La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

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Vangelo di Nicodemo (ovvero, delle donne e della Chiesa)

Pubblicato da L.R. Carrino su maggio 23, 2010

Apparecchiata la croce, gliela diedero e cominciarono a camminare. Gesù giunse fin presso la porta della città. Veniva dietro anche uno dei suoi discepoli: Giovanni. A questo punto, allontanandosi di corsa, va dalla madre di Dio e le dice: “Perchè sei rimasta qui e non sei andata a vedere quello che succedeva?”
“Che cosa è successo?” – domandò essa.

Ed egli, piangendo a calde lacrime e sospirando senza fine, disse: “Stanno conducendo via il tuo amatissimo figlio, mio maestro, per crocifiggerlo, e renderanno deforme la sua bellezza, fiorente sopra tutti i figli degli uomini”.

Udendo questo, la madre di lui gridò a gran voce e disse: “Figlio mio, figlio mio! Che cosa mai hai fatto di male perchè ti conducano a crocefiggerti?”

Si levò, come intontita, e corse nella strada piangendo. Si unirono a lei anche altre donne: Marta, Maria Maddalena e Salomè e altri giovani. E c’era con lei anche Giovanni. Quando giunsero in mezzo alla folla, la madre di Dio disse a Giovanni: “Dov’è mio figlio?”. Dice Giovanni: “Vedi quello che porta la corona di spine ed ha le mani legate?”. Udito ciò, e vedutolo, la madre di Dio svenne e cadde a terra riversa, e giacque piuttosto a lungo, mentre le donne che l’accompagnavano stavano attorno a lei, piangendo. Quando poi rinvenne e tornò in sé, correndo come una leonessa incalzata dal cacciatore e strappandosi la veste, disse: “Fatemi largo, uomini, perchè io possa andare a gettarmi al collo del mio agnello! Datemi modo, o uomini, che io possa fare il lamento per il mio adorato figlio, l’agnello dell’anima mia! Datemi modo, o uomini, che io possa essere vicina alla fronda nutrita con il latte del mio seno! Datemi modo, o uomini, che io possa guardare e piangere il dolcissimo figlio mio!”

Poi battendosi il petto, gridava dicendo: “Ahimè, ahimè, dolcissimo figlio, luce dei miei occhi, re di ogni cosa! Ahimè, ahimè, come posso resistere a guardarti appeso alla croce? Ahimè, ahimè, questo fu dunque il lieto annuncio di Gabriele? Orsù, compiangete tutti l’anima mia trafitta nel vedere il mio dolcissimo figlio unigenito condotto alla croce come un agnello innocente, con le mani legate come un condannato, condotto a morte come un ladrone in mezzo a ladroni, lui, che ha aperto come una cortina il cielo! Ora ascoltate, popoli, nazioni e razze, quale ingiusta morte hanno dato a mio figlio!”

Poi di nuovo diede un acutissimo grido e disse: “Figlio mio, figlio mio dolcissimo! Dov’è scomparsa la bellezza del tuo aspetto? Come sopporterò di vederti soffrire in tal modo?”. E così dicendo si lacerò il viso con le unghie e si batté il petto. “A che sono servite – disse – le buone opere che hai fatto in Giudea? Che male hai fatto?”

Pertanto i Giudei, avendo visto che ella piangeva e si lamentava a quel modo, accorsero per allontanarla dalla via, ma essa non volle andarsene. Rimase, invece e disse: “Uccidete prima me!”……….

Dopo la crocifissione essa disse rivolgendosi all’arcangelo: “O Gabriele, dove sei, perchè io possa discutere con te? Questo è l’augurio che tu mi hai rivolto? Perchè non mi hai detto già allora dei martirii senza misura del mio dolcissimo e dilettissimo figlio e dell’ingiusta morte del mio unigenito? ……perchè non mi hai parlato dell’indicibile, straziante distacco dal mio miserevole figlio e dell’ottenebramento dei miei occhi, privati della luce? Perchè non mi hai parlato allora dell’insidiosissimo tradimento da parte del subdolo e iniquo Giuda, discepolo e traditore? O Signore, abbi pietà! Perchè i miei occhi, offuscati e ottenebrati, vedono un simile supplizio del mio dolcissimo e miserevole figlio? Ahimè, ahimè figlio mio adorato! Dove posso fuggire e dove trovare scampo? E come apparirò agli uomini che diranno: questa è la madre di colui che fu dolorosamente condannato e che era chiamato re e figlio di Dio! Che sarà di me senza di te?”

Allora Gesù rivolto lo sguardo alla madre, vedendo ritto presso di lei il discepolo prediletto Giovanni, che piangeva insieme alle altre donne, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi dice a Giovanni: “Ecco tua madre!”.

Ed ella piangendo disse: “Per questo piango, figlio mio: perchè ti hanno condotto ad un’amara ingiusta morte. Così essi hanno creduto, ma la tua morte, figlio mio, è santa e giusta, e sarà riconosciuta salvezza del mondo intero. Senza di te, figlio mio che sarà di me? Dove sono i tuoi discepoli che si vantavano di voler morire con te? Dove coloro che sono stati risanati da te? Perchè non si è trovato uno che ti aiutasse?”

Poi rivolta alla croce disse: “Chinati, croce, in modo che io possa abbracciare e baciare mio figlio, il frutto delle mie viscere, il germoglio del mio cuore che dopo che ho nutrito con questo seno non ho avuto la gioia di vedere adulto! Ormai anch’io morirò con te!”.

Udendo queste parole, i giudei si fecero avanti e allontanarono sia lei, sia le donne e sia Giovanni. Allora la santissima, mandato un alto grido disse: ”O madri tutte, fate cordoglio con me, popoli tutti e nazioni! Ho serbato la verginità per non incontrare i dolori delle madri, e invece ho superato tutte le madri nei pianti e nei gemiti”.

38 Risposte to “Vangelo di Nicodemo (ovvero, delle donne e della Chiesa)”

  1. grazie Gigio.
    l’ultima esegesi sta facendo giustizia sulla presenza delle donne nel vangelo. perfino il fatto che alcune di esse fossero state liberate da spiriti impuri sta a significare che si convertirono prima dei colleghi uomini, i quali, al momento opportuno, si defilarono vergognosamente. Luca è il vangelo delle donne, ne descrive il coraggio della sequela, il mettere a disposizione i beni a favore del maestro e dei discepoli, la fedeltà coerente fino al sepolcro, la precedenza nell’incontro col risorto. poi qualcosa, nella tradizione, ha dimenticato tutto questo.

