La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

La pioggia

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 23, 2010

da qui

Sono partito con la pioggia, non si può avere tutto dalla vita. Mi faccio scivolare lo stress dalla pelle, dai neuroni, ascolto musica, cento canzoni italiane dei bei tempi. Mi sembra impossibile non rispondere a telefono, non aprire la porta, non essere chiamato, cercato, interpellato, non essere, non essere: forse è di questo che ho bisogno, fermare tutto, lasciare che il tempo si depositi nel fondo della micra, esausta per i duecentomila e passa chilometri digeriti a forza. Esco dall’autostrada, è il tratto che unisce Teramo con la Bologna-Bari. Piove a dirotto, le note di Emozioni rimbalzano sul vetro e fanno graffi sul cuore, mentre il tergicristallo fatica a sbrigare il suo dovere. Un momento, da dove è sbucato questo stop, lo vedo solo all’ultimo, freno, ma dubito che sortisca qualche effetto: la strada è imbevuta del diluvio che non accenna a smettere, sento la micra che slitta sull’incrocio senza che possa farci nulla, sbanda, non può più stare dritta, scarta a destra e a sinistra e accenna a un testa coda. Ecco, ora arriverà una macchina sulla perpendicolare, mi aspetto lo schianto da un momento all’altro, solo ora ricordo il consiglio del meccanico: don Fabrizio, se piove, devi andare piano, ma sono troppo sfinito per ricordare i consigli dei meccanici, ripenso in un istante alla mia vita, alle persone care, alla faccia che faranno sapendo che ero stanco morto e ora sono morto e basta. Mi chiedo come sarà il mondo senza don Fabrizio, ma la domanda giusta è un’altra: come sarà don Fabrizio senza il mondo? Riuscirà a portarne un pezzo dall’altra parte della scena, dietro le quinte, dove è stato predisposto con cura lo spettacolo? Continuo a slittare nell’incrocio dove la vita è appesa a un filo, alla remota possibilità che in un’ora di punta non passi un automobile né da sinistra né da destra, sarebbe un miracolo, ma non si possono pretendere i miracoli, anche se sono un prete, anche se un esercito di poveri si dispererebbe non per la mia morte, ma per quella dell’ipotesi di riuscire a sopravvivere, no, non si pretendono i miracoli, sono qui che aspetto, ora arriva l’urto, per me e chissà chi altro, arriverà la fine, o l’inizio, non lo so, non so più nulla, dentro la pioggia che mi acceca.

16 Risposte to “La pioggia”

  1. carlotta detto

    Con quella musica di sottofondo che tende a sviare il concetto di insito invece nel testo, sì realistico ma purtroppo veritiero se si leggono le statistiche dei morti per incidenti stradali e le cause che li determinano. Al di là di sondaggi e statistiche, quello che viene mostrato è la ricerca di una fine persino annunciata (dal meccanico, intesa come liberazione dai mali che perseguitano l’uomo moderno con tutti gli annessi e connessi. Liberazione=rassegnazione?

  2. Stella Maria detto

    … Quando ci vedremo (spero tardi
    e non m’importa come),
    mettimi in un posto con la donna
    e con gli amici miei;
    lasciami un buco
    per guardare in fondo,
    vorrei vedere
    qualche volta il mondo,
    il mio mondo… (Blumun, R. Vecchioni)

    A quanto pare non è poi così facile morire e non è così difficile ricevere un miracolo, un angelo corre, oppure un vecchio amico o Qualcun altro ci mette la mano giusta …
    questo per capire che con la vita non si scherza, che bisogna trovare un tempo per tutto anche per il riposo, qualcuno dice che tutti siamo utili ma nessuno indispensabile non è vero e sono certa che in tanti leggendo e non questo post ringraziano quell’automobilista ritardatario che non è arrivato da destra o quello troppo veloce che ha già superato da sinistra. Tutto il resto è … letteratura:-)
    buon proseguimento di vacanza e … riposati
    SM

  3. f&r detto

    Mi chiedo come sarà il mondo senza don Fabrizio, ma la domanda giusta è un’altra: come sarà don Fabrizio senza il mondo?

    lieta che tu sia rimasto col dubbio , forse ancora stanco, ma non morto :-)

    un abbraccio, fabry

    f&r

  4. vi ringrazio.
    ci sarebbe bisogno di altri aiuti validi per non sfinirsi.

