Quella abbagliante
Pubblicato da fabrizio centofanti su aprile 24, 2010
Il cavallo e il vecchio sembrano turbati. Anzi, lo sono certamente. Lo zoccolo alzato si ritrae, l’uomo aggrotta la fronte, non sa come reagire. E’ il mondo delle azioni ripetute, uguali a se stesse, solide, nella loro meccanica certezza. Il cavallo è fatto per viaggiare, il vecchio stalliere per servire. La paga e il fieno bastano e avanzano, come ricompensa. L’animale, a dire il vero, non dovrebbe esserci, nei resoconti non se ne fa menzione. Allora non sarebbe un’ovvietà, ma uno scarto dalla norma. Il cavallo è la ricchezza, i beni del mondo, l’autosufficienza. Lo zoccolo alzato è l’orrore per ogni forma d’insuccesso dell’uomo caduto, sbalzato dalle sue fortune. Di ricchezza, nella scena, ce n’è poca: siamo in una stalla; l’alternativa al mondo e al suo potere non può fare a meno di nascere in un luogo come questo. A Bethlehem, persecutore e perseguitato si sfiorano pericolosamente; nei dintorni di Damasco si concentrano nello stesso uomo, Saul, il primo re, che diverrà Paulus, uno dei piccoli amati dal Maestro. La spada è a terra, irraggiungibile: d’ora in poi toccherà a lui essere ferito; ma dalle ferite entrerà una luce che invade il dipinto e cambia la natura delle cose. Anche il quadro è mutato: la radiografia mostra un capo reclinato all’indietro, a riprova dello sconvolgimento incontenibile. Troppo per il committente, più propenso alle abitudini, alle azioni ripetute, solide, nella loro meccanica certezza. Qui di certezze non ce n’è, se non quella, abbagliante, della luce.
da qui















Marco Sini detto
“Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda. C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?». Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.” (Atti degli Apostoli 9,1-22).
f&r detto
Qui di certezze non ce n’è, se non quella, abbagliante, della luce.
così vera da rendere ciechi… perché l’essenziale è invisibile agli occhi.
grande fabry!
un abbraccio
f&r
Rashide detto
Caro Fabrizio.
Affidarsi al divino e la unica forza che ci fa andare avanti, non perdere mai la fede , anche se tutto il male che ci sta intorno sembra di rivoltarse su di noi.
Que Dios nos bendiga.
Un abbraccio forte.
Rashide.
Marco Sini detto
Comunque, caro don Fabrizio, proseguendo – in via astratta – il post di Rashide, se decidessi di “fuggire”, comunicamelo, perché potremmo organizzare un gruppo, ed andare tutti insieme sull’ormai famoso Monte Petroso, ognuno con la propria copia della Bibbia, la propria torcia per la notte e nient’altro, e leggere la Sacra Scrittura e pregare ininterrottamente, senza né mangiare né bere, sperando però che “Chi l’ha visto” non si interessi di noi; ormai quella frase della brava Sciarelli è oltremodo logora: “Nuovi itinerari spirituali…”. Ma noi sapremo nasconderci bene :-)
Un abbraccio nel Signore
Marco
Anonimo detto
Marco, l’idea del gruppo di preghiera proprio non le da’ tregua… Ma non esiste una lectio divina, una comunità mariana nella sua parrocchia, in cui puo’ inserirsi e trovare pace? Onestamente mi sembra strano che don Fabrizio non appaghi questa sua necessita’, con tutto il da fare che porta avanti.
Scusi la curiosità ma vorrei capire se e’ lei l’incontentabile o se e’ carente la sua prefettura diocesana di appartenenza.