  2. f&r detto

    Donne prete? No grazie!
    di Mario Palmaro

    Periodicamente ritorna la richiesta di ordinare donne al sacerdozio. La Chiesa si è pronunciata definitivamente per il no. Spieghiamo perché. Ma qualcuno, anche tra i cattolici, finge di non saperlo.

    [Da "Il Timone" n. 21, Settembre/Ottobre 2002]

    “Ordinare sacerdoti delle donne? Sarebbe la stessa cosa che celebrare messa con la Coca Cola”. Il Cardinale Giacomo Biffi – cui notoriamente non fa difetto la schiettezza – usò una volta questa immagine colorita per liquidare senza troppe disquisizioni teologiche un punto fermo del Magistero cattolico di sempre: il sacerdozio e riservato agli uomini per volontà stessa di Cristo. Ma nonostante la tradizione ininterrotta in questo senso, e nonostante i ripetuti e definitivi interventi della Chiesa di Roma, ogni tanto l’argomento torna d’attualità sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi. Nelle scorse settimane, ad esempio, ha fatto rumore la pittoresca iniziativa di un vescovo scismatico, tale Romulo Antonio Braschi, che a giugno ha “ordinato” – si fa per dire – sacerdoti sette donne cattoliche: quattro tedesche, due austriache e un’americana. La strana cerimonia si è svolta a bordo di una motonave in viaggio sul Danubio. Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Joseph Ratzinger, è subito intervenuto con un “monito” di poche righe che contempla la sanzione della scomunica per le sette battezzate – salvo pentimento e pubblica ammissione dell’errore – e che chiarisce le idee all’opinione pubblica intorno alla questione delle “donne-prete”.

    L’avvenuta “ordinazione sacerdotale” – si legge nel documento di Ratzinger, che usa volutamente le virgolette nel definire il fatto contestato – è una vera e propria “simulazione di un sacramento e perciò invalida e nulla e costituisce un grave delitto contro la divina costituzione della Chiesa”.

    Un dibattito che dura da anni

    Dunque, anche se si tratta di una carnevalata, essa è particolarmente grave non tanto per gli effetti che produce – che sono inesistenti – quanto per il danno arrecato alle anime di coloro che “giocano” con i sacramenti, disprezzandoli e suscitando scandalo presso i fedeli. Per intenderci: l’ordinazione di una donna è paragonabile al matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Anche se la celebrazione si svolge secondo il rito previsto dalla Chiesa, non produce alcuna conseguenza per mancanza di un presupposto fondamentale.

    Nonostante le parole di Ratzinger, è prevedibile che i cattolici sentiranno ancora parlare di “sacerdozio femminile”, perché oggi nel mondo sono molti, cattolici e non, a “battersi” affinché la Chiesa cambi ciò che in realtà non è in suo potere cambiare.

    Negli Stati Uniti opera da diversi anni una suora benedettina, Jhoan Chittister, che auspica l’introduzione del sacerdozio femminile da parte di Roma. La Catholic Theological Society of America il 6 giugno 1997 ha votato, con 216 sì, 10 astensioni e 22 no, un documento in cui si dice che “esistono seri dubbi sulla autorità della dottrina cattolica (che nega di avere il potere di ordinare donne sacerdote) sia sulle radici nella Tradizione”.

    Nei mesi scorsi, un’associazione di donne cattoliche messicane ha proposto l’ordinazione di donne come forma di “democratizzazione della Chiesa”. In alcuni sinodi locali, donne cattoliche impegnate a vario titolo nella Chiesa sostengono la possibilità che la Chiesa “cambi idea”. Negli anni Novanta, un importante porporato, a un giornalista che gli chiedeva se fosse favorevole alle donne prete, rispose: “Credo che se ne riparlerà nel prossimo millennio”. Come dire: chi vivrà, vedrà… Vi sono poi teologi cattolici – docenti anche in facoltà pontificie, come ad esempio la Gregoriana di Roma – che ritengono infondata la dottrina cattolica secondo cui le donne non potranno mai accedere al sacerdozio.

    La “capitolazione” degli anglicani

    I primi a cedere alle lusinghe del mondo in questa materia sono stati gli anglicani – rispetto ai quali esiste peraltro il problema della validità di tutte le loro ordinazioni – che già a partire dagli anni Settanta discutevano animatamente se ammettere le donne al sacerdozio. Il 30 novembre 1975 Paolo VI scrisse una lettera all’arcivescovo di Canterbury Coggan, esortandolo a non erigere un nuovo ostacolo – oltre ai molti già esistenti – sul cammino verso l’unità dei cristiani. Purtroppo, nel 1992 il sinodo anglicano – sempre più terrorizzato dalla fuga di fedeli che ha colpito i protestanti inglesi – è capitolato e ha votato a favore delle ordinazioni femminili. li primo effetto della decisione è stata un’immediata fuga di sacerdoti e laici anglicani, intere parrocchie con il relativo clero, che hanno chiesto e ottenuto di farsi cattolici. Ma se Londra piange, Roma non ride.

    Nel senso che anche fra i cattolici – come ammette esplicitamente Giovanni Paolo II nella sua Lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis – “la questione è stata messa in discussione”. Questo stato di cose indusse Paolo VI a incaricare la Congregazione per la Dottrina della Fede affinché si pronunciasse chiaramente in materia. Ne scaturì la Dichiarazione Inter Insignores, del 15 ottobre 1976, in cui veniva ribadita la dottrina tradizionale.

    Cosa dice il Magistero

    Secondo questa dichiarazione, la Chiesa ritiene di non avere il potere di ordinare donne al sacerdozio “per ragioni veramente fondamentali”, che possiamo riassumere così:

    a. l’esempio di Cristo, che scelse i suoi apostoli soltanto fra gli uomini; b. la pratica costante della Chiesa, che ha imitato Cristo nello scegliere soltanto gli uomini; c. il magistero della Chiesa, che ha costantemente ricondotto alla volontà di Dio l’esclusione femminile al sacerdozio. La scelta di Gesù fu assolutamente libera e sovrana, così come scelse Pietro come primo Papa non certo per far contento il sindacato dei pescatori. Del resto, non fu ordinata sacerdote nemmeno Maria, Madre di Dio e della della Chiesa, a dimostrazione che l’esclusione delle donne non ne mortifica affatto la dignità e non dipende affatto da un livello di dignità inferiore. Semplicemente, dal fatto che uomini e donne sono diversi. Un’ulteriore parola definitiva, che avrebbe dovuto chiudere ogni inutile discussione almeno fra i cattolici, è venuta da Giovanni Paolo II con la breve Lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis, del 22 maggio 1994, nella quale si legge testualmente: “In virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”. Tale affermazione – spiegava la Congregazione per la Dottrina della Fede in una nota del 1995 – trova fondamento nella parola di Dio, si deve considerare appartenente al deposito della fede, è proposta infallibilmente dal magistero ordinario ed esige un consenso definitivo, in quanto irreformabile. Ciò significa che nessun Papa e nessun collegio dei vescovi in futuro potrà modificare questa posizione. Foss’anche nel prossimo millennio.

