La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per maggio 2010

Le religioni convergono verso la verità, ognuna a suo modo: un’idea antica e attuale

Pubblicato da mauropesce su maggio 5, 2010


1. L’esperienza storica di ebraismo e cristianesimo, in territori estremamente vasti del nostro pianeta, dimostra che essi hanno assunto forme e comportamenti profondamente differenziati nelle diverse epoche e nelle diverse aree geografiche. Questi monoteismi sono stati a volte estremamente tolleranti e a volte estremamente intolleranti. E tra i due lati opposti del ventaglio esistono tante posizioni intermedie che si sono attuate concretamente e che sono state formulate teoricamente. Sono in sostanza convinto, per ripetere un’affermazione di Jacob Neusner, che le religioni siano quello che gli uomini decidono di farne, perché anche in passato esse si sono presentate in forme profondamente diverse. Leggi il seguito di questo post »

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Vivalascuola. Il Barrito

Pubblicato da giorgiomorale su maggio 5, 2010

Il Barrito n. 5, L’avventura

Dal numero 5 Il Barrito è diventato mensile. Se da una parte l’obiettivo è quello di essere un foglio d’inchiesta e ricerca pedagogica, con i tempi lunghi che ciò comporta, dall’altra una cadenza troppo diluita non rispondeva più al bisogno di creare un scambio realmente cooperativo con i gruppi (di bambini e adulti) incontrati sinora e con quelli che speriamo di incontrare lungo il cammino, anche attraverso le pagine del Barrito. Leggi il seguito di questo post »

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Attraverso lo specchio

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 4, 2010

Lei, poveretta, c’entra poco: fu Atena ad arrabbiarsi, al punto da trasformarla in un orribile mostro capace di trasformare in pietra chiunque la guardasse. Un simbolo attuale e variamente utilizzabile. Si potrebbe interpretare, per esempio, nel senso che la gente in preda al raptus sia trasformata da una forza che sfugge al controllo abituale. Giustificabile, dunque, in quanto la responsabile sarebbe Atena, o Satan, o Seth, a seconda di gusti, culture e prospettive. Leggi il seguito di questo post »

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Maria De Filippi (9)

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su maggio 4, 2010

A me tutti quelli che vanno al programma Uomini e donne mi fanno schifo. E dato che non ho alcuna considerazione neppure di me, ci vado pure io al programma.
Ma io voglio fare colpo su qualcuna della redazione, perché quelle durano per sempre, mica sono come le troniste che vanno e vengono e poi nessuno se le ricorda, o magari gli scrivono troie su youtube. Io punto in alto, se ci scappa ci provo pure con Maria De Filippi.
Quando mi siedo di fronte alle ragazze della redazione punto subito quella più brutta.
“Non che sia poi da buttare via” penso.
Alla pausa pranzo la avvicino, ma quella non mi fila per niente.
Allora mi scappa una bestemmia. E la dico pure forte.
Così arriva un tipo che mi dice che è meglio che mi allontano.
Io gli punto il dito contro, ma poi torno sui miei passi, perché anche se sono muscoloso e sembro un armadio e faccio palestra da anni, ho sempre una fottuta paura di fare a botte.
Così, mentre sotto la pioggia imbocco la Tuscolana, e Cinecittà diventa un puntino lontano, ripenso a quello che mi picchiò quando stavo al mare.
Ci avevo provato con la sorella, per questo mi ruppe il polso e ancora adesso quando piove mi sento picchiare sull’osso.

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De delictis gravioribus / 3

Pubblicato da eziotarantino su maggio 4, 2010

di Ezio Tarantino

[continua da qui. Qui la prima puntata]

Prontamente, il primo febbraio del 1982, il Vescovo Cummins produce la documentazione richiesta e la invia a Sua Eminenza Joseph Cardinal Ratzinger, Roma.

Il 24 settembre un membro della Diocesi di Oakland, Rev. Mockel, si permette di chiedere al Cardinale a che punto stia la pratica, perché non ne hanno più avuto notizia, e se per caso fosse necessario produrre dell’altra documentazione.