Marco Sini detto
Caro amico Anonimo, il mio ultimo post era ovviamente uno scherzo, anche se rispecchia indubbiamente il mio stato d’animo. Devo confessare – in tutta onestà – che ciò che cerco (come gruppo di preghiera) non mi sembra esista, attualmente, in nessuna parrocchia. Sono anni che sto proponendo questo gruppo (un’ora dedicata alla lettura della Bibbia, ed un’ora alla preghiera spontanea affidata alla guida dello Spirito Santo, per due volte a settimana), ma purtroppo senza riscontri concreti. Farò forse bene a “fuggire” sul Monte Petroso? Diciamo che l’idea di finire su “Chi l’ha visto”, già di per sé, è uno sprone a non farlo; ma – a parte le battute – mi affido al Signore e all’onnipotenza del suo amore, anche se – certo – senza il supporto operativo di una parrocchia, è difficile che possa nascere questo gruppo.
Un abbraccio nel Signore
Marco
Marco Sini detto
Il Monte Petroso osservato dal Valico dello Scalone:
http://static.panoramio.com/photos/original/1394690.jpg
Marco Sini detto
Ho provato a stendere una bozza (comunque molto perfettibile) del testo dell’annuncio televisivo relativo alla mia (puramente virtuale) “scomparsa”, da parte della conduttrice di “Chi l’ha visto”, Federica Sciarelli:
“Vi chiedi di aiutarci a ritrovare il ‘giovane’ …………………, scomparso domenica ?/?/2010, da Ostia: è uscito di casa alle 10 del mattino, lasciando detto che sarebbe tornato quanto prima, ma il problema è: quanto prima? Si tratta forse di un nuovo itinerario spirituale? Sappiamo, da persone a lui vicine, che partecipa alla Messa tutti i giorni ed è molto coinvolto nella fede cattolica: si sarà forse ritirato in qualche eremo? O avrà, con maggiore ragionevolezza, deciso di inoltrarsi in qualche bosco dell’Appennino Abruzzese, per ivi rimanervi a tempo indeterminato, con la sola compagnia di una copia della Bibbia, che – da fonti sicure – sappiamo essere da lui letta ogni giorno? Quale sentiero avrà preso?”
Che il Signore mi aiuti e ci aiuti a prendere sempre il “sentiero” giusto.
Un abbraccio nel Signore
Marco
Marco Sini detto
Il rifugio di Forca Resuni, sul Monte Petroso; non si sa mai, se la temperatura dovesse scendere molto, potrebbe risultare utile :-)
http://www.micoadriatica.it/L%27Abruzzo%20dei%20parchi/Rifugio%20Forca%20Resuni.jpg
Marco Sini detto
Un’altra immagine di Forca Resuni, in un capolavoro della fotografia:
http://www.francescoraffaele.com/web-y2009/Forca_Resuni-IMG_5832-34c.jpg
Anonimo detto
Caro Marco, a questo punto mi domando se lei e’ pagato dall’Ente Provinciale del Turismo Abruzzese ;-)
Oppure desidera andare sui monti e tra i boschi, ma ha paura che nessuno la venga a cercare e quindi preventivamente lascia detto qui dove rintracciarla ;-)
Buona settimana,
A.
Marco Sini detto
Delle due ipotesi, caro amico Anonimo, è sicuramente falsa la prima, ma – con l’aiuto di Dio – spero risulti tale anche la seconda.
Un abbraccio nel Signore
Marco
Marco Sini detto
Comunque, il fatto di ironizzare (da parte mia), su questa ipotetica “fuga” sul Monte Petroso, sta soprattutto a significare che (non soltanto in me, ma in ogni cristiano che non viva una soddisfacente vita di preghiera a livello comunitario) vi è un anelito alla pienezza spirituale, che il piano individuale – da solo – non può dare. Sono convinto che soltanto un gruppo carismatico (parrocchiale), fondato sulla lettura della Bibbia, con almeno due incontri settimanali di due ore, nel quale le persone crescano davvero nell’unità e nella conoscenza di Dio, possa donare (insieme al rapporto personale con il Signore e alla partecipazione quotidiana all’Eucaristia) quella pienezza e quella gioia della quale ogni essere umano ha bisogno. Ma sono aperto anche a suggerimenti su possibili varianti rispetto alla mia proposta, ma gli elementi, comunque, imprescindibili sono la lettura della Bibbia, la preghiera dello Spirito Santo e la durata e la frequenza degli incontri (due ore x due volte a settimana).