    Ricorda

    “Chiamando solo uomini come suoi apostoli, Cristo ha agito in un modo del tutto libero e sovrano. Ciò ha fatto con la stessa libertà con cui, in tutto il suo comportamento, ha messo in rilievo la dignità e la vocazione della donna, senza conformarsi al costume prevalente e alla tradizione sancita anche dalla legislazione del tempo. Pertanto, l’ipotesi che egli abbia chiamato come apostoli degli uomini, seguendo la mentalità diffusa al suoi tempi, non corrisponde affatto al modo di agire dl Cristo”. (Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem, n. 26).

    Bibliografia

    Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis, 1994.
    Giovanni Paolo II, Lettera apostolica, Mulieris dignitatem, 1988.
    Paolo VI, Rescritto alla lettera di Sua Grazia il Rev.mo dott. F.D. Coggan, Arcivescovo di Canterbury, sul ministero sacerdotale delle donne, 1975.
    Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Inter Insignores circa la questione dell’ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale, 1976.

    © Il Timone

    da qui http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1303

    di che stiamo parlando? noi donne possiamo lavare le camiciole, e spolverare gli arredi sacri e tenere pulita la chiesa, fare le catechiste ai ragazzini (categoria di catecumeni che nessuno vorrebbe mai incontrare), le perpetue (ma solo dopo aver oltrepassato un certo confine d’età) le madri, le suore, le insegnanti di religione, le teologhe, le studiose di esegesi, ma chi ci ascolta?

    9]E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. [10]Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. [11]Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse.

  3. lambertibocconi detto

    Dice l’articolo riportato nel post precedente: “la Chiesa ritiene di non avere il potere di ordinare donne al sacerdozio “per ragioni veramente fondamentali”, che possiamo riassumere così:
    a. l’esempio di Cristo, che scelse i suoi apostoli soltanto fra gli uomini; b. la pratica costante della Chiesa, che ha imitato Cristo nello scegliere soltanto gli uomini; c. il magistero della Chiesa, che ha costantemente ricondotto alla volontà di Dio l’esclusione femminile al sacerdozio.”
    L’elenco dei tre motivi è ingannevole, perché l’unica “ragione veramente fondamentale” congrua è la prima, mentre le altre due riportano l’impossibilità della Chiesa a ordinare le donne alla pratica e alla dottrina della Chiesa stessa, come dire: “non lo possiamo fare perché non l’abbiamo mai fatto ed è sempre stato così”. L’autore del pezzo avrebbe fatto prima e sarebbe stato più onesto a richiamarsi semplicemente alla tradizione e alla conservazione: Cristo ha scelto i suoi apostoli tra gli uomini, e tanto basti, nei secoli dei secoli amen. Conclusione: meglio un onesto dogma consuetudinario che tante parole per niente.

  4. Stella Maria detto

    Ho di recente letto il vangelo di Nicodemo è ho sentito il bisongo di fermarmi a riflettere, non sul sacerdozio, siamo tutti sacerdoti di Cristo con il battesimo. Ancora una volta ciò che mi incuriosisce è il fatto che i messaggi più importanti sono affidati a donne, questo accade anche nel Primo Testamento. In mano alle donne è la colpa (Eva), la salvezza del mondo è annunciata da una donna (Maria Maddalena)ed è possibile grazie al sì di un’altra (Maria). Le donne contavano poco più di niente, tanto da essere equiparate al bue, alla casa ecc. allora il fatto che l’autore non possa esimersi da nominare le donne in questi casi, vietarse di cambiar loro sesso e indicarle come uomini, mi incuriosisce. La Maddalena viene indicata come discepola di Cristo perchè ha dato l’annuncio della risurrezione e importante è la sua predicazione in Francia e poi in Italia insieme a San Paolo con cui giunse a Roma per incontrare Pietro. La sua è stata testimonianza, come quella degli altri apostoli ma ha creato problemi per il fatto di essere donna e per presunte chiacchiere sul suo rapporto con Gesù, che poi alla fine ci sono state lo stesso.

    Dio non ha sesso, è padre e madre eppure nel suo ruolo di madre soffre nelle viscere, come nella parabola del buon padre miserircodioso, e alla samaritana rivela il segreto della sua resurrezione, della pentecoste, quei fiumi di acqua viva. Questo lo devo a don Fabrizio.
    SM

  5. annamaria orlandi detto

    Sto leggendo “Dio e la nostra felicità” di Josè M. Castillo. Sostiene che Cristo in quanto ebreo non poteva sovvertire regole ferree di una società assolutamente maschilista.Tuttavia nel vangelo Gesù compie una vera e propria rivoluzione a vantaggio delle donne: la prostituta in casa del fariseo,la samaritana con la quale parla a lungo suscitando stupore tra i discepoli ( parli con una donna? come noi diremmo; parli con un cane?)la Maddalena che vede per prima Cristo risorto, l’adultera e moltissime altre donne sono più vive nel vangelo di molti apostoli. Dio è padre e madre, anche se Gesù può solo chiamarlo padre, ma lo dimostra nella parabola del figlio “prodigo”,accolto da un padre che non giudica e,come dice Fabrizio, ha viscere materne.La chiesa prima o poi cesserà di essere maschilista e legata ad una tradizione di esclusione e di divisione.Don Maggi sostiene che la chiesa ha tempi lunghissimi nell’adattarsi ai tempi che cambiano, ma alla fine arriverà ad un rinnovamento.

