, mio padre mi regalò un orologio. Non venne da me, non chiuse la porta, non mi cinse la spalla per farmi uno di quei discorsi che si vedevano nei telefilm americani. Non disse nulla a tavola, non mi chiese come stavo, se avevo mal di pancia o meno, se mi sentivo strana o del tutto identica a prima, tacque fino al momento dell’orologio. Leggi il seguito di questo post »

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Rivoluzioni, teoremi e Intellettuali radicali. Slavoj Žižek, “In difesa delle cause perse” – Zygmunt Bauman, “Capitalismo parassitario”

Pubblicato da francesco sasso su febbraio 9, 2010

Punire gli oppressori dell’umanità: questa è clemenza.
Perdonare loro sarebbe barbarie. Il rigore dei tiranni
ha come fondamento soltanto il rigore: quello del governo
repubblicano ha invece come sua base la beneficenza.

Michael Crichton (Preda)

Non c’è rivoluzione senza rivoluzione
Robespierre

di Antonino Contiliano

Slavoj Žižek, In difesa delle cause perse, Ponte alle Grazie, Milano, 2009.

Zygmunt Bauman, Capitalismo parassitario, Laterza, Bari, 2009.

Si sa chi ha il potere di opprimere, e chi non ha potere. Il Capitale opprime e i loro preti, e l’economia liberista globale è la rete della cattura. E la cattura non è certo quella dell’immaginazione al potere, quanto quella del profitto a tutti i costi e senza sconti: modello delle privatizzazioni e delle catastrofi. Il Welfare state dei ricchi contro i poveri e i Sud del mondo. Una strategia e una tattica cinica di catastrofi umanitarie, ambientali e planetarie.

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ESSERE TRA LE LINGUE – Viaggio nell’Italia neodialettale #1: Carlo Falconi

Pubblicato da rmorresi su febbraio 9, 2010

Sono un setaccio che lascia

passare solo la passione

di stare al mondo

*

[Prima di partire per un lungo viaggio. Accade per la prima volta che su un sito di ampia visibilità, si ospiti una rubrica interamente dedicata alle scritture neodialettali, in cui appariranno autori e autrici di tutte le età, lingue, aree o orientamenti culturali: lirici e antilirici, epici e visionari, visivi e narrativi, mescidatori e sperimentali, puristi e meticci. All’occasione, segnaleremo altresì antologie, riviste, iniziative e studi relativi ai dialetti. A mo’ di augurio, apriamo con i versi di Carlo Falconi, classe 1975, già autore in lingua, ora esordiente con una plaquette di versi scritti nella parlata della vallata del Santerno. Un augurio per il suo libro d’esordio e pure per questo nuovo appuntamento Leggi il seguito di questo post »

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Provocazione in forma d’apologo 146

Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 9, 2010

È da poco uscito un mio libro di versi. Un paio di recensioni anodine, qualche lettera dai pochi amici di una vita, e il lavoro riprende, anzi continua.
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Franco Fortini: Per un buon uso delle rovine

Pubblicato da giorgiomorale su febbraio 8, 2010

Martedì 9 febbraio 2010 ore 21, Milano
Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia 1

Franco Fortini: Per un buon uso delle rovine

storia d’Italia tra poesie e prose

uno spettacolo di Ezio Partesana
a cura di Ennio Abate

Ingresso libero

con Oliviero Corbetta
Interverrà Giancarlo Majorino Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.32: Riflessioni necessarie su Giuseppe Berto. Aa. Vv. “Giuseppe Berto: Thirty Years Later” a cura di Luigi Fontanella e Alessandro Vettori

Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 8, 2010

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

______________________________

di Giuseppe Panella

 

Riflessioni necessarie su Giuseppe Berto. Aa. Vv. Giuseppe Berto: Thirty Years Later (Atti del convegno internazionale della Fordham University at Lincoln Center, New York, 1 novembre 2008), a cura di Luigi Fontanella e Alessandro Vettori, Venezia, Marsilio, 2009

Nonostante siano trascorsi già trentadue anni dalla prematura scomparsa di Giuseppe Berto. Manca ancora in Italia una monografia che renda conto in maniera più precisa e puntuale della sua scrittura letteraria, dei suoi molteplici interessi e della sua poetica di narratore umorale e aggressivo, capace di illuminazioni profonde e straordinariamente ricche di pathos. Manca uno studio sulla sua produzione giornalistica e manca soprattutto la storia non superficiale del suo rapporto con la produzione cinematografica che lo portò a collaborare con molti registi, maggiori e minori. Sono sue, infatti, le sceneggiature di Gelosia (1953) per Pietro Germi (un adattamento di Il marchese di Roccaverdina di Luigi Capuana) come pure il soggetto originale di Anonimo veneziano (1970) per Enrico Maria Salerno (un film che scontentò la critica ma convinse molto pubblico ad andare a vederlo) e quello di Oh, Serafina! (1976) per Alberto Lattuada (un’occasione forse mancata quest’ultima per entrambi).

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