Un abbraccio nel Signore
Marco
Anonimo detto
Marco, scusi ancora se le sembro invadente, ma parla della frequentazione e dell’organizzazione di questo gruppo carismatico come di una prescrizione medica! Torno a ripetermi: per soddisfare questa sua urgenza non puo’ frequentare un giorno per un’ora un gruppo di ascolto della Parola (o lectio divina che dir si voglia) e poi per un’altra ora o anche piu’ -secondo le sue esigenze- puo’ fare adorazione del Santissimo? Con cio’ prometto solennemente di finirla qui, per non tediare gli altri. Oltretutto non e’ questo il posto dove cercare partecipanti per il gruppo ideale e neppure il modo di evangelizzare nel web ;-) Grazie per la pazienza, A.A.
Marco Sini detto
Caro amico anonimo, l’essenziale della mia proposta non è unicamente la Sacra Scrittura, ma le persone che andrebbero a partecipare a questo cammino comunitario, e la preghiera nello Spirito Santo che si condividerebbe nella seconda ora di ogni incontro. “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Matteo 18,20): la Bibbia è la luce che ci guida all’unità e alla conoscenza intima di Dio; ma senza la partecipazione empatica di più persone – uniti da una fede sincera e sentita – non può esservi un vero cammino di fede.
La Lectio Divina, come viene spesso intesa nella prassi parrocchiale (ossia lettura del Vangelo della domenica successiva, riflessioni del sacerdote che conduce l’incontro, e poi commenti e domande degli astanti), è inefficace a produrre effetti significativi. Può, certamente, risultare interessante ed edificante, ma non riuscirà mai a trasformare in profondità la vita di nessuno, se non vi è, contestualmente, un cammino comunitario, fondato soprattutto sull’amore reciproco disinteressato, che soltanto una fede radicata profondamente nella Parola di Dio – letta a turno tutti insieme – può produrre.
Confido nel Signore, al quale nulla è impossibile.
Un abbraccio nel Signore
Marco
claudia detto
visto che al Signore nulla è impossibile…io voto per il monte petroso!!!
Marco Sini detto
Anche se in modo velato, trovo che tu sia, Claudia, davvero molto dolce, e non lo dico ironicamente.
Comunque, rimango davvero convinto che se almeno un parroco crederà nella proposta di questo gruppo, genererà molti frutti, sia in termini di coraggiosa testimonianza del Vangelo, sia in termini di disinteressato amore fraterno.
Un abbraccio nel Signore
Marco
Anonimo detto
credo che l’unica soluzione possibile sia che Marco diventi sacerdote e realizzi il suo progetto… sul monte Petroso :-)
Marco Sini detto
Caro amico Anonimo, scusami se ti do del tu, ma tra fratelli in Cristo mi viene naturale. Ti confesso che la scelta ipotetica di propormi per la preparazione al sacerdozio sembrerebbe – al di là delle battute – forse l’unica strada, per tradurre in atto il progetto per questo gruppo. Ma vi è un intoppo: pur avendo una fortissima vocazione all’evangelizzazione, mi manca quella al celibato. Attualmente – è vero – sono celibe (ed anche single), ma spero presto di incontrare o riconoscere la donna giusta per me come moglie, e il celibato – onestamente – non la sentirei come una condizione (per me) “naturale”. Con una sola eccezione: se mi trovassi ad affiancare (e a collaborare nella predicazione) una persona come l’apostolo Paolo (più unico che raro), forse riuscirei a dimenticare il mio forte bisogno passionale verso una donna da amare con tutto me stesso. Ma rimane, comunque, un’ipotesi remota, soprattutto perché – di santi come san Paolo – ne ho conosciuto uno solo, soprattutto attraverso le sue potenti lettere, ispirate da quel Dio che ci ha amato così tanto, da averci donato – insieme al suo unigenito Figlio – un esempio (quello di san Paolo appunto), che credo sia capace di convertire anche i sassi. Grazie Signore Gesù Cristo per questo dono immenso!
Un abbraccio nel Signore
Marco