  6. Marco Sini detto

    Personalmente, sono convinto che le donne siano migliori (in linea generale) degli uomini, ma che non siano chiamate dal Signore al ministero sacerdotale. Ma se – per assurdo – avessi avuto, a riguardo, un parere diverso, mi sarei comunque inchinato (come ogni cattolico è chiamato a fare) di fronte alle parole pronunziate “Ex Cathedra” da Papa Giovanni Paolo II nel 1994, citate da “f&r”:

    “In virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”.

  7. f&r detto

    la storia dell’uomo che ritiene la donna migliore ma poi si rifugia dietro al non possumus parte dall’eden e attraversa i millenni.
    secondo certi uomini, Giovanni Paolo II compreso( mulieris dignitatem), la donna è migliore purché taccia e stia a casa a fare figli.

    f&r (eppur si muove)

  8. mbaldrati detto

    Stamattina leggendo il post ho pensato: Ma dov’è Marco Sini? Per fortuna è arrivato, ed ecco il commento che mi aspettavo da lui:

    “Ma se – per assurdo – avessi avuto, a riguardo, un parere diverso, mi sarei comunque inchinato (come ogni cattolico è chiamato a fare) di fronte alle parole pronunziate “Ex Cathedra” da Papa Giovanni Paolo II”

    Così si esprime un vero soldato dell’unica Chiesa Cattolica!

    (Signor Sini, non le ripeterò mai abbastanza che non vi è presa in giro nelle mie parole)

  9. Marco Sini detto

    Capisco, cara ““f&r”, che possa essere interpretata – da voi donne – come discriminante questa decisione (che non è semplicemente di un uomo, bensì di Dio stesso), ma non è questo l’intento né del Signore, né della Chiesa (in particolare, nella persona del successore di san Pietro). Voi donne (non tutte, ma la maggioranza di voi) siete semplicemente meravigliose, non soltanto per la bellezza fisica (per me siete tutte belle), ma soprattutto per la vostra sensibilità, la vostra dolcezza, la vostra capacità di vedere con maggiore profondità nel cuore delle persone, per la passione e la spontaneità che mettete in ciò che fate, per la maggiore capacità che Dio vi ha donato di aprirvi alla sua grazia. Ma – per svolgere nel migliore dei modi il ministero sacerdotale – sono indispensabili anche qualità tipicamente maschili; questo fatto però non significa – ovviamente – che l’uomo sia migliore della donna, ma che ha caratteristiche e qualità diverse dalla donna (che lo predispongono a determinati ministeri).

    Caro Mauro, come già sai, è dovere di ogni cattolico testimoniare la Verità, ovviamente “secondo la misura della norma che Dio ci ha assegnato” (2 Corinzi 10,13), ossia in base ai carismi che il Signore dona a ognuno di noi.

    Un abbraccio fraterno

    Marco

  10. f&r detto

    fides&ratio alias una donna indignata per la presenza nella Chiesa cattolica di persone che non hanno il coraggio di trasformare il mondo ma riescono solo a credere nel passato . Lo Spirito è sempre nuovo: peccato averlo dimenticato

    f&r

  11. Marco Sini detto

    Cara Fides, “Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!” (Ebrei 13,8).
    Se s’intende trasformare l’eguaglianza di diritti tra uomo e donna in assenza di differenze di natura, non si fa certamente il bene delle donne. Non devi offenderti se il Signore non chiama voi donne al sacerdozio: ogni ministero, nella Chiesa, è volto al bene di tutti, a lode e gloria di Dio; non deve trasformarsi, invece, in un’occasione di protagonismo o di carriera, ma – umilmente e con totale sincerità e limpidezza – tutti i battezzati (uomini e donne) sono chiamati ad accogliere i doni di Dio, senza dubitare dell’amore di Cristo e della presenza dello Spirito Santo in essa, in modo particolare nei pronunciamenti “Ex Cathedra” del vescovo di Roma, successore di san Pietro, vicario di Cristo.

  12. Anonimo detto

    Ritengo che non bisognerebbe porre il problema su un contrasto di fondo: perche’ gli uomini si’ e le donne non possono essere ordinate sacerdoti? Bensi’ bisogna dare spazio e responsabilita’ maggiori ai laici -uomini e donne- all’interno della Chiesa.
    Questo richiederebbe finalmente una maturazione nella fede e nella capacita’ di dare testimonianza con le proprie opere da parte dei cattolici. Ci sono gia’ le figure dei diaconi e degli accoliti, ma questi vanno in vacanza e non sono in servizio permanente come dovrebbero almeno avvicendandosi. Cosi’ i sacerdoti sarebbero meno soli nella loro opera a servizio della Chiesa. Si ordinerebbero solo quelli con una vocazione vera a prova di tentazioni e perversioni e si eviterebbe il problema del celibato dei preti e della pedofilia.
    Se i sacerdoti si sposassero, secondo me, non si risolverebbe un problema, ma se ne creerebbe un altro: quello del divorzio dei preti! Immaginatevi un uomo che deve seguire la propria famiglia ed essere h 24 a servizio della comunita’ (cosi’ io intendo il sacerdozio)… la moglie lo licenzierebbe dopo cinque minuti ;-)

  13. L.R. Carrino detto

    io, personalmente e fuori da ogni dogma, sono “scandalizzato” dalle parole del signor marco sini. ritengo il suo intervento quello che… quello che è.

    cosa, di grazia, signor Sini, hanno questi uomini che le donne non hanno?
    quali, la prego mi dica per favore, sono le cosiddette doti maschili che necessariamente bisogna possedere e che le donne non possiedono? Certo, si parla di caratteristiche necessarie a svolgere “nel migliore dei modo il ministero sacerdotale”.
    non di altro.

    la mia è una domanda. non è una presa per i fondelli. io voglio, davvero voglio, capire.

  14. L.R. Carrino detto

    “Ciò significa che nessun Papa e nessun collegio dei vescovi in futuro potrà modificare questa posizione. Foss’anche nel prossimo millennio.”

    Oh ma per favore! La Chiesa ha cambiato idea, opinione, fascia sinistra e formazione tutte le volte che è stata costretta all’angolo. Non diciamo, appunto, eresie. La Storia lo dice.

  15. f&r detto

    Se è vero che Gesù scelse 12 uomini, li scelse ebrei e circoncisi, dato storico inoppugnabile… e fu lo Spirito santo ad indicare la nuova via dell’accoglienza degli incirconcisi.

    Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». [Mt.10,1-8]

    Mentre io cominciavo a parlare lo Spirito santo scese su di loro, come era sceso su di noi all’inizio. Mi ricordai allora della parola del Signore quando disse: Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito santo. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono come a noi, che credemmo nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio? [At.11,15-17]

    Se oggi lo Spirito chiama le donne al sacerdozio chi è il papa, successore di Pietro che non imbavagliò allora la volontà di Dio, per opporsi a Dio?

    f&r

  16. f&r detto

    quanto a cosa accadrebbe se i preti si sposassero bisognerebbe chiedere cosa accade ai preti sposati della Chiesa cattolica d’oriente.

  17. lambertibocconi detto

    Niente, per essere ordinati sacerdoti bisogna avere il pisello. :-) Giusto mister Sini, ho capito bene?

  18. Marco Sini detto

    Tra i commenti che ho letto questa mattina, credo che quello dell’amico Anonimo sia, di gran lunga, il più equilibrato e obiettivo.

    Il fatto che le donne non siano chiamate al sacerdozio non deriva, ovviamente, da una questione anatomica, ma da qualità molto più pronunciate (in genere) nell’uomo rispetto alla donna. Tra queste, certamente, una capacità direttiva molto più pronunciata, e una maggiore tenuta di fronte allo stress e ai molti problemi che, inevitabilmente, un sacerdote incontra sulla propria strada. Non sono gli unici elementi caratterizzanti, ma certamente i principali. Poi, se il problema è che alcune donne desiderano essere come gli uomini in tutto, sono libere di farlo, ma non è questa la volontà di Dio, che chiama ogni persona a sviluppare la sua reale natura, e non a cercare di assomigliare a una natura che non è la propria. A questo aggiungo che è fuori di dubbio che esistano alcune eccezioni: donne molto “maschili” e uomini che hanno tratti caratteriali marcatamente femminili, ma si tratta – appunto – di eccezioni.

    Cara Fides, inizialmente la Buona Notizia (per volontà del Signore) fu portata unicamente agli israeliti, e soltanto in seguito (come profetizzato molte volte nell’Antico Testamento) ai “pagani”. Ma non vi è contraddizione in questo fatto, faceva parte del piano di Dio fin dall’inizio, come i profeti avevano preannunciato diversi secoli prima di Cristo.

    Caro Luigi Romolo, tu scrivi:

    “La Chiesa ha cambiato idea, opinione, fascia sinistra e formazione tutte le volte che è stata costretta all’angolo. Non diciamo, appunto, eresie.”

    Ti chiedo di citarmi (con tutti i riferimenti) quali pronunciamenti “Ex Cathedra” del Papa o quali deliberati solenni di Concili Ecumenici (in piena comunione con il vescovo di Roma) sono stati smentiti da pronunciamenti solenni successivi. Già so che non li troverai, ma ti ho posto la domanda per porre in risalto l’erroneità della tua affermazione.

  19. mbaldrati detto

    Signor Sini, mi permetta, ma il secondo capoverso del suo commento n. 18 rappresenta per me una caduta terribile della qualità che io cerco in lei, che è quella di un soldato dell’unica Chiesa Cattolica del XIV secolo trasportato ai giorni nostri, con citazioni delle scritture e nessun cedimento di fronte alle critiche e alle minacce del maligno. Quello che scrive invece è una tremenda banalizzazione tipo combriccola di leghisti al bar sport. Spero che riprenderà presto la sua vera natura!

  20. f&r detto

    il fatto che i commenti di marco sini siano del tutto inutili in quanto assolutamente scontati, ovvero che chiunque, conoscendo i paraventi dietro ai quali la Chiesa da millenni si nasconde, può prevedere, dimostra come un certo tipo di credenti abbia una chiusura mentale, questa sì, di gran lunga superiore a quella che si può riscontrare nella grandissima parte del genere femminile credente e non ( a parte anche qui eccezioni che però non sono la regola).
    avevo letto le altre discussioni del medesimo con altri lettori del blog e mi ero già resa conto dell’inutilità del confronto, ovviamente non sono stata smentita.

    spero che presto, invece, uomini e donne di buona volontà possano finalmente aprirsi al soffio del nuovo che da tempo incalza le scelte della Chiesa.

    f&r

  21. Marco Sini detto

    Cara Fides, chi non riconosce l’infallibilità dei pronunciamenti “Ex Cathedra” del Papa si pone – per sua libera scelta – fuori dalla fede cattolica.
    Non ho affatto la pretesa di fare affermazioni originali, ma – nel mio quotidiano, in ogni situazione – cerco di testimoniare la Verità rivelata, della quale è depositaria l’unica Chiesa Cattolica, che ha ricevuto personalmente il mandato da Gesù Cristo, mediante gli apostoli.

  22. lambertibocconi detto

    Mi par di aver capito che il Sig. Sini – mi smentisca se sbaglio! – appartiene alla corrente dei Carismatici, che non si è capito bene come mai la Chiesa Cattolica se li tenga ancora con sé: una roba che era meglio Milingo…
    Date un’occhiata a questo sito, per esempio: http://www.veriprofetioggi.com/
    Scherzi a parte, non mi spiego davvero come la Chiesa, con tutti i problemi che ha, tolleri questo tipo di teste al suo interno – non individualmente, ché siamo tutti esseri umani, ma come gruppo organizzato. Attendo spiegazioni da don Fabry.

  23. f&r detto

    peccato che non ci sono più i roghi a campo de’ fiori, eh!

    in quanto donna e fuori dalla chiesa cattolica (dice lei) sarei stata un ottimo esempio per tutti quelli che avessero pensato di osare tanto!

  24. L.R. Carrino detto

    signor sini,
    in pratica, lei mi sta chiedendo di trovare un pronuciamento ex cathedra che smentisca uno precedente. impossibile, lo sa anche lei.
    sarebbe un’ammissione di fallibilità (e figuriamoci!). un po’ la logica del ‘me la canto e me la suono’.

    Se il papa fa un pronunciamento ex-cathedra questo diventa dogma, dottrina della Chiesa
    Non volendo essere identificato un apostata dal cattolicesimo, rammento che il papa è un uomo, e gli uomini sono diversi, e le opinioni sono diverse. Di quale infallibilità si parla, quindi? SOlo quella di – temporalmente parlando – governanti che nei secoli dei secoli non hanno certamente intenzione di contraddirsi.
    E quando si rendono conto dell’errore (perché la Storia insegna, perché si sta perdendo credito, ecc…), ecco che allora arrivano “le paroline”.