Il 20 dicembre 1983, quindi più di un anno dopo, Mockel scrive al Vescovo Cummings informandolo che da Roma è arrivata finalmente una risposta in merito al caso Kiesle. L’ha scritta l’”amico” Reverendo Thomas J. Herron, della SCF, il quale conferma che il caso “verrà esaminato al tempo opportuno”. Allora il 17 gennaio del 1984 Cummins scrive a Herron ricordandogli gli estremi burocratici del caso Kiesle (numero di protocollo, data delle lettere, invio dei documenti ecc.). Si arguisce che la lettera di Herron doveva essere stata piuttosto evasiva e doveva evidentemente richiedere tutti questi particolari perché, evidentemente, del caso Kiesle, a Roma, si era persa traccia. Leggi il seguito di questo post »

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La città nera, di Mauro Baldrati

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 4, 2010

La città nera

Romanzo di Mauro Baldrati (PerdisaPop)

Presentazione alla Mediateca di S.Lazzaro (BO)
Via Caselle 22
mercoledì 5 maggio ore 18.30

Relatore Pierfrancesco Pacoda

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Provocazione in forma d’apologo 158

Pubblicato da robertorossitesta su maggio 4, 2010

Fatto insolito, il top manager e il funzionario si trovano da soli davanti al grande ascensore che li deve portare al 38° piano.
“Buongiorno come va?” “Bene grazie e lei?” “Bene grazie.”
Quando le porte s’aprono i due entrano nella cabina vuota e inizia la non breve salita.
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Le radici sono i nostri figli

Pubblicato da monicamazzitelli su maggio 3, 2010

Le radici sono i nostri figli

Di Matteo Telara

Torno a casa dopo cinque anni di vita all’estero, lontano dall’Europa, nella piccola Inghilterra del Pacifico, così la chiamano la Nuova Zelanda.
Torno a casa dopo cinque anni di “no al nucleare”, di attenzione all’ambiente, di scarsa burocrazia, di trasparenza, di soddisfazione, di cemento armato assente e di opportunità.
Non è che torno a casa perché casa mi mancava (“torno per mio padre che non sta bene” continuo a ripetermi.)
Come molti emigranti avevo finito per chiamare “casa” ciò di cui un tempo neppure ero al corrente. Ho finito per riconoscermi negli spazi vasti, nelle vedute aperte ai respiri, nei cieli che ancora sanno sollevare gli sguardi. Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.39: “Enciclopoesia” per tutti e per nessuno. Il “Libro grosso” di Ennio Cavalli

Pubblicato da giuseppepanella su maggio 3, 2010

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

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di Giuseppe Panella

 

Enciclopoesia per tutti e per nessuno. Il Libro grosso di Ennio Cavalli (con postfazioni di Alessandro Fo, Roberto Roversi ed Erri De Luca, Torino, Nino Aragno, 2009)

Anche se è grosso davvero (sono quattrocentosessantotto pagine di versi!), questo libro di poesie di Ennio Cavalli è un libro “normale”. E’ “normale” come può esserlo un libro di poesie, certamente, o addirittura un libro qualsiasi dato che non esistono certo libri “normali” ma ognuno di essi è diverso l’uno dall’altro proprio perché non può (e non vuole) essere considerato simile agli altri libri. E anche se è un “libro grosso”, la sua grandezza e il suo spessore non gli impedisce di essere leggero, leggibile, godibile, spesso scanzonato e provocatorio. Con esso, Cavalli, un autore ben noto anche precedentemente per le sue opere in verso e in prosa, ha vinto il Premio Viareggio nel 2009.

Non è certo questo, tuttavia, il motivo di maggiore interesse del libro. L’autore teneva, invece (maggiormente, forse) al carattere “generale” della sua opera tanto da spingerlo a definirla, con neologismo divertito e audace, una sorta di Enciclopoesia:

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Vivalascuola. Scuola di massa, non repubblicana

Pubblicato da giorgiomorale su maggio 3, 2010

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di messi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 34)

Lo Stato ha un miliardo di debiti con le scuole pubbliche, non garantisce la sicurezza dell’edilizia scolastica, non finanzia le attività didattiche, riduce il sostegno, non paga i ricercatori, taglia il personale, senza nemmeno rispettare le procedure legali, smantella il tempo pieno, tra le esperienze di eccellenza della scuola italiana. Mentre tutte le nazioni investono in istruzione, procede la dequalificazione della scuola pubblica italiana, a tutto vantaggio della scuola privata. E’ questa la scuola della Repubblica?

E se Pasolini avesse ragione?
Dalla scuola di classe alla scuola di classe

di Giovanna Lo Presti

L’economia basata sulla conoscenza
Secondo la cosiddetta Strategia di Lisbona la media europea dei giovani compresi tra i 20 e i 24 anni d’età dovrebbe registrare una percentuale di diplomati superiore all’85 per cento entro il 2010. Leggi il seguito di questo post »

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Lectio

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 3, 2010

Concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra è pronta a intervenire; la sinistra tiene il segno: la Bibbia è fatta di rimandi, di echi, di allusioni. La lectio divina è un viaggio tra sponde sempre rinnovate eppure unite da un filo d’oro che balena a tratti, fenomeno carsico di significati scoperti all’improvviso, dalla mente vigilante: concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra batte sul libro, danza, per propiziare la rivelazione: i muscoli magri sono tesi, pronti a intervenire, a ritrarsi di scatto per annotare il versetto gravido di risonanze e analogie. Leggi il seguito di questo post »