  5. mariapia detto

    Uehi,Fabrizio??, manco per nulla che aspettiamo la fatalità che la tua stanchezza si sincronizzi con quella altrui..
    Eh no.Anni fa , alla viglia di lasciare la mia città( e famiglia e amiche di fede) di trasferirmi insomma, del tutto a MI, ebbi uno scontro frontale su una provinciale in provincia di parma, che mi portava me verso l’editore, che era Adriano Spatola. Dovevamo scrivere il contratto per “Cantare semplice”, che non ci fu, perché fui schiantata da un camioncione che non mi diede la precedenza..Ecco, quando trovai l’incontro con quel vetro in frantumi, prima di chiuderli,gli occhi, vidi..”stelle bianche dell’aria” su cui scrissi, in Corpus solum. Ma non è vero che dobbiamo sfidare,estenuarci, s e lo facciamo dobbiamo fermarci,e udire (verso dove vado?)e ascoltare, anche. (fine predica)
    Per affetto sincero.
    Maria Pia
    MPial

  6. iacucci francesco detto

    E’ logico che ti senta stanco Fabrizio. Logico. E a quell’incrocio sapessi quanta gente c’è arrivata, con te e prima di te. E quanta ce ne arriverà ancora. Molti sentiranno lo schianto e poi più nulla. Il vuoto prima di sapere tutto. Altri passeranno via in un attimo.
    La vita (la tua e quella di tutti noi) è piena di questi terribili incroci. E piove, piove sempre.
    Ciao Fabry, ti abbraccio e ti sono vicino.

  7. Anonimo detto

    Don Fabrizio, non ci faccia brutti scherzi! Quanti orfani lascerebbe anche qui nel blog…Provi a rilassarsi (visto che il suo vocabolario non contempla la parola riposo) e non faccia le ore piccole per risponderci: faremo digiuno per assicurarle piu’ tranquillita’.
    Se fossi piu’ vicino, verrei a farle da sagrestano, ma le sono comunque prossimo con lo spirito.
    Appello ai parrocchiani di don Fabrizio: non me lo stressate cosi’ tanto da metterne in pericolo la sopravvivenza ;-)
    A.A. In ansia

  8. Roberto Plevano detto

    Non si pretendono miracoli… Il colpo di mannaia arriva, arriva, non temete.

    Sai Fabrizio, io sono stato centrato in pieno da un’auto condotta da un ubriaco, e ricordo che l’ultima cosa che ho visto sono stati i fari nello specchietto retrovisore, che arrivavano come una rasoiata…
    Ho chiuso gli occhi e poi il cozzo preistorico, e una cascata di scintille sotto le palpebre.
    Macchina distrutta. Io illeso.

    Mah… di fronte a certi eventi, incidenti perlopiù, uno rimane (se rimane…) a chiedersi se c’è un senso, se una qualche potenza superiore stia dicendo qualcosa, e allora si dice “Era destino!”.

    Io non credo in un Dio (dio?) interventista. O forse non riesco a crederci. Però le migliori persone che ho conosciuto, persone migliori di me, persone (poche purtroppo) che ho conosciuto in tempi e luoghi diversissimi, sembravano essere animate da una fiducia assoluta nella presenza di una qualche provvidenza.

    A ben pensare, più che una fede consolatoria, come pensava Voltaire, è un’ipotesi da far tremare i polsi.

  9. Roberto Plevano detto

    naturalmente, un forte abbraccio

  10. grazie cari, di cuore.
    Roberto, ci hai preso.

  11. Dora Fortunato detto

    anche Gesù ogni tanto portava i suoi in luoghi appartati a riposare, non essere da meno!. Impara a staccare la spina, ogni tanto, per riprendere fiato e continuare a comunicare i tuoi pensieri come nel tuo ultimo libro che non ho potuto fare a meno di leggere tutto d’un fiato. Con quanta dolcezza hai descritto la vita passata accanto a don Mario e la tua quotidianità fatta di incontri con gli “ultimi”, con i giovani e con tutti coloro che ti leggono e ti ascoltano. E che dire degli accenni a tuo padre, alla tua famiglia: pochi ma intensi.Spesso gli occhi mi si sono riempiti di lacrime. Grazie

  12. grazie Dora, ne faccio tesoro.

  13. Rashide detto

    Meraviglioso che ci sei ancora fra di noi!!
    Ti abbraccio forte.

  14. grazie Rashide, ti abbraccio anch’io!

  15. Titti detto

    Caro Fabry, ormai il viaggio di andata e’ superato, ma almeno al ritorno (specie se dovesse piovere) fa’ come ti ho scritto: guida come se avessi Domma per passeggero… perche’ e’ così ! Ti ha dimostrato piu’ volte in questi giorni di essere venuto a Loreto con te ( e sai con quanta difficolta’ lasciava la parrocchia, ma stavolta non ha esitato ;-)
    Un grande abbraccio,
    Titti

  16. grazie Titti, arrivato sano e salvo!
    (con altri incroci pericolosi da superare…)

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.136 other followers