    Vedi alla vice Galileo (già…) e come (non) vedi – purtroppo – anche alla voce Bruno (io sono orginario di Nola, in prov di Napoli, significa qualcosa signor Sini, mi creda :)

  25. L.R. Carrino detto

    “Il fatto che le donne non siano chiamate al sacerdozio non deriva, ovviamente, da una questione anatomica, ma da qualità molto più pronunciate (in genere) nell’uomo rispetto alla donna. Tra queste, certamente, una capacità direttiva molto più pronunciata, e una maggiore tenuta di fronte allo stress e ai molti problemi che, inevitabilmente, un sacerdote incontra sulla propria strada. Non sono gli unici elementi caratterizzanti, ma certamente i principali”.

    La capacità direttiva? La maggior tenuta di fronte allo stress? (!!!)
    Mi scusi signor Sini, ma lei vive su questo pianeta o è rinchiuso ancora tra le pagine del tanakh?

    vede, se mi metto al suo livello di discussione, io per esempio ritengo che l’uomo di genere femminile ha dimostrato di avere maggior tenuta allo stress, rispetto all’uomo di genere maschile.

    per fortuna, il mondo cambia, si evolve.
    per migliaia di anni l’umanità è stata monca, mutilata, ‘tagliata’ della sua metà fondamentale, il suo principio e il suo completamento.
    e di questo, di questo, ha responsabilità il genere maschile.
    l’uomo di genere femminile, una risorsa infinita, enorme, paritaria, ‘identica’, è quello che ci permetterà il pareggio, lo scatto.

    non potroò vederelo, sarò morto da tempo. però è questa la mia speranza.

    sfortunatamente, anche la Chiesa si adegua, quando le conviene.

  26. Lò.Ma. detto

    Due sono fondamentalmente le cose che mi hanno lasciata senza parole.
    La prima è il fatto che ci sia veramente qualcuno, nel 2010, che possa porre sotto i riflettori “carenze psico-fisiche” da parte della donna come motivazione che ne precluda di fatto il Sacerdozio… immagino che tali risultati siano stati precedetemente accertati mediante questionari tipo quello dei “tre giorni” in voga,tempo fa, durante il servizio di leva.
    In realtà, secondo il mio modestissimo parere, le donne non avrebbero comunque mai potuto avere determinati tipi di ruoli, ai tempi che furono, solo ed esclusivamente perchè la società di allora non avrebbe mai permesso loro di svolgere altro ruolo se non quello di “Fattrice” (cosa che per altro è proseguita fino a pochi decenni fa).
    Sul fatto poi che la Chiesa non possa neppure prendere in considerazione possibili cambiamenti, lo trovo quantomento bizzarro.
    E’ si vero che ancora oggi ci troviamo davanti ad esempi di disinformazione assurdi (ex. Omosessualità e Preservativi ), e che di fronte a certe “ottusità e chiusure mentali” ci sia proprio poco da fare. E’ probabile quindi che anche il ruolo di donna-sacerdote non verrà mai e poi mai preso in considerazione. Ce ne faremo una ragione.
    Però, permettetemi di dire che, se la Chiesa non avesse avuto la capacità di cambiare nei secoli e di ammettere anche alcuni ENORMI errori del passato, saremmo probabilmente ancora oggi pronti ad imbarcarci per le Crociate e ad accendere Roghi contro gli eretici in nome di Cristo.

    A volte basterebbe solo un po’ di elasticità mentale.
    Oppure, forse, Gesù era un Borbone e manteneva i suoi sudditi nell’Ignoranza per poterli condurre al verde pascolo della vita Eterna, senza troppe rotture di scatole.

  27. Marco Sini detto

    Ci tengo a precisare, innanzitutto, che non faccio parte (e NON HO MAI FATTO PARTE) di gruppi o comunità carismatiche. Ho conosciuto soltanto alcuni gruppi, ed ho partecipato ad alcuni incontri di preghiera, ma – lo ripeto – non sono MAI entrato in nessun loro gruppo. Ho una buona opinione – in genere – dei movimenti carismatici inseriti all’interno della Chiesa, ma nei loro incontri manca, purtroppo, una caratteristica che credo fondamentale: far precedere le riunioni di preghiera da un’ora di lettura comunitaria della Bibbia (ovviamente, con la presenza di un sacerdote). Per questa ragione, sto proponendo da tempo (in varie parrocchie) la nascita di un nuovo gruppo carismatico, che sia – appunto – ben centrato sulla lettura della Parola di Dio, l’unica “Roccia” (insieme all’Eucaristia) sulla quale possa costruirsi una fede davvero salda, che non sia soggetta (come purtroppo accade fin troppo spesso) alla mutevolezza delle circostanze e dell’umore.

    Per rispondere ad altre obiezioni – una parte fondamentale della fede cattolica risiede proprio nel riconoscimento del mandato sacramentale, pastorale e “dottrinale” a san Pietro (e a tutti i suoi successori quali vescovi di Roma). Ovviamente, ognuno è libero di pensare e credere come vuole, ma professarsi cattolici, e poi negare l’infallibilità del Papa nei pronunciamenti “Ex Cathedra”, è – oggettivamente – una contraddizione in termini. Sarebbe più sensato e più coerente che, coloro i quali avessero questa convinzione, aderissero a una chiesa ortodossa, oppure (e sarebbe la scelta giusta) decidessero finalmente di riporre fiducia nella potenza dello Spirito Santo che opera in tutti i pronunciamenti “Ex Cathedra” del vescovo di Roma.

    Infine, le donne sono altrettanto degne (ed anche di più) degli uomini, ma semplicemente non sono state chiamate dal Signore al sacerdozio, e per noi che crediamo in Cristo e nella sua unica Chiesa Cattolica questa è una certezza irrevocabile.