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Che figura! L’enfasi

Pubblicato da paolocacciolati su maggio 2, 2010

Partendo dalle arti figurative, gli esempi più interessanti di enfasi li ritrovo in Munch e Picasso. In questo caso, a mio parere, meglio il norvegese pazzo rispetto al genio iberico. Certo, in Guernica, in quel coacervo di figure straziate, la madre col bambino, i volti terrorizzati, le persone che cercano di sfuggire dalle fiamme, l’enfasi galoppa sovrana. Ma vuoi mettere con L’Urlo? E’ un manifesto dell’enfasi, quella figura stravolta nel terrore che si propaga come onde psichiche a tutto il paesaggio, quel condensare in un’unica immagine la deformazione della realtà prodotta dal senso di angoscia e insieme la pressione insostenibile che il mondo esterno esercita sull’individuo, come a deformarlo in una maschera grottesca.
Del resto tutto il successivo movimento espressionistico, di cui l’Urlo è geniale precursore, trova nell’enfasi espressiva la sintesi della dilatazione della presenza del soggetto, quell’urgenza di ripristinare una lacerata centralità dell’individuo mortificata dallo sviluppo dell’industrializzazione e dell’abnorme crescita della città, come ricorda Achille Bonito Oliva in un saggio dedicato all’enfasi. Altro esempio illuminante è Lo sbadiglio, di Max Beckmann, del 1918.

E l’enfasi in letteratura?
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Il dito

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 2, 2010

Tommaso, detto Didimo – ossia gemello, perché aveva scelto di seguire Gesù nel viaggio verso la città che uccide i suoi profeti – si interrogò seriamente sul cammino indicato dal maestro: Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via? La risposta è nota: Io sono la via, la verità e la vita. Lo sbocco era stato la via crucis: un completo fallimento. Vale la pena intraprendere una strada che si conclude così ingloriosamente? Tommaso vuole avere una risposta. Leggi il seguito di questo post »

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METROMORFOSI 34 – MAGGIO 2010

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su maggio 2, 2010

Metromorfosi a maggio consiglia Jazz Al Centro

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Sesto Fiorentino (FI): incontro con Michela Murgia, autrice di Accabadora

Pubblicato da francesco sasso su maggio 1, 2010

Lunedì 3 maggio alle ore 17.30

Sesto Fiorentino

nell’ambito della manifestazione Maggio di Libri si svolgerà

l’incontro con Michela Murgia, autrice di Accabadora

Interverranno Giuseppe Panella (docente di Teoria della letteratura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa)

e Gianni Conti (scrittore, storico della letteratura).

Padiglione Delio Contini, piazza V. Veneto

a cura del Salotto Conti in collaborazione con la Biblioteca Pubblica “Ernesto Ragionieri”

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Un Dio diverso

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 1, 2010

Una volta il primo maggio si andava in pineta: celebravo la messa e raggiungevo i ragazzi che giocavano a calcio fino a sfinirsi. Per un po’ l’ho fatto anch’io; poi, giravo tra i gruppetti che suonavano, mangiavano e si sfidavano a carte. Era un rito che celebravo con più fatica dell’eucaristia: avrei voluto fermarmi, ritrovarmi nel silenzio di una Roma deserta, ricuperare il lavoro arretrato e raccogliere le idee, sottraendole alla frenesia del quotidiano. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 38 Commenti »

1° maggio

Pubblicato da Giovanni Nuscis su maggio 1, 2010

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (Art. 4 Costituzione)

Principi mirabili, parola per parola. E parola per parola ne cogliamo il contrasto palese con l’esperienza che viviamo. A nessuno è riconosciuto un diritto al lavoro. Nessuno può infatti rivolgersi a enti pubblici o a privati rivendicando questo diritto. Certo, esistono norme a tutela di alcune categorie (disabili) affinché vengano assunte negli enti pubblici, in una determinata percentuale, e ci sono norme che vorrebbero incentivare le assunzioni presso i privati, coi risultati che conosciamo. Ma un obbligo specifico di assumere non esiste, per nessuno. Si è soli, quasi sempre soli nella ricerca di un lavoro. Chi lo ottiene, a prezzo spesso di grandi sacrifici, sempre più di rado lo mantiene, soprattutto nel settore privato. Una precarietà che ci tiene sospesi. Alcuni molto più di altri, con tragedie che implodono per lo più in una cerchia ristrettissima, e che presto si dimenticano, presi come siamo dai nostri problemi. Sappiamo che possiamo contare solo su noi stessi, sulle nostre forze.

Pubblicato in: Eventi, Giovanni Nuscis | 15 Commenti »

 
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