La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Da “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull”

Pubblicato da Giovanni Nuscis su aprile 18, 2010


“La cultura non la si conquista nella servile fatica, essa è un dono della libertà e dell’ozio esteriore; non la si raggiunge, ma la si respira; per essa agiscono strumenti segreti, i suoi beni sono ottenuti ora per ora dalla misteriosa operosità dei sensi e dello spirito conciliabile con un apparente assoluto fannullonismo – e si può ben dire che essa tocca al prescelto nel sonno. Certo che per venire così plasmati bisogna essere di materia plasmabile. Nessuno afferra quel che già non possiede per nascita, e quello che ti è estraneo non lo potrai mai desiderare. Se uno è fabbricato in un legno scadente, non giungerà mai a vera cultura, mentre chi se ne è impadronito non ha mai conosciuto rozzezza. Difficilissimo è qui segnare una rigida ed equa linea di divisione fra il merito personale e ciò che si chiama favore delle circostanze.
[…] Di cose delicate ed imprecise si deve parlare con delicata vaghezza: per questo sia qui inserita un’ulteriore osservazione. Soltanto nei due poli dell’unione umana, là dove non vi sono più parole, nello sguardo e nell’abbraccio, può trovarsi la felicità, giacché lì soltanto esiste assolutezza, libertà, mistero e profonda assenza d’ogni riguardo. Tutto quello che nei rapporti umani sta frammezzo quei due poli è debole e tiepido, è determinato, deciso e limitato da formalità e convenzioni borghesi. Qui domina la parola, questo mezzo freddo e smorto, questo primo prodotto d’una civiltà mediocre, così estraneo alla calda e muta sfera della natura, tanto che si potrebbe affermare che già ogni parola è in se stessa un luogo comune.[…]

da: Thomas Mann – “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull”
Mondadori (Gli Oscar)
Traduzione di Lavinia Mazzucchetti

6 Risposte to “Da “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull””

  1. sparz detto

    bellissimo passo, Giovanni, grazie assai, Mann sapeva a tratti scrivere fulmini di umanità.

  2. lambertibocconi detto

    Alto, assolutamente spirituale, troppo vero, talmente antiborghese da far paura. (Non a me.)

  3. Giovanni Nuscis detto

    Grazie Antonio e Anna.
    Credo cha Mann sia l’autore che più ha scritto in assoluto sulla condizione dell’artista, con pagine davvero memorabili (Tonio Kroeger, La morte a Venezia, i racconti Luisella, L’ora difficile etc, Doctor Faustus, Carlotta a Weimar).
    Sul Mann antiborghese, Anna, ho più di un dubbio:)
    Giovanni

  4. lambertibocconi detto

    Che sia stato antiborghese il signor Mann, non lo so. Ma nei suoi romanzi la critica è feroce. Basta pensare ai Buddenbrock!

  5. Anna Maria detto

    L’incompiuto Krull serba più di un tesoro (penso all’irresistibile colloquio di lavoro tra Krull e il direttore d’albergo Stürzli sul quale mi sono soffermata qualche anno fa). Grazie, Giovanni, per aver ripescato dalle Bekenntnisse des Hochstaplers Krull una autentica perla, forse un po’ stufa di star lì seppellita da troppo tempo.

  6. Giovanni Nuscis detto

    Vero, Anna, una critica feroce alla borghesia ma che Mann faceva ben dal di dentro, come sottolineano Lukacs e, se non ricordo male, Furio Jesi.

    Di perle come queste, Anna Maria, se ne trovano davvero molte nelle sue opere.

    Un saluto caro ad entrambe

    Giovanni

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