  28. Carlo Cannella detto

    Una certa cosmologia arcaica spiega le cose in un modo che a me convince.
    In principio era la Madre-Terra (terra come madre nutrice), poi Terra-Madre (fine del Paleolitico, madre come terra produttrice). Il passaggio e’ importante. E’ cosi’ che si entra in un contesto patriarcale che evoca la fertilita’ in funzione utilitaristica, e’ cosi’ che tutto assume un carattere sacramentale e religioso. Ora e’ necessario ingraziarsi, propiziarsi quella che e’ diventata a tutti gli effetti una divinita’. “Capricciosa, lussuriosa” dice Simone de Beauvoir a proposito della Dea Madre, “regna su tutta l’Egeide, sulla Frigia, la Siria, l’Anatolia, su tutta l’Asia Occidentale”. Ha nome Ishtar a Babilonia, Astrarte presso i popoli semitici, Gea o Rea o Cibele presso i greci, Iside in Egitto, ha altri nomi in India, in Giappone, in Messico, fra i Celti.
    Trasportata nel divino, in questa sua nuova veste autoritaria, la Dea Madre viene ben presto affiancata da un figlio (simbolo della sua fertilita’), o da un amante (detentore della sua fertilita’). La coppia appare prima a Creta, per poi sbarcare sulle rive del Mediterraneo: Iside e Horus in Egitto, Astrarte e Adone in Fenicia, Cibele e Attis in Asia Minore, Zeus e Rea nella Grecia ellenica. Pian piano la Grande Madre e’scacciata dal Trono. “Dio e il maschio umano hanno ora un problema molto simile, dice Sara Morace, “l’uno una folla di divinita’ femminili che gli contendono potere e tradizione, l’altro una folla di madri e fratelli delle madri che gli impediscono di affermarsi nella sua unicita’ individuale. Il patto fra i due, l’alleanza, e’ esemplare: io saro’ il tuo Dio, tu sarai il mio popolo eletto. Io ho creato te, uomo, e da una tua costola la donna. Un Dio unico e maschio si arroga cosi’ unilateralmente il diritto di giudicare e punire. Quello che prima del patriarcato non c’era, ossia la religione, col patriarcato s’impone; quello che prima del patriarcato non c’era, ossia una discriminazione sessuale, col patriarcato si stabilisce.
    Considerata ormai come un “elemento” di secondo piano, la donna viene relegata al ruolo di essere infimo e abietto. Per Pitagora “c’e'un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna”. Per Aristotele “la femmina e’ femmina in virtu’ di una certa assenza di qualita’”. Fedele al racconto biblico della Genesi, l’apologista cristiano Tertulliano si rivolge alle donne cosi’: “Voi siete la porta del demonio… Con quanta facilita’ avete distrutto l’uomo, l’immagine di Dio. A causa della morte che avete attirato su di noi, perfino il figlio di Dio e’ dovuto morire”.
    Le sacre scritture sono assolutamente esplicite nell’attribuire un significato subalterno alla donna: “Le donne siano soggette ai loro mariti” e’ scritto nella Lettera agli Efesini (Nuovo Testamento) “perche’ il marito e’ il capo della donna, come Cristo e’ il capo della Chiesa”. In perfetto accordo col precetto divino che vuole la femmina assolutamente inferiore al maschio, i dottori della santa romana chiesa, cattolica e apostolica, fanno a gara per esprimere tutto il loro disprezzo verso l’altro sesso. San Tommaso ritiene che la donna sia “un uomo mancato”, un “essere occasionale”. Sant’Agostino la annovera tra i legittimi bottini di guerra. San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli, sentenzia che “tra tutte le belve non se ne trova una piu’ nociva della donna”. Sant’Oddone, abate di Cluny, sfoga tutto il suo astio ginofobico durante l’indottrinamento dei monaci: “La bellezza del corpo sta solo nella pelle. In realta’ se gli uomini potessero vedere cio’ che sta sotto la pelle, la vista delle donne darebbe loro la nausea. Mentre non sopportiamo di toccare uno sputo o un escremento con la punta delle dita, come possiamo abbracciare questo sacco di escrementi?”. Sulla stessa lunghezza d’onda e’ l’Ecclesiaste”: “Un uomo che ti vuole male e’ meglio di una donna che ti vuole bene”.
    Gesu’ fu pavido. Ebbe parole di conforto per le donne, in certo qual modo le rispettava, ma non infranse la tradizione. Scelse i suoi discepoli fra gli uomini, affido’ la sua chiesa a un uomo. Tutto il resto e’ conseguenza, che Marco Sini giustamente rivendica.

  29. Marco Sini detto

    Caro Carlo, la tua erudita disamina dalla preistoria ai giorni nostri è sensata nell’ottica “agnostica”, ma non certo nella luce della fede cattolica. Nell’ottica della fede, ogni cosa assume un significato “trascendente”, non riducibile, quindi, a uno studio storico-antropologico o storico-religioso. Citare, poi, presunte affermazioni di padri della Chiesa (delle quali è da verificare anche l’autenticità delle fonti) isolandole dal contesto del discorso, mostra – in tutta la sua estensione – la parzialità e non obiettività dell’impostazione proposta. Soprattutto, credo sia impossibile che sant’Agostino – dopo la sua conversione al cattolicesimo – possa essersi riferito alle donne come a “legittimi bottini di guerra”: non è indispensabile neppure fare una ricerca a riguardo, è una pura e semplice falsità. Sono corrette, invece, le citazioni da san Paolo, ma non è corretta l’interpretazione che ne hai fornito, come se avessero un carattere discriminatorio nei riguardi delle donne. Purtroppo, quando una persona è accecata dai propri pregiudizi, sembra impossibile che possa riuscire a vedere le cose obiettivamente; ma al Signore nulla è impossibile, ed anche tu – caro Carlo – potrai (se lo vorrai e lo chiederai a Dio) arrivare a riconoscere Cristo risorto e la sua unica Chiesa Cattolica.

  30. flora restivo detto

    Mamma mia, che strazio, che strazio, che strazio!!! Fino a quando ci toccherà sentire queste …cavolatine, fino a quando regneranno misoginia, maschilismo, cecità, paura? Le donne sono migliori degli uomini, hanno più coraggio, non temono il potere, non si alleano col potere, hanno il dono immenso di dare la vita.
    Non potremo diventare “don” Tizio o “padre Caio”? Pazienza, lasceremo l’esclusiva della pedofilia ai preti.
    Accipicchia che discorsi, mi sembra di essere tornata al Medioevo!
    Chiedo scusa, ma “quanno ce vò, ce vo.”

  31. annamaria orlandi detto

    Gesù non fu affatto pavido,a mio parere. Basta leggere il Vangelo pensando al contesto storico e se ne avvarte la profonda diversità nel considerare la donna.Ho letto che era usanza dei Giudei abbandonare alla nascita le figlie ai margini delle vie.Venivano raccolte ed allevate per diventare,in età giovanissima,delle prostitute. Quando Gesù accoglie la prostituta che gli bagna i piedi con le sue lacrime e li asciuga con i suoi capelli,viene rimproverato dal fariseo perchè si fa toccare da una donna impura. Gesù rimprovera l’uomo ed elogia la donna per l’amore che sa dimostrare.Non le dice di pentirsi,perchè vede in lei una vittima di una società ingiusta.Trovo le parole di Cristo “nuove”per il suo tempo,ed a sentire certi commenti, anche per il nostro tempo.

  32. f&r detto

    caro marco sini, dovrebbe leggere e studiare di più per comprendere e conoscere, e non mettere la testa nella sabbia ritenendo impossibile una cosa solo perché va a distruggere l’idea luminosa che lei si è fatto dei nostri predecessori nella fede.

    L’inferiorità giuridica e religiosa della donna trova il suo supporto nella cosiddetta inferiorità fisica della donna, nella imbecillitas, nella sua debolezza. La storia del pensiero cristiano corre lungo un arzigogolare complesso volto a evidenziare questo statuto debole e miserevole della donna, questa sua incapacità, condizione previa di ogni successiva inadeguatezza. non staremo a ricordare i luoghi celebri della misoginia culturale come pure della misoginia teologica. Andrea Milano ne ha raccolto una larga campionatura. Io stessa limitandomi al solo Giovanni Crisostomo (bocca d’oro n.d.r.)ne ho raccolto un saggio nell’ultimo capitolo del mio Donna e Chiesa.
    Ci limitiamo a ricordare come, in tutta continuità al pensiero antico i teologi riconoscono Adamo come principio (origo e caput) della specie umana; ne consegue che solo il maschio (vir) è chiamato al dominio. La donna, fine dell’uomo, è soltanto il tramite attraverso cui l’umanità permane e si accresce. Questo compito collaterale e minore la rivela come uomo diminuito, depotenziato, se non addirittura come negazione dell’uomo. insomma un mas occasionatus, per dirla con Aristotele e Tommaso.
    Questi convincimenti ingenerano una tradizione dominante interamente elaborata dai maschi, teologi e non, di fatto vincente sino ai nostri giorni [...]
    l’inferiorità della donna, si afferma, è radicata nel Disegno di Dio cher la vuole soggetta all’uomo per diritto divino e naturale.

    da Cettina Militello cur., Donna e teologia, EDB.

    libri citati nell’articolo:

    Cettina Militello, Donna e Chiesa. La testimonianza di Giovanni Crisostomo, EdiOftes, Palermo 1986;

    Andrea Milano, Misoginia. La donna vista e malvista nella cultura occidentale, EDB.

    per sapere chi è cettina militello
    http://www.teologhe.org/index.php?option=com_content&task=view&id=83&Itemid=0

  33. Marco Sini detto

    La “cultura” dominante – ad esempio – nel primo secolo d.C., in certa misura, esercitava un influsso anche sugli apostoli e sugli autori sacri del Nuovo Testamento. Ma questa realtà non poteva, ovviamente, modificare la sostanza di ciò che essi scrivevano ispirati da Dio (cfr. 2 Tm 3,16). La sottomissione della donna, alla quale fa riferimento la Sacra Scrittura, non significa umiliazione, ma – semplicemente – la libera scelta di lasciarsi guidare dal marito (secondo la natura che Dio le ha donato), e sempre in uno spirito d’amore reciproco. Riporto per esteso, qui di seguito, il brano nel quale san Paolo tratta questo tema:

    “Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. ‘Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne’. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito.” (Efesini 5,21-33).

  34. f&r detto

    la persona è più profonda del sesso (E. Mounier, trattato sul carattere)

    continuo a sperare in chi avrà apertura mentale e buona volontà capace di aprire il cuore e la mente alla novità dello Spirito

    per il resto, i commenti del signor sini si commentano da sé.

    f&r

  35. annamaria orlandi detto

    F&R analizza con grande competenza la discriminazione culturale, giuridica e sociale che ha negato alle donne anche i più elementari diritti della persona.Tuttavia distinguerei tra l’atteggiamento offensivo di buona parte del clero,medioevale e non,e delle alte gerarchie, da quello fraterno e attento di Cristo, che come spesso accade non è stato compreso dai suoi, dalla sua chiesa, fino ai nostri tempi. Ora che molte discriminazioni sono cadute, abbiamo donne insigni teologhe(oltre a moltissime scienziate,artiste, scrittrici,capi di stato).Non ho mai capito perchè la chiesa odierna affida quasi completamente a donne catechiste l’insegnamento della dottrina -importantissima trasmissione della fede-per poi continuare a considerarle non adatte ad altri ruoli.

  36. Marco Sini detto

    La fede cristiana – della quale la Chiesa Cattolica è depositaria e testimone – ama e rispetta la donna, anche più dell’uomo. Il punto della questione risiede nel fatto che i carismi e i ministeri li stabilisce Dio, non l’uomo. Cara Fides, la tua visione mi sembra distante non soltanto dalla fede cattolica, ma anche da qualsiasi confessione cristiana. Il tuo modo anarchico di pensare mi sembra, invece, meno distante dalla “filosofia” buddista. Non capisco cosa ti spinga a continuare a professarti cattolica, quando – tra le altre cose – non credi (di fatto) nel mandato di Gesù Cristo a san Pietro, come prova (in modo lampante) il disprezzo che hai manifestato (in precedenza) nei riguardi del pronunciamento “Ex Cathedra” di Giovanni Paolo II del 1994 (sulla non ammissibilità perpetua del sacerdozio femminile).

  37. f&r detto

    -Cristiana di Cristo Gesù fin là dove giunge la Parola:

    Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto. [Eb.4,12-13]

    rifletta sulle parole viva ed efficace, signor sini, chissà, forse anche lei, un giorno, arriverà a comprendere.

    -troppo buona annamaria! ma il mio commento precedente riportava un brano dal libro di Cettina Militello che ho citato, a lei vanno i suoi elogi :-)

    f&r

  38. Marco Sini detto

    Cara Fides, se tu credi – citando Ebrei 4,12 – che “la Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio” (e sono convinto della tua buona fede), dovresti credere anche al mandato sacramentale, pastorale e “dottrinale” affidato dal Signore Gesù Cristo a san Pietro (e a ogni suo successore): «[…] tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Matteo 16,18-19). E dovresti, conseguentemente, credere a ogni pronunciamento “Ex Cathedra” del vescovo di Roma, incluso quello del 1994 di Giovanni Paolo II, sulla non ammissibilità perpetua del sacerdozio femminile.

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